Articoli con tag Marcello Veneziani

La famiglia soffre di mononucleosi

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

La famiglia mononucleare. Ma che vuol dire? Spiegano seri sociologi, economisti, statistici e antropologi che sta per famiglia con un solo elemento. Ma siete scemi? La famiglia-tipo era di almeno quattro elementi, poi fu coppia, ora uno solo. È come dire: i quattro moschettieri erano tre ma ne ricordo solo due: d’Artagnan… Oppure c’è la famiglia tiraemolla per tutti i gusti: allargata, allungata, trasversale, incrociata, infrociata, a pallini, ecc. Due persone insieme sono famiglia, anche se ci stanno per un solo giorno o di un solo sesso. Un uomo e un cane sono una famiglia? Ma certo, se è già famiglia quella composta da un single. Un tempo si chiamavano scapoli, nubili, celibi, zitelle, vacantine, ora fanno famiglia da soli. Io che sono misantropo faccio comitiva da solo? Prosegui la lettura »

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Il comunismo di ritorno

di Marcello Veneziani

Non c’è giorno che non venga evocato il fascismo come se fosse dietro l’angolo, sul punto di tornare; o eterno, come sostenne in un pamphlet ideologico Umberto Eco. Ma vuoi vedere che mentre si narra il ritorno del fascismo si sta preparando un altro inquietante ritorno? Parliamo del comunismo, l’evento che ha più sconvolto il secolo in cui siamo nati, perché è durato tre quarti di secolo, ha coinvolto ben tre continenti e miliardi di sudditi, ha mietuto più vittime in assoluto, per giunta in tempo di pace. Un evento gigantesco, scomparso nel Racconto Collettivo, inghiottito nella preistoria, come se appartenesse a un’era geologica a noi estranea. E invece, eccolo risalire le caverne dell’oblio e tornare a galla nei nostri giorni. Risale in forma di Pauperismo, riemerge in forma di Accoglienza, ritorna nelle vesti globali del Politically Correct. Chiamiamolo in sigla PAP-Comunismo. È il comunismo di ritorno, come l’analfabetismo, rinato per ignoranza e dimenticanza del passato. Prosegui la lettura »

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I populisti discesi dai Monti

di Marcello Veneziani

Egrego Professor Monti, senatore a vita e presidente a morte, ed egregi esponenti del Fronte Impopolare che sbavate nell’attesa di vedere Salvini e Di Maio in ginocchio da Juncker e da Moscovici, non vi chiedo di convertirvi alle ragioni della sovranità popolare e nazionale. Ci mancherebbe. Ognuno faccia la sua parte e sostenga le sue posizioni fino in fondo. Ma il vostro problema è stato ed è ancora proprio quello, che non siete stati capaci di portare fino in fondo i vostri propositi. Quando eravate voi al governo, nessuno s’aspettava redditi di cittadinanza, elargizioni pop, pensioni a quota 100 e condoni a gogò. Ma ci aspettavamo che forti della vostra indipendenza dall’elettorato e dalla politica, dai partiti e dai sondaggi, voi metteste mano a una drastica bonifica del nostro sistema. In che senso? Tagliando davvero i rami secchi e gli sprechi, sopprimendo le mance e le regalie politiche, dismettendo, potando le amministrazioni pubbliche, facendo davvero una ristrutturazione dello stato, una grande riforma. Per esempio, lo spreco assoluto e primario in Italia sono le regioni ma i politici non le toccheranno mai perché sono posti e potere; avete mai studiato e tentato l’ipotesi di abolirle? Avete mai provato a dimezzare i costi dei Palazzi, dal Quirinale al Parlamento, il loro personale, scorte incluse? Prosegui la lettura »

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Intervista a Marcello Veneziani di Alessandro Rico per La Verità

Marcello Veneziani è uno degli intellettuali di destra più brillanti del nostro Paese. Con la Verità ha conversato a tutto campo su populismo, sovranismo, Europa, crisi del centrodestra.

Tutti ne parlano, molti a sproposito. Ma cos’è il populismo, professor Veneziani?
Il populismo è la scuola elementare della nuova politica.

Efficace ma sibillino. Me lo spiega meglio?
Il populismo parte dal disagio della gente che si sente espropriata del potere di decidere, messa all’angolo dalle oligarchie. E reagisce riportando in auge la questione della centralità del popolo. Prosegui la lettura »

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Solgenitsyn, dal gulag all’oblio

di Marcello Veneziani

«Sono infinitamente difficili tutti gli inizi, quando la semplice parola deve smuovere l’inerte macigno della materia. Ma non c’è altra strada se tutta la materia non è più tua, non è più nostra. Anche un grido può provocare una valanga in montagna». Da ragazzo queste parole di Alexander Solgenitsyn m’incoraggiavano a pensare che l’impresa di svegliare il mondo non fosse impossibile. Ripenso oggi, a cent’anni giusti dalla sua nascita e a dieci dalla sua morte, con commosso stupore al grido di Solgenitsyn e alla valanga che aveva creato. Prosegui la lettura »

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Faccetta nera

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani
Qualche giorno fa a Capo Verde mi stavo imbarcando dall’aeroporto dell’Isola di Sal. Visto che ero italiano, un capoverdiano nero dal sorriso bianco splendente ci ha tenuto a dirmi che quell’aeroporto era stato costruito da Mussolini.

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Il dittatore chi mi porto dentro

QUINTA COLONNA
di Marcello Veneziani

Ora il dittatore è Salvini, o forse Di Maio, anzi meglio Casaleggio. Fino a sei mesi fa il dittatore era un eurocrate o qualche suo concessionario di zona, che peraltro incombono minacciosi all’orizzonte.

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La maledizione di Montecitorio

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Un tempo, Montecitorio era l’anticamera del Quirinale. Saragat, Gronchi, Leone, Pertini, Napolitano prima di diventare presidenti della Repubblica furono presidenti della Camera. Poi, a un certo punto, entrammo nell’epoca della Camera Oscura. Ovvero la maledizione della presidenza di Montecitorio: chi diventava presidente poi spariva dalla scena politica o finiva ai margini. Fu così per tanti, da Violante a Bertinotti, dalla Pivetti a Casini a Fini, ora alla Boldrini. E la stessa cosa vale in fondo per Palazzo Madama.

Ma c’è una maledizione aggiuntiva che coglie ormai gli ultimi presidenti: contraggono una malattia che definirei delirio di onnipresidenza, variante istituzionale del delirio di onnipotenza. E cominciano a sclerare, a sconfinare da una presidenza della Camera a una presidenza del consiglio fino a sfiorare la presidenza della repubblica, si buttano tutti regolarmente a sinistra della sinistra, ricevendo il plauso d’incoraggiamento dei Grossi Giornali che è sempre un viatico di malaugurio. E dopo la parabola di gloria e cotillons affondano.

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Violenza e retorica sulle donne

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

A che servono le manifestazioni, le assordanti campagne, le facce dipinte e le giornate mondiali contro la violenza subita dalle donne? A giudicare dai risultati non servono a nulla. Da anni c’è un crescendo di mobilitazione femminista, di attenzione mediatica straordinaria, di leggi speciali contro il sessismo maschilista e la violenza alle donne, c’è perfino l’aggravante del femminicidio rispetto a un “semplice” assassinio. E da anni non diminuiscono anzi sembrano aggravarsi i crimini commessi contro le donne. Qualcuno dirà che oggi si denunciano le violenze alle donne mentre ieri no, e per questo sembrano in crescita. Ma il discorso crolla se si fa riferimento agli assassini di donne, che erano ovviamente registrati ieri come oggi e non sono certo diminuiti con gli anni, anzi. L’incertezza e la fragilità del ruolo maschile, l’autonomia e l’emancipazione femminile, innescano nelle menti più deboli reazioni folli, solitamente omicide ma anche suicide, che in una società “maschilista” erano meno frequenti.

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È sempre colpa del nazionalismo

di Marcello Veneziani

Ma davvero volete farci credere che il guaio principale del nostro tempo, in Italia, in Europa e nel mondo, sia il nazionalismo? Dalla Merkel a Macron, da Soros a Mattarella, dal Collettivo Media e Intellettuali Uniformati fino ai cantanti e perfino gli astrofisici, tutti additano il nazionalismo come il male principale da debellare, anzi la causa di tutti i mali presenti. L’astrofisico Rovelli ha scoperto nel nazionalismo un buco nero senza eguali nell’universo…

Prima ancora d’interrogarci sul nazionalismo, la sua esistenza e la sua consistenza, passiamo in breve rassegna le piaghe principali del momento e chiediamoci se hanno qualche relazione col nazionalismo.

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