Le allucinazioni dei mass media

di Dmitry Orlov 

Le allucinazioni dei mass media

Fonte: Comedonchisciotte

Per chiunque viva in Occidente (Stati Uniti, Unione Europea e le loro varie propaggini, come Australia, Nuova Zelanda) e voglia sapere cosa succede davvero nel mondo, l’ostacolo maggiore è il potente filtro alla realtà imposto dai mass media occidentali. [Questo filtro] utilizza due metodi per evitare che la realtà possa arrivare fino al pubblico, una attivo ed uno passivo.

Il metodo passivo usa l’omissione e l’insabbiamento: determinati fatti ed eventi non vengono semplicemente riportati. Alcuni sono deliberatamente soppressi, altri accuratamente messi in secondo piano, mentre altri ancora vengono presentati in un contesto appositamente studiato per mascherare il loro significato. Ad esempio, chiunque fosse stato abbastanza attento si sarebbe facilmente reso conto che Robert Mueller è senile e che non era assolutamente in grado di condurre alcun tipo di indagine o di scrivere un rapporto. Eppure questo aspetto saliente non è mai stato riportato [dai media]; si è trattato di una soppressione intenzionale. Continua a leggere

I nuovi orizzonti del Parlamento italiano

del Prof. Roberto de Mattei

Il governo Conte ha ottenuto la fiducia, con un largo margine, alla Camera e al Senato, ma soprattutto nasce con un ampio sostegno popolare. I sondaggi attribuiscono infatti alle due forze politiche che lo esprimono, Cinque Stelle e Lega, circa il 60% dei suffragi. Nessun governo come questo è stato però avversato dalla quasi totalità dei mass-media italiani.

Antonio Socci ha ben descritto questo “pregiudizio universale” su Libero (3 giugno), mentre Marco Travaglio, su Il Fatto quotidiano (6 giugno), ha pubblicato una lunga antologia dei pesanti giudizi riservati al governo nascente da pressoché tutti i giornali, di sinistra e di destra.

Conte è stato accusato di essere un «amico del popolo come Marat» (Corriere della Sera, 18 maggio) e di preparare «un futuro venezuelano» per l’Italia (Il Foglio 16 maggio). «C’è un caso Italia in Occidente», ha scritto il direttore de La Stampa (27 maggio), mentre per il direttore di Repubblica, «l’impasto di inesperienza, improvvisazione e arroganza non tarderà ad emergere. Allacciate le cinture» (2 giugno).

Questa faziosità ideologica si è tradotta in una violenta intolleranza nei confronti del nuovo ministro della Famiglia, Lorenzo Fontana, colpevole di essersi espresso a favore della famiglia naturale, tutelata dall’articolo 29 della Costituzione, di avere rilevato l’esistenza di una crisi demografica in Italia e di avere partecipato alla Marcia per la Vita del 19 maggio. Continua a leggere