‘Ndrangheta, Gratteri nel Vibonese: «Mi odiano? Significa che stiamo facendo bene»

VIDEO | Il procuratore di Catanzaro a San Nicola da Crissa: «Stanno cadendo templi massonici, c’è nuova fiducia nelle istituzioni». Il correntismo in magistratura? «Mai aderito». L’antropologo Teti: «Mitologia mafiosa può essere sostituita»

di Agostino Pantano

Torna nella provincia delle operazioni Rinascita Scott e Imponimento, il procuratore di Catanzaro Nicola Gratteri, e lo fa per partecipare ad una conversazione su “Immagini, Mitologie e Realtà” organizzata dal Comune di San Nicola Da Crissa.

Nel paese del Vibonese di cui è originario l’antropologo Vito Teti, è stato proprio il docente a instradare i temi culturali di un confronto che ha impegnato anche il giornalista Michele Albanese, cronista calabrese che vive sotto scorta da 6 anni.

«I templi massonici»

Non è stata nominata la madre di tutte le indagini, quella che nei prossimi giorni culminerà con l’udienza preliminare a Roma per 456 inquisiti, ma tutta la riflessione nella piazza gremita si è incentrata sul suo esito definito rivoluzionario.

«Diversi templi massonici stanno cominciando a cadere», ha detto il capo della Procura di Catanzaro, con Albanese che – per allargare il raggio – ha sottolineato come «questa nuova fiducia verso le istituzioni deve essere accompagnata da una robusta presa di coscienza culturale e sociale».

Dopo i saluti del sindaco Giuseppe Condello, che ha ricordato anche gli altri due eventi antimafia che si susseguiranno a partire da stasera, Teti ha rilanciato il concetto di una «mitologia ‘ndranghetista che il calabrese può sostituire con il richiamo ad un bisogno di legalità che mai come oggi è realtà».

Una piazza molto gremita, tra gli altri nel pubblico si sono notati i vertici provinciali delle forze dell’ordine e il sindaco del capoluogo, Maria Limardo, ha ascoltato parole precise anche rispetto alle critiche da rivolgere ai Palazzi.

«Stiamo facendo bene»

«Alle parole di odio – si è sfogato Gratteri – sono abituato e le interpreto come il segno che stiamo facendo bene. Ho spalle abbastanza larghe e non cadrò mai in un fallo di reazione». Rispondendo alle domande del nostro network, il magistrato inoltre si è detto convinto «che il tempo dirà se meritiamo il consenso anche delle altre istituzioni e del sistema dei partiti, visto che l’appoggio dei cittadini c’è e ci dà fiducia».

Parole che lasciano intendere l’avvio di un percorso col quale Gratteri vuole abbassare al massimo il rischio di un isolamento – «abbiamo impiegato 2 anni per derattizzare gli uffici», ha detto – in un uno con le sue dichiarazioni finali che si riferiscono al contesto nazionale quando, rispondendo alle domande del cronista, ha dichiarato «non ho mai avuto bisogno di aderire ad alcuna corrente interna alla magistratura», concludendo: «Rimarrò in Calabria per il tempo necessario».

Fonte: https://www.lacnews24.it/cultura/ndrangheta-gratteri-nel-vibonese-mi-odiano-significa-che-stiamo-facendo-bene_122421/

La Massoneria tra Francescani e partiti politici

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

Come ha annunciato la Gran Loggia spagnola del Grande Oriente spagnolo nella sua ultima newsletter, è stato firmato un accordo di collaborazione tra la loggia massonica Maimonide di Cordova e i fratelli francescani della Croce bianca,
presenti nella città andalusa dal 1977.
L’accordo, firmato da un rappresentante della comunità massonica e da un religioso della congregazione francescana, si sostiene che avrà come scopo quello di “affrontare i bisogni più urgenti delle persone che ospita” la Casa della Famiglia di San Francesco di Assisi.
La loggia Maimonide contribuirà, “altruisticamente, con le sue risorse umane e materiali ai programmi di povertà, salute o dipendenza”.
La notizia non è stata accolta bene dai veri cattolici di Spagna, consci dell’inconciliabilità tra fede cattolica e massoneria, come ricordato dai papi degli ultimi due secoli.
Malumori di questo tipo ha causato anche in Italia la scelta della sezione umbra di Fratelli d’Italia di candidare un noto massone, già maestro venerabile di loggia.
Si tratta del commercialista camerunense Paul Dongmeza, da 37 anni in Italia.
“Vengo da una cultura sincretica e iniziatica”, ha sostenuto Dongmeza. E con questa formazione para-spirituale fu semplice per Dongmeza entrare nella Loggia massonica “Tiberi” di Perugia.
Sentito da La Nuova Bussola Quotidiana ha detto: “non sono più maestro venerabile, ma sono iscritto alla Massoneria. Del resto, non è un mistero, i giornali parlano di me”.
Dongmeza, che è il primo massone africano pubblicamente candidato in un partito di destra, ha naturalmente attirato le critiche degli stessi militanti cattolici del partito.
“Non abbiamo preclusioni. Non so se Dongmeza sia ancora affiliato”, ha detto al giornalista Andrea Zambrano il senatore Franco Zaffini, coordinatore di FdI in Umbria.
“Collabora con noi sui temi a lui cari come la cooperazione con l’Africa, dato che ha una associazione che si chiama Italia Attiva”.
Secondo il Senatore non sarebbe un problema per il partito l’eventuale affiliazione alla Massoneria di Dongmeza. “A Perugia ci sono una trentina di logge, non mi meraviglierei, ma non è materia politicamente rilevante. Si tratta di scelte private”.
Non la pensa così la leader nazionale di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che si richiama sovente alle radici cristiane (come ha fatto recentemente in Piazza San Giovanni) e si è più volte opposta a massonerie e poteri forti.
La leader di Fratelli d’Italia ha fatto della propria distanza da tutte le consorterie lobbistiche, Massoneria compresa, un imperativo della sua azione politica, imperativo confermato più volte durante le sue interviste e comizi.
Se è così, allora cosa è successo con le candidature in Umbria?
La Meloni, solitamente molto attenta e precisa, ha sbagliato un colpo? O, come sostengono alcuni sui social, è stata tenuta all’oscuro dell’affiliazione massonica di uno dei candidati umbri? Richiamarsi alla dottrina e alla tradizione cristiana implica necessariamente il rifiuto delle posizioni antropocentriche e anticattoliche della Massoneria.
Indipendentemente dalla conoscenza del caso da parte della Meloni, come è probabile, il caso rilancia il tema del reclutamento di candidati massoni nei partiti politici.
Parafrasando la richiesta della Meloni di un patto anti-inciucio, si potrebbe chiedere anche un patto pubblico per non candidare massoni nelle liste dell’intero centro-destra.
Solo così Giorgia Meloni si riprenderà da questa “mancata vigilanza da buona mater familias” e i militanti di Fratelli d’Italia potranno dormire sonni tranquilli e tenere lontani “corpi idealmente estranei alla base elettorale tradizionale” del partito in forte crescita.

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Saggio sulla Massoneria Americana

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Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza
Comunicato n. 88/18 del 12 novembre 2018, Sant’Alberto Magno
Arthur Preuss, Saggio sulla Massoneria Americana, CLS, Verrua Savoia 2014, pagg. 334, euro 18,00.
Prefazione dell’edizione francese del 1998 
“Une remarquable étude”: è il giudizio di un esperto, Léon de Poncins (in Christianisme et F∴ M∴) sul libro di Arthur Preuss, A Study in American Freemasonry, che viene ora pubblicato dal Centro Librario Sodalitium.
L’autore
Arthur Preuss nacque a Saint Louis (Missouri, Stati Uniti) il 22 marzo 1871 da Edward e Concordia Schuricht, entrambi di origine tedesca. Fu scrittore, giornalista e editore cattolico. Dopo aver studiato nel Canisius College di Buffalo (New York), Preuss iniziò la carriera giornalistica e letteraria collaborando col padre nel Saint Louis Daily America (1890-1892). Nel 1893 fondò la Chicago Review, che diventò The Review (1894) ed infine The Catholic Fortnightly Review (dal 1905). Come editore, Preuss diffuse soprattutto negli Stati Uniti dei testi di teologia dogmatica e morale. Come autore, egli pubblicò The Fundamental Fallacy of Socialism (1907), A Study in American Freemasonry (1908) e Dictionary of Secret and Other Societies (1924).

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Bergoglio, le prove del legame tra la sua Chiesa e la massoneria: un attacco durissimo

Papa Francesco

Fari puntati sui legami tra il Vaticano e la massoneria. Un caso che si aprì con un intervento del cardinale Gianfranco Ravasi su Il Sole 24 ore, quando il 14 febbraio del 2016 scriveva un articolo titolato: “Cari fratelli massoni“. Come sottolinea Il Giornale, fu l’occasione per lanciare un messaggio ben preciso: basta chiusure e pregiudizi, è l’ora del dialogo, cerchiamo quello che ci unisce e non quello che ci divide. Non a caso, da allora sono iniziati degli incontri nelle diocesi italiane con l’attiva partecipazione del Grande Oriente d’Italia (Goi).

Eppure, la massoneria, è per definizione molto lontana dalla Chiesa Cattolica. E la ragione è molto semplice: la Chiesa ha sempre ravvisato il carattere satanico del progetto massonico e quindi la sua pericolosità per i fedeli cattolici. Eppure, ora, sottolinea sempre l’articolo del quotidiano di via Negri, si segue il metodo del “pastoralismo”, la base del pontificato di Papa Francesco. In buona sostanza, una Chiesa che si disinteressa della dottrina, nella teoria sempre valida ma in pratica anche pronta ad essere scardinata.

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MASSONERIA: BONANNO, ”NOI PULITI, PAPA FRANCESCO POTREBBE ESSERE NOSTRO CAPO”

Abruzzo Web Quotidiano on line per l’Abruzzo. Notizie, politica, sport, attualitá

LA NOTIZIA DEL GIORNO (che non stupisce…)

di Loredana Lombardo

L’AQUILA – “La massoneria è pulita, composta da persone con una forte morale, tanto che potrebbe essere suo capo ideale Papa Francesco, in virtù del suo messaggio dell’universalità del Creatore ‘urbi et orbi’ , unico e comune per tutti gli esseri viventi, al di sopra delle religioni,  che è anche un principio cardine della massoneria”.

Parola di Vincenzo Bonanno, delegato magistrale Abruzzo Molise della Gran Loggia di rito scozzese, volto noto aquilano, in quanto storico docente di lingua inglese del liceo classico “Cotugno” e presso la facoltà di Scienze motorie.

Nell’intervista ad Abruzzoweb, Bonanno tiene a sfatare quelli che per lui sono solo pregiudizi intorno alla Massoneria, consolidatisi dopo vari scandali e vicende giudiziarie che hanno segnato la recente storia italiana, a cominciare quelle che hanno riguardato la loggia P2 di Licio Gelli.

“Non ci sono preclusioni per essere ammessi alla massoneria – spiega innanzitutto Bonanno – ci sono persone di ogni nazionalità, cultura, senza distinzioni di ceto, orientamento sessuale o politico. Non accettiamo atei o agnostici, per un motivo molto semplice. Noi crediamo che ci sia un Dio, unico e comune a tutti”.

Le grandi famiglie italiane sono due, il Grand’Oriente d’Italia riservata solo agli uomini e la Gran Loggia di rito scozzese, a cui possono accedere anche le donne.

Bonanno è affiliato alla Gran Loggia di rito scozzese da oltre 40 anni, gli iscritti in tutta la regione sono circa un centinaio, divisi in gruppi provinciali.

Il gran maestro è l’avvocato Sergio Ciannella, che presiede il Supremo Consiglio.

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Chiesa e Massoneria, incontro manda il tilt due diocesi

La locandina dell'evento

Chiesa & Massoneria, incontro manda in tilt due diocesi

Prosegue l’Operazione loggia lanciata dal cardinal Ravasi per avvicinare Chiesa e Massoneria. Dopo Siracusa tocca a Gubbio. Le cattoliche Acli e il GOI domani insieme per un “dialogo possibile” dove la dottrina cade sotto i colpi di una prassi conciliante. Imbarazzo in diocesi ad Assisi, che, dopo la telefonata della Nuova BQ, cancella la notizia dal sito. E irritazione a Gubbio, il cui vescovo …

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Francia, un altro massone nelle stanze del potere

Segnalazione Corrispondenza Romana

Ancora un massone nelle stanze del potere, in Francia. Si tratta di Christopher Castaner, nominato nuovo ministro degli Interni lo scorso 16 ottobre, due settimane dopo le dimissioni di Gérard Collomb.

Durante i suoi studi in Giurisprudenza, Diritto commerciale internazionale, Scienze criminali e criminologia e Scienze politiche, Castaner si è avvicinato ai club «Forum» di Michel Rocard, dove ha fatto la conoscenza di differenti personalità del mondo politico, tra le quali i massoni Michel Sapin, Alain Bauer, Manuel Valls così come Olivier Faure, con cui ha mantenuto i contatti, e Benoît Hamon, con cui invece li ha recisi. Divenne membro del Partito socialista nel 1986. Venne eletto Sindaco di Forcalquier nel 2001, confermato poi nel 2008 e nel 2014; nel 2004 è stato consigliere regionale in Provenza-Alpi-Costa Azzurra, rieletto poi nel 2010. Nel 2012 è stato eletto deputato nella II Circoscrizione delle Alpi-de Haute-Provenza. Membro della Commissione Finanziaria dell’Assemblea Nazionale, è stato nominato relatore speciale per i bilanci di lavoro ed occupazione. Nel giugno 2014 l’allora primo ministro Manuel Valls gli ha affidato per decreto la vicepresidenza del Copiesas, il Consiglio d’orientamento della partecipazione, degli utili, del risparmio salariale e dell’azionariato salariato. Inoltre, è stato relatore della legge sulla crescita, sull’attività e sull’eguaglianza nelle opportunità economiche, più nota come legge Macron. E proprio da Macron Castaner è stato nominato nel 2017 Segretario di Stato incaricato delle relazioni col Parlamento e designato portavoce del governo di Edouard Philippe, posto che lasciò il 24 novembre di quell’anno: pochi giorni prima, il 18 novembre, era stato eletto delegato generale di La République en marche.

Lo scorso 16 ottobre è giunta la sua nomina a ministro degli Interni: secondo diversi media, avrebbe minacciato di lasciare il posto di Segretario di Stato e di aggiungersi così al lungo elenco di addii al governo, se non gli fosse stato dato questo ministero. Come il suo predecessore e come la maggior parte di coloro che hanno avuto tale funzione, anche Castaner è massone, come precisa l’agenzia Medias-Presse.Info, assieme a molti altri organi di stampa, come il blog Le Salon Beige, che fornisce un ulteriore tassello, evidenziando come sia proprio di En Marche l’80% dei circa 500 aderenti al Circolo Camille-Desmoulins, impegnato a riunire i massoni di qualunque obbedienza, che si riconoscano nelle idee e nell’azione di Emmanuel Macron. Ed allora tutto diviene più chiaro… Continua a leggere

La Massoneria tuona: “La politica dell’attuale Governo non ci piace, è incompetente”

La Massoneria tuona dal Casinò di Sanremo "La politica dell'attuale Governo non ci piace, è incompetente" (Video)“Purtroppo oggi ci sono tentativi di ridurre gli spazi della libertà e, soprattutto, viene colpito il diritto di associazione che, in Francia, è stato regolato invece dal 1901. In Europa ci sono molti attacchi alla libertà”.

di Pietro Zampedroni

E’ tornato a Sanremo, per i ‘Martedì Letterari’ del Casinò l’Avv. Antonio Binni, Sovrano Gran Commendatore e Gran Maestro della Gran Loggia d’Italia (Palazzo Vitelleschi), che ha relazionato sul tema ‘La Massoneria in Europa e in Italia alla ricerca della libertà’.

Antonio Binni torna per la quarta volta ai Martedì letterari di Sanremo ed a lui abbiamo chiesto se, nel 2018 in Italia ed in Europa c’è ancora bisogno di parlare di libertà: “Purtroppo oggi ci sono tentativi di ridurre gli spazi della libertà e, soprattutto, viene colpito il diritto di associazione che, in Francia, è stato regolato invece dal 1901. In Europa ci sono molti attacchi alla libertà, perché oggi il populismo tende a mettere all’angolo tutti i dissidenti, tutti coloro i quali non sono dell’opinione che deve comandare il popolo. Vengono demonizzati e viene demonizzata la Massoneria”.

Che rapporto ha o avrà con l’attuale Governo? “La Massoneria non fa politica e, anzi, nelle Logge è vietato farla. Certo che noi siamo attenti alla politica con la ‘P’ maiuscola, ovvero alla dottrina dello Stato. Quella rappresentata dall’attuale Governo non ci piace e noi non siamo assolutamente compatibili con il populismo, che equivale al concetto di incompetenza. Noi siamo persone razionali per definizione, ci prepariamo e proprio per questo siamo competenti”.

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Strani fermenti della massoneria a livello internazionale

Segnalazione Corrispondenza Romana

Fermento sospetto della massoneria a livello internazionale: numerose le iniziative, i convegni, le assemblee, gli incontri in vista delle prossime elezioni europee, ma non solo.

In Francia l’amministrazione comunale d’Epône, nel Dipartimento di Yvelines, ha deciso di restaurare il «Tempio di David» (nella foto), considerato come il più antico edificio massonico nazionale. Situata nel parco del castello, questa struttura è stata costruita nel 1785. Gli affreschi, realizzati all’interno, raffigurano Benjamin Franklin al lavoro ed altre scene celebranti l’amicizia tra Francia e Stati Uniti. Qui si incontrarono Hérault de Séchelles e Danton, mentre fuori infuriava la Rivoluzione.

I lavori di restauro, il cui inizio è previsto per questo mese, ammontano a circa 241 mila euro, messi interamente a carico dei contribuenti, poiché finanziati al 40% dallo Stato, al 40% dal Dipartimento ed al 20% dal Comune. Curioso che i massoni se la prendano per qualsiasi agevolazione fiscale concessa alla Chiesa, per poi far pesare totalmente sulle tasche della povera gente gli interventi riguardanti le proprie opere… Continua a leggere

Svezia: vietato insegnare all’Università che uomini e donne sono biologicamente diversi

Segnalazione Redazione BastaBugie

Altre notizie dal mondo gay (sempre meno gaio): in India l’omosessualità non è più reato, bandiera arcobaleno all’ambasciata italiana in Spagna, la Massoneria apre ai trans
di Caterina Giojelli

(LETTURA AUTOMATICA)

Germund Hesslow è professore di neurofisiologia a Lund, in Svezia, ed è anche sotto inchiesta per avere affermato che esistono differenze biologiche tra maschi e femmine. Non solo: quando è stato invitato a ritirare subito queste affermazioni «transfobiche» e «antifemministe» si è rifiutato di fare marcia indietro. Il fattaccio si è consumato durante una lezione del suo corso “Heritage and Environment”, nel corso della quale Hesslow ha citato uno studio secondo il quale le differenze tra uomini e donne sono «biologicamente fondate», quindi entrambi i generi non possono essere considerati come «soli costrutti sociali».

L’IRA DEGLI STUDENTI
Accusato dagli studenti di aver pronunciato affermazioni incompatibili con la “value base” svedese (che richiede a tutte le scuole del paese di aderire a una politica etica comune, che include valori come egualitarismo, libertà individuale e uguaglianza dei sessi), al professore è stato chiesto dai vertici dell’Università di scusarsi pubblicamente. A quel punto Hesslow si è rivolto alla Academic Rights Watch (fondata per monitorare i tentativi di limitare i diritti fondamentali di insegnanti e ricercatori) col dubbio che qualcuno volesse rimuoverlo dal suo corso.
Secondo l’Arw i problemi del professore sono iniziati quando una studentessa ha inviato una mail a un altro docente dell’università lamentandosi: «Perché non possiamo avere un docente con le competenze giuste sull’argomento?». La ragazza ritiene che le differenze biologiche e la teoria genetica non rientrino nelle aree di insegnamento del professore e che sarebbe piuttosto opportuno per gli studenti assistere a lezioni su quanto hanno subito le donne per centinaia di anni in nome della scienza medica, dalle mutilazioni genitali alle lobotomie forzate. Ritiene inoltre che Hesslow si sia espresso in modo «transfobico» quando ha detto «cambiare sesso è una moda». Un’affermazione scandalosa, che oltre a offendere studenti magari già soggetti a transfobia potrebbe influenzare il comportamento nei confronti dei transgender che già rimpolpano le statistiche sui suicidi e via discorrendo. Continua a leggere

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