Il ddl Zan punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia”…

 

Di Matteo Castagna 

Angelo Amato (61 anni) e Andrea Gardoni (25 anni) sono una coppia omosessuale convivente a Stallavena, frazione di Grezzana, in provincia di Verona.

Due anni fa, a seguito degli strascichi polemici sul Congresso Mondiale delle Famiglie, svoltosi con gran clamore e successo alla Gran Guardia della città di Romeo e Giulietta, i due vennero sbeffeggiati da un gruppetto di giovani perché passeggiavano, mano nella mano, proprio nei pressi di Piazza Bra. Il giovane ricevette anche una sberla. Era l’11 agosto 2018.

Si gonfiò la grancassa mediatica e le sinistre gridarono alla vile aggressione omofoba da parte di un branco di estremisti di destra. Ah, se ci fosse stata in vigore la legge Zan! Per quei fascistacci si sarebbero aperte le porte del carcere e l’aggressione avrebbe avuto l’aggravante dell’odio di genere.

La coppia, vicina al Circolo omosessualista Pink di Verona, denunciò, poi, scritte calunniose vicino a casa e un attentato con benzina, tanto da issare una protezione attorno all’abitazione, a tutela dell’incolumità messa a dura prova, in quella città nera, ebbra della discriminazione fomentata da anni di Rosari riparatori, da parte dei cattolici tradizionalisti.

A due anni di distanza, la procura scaligera ha indagato i due omosex per il reato di simulazione, sostenendo che le scritte se le sarebbero fatte da soli. Le indagini hanno provato che il gruppetto di giovani era totalmente estraneo a qualsiasi gruppo politico, ma che aveva bevuto qualche bottiglia di Montenegro. L’aggressore se l’è cavata con 400 euro di multa per la sberla.

Per la presunta aggressione con taniche di benzina le indagini non sono concluse ma il “mucchio selvaggio” è stato escluso da responsabilità dagli investigatori.

Il Comune di Grezzana, dopo più inviti a rimuovere le recinzioni abusive caduti nel vuoto, ha provveduto alla rimozione d’ufficio, coi suoi operai. Perché, pare che non esistano categorie protette dal reato di abuso edilizio, sempre che, al Senato, qualcuno non ne chiederà l’inclusione all’interno del ddl Zan.

A molti veronesi è tornato in mente il caso di Luis Marsiglia, di origini ebraiche, che negli anni 90′ finse un’aggressione da parte dei naziskin, che, invece, si era procurato da solo per continuare a fare il professore di religione senza averne i titoli.

Ad altri sono venute in mente le tante mistificazioni e accuse infondate che la splendida Verona riceve da troppo tempo, da parte di giornalisti e magistrati buontemponi, tutti ideologicamente schierati da una certa parte politica, che oggi festeggia per la presunta elezione di Joe Biden a Presidente degli Stati Uniti.

Altri veronesi si interrogano già sugli effetti incredibili e devastanti che il ddl Zan, che punisce l’omotransfobia, potrebbe creare a degli innocenti, lasciati in balia di certa magistratura. Altri, i più peperoni, chiedono al Pd e al M5S di accogliere una ulteriore modifica al ddl, che punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia” per tutelare anche le specie umane non particolarmente protette da leggi ad hoc, che si sentono fragili, a causa di alcuni comportamenti d’odio ideologico arcobaleno che potrebbero rovinare loro la vita, senza alcun motivo.

DA

Il ddl Zan punisca con pena doppia i casi di “auto-omofobia”…

Verona dice NO al “sistema Bibbiano”

IN ALLEGATO VIDEO PUBBLICATO DA NICOLA PASQUALATO SUL SUO CANALE YOU-TUBE
di Lucia Rezzonico

Oltre 100 persone, nonostante i boicottaggi, le fake sul presunto (e auspicato?) “convegno annullato” fatte girare nelle chat, nonostante il silenzio mediatico, hanno raccolto l’appello di Nova Civilitas e Lega di ritrovarsi ad ascoltare l’inchiesta condotta dall’Avvocato Gianfranco Amato sul “caso Bibbiano”. In un freddo e umido lunedì 27 gennaio post-elettorale per l’impegno profuso in Emilia Romagna ove i tradizionalisti di Christus Rex e Nova Civilitas hanno contribuito con forza all’elezione di Maura Catellani e Matteo Montevecchi.

Introdotto con grande efficacia e passione per i principi identitari legati alla difesa e promozione della famiglia naturale dall’ Assessore e segretario della Lega di Verona Nicolò Zavarise, che ha ringraziato anche la “regia” dell’evento,  Matteo Castagna.
Sconvolgente la disamina audio-video dell’Avv. Gianfranco Amato, presto su YouTube.
Un grande successo che dimostra l’attenzione verso i temi etici, oltre le campagne elettorali. La vicinanza dei tradizionalisti e dei conservatori alla Lega potrebbe diventare un valore aggiunto per il Bene Comune, come i fatti hanno dimostrato e dimostrano.

San Martino in Rio, un convegno sui “fatti di Bibbiano”

Sabato alle 16 alla rocca estense organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime elezioni Regionali del 26 gennaio

SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) – Domani, sabato 11 gennaio, alle ore 16 alle Rocca Estense di San Martino in Rio il convegno organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime Regionali del 26 gennaio

“Parlateci di Bibbiano: conversazione sui valori della famiglia, sui “fatti di Bibbiano” e sulla legge regionale sull’omotrans negatività”.

E’ attorno a questi temi che si svilupperà il convegno organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime elezioni Regionali del 26 gennaio, in programma alle 16 di sabato 11 gennaio, alla Rocca Estense di San Martino in Rio (sala d’Aragona), al quale parteciperanno Matteo Castagna, responsabile Christus Rex e l’avvocato Gianfranco Amato, presidente di Nova Civilitas. L’incontro sarà aperto al pubblico.

da https://www.reggiosera.it/2020/01/san-martino-in-rio-un-convegno-sui-fatti-di-bibbiano/261013/

Una battaglia di libertà. Convegno a Verona per capire come strappare il territorio alle mafie

Si può dire che la mafia in Veneto è solo infiltrata? Le parole sono importanti quando trattano argomenti di questo spessore. In Veneto ancora di più. Quando si parla di infiltrazioni mafiose si tende a minimizzare il problema. Ed è così che il problema diventa meno problema e molti possono dormire sonni tranquilli. Continua a leggere

Left: “A Verona, nel laboratorio dell’intolleranza dove si è formato il ministro Fontana”

Dopo l’inchiesta de L’Espresso dal titolo “Governo Crociato” (dove si è formato il Ministro Fontana),

CONTINUANO LE “TRAME NERE” su “LEFT”

di Checchino Antonini

All’estrema destra del padre. A Verona è così: cerchi i fascisti e trovi i cristiani tradizionalisti. Il veronese ministro della famiglia Lorenzo Fontana, classe 1980, a volte si sente perseguitato «perché – dice – sono cristiano». Quel tipo di cristianità che si impasta con l’aria della Curva Sud del Bentegodi (quelli della “squadra a forma di svastica”, dei manichini impiccati contro i calciatori neri) dove nemmeno un esorcista saprebbe dire dove finisce l’”ira di dio” e dove inizia lo squadrismo. Antirisorgimentali, anticonciliari, sentinelle in piedi o naziskin, gente che crede che i giganti siano esistiti davvero, che i terremoti siano castighi di dio, che non esiste il buco nell’ozono, che rivorrebbe l’imperatore così che non si votasse più ma intanto vota Lega. Ma, più di tutto, gente che crede che «gli dei pagani sono demoni». Basta pescare nei loro siti, Traditio, Agerecontro o Christus Rex, per leggere i consigli di Franco Freda: «È clamorosamente il momento delle destre (…) stringere la cinghia, e i denti, e marciare. Uniti, spavaldi, decisi!». I locali di Traditio sono stati benedetti dal benedettino Romualdo Maria Lafitte per il quale la messa in italiano «non ha validità sacramentale».

Matteo Castagna, ex tosiano, è l’articolista di punta: ci spiega che l’immigrazionismo non è cristiano, che il buonismo fa male, che da quando la Chiesa ha sposato la dottrina dei diritti umani (Pacem in Terris di Giovanni XXIII, 1963) «il risultato è il caos». Bergoglio «il luterano che protestantizza la Chiesa», la Caritas e le Ong sono tra i suoi bersagli: «Può Dio volere che l’Europa di Lepanto possa soccombere davanti al Saraceno, sempre più spesso braccio armato e violento di quel sistema mondialista e globalizzato che ha la sua regia nell’alta finanza internazionale in mano a dei poteri sovranazionali? Possiamo dirci dei buoni samaritani se accogliamo chi minaccia di distruggerci e non vogliamo difendere la nostra tradizione in nome di un cosmopolitismo suicida?». Continua a leggere