Esistono ancora i buoni Samaritani

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando

 

Quasi 400 buoni samaritani hanno donato ad un veterano della Seconda Guerra Mondiale circa 10 mila dollari che aveva perso a causa di una truffa.
Il fatto è accaduto a Fresno, in California.
Floyd Smith, 92 anni, che ha prestato servizio nella Marina alla fine della seconda guerra mondiale, aveva perso gran parte dei suoi risparmi per colpa di Mark Gleizer, un uomo che aveva fatto lavori a casa sua poco dopo la morte di sua moglie.
Smith ha spiegato di avere sentito Gleizer affermare di essere in gravi difficoltà finanziarie e per questo motivo gli aveva prestato circa diecimila dollari che non ha mai più recuperato.
Dopo che la storia di Smith si è diffusa sui media americani, ben 374 persone hanno deciso di fare donazioni al veterano che ha ricevuto un regalo speciale per questo Natale: un assegno di dodici mila e 472 dollari.
“Non è fantastico? Ci sono così tante brave persone in questo mondo”, ha detto Smith. Il 92enne ora prevede di tornare al mare, o almeno in spiaggia, per una luna di miele con la sua nuova moglie. Un hotel a Cayucos, in California, ha donato un soggiorno di due notti per la coppia.
Smith riceverà anche una donazione di nuovissimi apparecchi acustici da Beltone.
“Dio ha il suo braccio intorno alle mie spalle”, disse Smith. “sorridi, e il mondo ti sorride. Piangi e piangi da solo”.
Una bella storia natalizia che ci invita a riflettere e che invita i nostri anziani a stare attenti a chi lasciano entrare in casa

Cristiani del Medioriente a rischio genocidio?

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando

I cristiani del Medio Oriente sono a diretto rischio di un secondo genocidio che li minaccia di spazzare via dalle terre della Bibbia.
È quanto ha affermato un esperto della regione che ha coordinato i soccorsi di emergenza lì per quasi un decennio.
Padre Andrzej Halemba, capo dei progetti per il Medio Oriente di Aid to the Church in Need (Aiuto alla Chiesa che soffre), ha affermato che i cristiani potrebbero affrontare la sradicazione totale da paesi come l’Iraq e la Siria, dove sono esistiti fin dai tempi dei primi apostoli di Cristo.
Padre Halemba ha dichiarato: “Non posso immaginare il Medio Oriente senza i cristiani. Ma la minaccia è reale, anche dopo l’ISIS. La mentalità genocida è viva con Al-Nusra e altri gruppi. Solo se i cristiani rimarranno uniti potranno rimanere in Medio Oriente. Altrimenti, potrebbe accadere quello che è accaduto in Turchia dopo il terribile genocidio del 1915″.
Padre Halemba ha affermato che la sradicazione del cristianesimo sarebbe tragica sia dal punto di vista della pluralità religiosa sia per il fatto del ruolo che i cristiani rivestono come costruttori di ponti di pace nelle zone di conflitto.
I cristiani sono l’anima del Paese e svolgono un ruolo molto importante nelle società mediorientali.
“I cristiani lavorano per la pace, la coesistenza pacifica e la collaborazione per il bene del Paese”.
Nel 2003, c’erano 1,5 milioni di cristiani in Iraq, ora ce ne sono meno di 250 mila.
In Siria nel 2011 c’erano 1,5 milioni di cristiani e ora ce ne sono 500 mila.
In Iraq e Siria, Aiuto alla Chiesa che soffre ha sostenuto centinaia di progetti, aiutando i cristiani che vogliono rimanere nelle loro terre natali con cestini alimentari, acqua pulita, latte per bambini, borse di studio e riparazioni per case e chiese.
In questo 2019 l’organizzazione benefica ha approvato 147 progetti in Siria. Nel 2018 ACS ha supportato 40 progetti in Iraq.
Padre Halemba ha dichiarato: “Quando cerchiamo di aiutare i cristiani in una mano abbiamo il pane per sfamare la gente, nell’altra la Bibbia. Forniamo aiuto sia materiale che spirituale nella forma”

Sri Lanka, ai terroristi islamici: “Nessuno cambierà la nostra fede cattolica”

di Matteo Orlando per
I sopravvissuti agli attacchi terroristici di matrice islamica che hanno colpito lo Sri Lanka in occasione dell’ultima Pasqua hanno cominciato a condividere le loro testimonianza di fede cattolica.
Dopo 6 mesi, i fedeli hanno espresso la convinzione che la fede cattolica è l’unica base autentica per andare avanti. “Solo le preghiere, un buon rapporto con il Signore e con Maria sono strumenti di salvezza”.
“Le bombe hanno ucciso tante persone”, hanno detto diversi credenti ad AsiaNews. “È un dolore fisico che è difficile da sopportare. Le ferite causate dai proiettili sono già state chiuse, ma non l’impatto della violenza”.
I sopravvissuti hanno spiegato che, anche se sono passati 6 mesi, le loro lacrime, le loro perdite e la loro agonia “sono molto forti”.
“Un giorno le ferite fisiche guariranno, ma quelle interiori non guariranno mai. Avremo bisogno di molto tempo prima che la vita torni alla normalità”.
I fedeli cattolici contattati da AsiaNews hanno espresso la convinzione che i 263 morti sono martiri della fede cattolica.
Ai musulmani terroristi la sessantottenne
Theresa Haami ha detto:
“Non abbiamo ancora una risposta certa dalla legge sui fatti terroristi ma la nostra fede è rimasta la stessa di prima della tragedia. Nessuno può cambiare la nostra fede cattolica”.
Per i cattolici srilankesi l’attacco ha significato “una lezione spirituale e fisica per il paese e il mondo. In termini spirituali ci hanno fatto capire che dobbiamo essere pronti in qualsiasi momento ad abbandonare la vita terrena e rispondere alla chiamata di Dio”.
I sopravvissuti agli attacchi hanno spiegato che dal punto di vista fisico “le autorità devono creare un paese pacifico, un ambiente che protegga tutti gli abitanti, in modo che possiamo vivere come una nazione libera”.

Il genocidio dei cristiani armeni riconosciuto dagli Usa, non senza polemiche turche e fake news

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

La Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti ha riconosciuto ilgenocidio armeno. Attraverso una votazione storica l’organo
rappresentativo nordamericano ha approvato una risoluzione che riconosce uno dei più gravi genocidi della storia, perpetrato dai musulmani turchi nei confronti dei cristiani armeni.
La risoluzione, approvata con 405 voti a favore e 11 contrari, prevede la “commemorazione del genocidio armeno” e “il rifiuto dei tentativi (…) di associare il governo degli Stati Uniti alla negazione del genocidio armeno”.
Il governo turco ha reagito con rabbia. Il ministro degli Esteri, Mevlut Çavusoglu, ha assicurato che “è una vendetta per aver rovinato i piani americani in Siria “. E ha aggiunto che “questa vergognosa decisione di sfruttare la storia per scopi politici è nulla per il nostro governo e il nostro popolo”. Il presidente-sultano turco Erdogan, da parte sua, ha affermato che “l’accusa è un grande insulto”.
Già nell’aprile 2015 il Parlamento europeo aveva approvato una risoluzione che chiedeva alle autorità turche di riconoscere il genocidio armeno. Continua a leggere

Libri e pubblicità per far credere a certe discriminazioni…

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando

Durante un incontro sul curriculum e gli standard della Alperton Community School di Brent (nel nord di Londra) Maureen Griffith, 73 anni, che ha lavorato come infermiera del Servizio Sanitario Britannico, come consigliera scolastica aveva espresso preoccupazione per il fatto che “i genitori non erano stati consultati” sui libri proposti agli alunni dalla biblioteca scolastica durante lo scorso Pride Month LGBTQ+.
“Come genitore non voglio che i miei figli leggano libri LGBTQ+ o siano coinvolti nel mese di orgoglio LGBTQ+”, aveva detto Griffith. E aveva aggiunto che, in particolare, i genitori religiosi “non vogliono che i loro figli abbiano questa forma di educazione sessuale”.
Per queste semplici considerazioni Griffith è stata sospeso dalla sua funzione accusata di avere violato “il Codice di condotta” facendo “commenti omofobi in una riunione pubblica”.
“Con questo programma LGBTQ+, non solo nelle scuole, ma in tutta la società, non c’è dibattito, nessuna domanda e c’è solo una democrazia a senso unico”, ha denunciato la Griffith, che ha portato il suo caso al Christian Legal Center (CLC), gruppo di avvocati che ha accettato di difenderla.
“Ciò che è accaduto in questa scuola è un microcosmo di ciò che sta accadendo nella nostra società e invia un messaggio chiaro a insegnanti, governatori e studenti: se ti opponi all’agenda LGBTQ+ verrai messo a tacere e punito”, ha dichiarato l’avvocato Andrew Williams, amministratore delegato di CLC.
“Tale censura per il semplice fatto di chiedersi se i libri con temi LGBTQ+ siano adatti alle biblioteche scolastiche” e per evidenziare se i genitori “fossero stati adeguatamente consultati” è incredibile. “Chiediamo alla scuola di ripristinare la signora Griffith e di scusarsi”.
Ma la Alperton Community School non ha ancora voluto riprendere in mano la questione.
Anche in Italia, in particolare a Verona, viene pubblicizzato il mondo LGBTQ+ puntando sullo choc sociale (ma basato su dati ipotetici).
Così una pubblicità su alcuni bus cittadini recita:
“In un anno le violenze contro la comunità LGBT sono meno di 100000. E se fossero molti di più a denunciare? Non nascondere, dilloagiulia.it“.
Dalla cifra dei cento mila nella pubblicità risultano sfocati alcuni zero. Ma agli occhi degli osservatori distratti la cifra che arriva risulta sconvolgente.
In realtà le cifre sono molto basse per un dato semplicissimo: gli italiani non sono omofobi, non giudicano e non si interessano proprio alla comunità LGBTQ+. Forse è proprio questo ignorare lo sparuto gruppo di persone LGBTQ+ (che rappresentano uno zero virgola… della popolazione nazionale) che da fastidio alla “gaya community”!
Secondo i dati dell’UNAR (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) nel 2017 a questo ente sono arrivate 324 segnalazioni di “GROUND  DISCRIMINATORIO” legate all’orientamento  sessuale e solo 38 riguardavano l'”Identità di  genere”. Inoltre, tra i casi rientranti nel ground “Orientamento sessuale”, solo nel 38,1% dei casi (135 casi) la vittima era stata individuata in quanto omosessuale, mentre nell’8,3% (27 casi) in quanto lesbica. Altro che i centomila casi paventati dalla pubblicità sui bus…

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Mai dimenticare chi sono i comunisti

L’EDITORIALE DEL VENERDÌ
di Matteo Orlando

Mai dimenticare chi sono i comunisti. Non solo quelli del passato, ma anche quelli del 2019.
Tutti abbiamo sotto gli occhi quanto sta accadendo ad Hong Kong dove la Cina Comunista se ne infischia dell’autonomia locale e, come è facilmente prevedibile, grazie anche all’assordante silenzio nord americano ed europeo, le repressioni del regime comunista si estenderanno sempre più, nonostante le coraggiose manifestazioni che vedono come capofila i cristiani locali.
L’ultimo caso di censura riguarda… il basket NBA.
China Central Television ha deciso di sospendere le trasmissioni delle partite di basket del torneo più spettacolare del mondo dopo che su Twitter il general manager degli Houston Rockets, Daryl Morey, ha sostenuto le proteste anti-governative in corso a Hong Kong, testo condiviso dal presidente dell’Nba, Adam Silver, poi ritrattato.
“Riteniamo che qualsiasi discorso metta in discussione la sovranità nazionale e la stabilità sociale non rientri nell’ambito della libertà di parola”, hanno scritto dalla Cctv, mascherando la censura comunista sotto le mentite spoglie del “sovranismo”.
Ben più grave della sospensione dell’Nba in Cina è quanto sta accadendo in un altro sistema comunista, e totalitario, che sta lentamente uccidendo il suo stesso popolo: il Venezuela di Nicolas Maduro.
Nel paese sudamericano sempre più persone, molte delle quali d’origine italiana,
soffrono di mancanza di cibo, di medicine e della repressione attuata dalle milizie militari e paramilitari del regime di Maduro.
Secondo il vescovo di La diode, mons. Jaime Villarroel, “oggi il Venezuela è un campo di concentramento”, il governo “ha distrutto l’intero apparato produttivo, l’agricoltura, ha sequestrato milioni di ettari di terra che sono stati abbandonati”.
Un dato è particolarmente significativo. Prima dell’instaurazione del regime comunista (circa 20 anni fa) il Venezuela produceva l’80 percento di ciò che consumava. Oggi il Venezuela non produce nemmeno il 20 percento di ciò che consuma.
Come se non bastasse, in Venezuela le gang criminali prosperano all’ombra del regime, grazie al traffico intensivo di droghe e armi, alla tratta di esseri umani ed anche alla vendita di organi.
Già tre milioni di venezuelani sono scappati via dal paese e molti dei rimasti sopravvivono in condizioni veramente precarie, con diverse ragazze costrette alla prostituzione e diversi ragazzi obbligati a dei lavori forzati veri e propri.
Il tasso di malnutrizione nei bambini tra 0 e 5 anni è superiore al 20 percento e nel paese molti mangiano ogni giorno solo frutta, la stessa tipologia di frutta giorno dopo giorno. I più abbienti hanno la possibilità di aggiungere riso o pasta.
Alla carenza di cibo si unisce quella di materiale medico.
Gli ospedali sono praticamente sforniti di tutto.
I medici, quando possibile, si portano da casa ciò di cui hanno bisogno per operare.
L’anno scorso sono morti più di 18 mila bambini appena nati. Più del 25 percento delle madri muore durante il parto, perché non c’è assistenza medica.
Il governo rifiuta l’ingresso di aiuti umanitari in Venezuela e, su un altro fronte, detiene illegalmente centinaia di prigionieri politici, violando impunemente i loro diritti umani.
Mesi fa è stata chiesta la possibilità dello svolgimento di elezioni democratiche, supervisionate da osservatori internazionali. Inutile dire cosa ha risposto il governo… Maduro sta facendo di tutto per guadagnare tempo e continuare a rimanere al potere. E tutto questo con l’inquietante, se non complice, silenzio di molti governi del resto del mondo, compreso l’impopolare esecutivo delle “quattro sinistre” al potere in Italia senza l’esplicito consenso popolare.

Spagna, secolarizzazione e mancata istruzione religiosa stanno causando un crollo della fede

di Matteo Orlando per AGERECONTRA.IT

La Spagna sta cessando sempre più d’esser cattolica.
Quella che per molti anni è stata l’ottava nazione per numero di cattolici, dopo Brasile, Messico, Filippine, Stati Uniti d’America, Italia, Francia e Colombia, si sta riscoprendo sempre più atea.
La Fondazione Ferrer i Guàrdia ha pubblicato il suo rapporto annuale, che mostra un progressivo aumento della secolarizzazione della società spagnola.
Il rapporto rivela che otto matrimoni su dieci in Spagna sono già civili, che il numero di credenti praticanti è sceso al 26,6% e che le persone che contrassegnano l’equivalente del nostro 8permille destinandolo alla chiesa cattolica sono solo il 14,2%.
Nell’ottava edizione di questo studio, che fa “una

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Prete omosessuale ricattato da rifugiato musulmano. Nuovo caso di “omoeresia”

L’EDITORIALE DEL VENERDI

di Matteo Orlando

A Valencia (in Spagna) è finito nei guai un prete cattolico che, secondo quanto riporta Infovaticana, ha prima accolto, poi ha fatto sesso omosessuale con un rifugiato musulmano e, infine, è stato ricattato da quest’ultimo attraverso un video hard.
Il prete aveva accolto il rifugiato per un anno nella sua casa parrocchiale, instaurando con lui un legame anti-biblico. Poi,
terminata la convivenza, il migrante musulmano gli ha chiesto il pagamento di ben 100 mila euro in cambio della non diffusione di un video che lui stesso si era premurato di girare durante uno dei suoi incontri omosessuali col sacerdote, video che il rifugiato si era dichiarato pronto a diffondere “a tutti i suoi parenti e contatti” per parlare delle inclinazioni omosessuali del sacerdote.
Il sacerdote ha trovato il coraggio di denunciare il ricatto alla Polizia spagnola, fatto che ha portato all’arresto del suo ex amante. Continua a leggere

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