Quattrocento milioni di cittadini per decidere il futuro del Vecchio Continente. Le elezioni europee che si terranno tra il 23 e il 26 maggio (in Italia si vota solo questo giorno, domenica) sono le più importanti della storia dell’Unione europea. Il vento del sovranismo e del nazionalismo soffia forte in parecchi Paesi membri: uno, il Regno Unito, sta per lasciare la compagnia ed è il più grande colpo che Bruxelles abbia ricevuto nella sua storia decennale. Ma le forze tradizionalmente legate all’Unione non vogliono che il sogno costruito sulle ceneri e le macerie della Seconda guerra mondiale vada in pezzi.

La Lega può diventare il maggiore partito euroscettico dell’Europarlamento

Se negli anni ’90 l’allora ‘Lega Nord’ era il partito ‘secessionista’ per eccellenza, oggi sotto la guida di Matteo Salvini lo spirito nazionale e per certi versi internazionale del Carroccio è ai suoi massimi. I sondaggi danno la Lega in testa (32,2%, con circa 10 punti di vantaggio sulle altre due forze principali, M5s e Pd) e il 26 maggio in sostanza si giocherà per il secondo posto. Certo, resta da capire quanto sarà larga la vittoria di Salvini. Per almeno due motivi. Prosegui la lettura »

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