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Al convegno in Curia l’ospite ebreo stacca il crocefisso dal muro

Il crocefisso della Sala delle Colonne, presso la Curia della Diocesi piacentina, è stato staccato da uno degli ospiti ebrei invitati per il convegno interreligioso e nascosto dietro un televisore

Il crocefisso della Sala delle Colonne, presso la Curia della Diocesi piacentina, è stato staccato da uno degli ospiti ebrei invitati per un convegno interreligioso e nascosto dietro un televisore. L’episodio, riportato anche dall’Ansa, è avvenuto durante la tredicesima edizione della “Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei”, istituita dalla Cei. Sul muro, prima dell’inizio dell’incontro, erano appesi i ritratti di Papa Francesco, del vescovo di Piacenza Gianni Ambrosio e il crocefisso. Ma qualcuno – durante le prove del coro ebraico Col Hakolot – lo ha staccato dal muro riponendolo dietro a un televisore tra cavi polverosi e un termosifone. Ad accorgersene è stato monsignor Pier Luigi Dallavalle, direttore dell’Ufficio per l’ecumenismo, il dialogo interreligioso e i rapporti con l’ebraismo: si è reso conto dell’incidente diplomatico, ma ha deciso di non intervenire. La rimozione è stata comunque giudicata un gesto eccessivo anche dal rabbino Elia Richetti, intervenuto all’incontro- «Il crocefisso poteva essere lasciato dov’era – afferma – perché quello non era un luogo di culto. Mi dispiace per chi ci è rimasto male, gli sono vicino e lo capisco – prosegue scusandosi Richetti – non era necessario fare una cosa del genere. Lo dirò anche ai membri della comunità ebraica».

fonte – http://va.newsrepublic.net/a/6646316268334875142?user_id=6608068468213006341&language=it&region=it&app_id=1239&impr_id=6646664041399847174&gid=6646316268334875142&c=wa

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50 italiani chiedono asilo in chiesa. La Caritas: “Aiutiamo solo immigrati”

Da cinque giorni una quarantina di persone – adulti e bambini – italiani, vivono sul sagrato del Duomo di Catania. Persone che sono lì per chiedere a gran voce «che vengano mantenute le promesse che il sindaco Bianco, PD, ci ha fatto ormai quattro anni e mezzo fa – ha spiegato uno di loro, Salvatore Cutrona – ovvero case, lavoro, la sistemazione delle famiglie disagiate e dei quartieri stessi. Bianco, si legge su http://www.worldnotix.net, è stato eletto con i voti dei quartieri – ha proseguito Cutrona – infatti le 25 famiglie che protestano vengono da Librino, Pigno, Villaggio Sant’Agata, San Giorgio e San Cristoforo – promesse di cui abbiamo ancora le registrazioni, ma risultate fini a se stesse. Siamo qui da giorni senza mangiare né bere e siamo disperati: abbiamo chiesto più volte di essere ascoltati, ultima spiaggia era rivolgersi alla Chiesa, perché non abbiamo casa, tanto meno quelle promesse, e nessun posto dove andare».*

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