La bugia dei nidi gratis che liberano la donna e mettono in moto l’economia circolare.

di Nicola Pasqualato

Ci dicono che, per consentire alla donna lavoratrice di andare a lavorare, occorre liberarla dai vincoli familiari e che questo ne permetterebbe l’emancipazione soprattutto per rimettere in movimento quell’economia circolare tanto ricercata da tutti. E sembra che per realizzare tutto ciò sia indispensabile fornire gratuitamente il servizio degli asili nido gratis, cioè far accudire gratuitamente i bambini, dagli 0 ai 3 anni, in strutture esterne e da persone estranee. Per ottenere questo propongono di destinare l’importo mensile di circa 500 euro a bambino per consentire alla mamma di andare a lavorare fuori casa: poniamo ora che il guadagno netto di questa madre-lavoratrice sia di 700 euro mensili. Se da questo importo andiamo a detrarre 200 euro per spese di spostamento, benzina e spese varie, il guadagno effettivo torna ad essere di 500 euro che altro non è che il budget iniziale stanziato dallo Stato per il nido gratuito.

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Friday For Future è già morto

La schiavitù volontaria preda dalla regressione pagana dell’Islam.

 

Il movimento friday for future è già morto e questo per un semplice motivo: è tutto composto da ragazzini che non rinunceranno mai agli agi procurati da ciò che asseriscono di criticare.

Non rinunceranno mai agli agi perché sono nati negli agi e quindi non hanno la più pallida idea di cosa significhi la privazione.

Questo movimento è dunque già abortito ma fa capire anche il vero scopo di chi lo ha inventato: creare un gregge di giovani elettori che votano a sinistra esattamente come è stato fatto nel ’68.

I manovratori che alimentano questi movimenti sfruttano il nichilismo causato dll’ignoranza indotta nell’uomo tramite la negazione di Dio, in modo da convincerlo di essere unico artefice e responsabile di tutto l’universo.

Questa sciocca convinzione, che si è diffusa dalla Rivoluzione Francese in poi, viene sostenuta e promossa abilmente da un’elite di uomini che la sfruttano per allevare i propri simili come pecore da tosare. I loro strumenti a supporto sono droga, alcool e sesso libero oltre a tutte le derive ideologiche decostruzioniste come il gender fluido, l’ideologia LGBT, quella omosessualista e tutte le consorelle che, non a caso, portano la sterilizzazione dell’umanità.

Il paradosso del nichilismo risiede proprio nel fatto che dapprima convince l’uomo di essere al centro dell’universo, e quindi unico artefice di tutto il suo presente e di tutto il suo futuro, ma contemporaneamente lo equipara ad un elemento infestante della Terra.

Fantastico vero? E’ un capolavoro di schiavitù volontaria votata all’autodistruzione.

Gli unici che vedrebbero favorevolmente il ritorno al paganesimo tribale, violento ed ignorante voluto da coloro che oggi sognano il pianeta di “Gaia”, quella casa cioè equiparata romanticamente ad un’astronave che viaggia nell’universo e che ospita noi uomini ed animali come “corpi in base carbonio”, potrebbero essere proprio gli adepti dei quell’Islam che da quel paganesimo del dio Allah non si sono mai affrancati. Ecco il capolavoro.

Una regressione di civiltà talmente lunga e profonda da portare l’uomo a prima dell’anno 3000 a.c., una regressione pagana perfetta per consegnare l’uomo all’Islam. Con buona pace dei cosiddetti diritti di emancipazione delle donne e tutta la compagnia allegra di fandonie che l’uomo si attribuisce come diritto, senza naturalmente prima accampando alcun dovere,…se non quello di tornare a vivere come bestie.

Perché la sinistra non si scandalizza di Bibbiano

di Nicola Pasqualato

Sono 100 anni che i comunisti si occupano dei figli degli italiani. Era infatti il 1907 quando San Pio X promulgò l’Enciclica Pascedi Domici Gregis. Il Papa trevigiano profetizzò, e condannò duramente, il male che avrebbero portato le nuove dottrine che si stavano insinuando nella società ai primi del secolo scorso. Queste nuove dottrine iniziavano ad essere mescolate, furbescamente e lentamente alla verità per effetto all’attività dei nuovi pensatori. Questi pensatori iniziarono a contaminare la didattica e la pedagogia con il preciso scopo di soppiantare la regalità sociale di Gesù Cristo, spostando cioè il baricentro educativo progressivamente dalla famiglia come creazione naturale di Dio, all”Uomo fatto da sé, conseguendo così l’effetto della sua decostruzione. Contestualmente al pensiero categorico di Gesù iniziava a farsi strada il Pensiero Politicamente Corretto. Accanto ad espressioni nette e categoriche di Gesù come “…il vostro parlare sì, sì; no, no; il di più viene dal maligno”, iniziavano a prendere piede nuove posizioni possibiliste, concilianti, alternative e relativiste sui diversi temi etici della vita, della morte, dell’amore, del matrimonio e di tanti altri temi. La regalità sociale di Gesù era così minata. Lo stato confessionale, cioè uno stato laico che però privilegiava e tutelava un orizzonte valoriale cristiano, fu messo da parte. Continua a leggere

Disabilità: se sei una famiglia con un figlio autistico

di Nicola Pasqualato

Sono papà di un bambino autistico di undici anni e conosco bene lo shock che subiscono i genitori quando ricevono una diagnosi di Disordine dello Spettro Autistico per il loro figlio. In Italia il fenomeno riguarda circa 600 mila famiglie e la condizione colpisce un bambino ogni circa 100 nuovi nati. Si tratta di una condizione permanente che accompagna il soggetto per tutta la sua vita. I servizi di psichiatria non preparano agli effetti psicologici sulla famiglia e si può rimanere schiacciati. Lo shock può essere enorme, significa che si sta entrando nel mondo dell’autismo, un mondo che può sembrare alieno, pieno di codici, gerghi, terapie, professionisti, strategie, interventi e servizi.

La condizione autistica può essere enormemente invalidante per il soggetto ed egualmente impattante su tutta la famiglia. Fobie, stereotipie, crisi di sovraccarico sensoriale od emotivo del bambino investono inevitabilmente tutti i famigliari coinvolti, sottoponendoli ad uno stress insopportabile.  Continua a leggere

Carlo Nordio: “Se il Pm sbaglia, andrebbe sanzionato così”

Segnalazione di Nicola Pasqualato

di Benedetto Lattanzi e Valentino Maimone

Carlo Nordio è stato uno dei magistrati inquirenti più stimati e in vista degli ultimi tre decenni in Italia. Titolare di inchieste scottanti quanto fondamentali (dalle Br ai sequestri di persona, dalla Tangentopoli veneta al Mose), è stato procuratore aggiunto a Venezia. Le sue posizioni garantiste e controcorrente sul ruolo del pubblico ministero gli hanno spesso procurato apprezzamenti. Abbiamo avuto modo di intervistarlo nel corso di “Innocenti in manette”, la Giornata dedicata alle vittime degli errori giudiziari organizzata con il Partito Radicale. Ne è venuta fuori una lunga e interessante panoramica su alcuni dei più delicati aspetti del ruolo del magistrato nella giustizia attuale, errori giudiziari compresi. Questa volta pubblichiamo la parte dedicata alla responsabilità civile del magistrato. Continua a leggere