Dalla Libia all’Italia con 2500 euro. Il traffico di esseri umani e l’incognita Ong

Durante la scorsa puntata di Quarta Repubblica abbiamo raccontato, in un’inchiesta esclusiva di Davide D’Aloiso, come i trafficanti di essere umani organizzino viaggi dalla Libia all’Italia al costo di 2500 euro. Il trafficante, come raccontato nel servizio, dice inoltre di essere in contatto con le Ong del Mediterraneo. Ma lo è davvero? O è solo una strategia per convincere i migranti a partire? E nella chat tra il trafficante e il complice spunta fuori anche uno screenshot…

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Gay, Vaticano e mandarini nel Conte bis

di Luigi Bisignani (L’uomo che sussurrava ai potenti)

Conte Ugolino di dantesca memoria a Gattopardo? È il dubbio di tanti, ora che Giuseppe Conte si è messo in proprio per costruire un suo partito che raccolga cattolici, pezzi di Vaticano, tecnocrati e la geniale e trasversale lobby gay che sta ormai sostituendo nel mondo, intelligentemente, tutte le altre confraternite, dagli ebrei ai massoni. Santificato dopo aver divorato le teste dei suoi due ex sodali, Giggino Di Maio e Matteo Salvini, l’avvocato per tutte le stagioni a breve si riposerà, cambiando tutto “per non cambiare niente”. Con la complicità soprattutto di Rocco Casalino, con il quale è ormai una coppia di fatto e che ha rotto anche lui con Di Maio, l’attuale strategia del Super Premier è quella di rimuovere il peccato originale di essere stato allevato politicamente nella scuderia dorata della Casaleggio Associati.

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Senza Salvini, come faranno Saviano e la Murgia?

Sono disperati. Si augurano che il governo giallo-rosso, il Cagoia come l’abbiamo soprannominato in onore del centenario della Fiume dannunziana, non nasca e che si vada al voto presto. O che, almeno, Lega e grillini ritrovino un accordo, che non lasci Salvini all’opposizione. No, non stiamo parlando dei leghisti ma degli intellettuali “antifascisti”, dei Saviano, dei Veronesi, dei Carofiglio, delle Murgia. E di tutto quel mondo che per lunghi quattordici mesi ha vissuto in simbiosi con il Male, con il Dittatore assoluto, con il nuovo Mussolini, anzi ancor più, il nuovo Hitler, Salvini. Per combatterlo certo: ma secoli di filosofia e di letteratura, e più di recente decenni di psicologia, ci insegnano che, ossessionato dal nemico, tendi ad entrare in relazione con lui. Il nemico costruisce la tua identità. E quando non c’è più, precipiti in un vuoto esistenziale.

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Il governo è finito, fateci votare

C’è un solo vantaggio nello stare lontani dall’Italia: quello di guardare le cose in modo distaccato. Mi scuso con tanti di voi che mi hanno chiesto che fine ha fatto la zuppa, mi sono preso un po’ di riposo.
Torno quindi con questa zuppa settimanale, più che quotidiana, per raccontarvi come vedo questa crisi di governo dall’estero…

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Fantastici cinque, emergono nuovi particolari della loro “impresa”

Nuovi particolari (ingloriosi) sull’impresa dei “fantastici cinque”: l’ormai leggendario quintetto di deputati-crocieristi (Delrio-Orfini-Faraone-Magi-Fratoianni) saliti sulla Sea Watch, e poi rimasti muti (non una spiegazione convincente, non un messaggio di scuse) perfino dopo lo speronamento ai danni di una motovedetta della Guardia di Finanza.

A peggiorare la loro posizione (mai fidarsi degli amici più a sinistra) è stata proprio il loro idolo, la “Capitana”, Carola Rackete, intervistata nel weekend da Repubblica.

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Bergoglio ha perso le elezioni

di Marco Gervasoni

Nella ridda dei commenti su chi abbia vinto e chi perso le elezioni nessuno ha fatto notare che, tra i tanti sconfitti del 26 maggio, c’è anche qualcuno che non avrebbe dovuto infilarsi nell’agone elettorale: Bergoglio. Ma invece vi è entrato, se non lui direttamente (ma certe dichiarazioni sibilline…) certo il Vaticano e la Cei, che in buona sostanza hanno fatto campagna contro Salvini. Il gesto, gravissimo, dell’Elemosiniere, con la plateale violazione della legalità (e del Concordato) è stato forse il punto più alto della sfida del Vaticano non tanto al governo in sé, quanto a Matteo Salvini.

Abbandonando il criterio tomista della prudenza, i vertici del clero e i loro giornali sono scesi in campo con una veemenza e persino con argomentazioni che ricordano i «preti neri», come li chiamava Sydney Sonnino, cioè i sacerdoti ostili allo Stato liberale nei decenni post unitari. Ma la dimostrazione di come la parte apicale, o almeno quella di «governo» del mondo cattolico conosca poco il suo stesso mondo, è venuto dallo schiaffo del 26 maggio

Nella storia dell’Italia repubblicana, solo in occasione del referendum sul divorzio del 1974 la Chiesa cattolica finì così platealmente in minoranza. Con tutto che all’epoca non si mosse contro un partito e le sue politiche (immigratorie) ma a favore di un principio. Mentre in questo caso gli unici principi manifestati dai vescovi sono stati l’esaltazione di una accoglienza indiscriminata e la «Europa unita», qualsiasi cosa questo voglia dire

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Franco Battaglia

Il riscaldamento globale (RG) è la realizzazione del sogno degli ambientalisti (che da ora in poi chiamerò sempre e solo Gretini): esercitare il controllo totale sulla società e sui comportamenti individuali. Il Gretinismo ha servito per decenni come migliore scusa per il controllo delle azioni dei singoli individui, ricattandoli con avvertimenti del tipo: fa’ questo per la salvezza dei tuoi figli o, se non ne hai, per la salvezza delle foche. Ma col RG è tutta un’altra forza: fallo per la salvezza dell’intero pianeta, ché il tuo comportamento a Stoccolma, sostiene la piccola Greta, ha conseguenze a Gitega, nel Burundi. Lo spettro del RG ha il beneficio aggiuntivo di consentire di superare l’irritante ostacolo delle sovranità nazionali, dispregiativamente liquidate come sovranismi.

Il problema del RG è così gigantesco che, in realtà, nessuna soluzione è sufficiente a risolverlo, e qualunque cosa si faccia non sarà mai abbastanza. Rammentate il protocollo di Kyoto che entrò in vigore nel 2003, ci fece dissanguare economicamente, ma al risultato che si prefiggeva non ci si avvicinò d’uno iota? Era «solo un primo passo». Ma perché la CO2? Perché controllare la CO2 significa controllare gli usi dell’energia, e ciò significa controllare tutti noi, la nostra economia, i nostri stili di vita: ove ha fallito il comunismo, ci stanno provando col Gretinismo. Il che non è esente da una tragica ironia: i peggiori disastri ecologici sono stati quelli perpetrati nei paesi del blocco sovietico e lo sono ancora oggi nella comunista Cina

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È mostruoso: vogliono cancellare il genere maschile e femminile

del Prof. Alessandro Meluzzi

Trovo che ci sia qualcosa di francamente mostruoso nella scelta di somministrare un inibitorio ormonale ad adolescenti. C’è la volontà di mantenere la cultura dell’indistinto, di negare il maschile e il femminile, di evitare che nascano uomini e donne fertili feconde capaci di incontrarsi in maniera costruttiva e generativa. Una mostruosa volontà di inibire, di annientare la vita del nostro Occidente e della nostra storia. Una volontà assoluta di bloccare la nostra civiltà per sterilizzandola.

Paradossalmente, mentre per un principio umanitario si nega che un pedofilo possa essere inibito nelle sue perversioni con un ormone, lo stesso ormone viene somministrato a un bambino di 12 dei 13 o a una bambina di 14 anni per evitare che diventi donna. Dietro l’idea che il genere non dipende dalla natura e dietro la volontà di bloccare lo sviluppo della crescita, c’è qualcosa di diabolico. Su questo ci sono pochi dubbi…

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Draghi senatore a vita, l’ultima idea di Mattarella

Mario Draghi senatore a vita per dare una sferzata al governo più pazzo del mondo che, dalla Libia alle infrastrutture, non ne indovina una? Pare sia questa l’idea che sta maturando in gran segreto il Quirinale. Ad oggi il Presidente Mattarella ha nominato solo uno dei cinque senatori a vita cui ha diritto, la bravissima e tostissima Liliana Segre.

La scelta di Draghi – fatta in virtù dei suoi meriti come dg del Tesoro, governatore della Banca d’Italia e presidente della BCE, tralasciando il periodo “sabatico” in Goldman Sachs – sarebbe un riconoscimento al suo valore, anche perché con lui il Capo dello Stato in tutti questi anni ha avuto un costante e rassicurante ‘fil rouge’. Draghi, formazione dai gesuiti, è il perfetto “grand commis” per tutte le stagioni, una tempra di ferro, grazie al suo professore di matematica, Eraldo Tani, che ossessionò generazioni del Liceo Massimo di Roma con quel ritmare i cinque minuti residui per la consegna dei compiti con una canna di legno sulla cattedra, per allenarli a mantenere i nervi saldi.

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Quegli intellettuali dalla parte dei terroristi

Vediamo i fatti: Battisti, condannato con sentenze passato in giudicato per 4 omicidi (2 commessi materialmente e 2 in concorso), evade nel 1981 e trova rifugio in Francia. Dopo qualche anno di peregrinazioni da latitante torna in Francia. Qui viene arrestato ma riesce a beneficiare della cosiddetta “dottrina Mitterand”: non vengono estradati latitanti se si ritiene che si tratti di ricercati “per atti di natura violenta ma d’ispirazione politica”. Peraltro in questi (quasi) quarant’anni Battisti si è sempre dichiarato innocente, completamente estraneo ai fatti per cui è stato condannato, dichiarando di essere perseguitato dallo stato italiano per motivi politici. Fin qui abbiamo un assassino in fuga che si proclama innocente e beneficia (indebitamente) di uno sorta di status di rifugiato politico. Ma la cosa insolita è il fatto che si sia creato, negli anni, un movimento d’opinione, transfrontaliero, che si è “bevuto” la sua versione dei fatti (quindi un intellettuale perseguitato per le sue idee politiche, vittima di processi “farsa” e quindi condannato ingiustamente). E da Fred Vargas a Erri de Luca, da Daniel Pennac a Bernard Henry Levy, tutti quanti a sostenere pubblicamente Battisti denunciando le ingiustizie da lui subite. E la lista è lunga. Nel 2004 è stato pubblicato in Francia il “Manifesto per liberare Battisti”, firmato da decine di intellettuali, nel quale si evocava chiaramente una congiura contro il povero Battisti, ordita da chi aveva l’interesse a tacitarlo per sempre.

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