I casi Diciotti e Renzi lo dimostrano: comanda la magistratura

 In questi giorni stavo sfogliando i quotidiani degli anni Ottanta. È cambiato quasi tutto, tranne una cosa: la potenza della magistratura nel dettare l’agenda politica o agenda setting, come dicono gli «esperti». Certo, allora si trattava solo di qualche arresto di amministratori locali (ovviamente dei partiti di governo) il giorno prima delle elezioni o di scontri tra il presidente Cossiga e il Csm. Niente rispetto a quello che sarebbe accaduto dopo. Ma era già visibile il disegno e già percepibile la tentazione.

Sono passati più di trent’anni e siamo ancora qui, a confrontarci con quello che, parafrasando De Gasperi, potremmo chiamare il «quarto partito», quello della magistratura che, ad ogni snodo, si esprime, sconvolge i piani degli uni e degli altri: in ogni caso plasma il corpo della Repubblica.

Simbolicamente la giornata del 18 febbraio è stata l’apoteosi del trionfo del «quarto partito»: la votazione nella piattaforma Rousseau sul caso Diciotti, che ha spaccato il principale attore della coalizione di governo (e ora vedremo nel voto reale, quello dell’aula). E, nel frattempo, l’arresto dei genitori di Renzi, cioè di colui che stava per rientrare in scena, ammesso ne fosse mai uscito, sia nelle primarie del Pd che nel quadro più generale. Continua a leggere

L’Ue non ha capito la Brexit e gli inglesi. E questi alla fine vinceranno

Ma ci siamo tutti rincretiniti per pensare che i grandi processi storici  possano essere frenati da accordi di migliaia di pagine, vergati in giuridichese, tra diverse burocrazie? Quando la moltitudine si muove, quando il potere costituente avanza, i deal sono misera cosa, se cercano di drenare il corso di questo fiume. Abbiamo usato questo termine in inglese perché, dopo il voto di Westminster del 29 gennaio, che ha ridato vita alla May, nella Ue e nei suoi cantori (che comprendono buona parte della stampa mainstream) si oscilla tra l’ironia, nel considerarla una vittoria di Pirro visto il no immediato da parte di Juncker e di Barnier, e l’incutere paura, descrivendo il no deal come l’arrivo dell’Apocalisse.

Può essere che la Brexit senza accordo sia catastrofica, può essere, anzi è molto probabile, che all’ultimo momento si troverà una soluzione. Ma perché dipingere come un’azione folle, scriteriata, quella che sarebbe la conseguenza del voto del referendum del 2016? In cui il potere costituente della maggioranza del popolo inglese si è espresso.

La realtà è che fin dal 2016 l’Europa continentale ha capito poco o nulla di quello che era avvenuto. Come non lo si è compreso in Italia: basti dire che, nella pubblicistica, il solo libro serio è stato Brexit la sfida, curato da Daniele Capezzone e da Federico Punzi (di cui ora è uscita una nuova edizione in e-book, sempre per le edizioni Giubilei). Per non dire dell’avvilente dibattito sui giornali mainstream. Continua a leggere

Quelli che odiano la guerra, ma esaltano la rivoluzione

Il ricordo – non le celebrazioni che non ci sono state – della vittoria italiana nella Grande Guerra è stato l’occasione per riaprire le cataratte della retorica buonista nazionale. «Mai più inutili stragi!», «Mai più guerre!». «La guerra è sempre la soluzione peggiore!». Se si pensa a un conflitto armato tra   superpotenze dotate di terribili arsenali atomici, non si può che essere d’accordo. Oggi la guerra può rappresentare la fine della vita sulla terra o, comunque, ridurre il pianeta in uno stato simile a quello descritto da Robert Altman nel film ‘Quintet’ del 1979. Tale evidenza, tuttavia, è tale per il presente ma si capisce assai meno per il passato.

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Gli intellettuali chic che difendono l’Ue, il peggiore degli imperi

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Follie Usa, la fake degli indiani buoni e dei bianchi cattivi

Questa immagine ha fatto il giro del mondo. Un ragazzo e un uomo più  anziano sono uno di fronte all’altro. L’uomo ha i lineamenti di un nativo americano e suona un tamburello etnico. Il ragazzo sorride (beffardo). È bianco. Peggio. Indossa il berretto rosso MAGA, Make America Great Again, il motto di Trump.

Cosa sta succedendo?

Il verdetto dei media, mainstream e social, è inequivocabile. È un suprematista bianco che si diverte ad umiliare l’ennesimo POC (Persona di colore/membro di una minoranza etnica). “I baby Trump prendono in giro il leader dei nativi”, scrivono i giornali e la notizia viene rilanciata in tutto il pianeta, Italia compresa (il titolo è del Corriere.it).

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Suona la campana a morto per l’Unione europea

Segniamo pure la data di oggi tra quelle che hanno fatto la storia. La firma del trattato di Aquisgrana tra Francia e Germania apre un capitolo inedito. Nemiche giurate dai tempi di Carlo Magno, con l’apice della rivalità nelle due guerre mondiali, Francia e Germania rinsaldano la propria alleanza. Il nuovo trattato rafforza quello dell’Eliseo sottoscritto il 22 gennaio 1963 – esattamente 56 anni fa – dall’allora cancelliere Konrad Adenauer e dal presidente francese Charles De Gaulle. Inutile mettersi col bilancino a stabilire se l’accordo vada più a vantaggio di Macron o della Merkel. Il trattato resta storico per molti motivi.

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Le maglie di Salvini e il delirio di Saviano

Risultati immagini per salviniStraordinario (in senso negativo, of course) il pezzo di oggi di Roberto Saviano perché fa capire certa mentalità. Nel suo pezzo su Repubblica contro Matteo Salvini, scrive: “Indossare la maglietta della polizia non essendo un poliziotto è un atto autoritario, un atto violento ed è un atto che ha in odio la democrazia.” Dunque, Salvini che indossa la maglietta della polizia rappresenta un atto antidemocratico, eversivo. Ecco, quando leggo queste affermazioni capisco perché in molti provino antipatia nei confronti del vate partenopeo.

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Manovra, senti chi piange

Visualizza immagine di origineZuppa di Porro: rassegna stampa del 23 dicembre 2018

00:00 Manovra, partiamo dalla forma: Daniele Capezzone ci ricorda alla grande (sulla Verità) perché il pianto della Bonino e le lamentele di Napolitano e Monti sono ridicoli.

05:03 Manovra, passiamo ai contenuti: fa schifo ma non peggio di quelle passate almeno a vedere il modo in cui è stata approvata. Sallusti scopre che il saldo e stralcio, cioè il nuovo condono inserito in finanziaria, aiuterà papà Di Maio. Si litiga sugli NCC. Interessante la flat tax al 7% di Bagnai sui pensionati che ritornano in Italia, ma solo nei paesi al di sotto delle ventimila persone. Disastro ecotassa. Si riducono gli investimenti. Male. Continua a leggere

Sfera Ebbasta? Rappresenta il nulla in cui vivono i nostri figli

Parliamoci chiaro. Se vai a vedere uno che si chiama Sfera Ebbasta il minimo che ti può capitare è che finisci all’ospedale. Certo morire in un sabato sera non è il massimo, e certo non è quello che ci si auspica, ma una caduta, uno scivolone, uno stato di confusione che ti porti al pronto soccorso se ascolti Sfera Ebbasta può anche far bene. Almeno ci sono psicologi e psichiatri che magari che ti possono salvare la vita. Perché Sfera Ebbasta rappresenta il niente che i nostri figli ingollano come pastiglie con il nostro consenso. Schiere di intellettuali e opinionisti sinistrati hanno detto la loro ovunque: hanno scomodato i testi di Rolling Stones, Beatles, Lou Reed per tentare di farci comprendere come il maledettissimo sia sempre esistito. Continua a leggere

Onu, la schizofrenia della signora che ci definisce razzisti

di Nicola Porro

Zuppa di Porro: rassegna stampa dell’11 settembre 2018

00:00 Onu, le schizofrenie di Michelle Bachelet, la signora che ci definisce razzisti.

04:28 (Stra)parla Alessandro Di Battista e sale la tensione (ma quante volte fanno questo titolo) tra Lega e M5stelle.

06:54 Sui negozi chiusi la domenica altra parziale marcia indietro. Ma non troppo.

09:47 Copyright, i giornali tutti schierati da una parte. Vi dico la mia opinione (controcorrente)…

11:55 Enel e pubblicità, Marco Travaglio fa il fenomeno.

13:23 Torino-Lione, ecco tutti i numeri. E ancora ci parlano delle analisi costi-benefici.

14:03 La storia dei due condannati che i grillozzi si riprendono fischiettando.

Fonte: https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/8307-2/ Continua a leggere

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