Aborto negli USA: nuovo colpo all’Obamacare, torna l’obiezione di coscienza

Donald Trump regala una nuova soddisfazione ai pro life americani. La Casa Bianca ha infatti avanzato una proposta di modifica dell’Affordable Care Act (più noto come Obamacare), in modo da tutelare finalmente l’obiezione di coscienza sull’aborto.

Il nodo critico è nella normativa emessa nel 2016, ultimo anno dell’amministrazione Obama, dal Dipartimento di salute e servizi umani, che bollava come “discriminazione sessuale” nei confronti della donna, il rifiuto di praticare l’interruzione di gravidanza da parte del personale medico-sanitario.

Un anno dopo l’emanazione di quella norma, un tribunale del Texas sollevò il dubbio sulla sua illiceità. A ricorrere erano stati un ospedale cattolico e un’associazione di medici cristiani, sostenendo che il provvedimento andava contro le loro convinzioni religiose. L’intervento dell’amministrazione Trump andrebbe così a prevenire una controversia giudiziaria, ristabilendo in modo definitivo e chiaro la libertà di coscienza.

 

Continua a leggere

Firma contro la propaganda Gay della Disney! (sulla pelle dei bambini)

Chi non ha visto i celebri cartoni e film di Walt Disney da piccolino? E chi non vorrebbe che i propri figli possano continuare a godersi le creazioni degli autori di Topolino e compagnia? Ebbene, seguire la Disney è diventato difficile da quando la società partecipa nella propaganda LGBT. L’ultima notizia ne è la conferma lampante…

Per la prima volta nella sua storia, Disneyland Parigi farà diventare il “Magical Pride” un evento ufficiale di Disney: infatti un vero e proprio “Gay Pride” avrà luogo il 1° giugno 2019 nel noto parco. La Disney si rivolgerà quel giorno principalmente alla comunità gay, lesbica, bisessuale e transgender, aderendo ufficialmente alla causa LGBT.

La notizia è gravissima se pensiamo quanto la Walt Disney Company tocchi da vicino i bambini e quale “potere” abbia su di essi. I cartoni preferiti dei nostri figli saranno contaminati dalla propaganda LGBT? Già l’anno scorso la Disney aveva pubblicizzato le “orecchie arcobaleno di Topolino”, e ha più volte ospitato – in modo non ufficiale – diversi “Gay Day”. Inoltre le ambiguità di alcuni cartoni erano stati al centro del dibattito. Tuttavia, con l’annuncio del “Magical Pride” abbiamo superato il livello di allarme.

Continua a leggere

Elezioni Europee: denigrare la famiglia fa perdere voti. Vero, Di Maio?

Le elezioni europee si compiono nel segno di una tenuta delle forze di governo ma con proporzioni rovesciate. Rispetto alle Politiche di un anno fa, la Lega raddoppia i consensi e vola dal 17% al 34%, mentre, al contrario, il M5S crolla dal 32% al 17%. Risale la china il Pd (dal 19% delle politiche al 23%), cresce Fratelli d’Italia (dal 4% al 6%), cala invece Forza Italia (dal 14% al 9%).

Nella prospettiva di Pro Vita & Famiglia è impossibile non notare una crescita delle liste che hanno mostrato un atteggiamento favorevole (o quantomeno non ostile) ai principi della vita, della famiglia e della libertà d’educazione. Lega e Fratelli d’Italia, che hanno complessivamente guadagnato il 19% dei consensi, sono le formazioni politiche che hanno espresso il maggior numero di candidati firmatari del Manifesto di Pro Vita & Famiglia.

In attesa di conoscere i nomi degli eletti al nuovo Europarlamento, va preso atto che la debacle pentastellata si associa a una costante del dibattito politico da una dozzina d’anni a questa parte. Lo sanno bene Renzi e il Pd, che, dopo l’approvazione delle unioni civili all’inizio del 2016, iniziarono a perdere tutte le elezioni amministrative, incassando la storica sconfitta al referendum costituzionale, fino al minimo storico del 18,7% delle Politiche dello scorso anno. “#Renziciricorderemo” è l’indimenticato striscione esposto al Family Day del 30 gennaio 2016: gli elettori furono di parola e castigarono severamente alle urne il Partito Democratico e tutti i suoi alleati di governo. In quell’occasione, l’aggravante fu rappresentata dall’intromissione del governo in un Ddl Cirinnà che, per quanto eticamente inaccettabile, nasceva in ambito squisitamente parlamentare: Renzi promise che non avrebbe messo la fiducia sulle unioni civili, salvo poi rimangiarsi clamorosamente la parola.

Un precedente era stato il primo tentativo di approvazione delle unioni civili (allora chiamate Dico) nel 2007: il Ddl Bindi-Pollastrini venne però contestato dal primo Family Day nel maggio di quell’anno e venne quindi accantonato. All’inizio dell’anno successivo il Governo Prodi veniva sfiduciato e alle elezioni politiche del 2008, il centrosinistra subiva una pesante sconfitta alle Politiche.

Una dinamica simile si è ripetuta in occasione delle Europee 2019. Almeno quattro sono state le esternazioni contro la famiglia del vicepremier e ministro dello Sviluppo Economico e del Welfare, Luigi Di Maio. «Si prepara un festeggiamento di un nuovo medioevo che io non vado a festeggiare», dichiarò di Maio lo scorso 14 marzo, ai giornalisti che gli chiedevano un commento sull’imminente Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona. E rincarò la dose: «Benedico tutte le istruttorie che hanno aperto a Palazzo Chigi per tornare indietro su quel patrocinio». Riferito ad alcune associazioni coinvolte nella promozione del Congresso, disse: «Più che destra sono degli sfigati. Quella visione della donna sostanzialmente mero angelo del focolare non rappresenta niente della cultura del M5s. Chi vuole tornare indietro ne risponderà alla storia, neanche agli elettori».

Continua a leggere

Il piano concreto per la Famiglia del Ministro Fontana: “Lavoriamo per questo obiettivo…”

Solo ieri la bocciatura del piano per le famiglie da parte del Ministero dell’Economia, quel piano che Di Maio aveva tanto sbandierato in opposizione ai suoi alleati di governo. Ma c’è un piano concreto e realizzabile a cui lavora il Ministero della Famiglia. 300 euro mensili a figlio è la proposta avanzata dal ministro Lorenzo Fontana, che dovrebbe concretizzarsi in un decreto legge. «Lavoriamo per questo obiettivo», ha dichiarato Fontana a Pro Vita e Famiglia. «Mi auguro che tutti abbiano a cuore la famiglia anche dopo la campagna elettorale».

Martedì scorso, il Ministro dell’Economia, Giovanni Tria, aveva gelato le speranze delle famiglie riguardo al progetto di Luigi Di Maio: 150 euro mensili a famiglia è una «proposta senza alcuna copertura economica», ha detto Tria riguardo a quanto promesso dal vicepremier al Forum delle Associazioni Familiari. L’idea di Di Maio era quella di reinvestire i soldi avanzati dal reddito di cittadinanza in un nuovo assegno per le famiglie.

Continua a leggere

Miracolo a Verona: in coma, si risveglia prima dell’espianto

Solo di un miracolo può trattarsi, né sanno spiegarselo diversamente i medici che hanno assistito al risveglio improvviso e insperato di Lorenzo Mori, 17 anni, in coma profondo.

Ma l’aspetto più singolare è che Lorenzo ha ripreso pienamente coscienza proprio mentre i medici stavano per sottoporlo all’espianto degli organi.

Il ragazzo era ridotto in condizioni gravissime a causa di un terribile incidente, lo scorso 20 dicembre, mentre stava andando a scuola, in sella al suo scooter: l’impatto frontale con una Mercedes l’aveva sbalzato dal motorino, all’incrocio tra via Da Mosto, viale Cristoforo Colombo e via Pancaldo. Nonostante il casco, aveva riportato danni cerebrali e respiratori gravissimi, tanto da escludere ogni possibilità di guarigione. Per questo motivo i genitori avevano acconsentito all’espianto degli organi, ma evidentemente, la “Vita” aveva deciso diversamente per lui: come ha scritto, nei giorni scorsi, il quotidiano L’Arena di Verona: Lorenzo si risveglia, apre gli occhi, si muove e addirittura parla. Ed è così che, se cinque mesi fa era considerato praticamente morto, ora è tornato di nuovo a scuola. Continua a leggere

L’eutanasia di Alessandra in Svizzera, una vicenda dai contorni oscuri

Una storia agghiacciante, quella che raccontiamo oggi, dai contorni foschi e non ancora ben definiti, sulla quale la procura di Catania ha aperto un’inchiesta per «istigazione al suicidio». È la storia di Alessandra Giordano di Paternò, morta il 27 marzo scorso, in una villetta della zona industriale di Pfäffikon, vicino Zurigo. Si tratta della clinica svizzera Dignitas, dove viene praticata da molti anni l’eutanasia e che ha visto anche il passaggio di Dj Fabo, arrivato lì e mai più tornato.

Alessandra, tuttavia, non aveva una sofferenza insostenibile dovuta a qualche terribile malattia: era depressa e da qualche tempo soffriva di una nevralgia cronica: la sindrome di Eagle. Potrebbe essere bastato questo per indurla a fuggire dalla sua terra, senza nemmeno avvisare i suoi familiari e avviarsi in totale solitudine a intraprendere una scelta così drammatica e definitiva per la sua vita? È ciò su cui sta indagando la procura di Catania, come rivela il quotidiano La Verità, perché il sospetto che qualcuno possa aver infierito sulla sua coscienza alterata è davvero forte. Suo fratello parla di lei su La Verità descrivendola come «una donna forte, determinata, sicura di sé, intraprendente, solare. Lavorava nella scuola primaria. È andata regolarmente in classe fino a due anni fa. Amava il suo lavoro. Gli alunni e i nipoti erano la sua vita. E anche lei sognava una famiglia e dei figli».

Tuttavia l’inizio del suo declino psicologico inizia nel 2008, dopo la morte del padre, evento che la fa sprofondare nella depressione tanto da farle abbandonare il suo lavoro di insegnante, limitandosi a passare le giornate a letto. Con questo stato d’animo non certo “lucido” comincia ad accarezzare il pensiero della morte assistita. Un’idea impensabile per i suoi familiari con cui ne parla. Finché il 25 marzo scorso un conoscente incontra, per caso, Alessandra all’aeroporto di Catania e avvisa la famiglia. I familiari dopo numerose telefonate a vuoto capiscono che è volata in Svizzera e tentano di riportarla a casa. Viene allertato il ministero degli Esteri, suo fratello Massimiliano manda una diffida alla Dignitas, allegando l’ultimo certificato medico: «Mia sorella non si trova nelle facoltà mentali, allo stato attuale, per prendere una simile decisione. Ci riserviamo, qualora doveste procedere, di adire a vie legali» ma non riceve nessuna risposta. Allora si reca personalmente in Svizzera.

All’aeroporto di Zurigo, su suggerimento della Farnesina, si rivolge alla Polizia locale che promette di contattare la Dignitas, ma ciò non avviene. Un’ultima telefonata di Alessandra ai suoi conferma l’inesorabilità della sua decisione: persino il conto della clinica, di circa 10.000 euro, è già stato saldato. Il suo passaggio dalla vita e alla morte viene “pianificato” in soli 3 giorni: arrivo lunedì 25 marzo, sistemazione in albergo il martedì, mercoledì incontro col dottore e giovedì arrivo nella clinica della morte per non tornare mai più. Sconcertante il modo in cui vengono “avvisati” i parenti, dopo aver fatto tutto il possibile per salvarla: alla famiglia infatti verranno recapitate le sue ceneri con un biglietto d’addio. Continua a leggere

Izabella Jarvandi, l’anti-Greta che combatte per la famiglia

Se la giovane Greta Thunberg è balzata agli onori delle cronache, non solo per la sua lotta contro i cambiamenti climatici ma per la difesa dell’ambiente in generale che l’ha portata persino a indire uno sciopero il 15 marzo scorso, a cui hanno aderito studenti di tutto il mondo per chiedere ai governi politiche e azioni più incisive per contrastare il cambiamento climatico e il riscaldamento globale, di Izabella Nilsson Jarvandi, invece, anche lei svedese, anche lei quindicenne, anche lei combattiva come Greta, non si parla quasi per niente.

La sua voce sembra infatti rimanere (volutamente?) inascoltata, forse per la personale battaglia “politicamente scorretta” portata avanti dalla quindicenne. Infatti più che inseguire facili successi sposando la causa ambientalista, non si sa se più “radical” o “chic”, ha preferito dedicare le sue energie a difesa dell’umano. Coraggiosamente si è più volte pronunciata contro le istanze del pensiero dominante, condannando l’immigrazione incontrollata, arrivando a solidarizzare con il presidente Orban, e ha invocato azioni politiche più attente alle esigenze della famiglia. Lo scorso 2 marzo, tramite twitter, ha denunciato la colonizzazione ideologica in chiave gender che ormai da tempo si sta verificando in tutte le scuole svedesi, in cui iniziano a circolare testi assurdi, come racconta la giovane attivista, i cui protagonisti sono «una ragazza con un pene», «un ragazzo con una vagina» o individui che sono al tempo stesso «un maschio e una femmina».

Insomma, una battaglia sacrosanta ma che, di questi tempi in cui predomina un certo ecologismo di cui ultimamente è divenuta simbolo Greta Thunberg, tutto proteso a colpevolizzare l’uomo considerato come il vero cancro del nostro pianeta, risulta una battaglia ardua e quasi impossibile perché difficilmente le si darà spazio e risonanza. Tant’è che se Greta con i suoi slogan è rilanciatissima da tutti i media, di Izabella, invece, volutamente non si occupa nessuno, nonostante i suoi richiami più che legittimi al vero disastro, quello antropologico e culturale, ormai in atto e per di più in fase avanzata.

Manuela Antonacci

fonte – https://www.notizieprovita.it/economia-e-vita/izabella-jarvandi-lanti-greta-che-combatte-per-la-famiglia/

Ohio: aborto sarà reato già dopo il primo battito di cuore fetale

Se negli Stati a guida democratica (New York, Vermont), la buriana abortista sembra avanzare senza ostacoli, tutt’altro vento sta soffiando nei territori a guida repubblicana. L’esempio recente più emblematico è quello dell’Ohio, dove il governatore Mike DeWine ha annunciato la sua firma ad una storica restrizione: dopo il primo battito cardiaco fetale accertato, l’aborto non sarà più possibile. Il provvedimento è stato votato mercoledì scorso dalla Camera dei Deputati statale con 56 voti favorevoli e 39 contrari, dopo che, lo stesso giorno, il Senato si era espresso con 18 voti favorevoli e 13 contrari.

 In questo modo l’Ohio si allinea ad altri cinque Stati americani che hanno approvato analoghe restrizioni, sebbene in due casi siano state rigettate dalle Corti statali. Attraverso la tecnologia degli ultrasuoni transvaginali, nel feto il battito cardiaco può essere rilevato già intorno alla quinta o sesta settimana di gestazione: un momento in cui, molte donne ancora non si accorgono della loro gravidanza. Il progetto di legge pro life dell’Ohio, inoltre, non prevede eccezioni né per lo stupro né per l’incesto. Anche per queste ragioni, i democratici e gli abortisti hanno annunciato ricorso. A loro avviso, l’impianto della nuova legge statale contrasta apertamente con i principi della sentenza Roe vs Wade.

«Ho il timore che molti dei nostri ragazzi possano andare via, rischiamo di perdere molti giovani che non vogliono vivere in un’atmosfera oppressiva», ha dichiarato enfaticamente la deputata democratica Michele Lepore-Hagan. Di tutt’altro avviso, la parlamentare repubblicana Candice Keller, che ha definito la proposta di legge come «la più compassionevole che abbiamo mai approvato».

La deputata repubblicana ha poi aggiunto: «Se davvero vogliamo dare potere alle donne dell’Ohio e di questo Paese, dovremmo iniziare a dire la verità sull’industria dell’aborto e sugli enormi profitti che se ne traggono sulla pelle delle donne». Va anche detto, a onor del vero, che durante la precedente legislatura, sempre in Ohio, una normativa simile era già passata due volte ma, in entrambe le occasioni, l’allora governatore John Kasich, anch’egli repubblicano, in controtendenza con la sua maggioranza parlamentare, aveva posto il veto, onde prevenire un eventuale giudizio di incostituzionalità.

Luca Marcolivio

fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/ohio-aborto-sara-reato-gia-dopo-il-primo-battito-di-cuore-fetale/

Al bando la triptorelina, ma soprattutto al bando l’ideologia del gender

Alla fine l’Aifa ha dato il via libera alla somministrazione della triptorelina come soluzione per la cosiddetta disforia di genere nei preadolescenti. Con delibera del 25 febbraio (pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 2 marzo), l’Aifa rende noto l’«inserimento del medicinale triptorelina nell’elenco dei medicinali erogabili a totale carico del Servizio sanitario nazionale, ai sensi della legge 23 dicembre 1996, n. 648, per l’impiego in casi selezionati in cui la pubertà sia incongruente con l’identità di genere (disforia di genere), con diagnosi confermata da una equipe multidisciplinare e specialistica e in cui l’assistenza psicologica, psicoterapeutica e psichiatrica non sia risolutiva». Ne avevamo già parlato quando, incredibilmente, nell’estate 2018, il Comitato Nazionale per la Bioetica (Cnb) aveva dato parere positivo all’impiego della molecola per i casi in questione.

Ora, potremmo seguire l’esempio di altre realtà associative che hanno subito messo in discussione la sicurezza della triptorelina, come Scienza e Vita e il Centro Studi Livatino, le quali in un comunicato congiunto hanno ribadito che il «farmaco viene immesso nell’elenco del Ssn in carenza di studi clinici e di follow-up a lungo termine; è alto il rischio, adoperando la Trp per bloccare la pubertà fino a 4 anni circa – dai 12 ai 16 anni d’età – di indurre farmacologicamente un disallineamento fra lo sviluppo fisico e quello cognitivo del minore». Potremmo seguire questo esempio e in parte lo facciamo, nel senso che è sicuramente pertinente e necessario rilevare questi pericoli sul piano applicativo. Il problema vero, però, è a monte, perché prima ancora di contestare l’applicazione di una terapia pericolosa, bisogna capire se la condizione sulla quale si intende intervenire con detta terapia, è correttamente inquadrata da un punto di vista non solo clinico, ma innanzitutto filosofico, per non dire, ancora più brutalmente, razionale. Continua a leggere

Emma Bonino vorrebbe fermarci. Ecco perche’…

Sembra  che si siano coalizzate tutte le lobby LGBT e femministe radicali contro l’azione di Pro Vita e delle associazioni amiche che stanno organizzando l’imminente Congresso Mondiale delle Famiglie..
In un certo senso li comprendiamo: hanno capito che il Congresso sara’ un evento eccezionale, idoneo a diffondere a livello internazionale la cultura della vita e della famiglia.
Per questo motivo, da giorni, Pro Vita e il Congresso ricevono attacchi di ogni tipo, dalla stampa pro morte, dalle lobby LGBT, dai politici anti-vita e anti-famiglia…

Continua a leggere

1 2 3 4