Parrocchiani “progressisti” contro chi vuole celebrare degnamente

di Matteo Orlando per Agerecontra.it 

I parrocchiani della Chiesa di San Francesco d’Assisi a Portland, in Oregon, hanno protestato in maniera clamorosa contro il loro parroco accusandolo di volere “distruggere la parrocchia”. Così hanno urlato contro il sacerdote d’origine africana che celebrava la Messa Novus Ordo, hanno sbattuto alcuni tamburelli e suonato altri strumenti per disturbare la sua celebrazione.
Qual è stata la colpa del sacerdote? Volere allineare maggiormente la celebrazione a quanto previsto dai libri liturgici.
Padre George Kuforiji, originario della Nigeria, ha avuto il coraggio di vietare il “linguaggio inclusivo” che prima del suo arrivo veniva proposto nei testi usati nella parrocchia (i suoi predecessori erano arrivati a non fare riferimento a Dio e ai suoi attributi quando risultavano dei termini maschili…). Inoltre padre Kuforiji ha rimosso un panno guatemalteco, tessuto a mano, che era stato usato sull’altare, sostituendolo con un panno bianco per altare per come prescritto dalla Chiesa cattolica. Continua a leggere

Bergoglio, i conciliari e le vergogne della tradizione

di Matteo Castagna

Per parte tradizionalista, oramai ridotta a coloro (chierici e laici) che non riconoscono la “gerarchia conciliare” come legittima, si scorge una certa ritrosia alla sguaiata contestazione di Bergoglio, rispetto ai predecessori, perché potrebbe sembrare che la crisi e i problemi nascano con lui, quasi ottenendo il risultato di “assolvere” tutti gli altri, per conseguenza.

Ritengo che non sia sbagliato ritenere limitato attaccare per le sue bizzarrie o espressioni eretiche solo il perito chimico argentino, perché chi vuole (e deve) avere una visione d’insieme deve iniziare la panoramica su quanto accaduto a livello ecclesiale e quindi, criticare duramente documenti e persone, almeno dal Concilio Vaticano II (1962-1965). Indetto da Roncalli, proseguito e terminato da Montini, quest’assise ha posto le basi per una mutazione genetica, sul piano umano, della Chiesa ufficiale. Non potendo, però, Essa trasformarsi ma tramandarsi, in quanto il Corpo Mistico di Cristo è solo in continuità con il Suo Fondatore, siamo costretti a ritenere che il Vaticano 2 non sia stato un Concilio della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, quanto un Conciliabolo della “Contro-Chiesa”, composta da chierici decaduti, infiltrati d’ideologia liberale e social-comunista, teologicamente modernisti (“modernismo è la sintesi di tutte le eresie” – San Pio X). Preparato da tempo nelle logge, trovò terreno fertile in Roncalli, mentre Sua Santità Pio XII si rifiutò di indirlo, poiché aveva colto la volontà sediziosa dei cosiddetti novatori. Tutti i predecessori di Papa Pacelli avevano, peraltro, rifiutato energicamente l’abbraccio con la modernità, intesa come l’adeguamento ai peccati contro Dio e contro il prossimo, da sempre condannati, ma spacciato per misericordia e carità (sic!). Continua a leggere