I BRICS vogliono un nuovo ordine multipolare

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L’EDITORIALE

di Matteo Castagna per https://www.informazionecattolica.it/2023/08/28/i-brics-vogliono-un-nuovo-ordine-multipolare/

tradotto in spagnolo dall’O.d.G. dell’America Latina per la rivista “Voces del Periodista”: https://vocesdelperiodista.mx/voces-del-periodista/internacional/los-brics-quieren-un-nuevo-orden-mundial/

I BRICS DENUNCIANO LA POLITICA UNILATERALE ED OPPRESSIVA STATUNITENSE

Dal 22 al 24 Agosto 2023 si è tenuto, a Johannesburg, il XV vertice dei Paesi emergenti: i BRICS+, acronimo di Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica + una settantina di altri Paesi ospiti, tra cui tutti quelli africani. Assente Vladimir Putin, sul quale pende, da parte della Corte penale internazionale, un mandato di arresto internazionale per presunti crimini di guerra in Ucraina. La Russia è stata rappresentata dal suo fedelissimo Ministro degli Esteri Serghei Lavrov. Putin ha comunque rilasciato la dichiarazione ufficiale che avrebbe fatto in presenza, da remoto, prima del meeting.

I BRICS+ si sono ritrovati dopo 5 anni di stop, dovuto all’emergenza Covid. I media occidentali hanno snobbato o trattato con sufficienza questo evento, ritenendo che i BRICS dovrebbero sciogliersi perché alquanto divisi tra loro, senza, però, specificare quali sarebbero questi motivi di divisione. Anche il Presidente della Commissione Esteri alla Camera e del think thank Aspen Institute Italia On. Giulio Tremonti ha sostenuto che i BRICS non possono vincere la sfida con l’Occidente. L’ha motivata perché sono Paesi privi di libertà, Oltre alla presenza di una netta divergenza tra India e Cina, che potrebbe compromettere l’unità e la coesione del gruppo.

Diversi economisti occidentali tendono a scoraggiare l’assemblea dei BRICS+ perché il dominio del dollaro e il suo effetto distorsivo sui processi di sviluppo sono un dato di fatto con cui i paesi in via di sviluppo dovrebbero rassegnarsi a convivere. In poche parole, non gli può riuscire il paventato cambio di valuta per i commerci, che, effettivamente è loro espressa volontà, ma che in Sudafrica non si è concretizzato, per quanto discusso ampiamente, su larga scala. Il 90% del commercio globale continua ad essere condotto in dollari statunitensi, sebbene il progresso dei rapporti e delle alleanze tra Stati molto ricchi non faccia di questo un dogma perpetuo.

Come spesso ripete Putin, la teoria del multipolarismo si basa sul fatto che gli attori internazionali hanno influenza e potere in diverse materie e regioni del mondo, però nessuno di loro può imporre unilateralmente la propria volontà sugli altri. Su questo i BRICS+ sono tutti compatti, denunciando la politica unilaterale ed oppressiva statunitense. Ci sono tutti i motivi per pensare che il futuro veda il mondo riunito in un unico blocco, con gli Stati Uniti e l’UE nell’angolo. Putin, dalla guerra in Ucraina ha scatenato una reazione di avvicinamento globale di tutti i Paesi stanchi di subire l’unipolarismo americano. Obiettivo comune è e resta sfidare il radicato dominio geopolitico dell’Occidente. Lo zar, sfruttando politicamente la guerra in Ucraina, è riuscito a mettere assieme il mondo arabo con le civiltà orientali, con l’Africa e buona parte dell’America Latina.

Il cambio di paradigma finanziario, contrariamente a quanto si dice in Occidente, diverrebbe una ovvia conseguenza al fatto che i BRICS+ i nuovi 4 arrivi rappresentano l’85% della popolazione del pianeta, (3,7 milioni di abitanti) ed il 36% del Pil del pianeta, con tre Paesi che risultano, già oggi, tra le prime cinque economie globali, secondo i dati forniti dalla banca mondiale. Resta imprescindibile e da non sottovalutare, che la seconda economia mondiale dopo la Cina è rappresentata dagli Stati Uniti. La Russia è la quinta economia del mondo. L’Occidente dovrebbe lasciar da parte ogni spocchia e senso si supremazia economica e culturale, perché gli altri “mondi” si stanno organizzando in fretta, sono disponibili al dialogo ed alla collaborazione, ma l’atteggiamento deve cambiare se non si vuole il suicidio politico-finanziario, che sembrerebbe già pronto nell’agenda 2030 dei BRICS+.

Il summit ha ottenuto risultati importanti nel medio e lungo termine, che potrebbero favorire l’abbandono del dollaro: “Abbiamo raggiunto un accordo, per poter invitare Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, a diventare membri a pieno titolo dei BRICS..Il loro ingresso avverrà il primo gennaio 2024” – ha dichiarato il Presidente del Sudafrica Cyril Ramaphosa. Le riserve di petrolio e gas degli Stati Uniti, insieme all’influenza geopolitica, forniscono agli americani una certa indipendenza, ma l’Europa sembra debole e con una strategia inadeguata, perché semplicemente sottomessa ai diktat di USA e NATO. La UE non ha una strategia propria e non l’avrà perché i padroni non lasciano le colonie agire da sole. Nonostante si parli di allontanamento dall’influenza della Cina, la dipendenza dell’Europa dalla produzione e dai mercati asiatici cresce. Le strategie europee si basano sui minerali africani, sui metalli, sugli idrocarburi e sulle fonti di energia rinnovabile, tutti sempre più alla mercé di alleanze mutevoli, presto convergenti nei BRICS+ assieme ai giganti dell’energia della galassia islamica.

La convergenza di Arabia Saudita, Egitto, Algeria, Brasile e Russia conferisce ai BRICS+ il controllo di oltre il 60% delle riserve e della produzione energetica globale. I leader africani hanno sottolineato che sta aprendosi un’era completamente nuova per il mondo intero. Questo è l’inizio della formazione di un nuovo ordine mondiale, senza la pressione selvaggia dell’Occidente. Si parla di un nuovo NOM “alternativo” fatto dai BRICS+, ove indipendenza e cooperazione, rispetto delle tradizioni e valuta unica, sinergia energetica e collaborazione politica, interscambio delle materie prime sarebbero i principi fondamentali. Queste premesse appaiono l’opposto di quanto pianificato dagli “illuminati” anglo-americani, da Mackinder e Brzezinsky, fino a Bill Gates e ai Rothschild. Se andasse in porto un’alleanza simile composta da: BRICS + i 4 ingressi previsti tra quattro mesi e il graduale ingresso dei quaranta altri Paesi che hanno fatto richiesta, senza intoppi e svincolata dal dollaro, il deep state sarebbe ampiamente ridimensionato e la politica della UE subirebbe la più grande crisi della sua storia.

IL NUOVO ORDINE MONDIALE E LA PREVALENZA DEL MULTIPOLARISMO

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Discorso alla 1° Conferenza globale sul multipolarismo del 29 aprile 2023

Il mondo come lo vediamo oggi è stato diviso da due assi di potenze:

L’Occidente, guidato da Stati Uniti d’America, Regno Unito, Unione Europea, Canada, Giappone, Corea del Sud e Australia. E i BRICS, che comprendono Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, oltre a Iran e Venezuela come attori regionali e diversi Paesi africani. La Cina, con la sua iniziativa “Belt and Road”, è la potenza più grande, mentre Russia e India sono i principali attori su scala geopolitica ed economica.

L’Occidente e i BRICS hanno due possibilità: o affrontare l’attuale divisione geopolitica e raggiungere un accordo sano di un sistema mondiale bipolare o affrontare la catastrofe della terza guerra mondiale.

Come gli Stati Uniti d’America sono diventati unipolari?

La prima fase degli ultimi tre decenni è stata decisiva per dare forma al mondo di oggi. In primo luogo, la dissoluzione dell’Unione Sovietica e del blocco socialista, in secondo luogo la seconda guerra del Golfo e in terzo luogo la guerra dei Balcani, che ha portato alla frammentazione dell’ex Jugoslavia in mini-paesi dopo l’intervento della NATO guidata dagli Stati Uniti. L’Unione Europea ha infine riunito questi mini-paesi sotto il suo ombrello su ordine degli USA.

La seconda fase è iniziata dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York dell’11 settembre 2001, che ha portato all’attacco degli Stati Uniti all’Afghanistan e all’invasione dell’Iraq, poi alla “dottrina del Grande Medio Oriente” e al “Caos Creativo” (2006), alla guerra contro il Libano (2006) e alla guerra del terrore per procura contro sette Paesi arabi, che stanno ancora sopportando le sue devastanti conseguenze come Paesi falliti, sotto l’occupazione militare degli Stati Uniti/Alleati e/o sotto le sanzioni.

La terza fase è rappresentata dalla rivoluzione colorata in Ucraina e dall’ascesa di un governo nazista, nonché dai massacri commessi contro gli ucraini russi nella regione del Donbass, nell’est del Paese, a partire dal 2014.

L’egemonia statunitense in azione

Per analizzare queste fasi di aggressione ed egemonia degli Stati Uniti contro altre nazioni e Paesi sovrani dobbiamo comprendere la sua struttura e la sua natura di legittimo successore delle potenze coloniali europee che per secoli hanno costruito le loro monarchie e le loro fortune sulle risorse naturali e sulla schiavitù del Terzo Mondo e che ancora oggi lo sfruttano al massimo, lo portano alla povertà e commettono crimini di guerra contro milioni di persone in Africa, Medio Oriente, Asia e America Latina.

Gli Stati Uniti hanno creato l’attuale sistema mondiale di unilateralismo gradualmente per continuare a servire gli interessi imperiali dell’1% della classe dirigente del mondo occidentale a spese di miliardi di persone in tutto il mondo e contro l’interesse del proprio popolo, sia in Europa, sia in Nord America, sia dei popoli dei suoi alleati subordinati altrove.

La mentalità dell’egemonia coloniale occidentale degli Stati Uniti sulle organizzazioni internazionali come le Nazioni Unite, create dai vincitori della Seconda Guerra Mondiale, tra cui gli stessi Stati Uniti, l’Unione Sovietica, la Cina, il Regno Unito e la Francia, ha violato i principi della Carta delle Nazioni Unite e ha paralizzato il suo ruolo nella risoluzione dei conflitti regionali mondiali. Al contrario, gli Stati Uniti hanno creato enormi conflitti regionali.

La domanda da porsi è, come ha eloquentemente presentato Lavrov al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pochi giorni fa: Perché l’Occidente è sovrarappresentato nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite? Rispetto ai miliardi di persone che compongono la maggioranza globale dei Paesi africani (1,2 miliardi), dell’Asia (4,56 miliardi), dell’Europa orientale (292 milioni) o dell’America Latina (656 milioni)? Mentre il Nord America (375 milioni) e l’Europa Occidentale (198 milioni) compongono solo mezzo miliardo di persone.

Gli Stati Uniti hanno l’egemonia sull’economia globale attraverso la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale, strumenti finanziari di egemonia per fare pressione e sfruttare i Paesi del Terzo Mondo. Gli Stati Uniti impongono il loro dollaro come moneta mondiale, che la Reserve Bank non sostiene nemmeno con l’oro o con altri metalli preziosi.

Gli Stati Uniti hanno oltre 850 basi militari di controllo in tutto il mondo, mentre ostacolano o minacciano la Cina e la Russia dal tentare di creare organizzazioni economiche regionali o persino di pattugliare i propri territori, come nel caso di Taiwan, intimidendo i Paesi e imponendo loro sanzioni se collaborano con le due grandi potenze.

Il braccio di egemonia militare imperiale degli Stati Uniti, la NATO, che si estende in tutto il mondo, minaccia la sicurezza globale, la pace e la prosperità dell’umanità ovunque.

Dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1945, gli Stati Uniti sono stati e sono tuttora coinvolti in decine di invasioni militari, guerre, cambi di regime, destabilizzazione e assassinio di presidenti (Libia) al di fuori dei propri confini, la più atroce delle quali è la guerra terroristica per procura in corso dal 2011, durante quella che hanno falsamente chiamato “Primavera araba”, contro diversi Paesi arabi tra cui la Libia, Iraq, Siria, Yemen, Tunisi, Egitto e Libano, oltre all’Afghanistan, all’Iran e ultimamente all’Ucraina, che sta mettendo in pericolo e minacciando l’Europa con una guerra prolungata che sta influenzando enormemente l’economia mondiale e potrebbe scivolare in scenari di guerra mondiale.

Il potere imperiale degli Stati Uniti sta usando le sanzioni non solo come strumento per disciplinare il sistema politico dei Paesi disobbedienti che si battono per la loro sovranità, ma anche come modo per punire i popoli e spingerli alla povertà per esercitare pressioni sulla loro leadership politica. Ad oggi, gli Stati Uniti hanno imposto sanzioni a 33 Paesi, tra cui il territorio di Gaza, a sud della Palestina occupata, dove oltre due milioni di persone soffrono per l’assedio e le sanzioni criminali di Israele/USA e alleati.

Cosa può essere più conveniente per gli Stati Uniti/Occidente di questo? Perché gli Stati Uniti dovrebbero pensare di rinunciare al loro controllo unipolare sul mondo? Perché mai dovrebbero consentire la possibilità di condividere tutti questi privilegi “egemonici” con altri grandi attori regionali e globali del mondo, pur conoscendone l’inevitabilità?

L’unica risposta alla dottrina statunitense dell’egemonia unipolare è imporre il sistema multipolare con tutti i mezzi possibili, attraverso la cooperazione e il rafforzamento delle relazioni con i Paesi del Terzo Mondo, le corporazioni continentali e regionali come l’organizzazione ALPA in America Latina, il CCG nella regione del Golfo Arabo, la Lega Araba, l’Unione Africana. Questa è l’unica strada per la pace, la sicurezza e la prosperità globale per tutti i continenti e le nazioni.

Cosa significa ordine mondiale multipolare per la Palestina occupata e il suo popolo?

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea continuano a ignorare tutte le risoluzioni delle Nazioni Unite relative alla lotta palestinese per la liberazione e l’indipendenza, come il diritto dei palestinesi all’autodeterminazione sulla terra dei loro antenati in quanto popolo indigente della Palestina occupata, la risoluzione 194 sul diritto al ritorno e decine di risoluzioni correlate che sono state riconosciute molto tempo fa, ma non sono state attivate, e così l’aggressione e l’oppressione israeliana contro il popolo palestinese continuano, così come le sue sofferenze.

Gli Stati Uniti e l’Unione Europea chiudono un occhio sulle violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani da parte di Israele, tra cui l’assedio continuo alla Striscia di Gaza.

assedio continuo contro la Striscia di Gaza, dove due milioni di palestinesi sono prigionieri a cielo aperto, mentre la confisca delle terre palestinesi e la costruzione di insediamenti nella Cisgiordania occupata e a Gerusalemme, che l’Occidente considera illegali, non hanno mai votato a favore di una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite che condanna le azioni coloniali di Israele. Questo è un peccato se ci rendiamo conto che gli Stati Uniti sono il principale paese finanziatore dell’”Israele” coloniale.

Inoltre, le azioni di soppressione coloniale israeliane stanno accelerando contro 4500 prigionieri politici palestinesi, centinaia dei quali soffrono di malattie croniche e rischiano una morte lenta a causa dell’assenza di cure mediche secondo la Convenzione di Ginevra. La politica di detenzione amministrativa, ereditata dall’epoca dell’occupazione britannica, è una punizione israeliana contro i prigionieri politici che nega loro qualsiasi processo legale. Shaikh Khader Adnan, in sciopero della fame da 87 giorni, è stato lasciato senza cure mediche adeguate e ha perso la vita come una delle ultime vittime di questa politica fascista.

Nonostante Amnesty International e Human Rights Watch abbiano denunciato che lo Stato di occupazione è in realtà e di fatto un sistema di apartheid, gli Stati Uniti bloccano ogni tentativo delle vittime palestinesi di portare il governo di occupazione davanti alla Corte penale internazionale (CPI).

In un mondo multipolare, l’unità nazionale, la cooperazione regionale e la resistenza a tutte le forme di egemonia occidentale avvicineranno noi palestinesi al raggiungimento del nostro diritto all’autodeterminazione, allo smantellamento del sistema coloniale di apartheid “israeliano” e all’istituzione di uno Stato democratico nella Palestina storica, basato su un sistema politico costituzionale che preservi l’uguaglianza, la giustizia sociale e i diritti umani per tutti sotto il ruolo delle istituzioni civili. Questo è l’unico percorso che può preservare la pace, la sicurezza e la prosperità a livello regionale e globale.

Traduzione a cura di Lorenzo Maria Pacini

Fonte: https://www.geopolitika.ru/it/article/il-nuovo-ordine-mondiale-e-la-prevalenza-del-multipolarismo

Chi è il dott. Massimo Citro Della Riva?

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Segnalazione Corrispondenza Romana

di Emanuele Barbieri

Il dott. Massimo Citro, sospeso dall’Ordine di Medici di Torino nell’ottobre 2021, è laureato in Medicina e Chirurgia e in Lettere Classiche ed è specialista in Psicoterapia, ma viene presentato dai suoi biografi innanzitutto come «storico e sceneggiatore» (https://www.nelcastellodicarta.it/libri/coscienza/biografia-citro.html). Il dott. Citro è anche “esperto” di “Terapia Mora”, insegnante di Medicina Asclepiade, professore di “memoria dell’acqua” e scopritore del TFF (Trasferimento Farmacologico Frequenziale), un   metodo di “alchimia elettronica”, che «consente di trasferire a un sistema vivente, attraverso circuiti elettronici, le proprietà farmacologiche di molte sostanze». Citro è inoltre seguace di Geerd Hammer (1935-2017), l’inventore della “Nuova Medicina Germanica”, radiato dai Medici nel 1986, il cui figlio morì nel 1978 in un incidente su uno yacht in Corsica, per cui fu accusato e poi assolto Vittorio Emanuele di Savoia.

Legato a personaggi e gruppi esoterici, Citro ha partecipato tra l’altro al Festival Templaria Veosfest, ospite del V.E.O.S.P.S.S. un’organizzazione (o almeno un ramo di essa), che ha negato di annoverare il medico torinese tra i suoi membri. Però la fotografia del dott. Citro, con il mantello templare dell’associazione figura nel sito ufficiale del V.E.O.S.P.S.S. (https://archive.fo/wvLxS#selection-141.1-389.56)

Può essere anche interessante sapere chi sono gli amici a cui Citro affida la presentazione dei suoi libri. Il suo libro Vietato studiare (Macro Edizioni, 2008) ha la prefazione di Gabriele Mandel (1924-2010), un massone affiliato a una confraternita islamica sufi. Il libro The Basic Code of the UniverseThe Science of the Invisible in Physics, Medicine, and Spirituality (Park Street Press 2011) reca la prefazione di Erwin Laszlo, teorico evoluzionista del New Age e fondatore del Club di Budapest (https://www.clubofbudapest.com/) che propone una Coscienza Planetaria per conoscere e sentire l’interdipendenza vitale e l’unità essenziale del genere umano e del cosmo. In questo libro, tra i suoi «allies and longtime friends», Citro annovera: «Gabriela and Licio Gelli» (p. 5). Proprio il Gelli ex Venerabile della Loggia P2 e la sua seconda moglie, rumena, Gabriela Vasile.

L’ultimo libro del dott. Citrio, Eresia, reca infine la prefazione del suo “fraterno amico” (così si presenta) Alessando Meluzzi, massone “in sonno”, autoproclamatosi, con il nome di Alessandro I, primate, metropolita e arcivescovo di una Chiesa ortodossa italiana autocefala (non riconosciuta dalle chiese ortodosse).

In un articolo su Marxisti, Esoteristi e Massoni contro il “Nuovo ordine Mondiale”? la rivista Sodalitium, (n. 72/2021, pp 23-32), ci informa che Alessandro Meluzzi ha svolto attività politica prima nel Partito Comunista, poi in quello Socialista, poi come deputato e senatore con Forza Italia, quindi con l’UDR di Cossiga, con Rinnovamento Italiano, Unione per la Repubblica, Federazione dei Verdi, poi ancora coi Cristiani Democrati Europei, con l’UDEUR di Mastella, e infine con Fratelli d’Italia … Nel 2007, Meluzzi diventa diacono greco-melchita fino a che padre Leopoldo Adeodato Mancini (1950-2015) lo avrebbe ordinato, in punto di morte, presbitero e vescovo della “Chiesa ortodossa italiana autocefala” di cui attualmente sarebbe Sua Beatitudine il Patriarca Alessandro I. Meluzzi è, anche, per sua ammissione, massone del Grand’Oriente d’Italia, attualmente in sonno.

C’è almeno un’occasione in cui i tre prefatori dei libri di Citro, Mandel, Laszlo e Meluzzi, si sono incontrati, condividendo presumibilmente la filosofia dell’evento. Il quotidiano Romagna Gazzette del 20 agosto 2009 così presentava la festa “AlchimiAlchimie” che si svolse dal 22 al 26 agosto 2009 a San Leo, nella cui fortezza morì l’esoterista e massone Alessandro Cagliostro (1743-1795). «E’ intenso il programma quotidiano di incontri, letture e conferenze dedicato all’evoluzione e promozione della grande famiglia umana, attraverso le interpretazioni e proposte dei massimi testimoni e pensatori come Erwin Laszlo, presidente del Club di Budapest, filosofo della scienza e della teoria dell’evoluzione, Gabriele Mandel, accademico italiano di discendenza turco-afgana e maestro Sufi, Luigi Pruneti, saggista, esoterista e Sovrano Gran Commendatore Gran Maestro della Gran Loggia d’ Italia degli Alam e Alessandro Meluzzi, medico, filosofo, psicologo e psicoterapeuta di chiara fama, al quale sarà affidato l’impegnativo compito della conferenza di chiusura della festa. Ogni giornata sarà incentrata su un tema e filo conduttore (il caos, l’alchimia, i simboli, il libero pensiero) per consentire di approfondire esaurientemente diverse tematiche: dalla filosofia all’esoterismo, dalle culture dai Nativi Americani e dei Catari alle tradizioni orientali e alla kabbalah, dai misteri di Templari e Maya alla moderna ecologia e sviluppo sostenibile» (http://www.romagnagazzette.com/2009/08/20/alchimialchimie-22-23-24-25-26-agosto/).

Questo è il brodo di cultura esoterico e sincretista in cui il dott. Citro è immerso. Un mondo che ha poco o nulla di scientifico e molto di fantasioso e immaginario. Il 19 novembre 2017, a Torino nella sala conferenze del Sermig, si è tenuto convegno dal titolo: “Noi siamo anima”, una giornata per indagare sul senso del destino, per tentare di rispondere agli eterni interrogativi: chi siamo, da dove veniamo e, soprattutto dove andremo?  di cui è stato artefice Massimo Citro Della Riva, assieme a Marco Cesati Cassin. Il convegno è stato presentato dagli organizzatori come «un seminario per chi intende iniziare, o continuare, a cercare e superare il dualismo di un corpo che possiede un’anima, oltre la nozione di un tempo lineare intrappolato nelle maglie del destino. Una giornata che, al termine ha permesso di ipotizzare e, forse confermare che la nostra esistenza può essere paragonata ad una realtà virtuale, è il riflesso di una realtà ben più ampia, che si specchia nella dimensione sottile, con cui siamo in perenne contatto».

Ad un intervistatore che gli chiedeva quale fosse il messaggio ultimo dell’iniziativa, il dott. Citro Della Riva ha spiegato: «Il messaggio consiste nella divulgazione dell’idea che, nessuno di noi, è quello che crede realmente di essere. Ognuno di noi non è quella persona ma è un’entità di un altro mondo, di un’altra dimensione. Questo mondo non è reale, ma, virtuale. Questo è un segreto antichissimo che viene tramandato dai Maestri ed oggi è il momento di metterlo a disposizione di tutte le persone, affinché possano avvertirlo intimamente, con il cuore. Questo permette all’individuo di vivere in una maniera diversa. Offre la possibilità di rendersi conto che siamo realmente divini. Ci troviamo in un mondo nel quale l’uomo ha un potere immenso, concetto questo che, invece, oggi non viene espresso. Siamo ancora schiavi, macchine che devono ubbidire a certi poteri. Al contrario dobbiamo convincerci che siamo immensi, siamo potenti, proprio nel senso letterale, siamo eterni e possiamo vivere come divinità, umili ma potenti, in un mondo virtuale. Una volta raggiunta e fatta propria questa consapevolezza   ci permette di non subire più il mondo ed i suoi poteri».

Alla domanda «Oltre i convegni di cosa si occupa?», Citro risponde: «Lavoro nel mio studio come specialista in Medicina Naturale, eseguo test per individuare intolleranze alimentari, lavoro con l’elettroagopuntura da trent’anni. Svolgo l’attività di psicoterapeuta e ho utilizzato l’ipnosi dopo aver frequentato il corso del professor Paolo Parra. L’ho praticata alcuni anni fa, è stata un’esperienza meravigliosa poi non l’ho sentita come mia strada, si è trattato di uno dei numerosi corsi che mi hanno arricchito senza che, per questo, abbia sentito la necessità di proseguire lungo quella strada. Preferisco continuare in altre direzioni, divulgando, come è stato fatto oggi il concetto che il mondo è solo un sogno oggettivato e qualsiasi cosa la vostra mente creda intensamente, si verifica all’istante».

Ecco, questa è la filosofia di vita di Massimo Della Riva, autorità scientifica dei “no vax”: «sogna intensamente e il sogno si trasformerà in realtà».

Fonte: https://scholapalatina.lt.acemlnb.com/Prod/link-tracker?redirectUrl=aHR0cHMlM0ElMkYlMkZ3d3cuY29ycmlzcG9uZGVuemFyb21hbmEuaXQlMkZjaGktZS1pbC1kb3R0LW1hc3NpbW8tY2l0cm8tZGVsbGEtcml2YSUyRg==&sig=858a7wXchhJCtSqGRmVFfr6pvGsNdPh1sERWwArKqRRr&iat=1641387166&a=%7C%7C650260475%7C%7C&account=scholapalatina%2Eactivehosted%2Ecom&email=WGByPjZY3AMGHbnlPw2cQTpxdzkQNl9LgdxZ9pnzLRY%3D&s=7fe708e192b517c76cb9155f667678b1&i=970A1010A15A9762

 

L’alleanza Trump-Viganò può liberare l’Italia dalla dittatura globalista e fermare il nuovo ordine mondiale?

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di Cesare Sacchetti

Il filo del dialogo non si è interrotto.

La lettera inviata da monsignor Viganò al presidente americano Donald Trump non è caduta nel vuoto.

Trump si è detto onorato di aver ricevuto l’appello così potente ed evocativo del prelato italiano.

Viganò è stato in grado di spiegare chiaramente a Trump come in gioco non ci sia soltanto uno scontro tra forze di opposto segno politico. C’è molto di più. C’è in atto una vera e propria battaglia spirituale.

E la battaglia dei figli della luce contro quelli delle tenebre che trascende il piano politico per approdare verso quello più propriamente di natura escatologica.

Non si può spiegare il mondialismo soltanto con le anguste e parziali categorie dell’economia o della geopolitica.

La volontà di erigere una sorta di supergoverno mondiale è qualcosa di strettamente legato ad una religione che nulla ha a che vedere con il cristianesimo.

Al contrario, la religione di questo pensiero, noto negli ambienti mondialisti con il famigerato nome di “nuovo ordine mondiale” è l’esatta negazione della Verità rivelata da Cristo.

I riferimenti di carattere satanista ed esoterico della religione globalista dalla violenta carica anticristica sono del tutto evidenti, per chi ha la volontà di vederli.

L’abominevole pratica della pedofilia, un tempo bandita nell’Occidente cristiano, inizia ad essere sdoganata sempre più apertamente. Continua a leggere

Scuole e università sono i cavalli di Troia liberali per l’indottrinamento del Nuovo Ordine Mondiale

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di Robert Bridge

Scuole e università sono i cavalli di Troia liberali per l’indottrinamento del Nuovo Ordine Mondiale

Fonte: Comedonchisciotte

Dai giocatori della NFL che si “mettono in ginocchio” [1] durante l’inno nazionale, fino ai bambini in età prescolare a cui viene fatto il lavaggio del cervello con l’ideologia del transgenderismo, tutti questi movimenti di sinistra hanno in mente un unico scopo: sovvertire e distruggere le radici stesse dello stato-nazione occidentale.

Questo mese, la macchina della propaganda liberale ha dato una accelerata, pubblicizzando un’altra, controversa, storia indecente, tutto per portare avanti il programma del Nuovo Ordine Mondiale.

Lara Zelski , la preside di una scuola di Atlanta, non pensava chiaramente agli interessi della sua comunità locale quando ha informato i genitori e il corpo insegnante che il giuramento alla bandiera del mattino sarebbe stato eliminato e sostituito con un impegno per “la scuola, la famiglia, la comunità, la nazione e la nostra società globale”.

“Negli ultimi due anni era diventato evidente che un numero sempre crescente di membri della nostra comunità avevano scelto di non alzarsi in piedi e/o di non recitare il giuramento”, ha detto la Zelski. “Questo è un argomento molto sentito e noi vogliamo che tutti, nella nostra comunità scolastica, possano iniziare la loro giornata in modo positivo”.

La Zelski non fornisce nessuna cifra che faccia capire che cosa intenda per “un numero sempre crescente di membri della nostra comunità” che, presumibilmente, disprezzerebbero la bandiera. Questo è il modo con cui i fautori della “società globale” portano avanti il loro distruttivo programma. Usando la dialettica hegeliana, stimolano il confronto su qualche argomento “caldo” (matrimoni omosessuali, latrine unisex, diritti dei transessuali, statue dei protagonisti della Guerra Civile nei giardini pubblici, uso della marijuana e così via), che possa sicuramente far scontrare in modo feroce le due principali ideologie politiche americane. Fanno poi un passo indietro e ammirano il pandemonio che hanno creato. Continua a leggere

Putin: E’ mio dovere attaccare il “Nuovo Ordine Mondiale” per aver fatto degradare i “valori della famiglia”

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di  Alejandro Sanchez

Putin: E’ mio dovere attaccare il Nuovo Ordine Mondiale per aver fatto degradare i “valori della famiglia”.
La società sadica di de Sade e le basi del pensiero antinaturale-morale-etico-logico

Putin: Come capo di stato mio dovere mantenere i valori tradizionali e i valori della famiglia tradizionale.Questo perchè? Perchè i matrimoni dello stesso sesso non produrranno alcun bambino. Dio ha deciso e dobbiamo preoccuparci per il tasso di natalità nel nostro paese. Dobbiamo rafforzare le famiglie. Questo non significa che ci sia persecuzione contro alcuno”.

Putin ha dato un colpo fondamentale all’ideologia che sottintende al Nuovo ordine Mondiale rispetto ai valori familiari. Semplicemente questa non potrà essere migliore.
Questo vale tanto per Sigmund Freud, che per Wilhelm Reich, per Aleister Crowley, per Timothy Leary, per Betty Friedan, per Gloria Steinem, per Eve Ensler, per Rosa Luxemburg, per Andrea Bronfman e per altri teorici che vedevano i valori familiari come una minaccia per la civilizzazione. Da notare che la proposta di Putin si compone di due parti: 1) Nessuno ha diritto ad attaccare i valori della famiglia e 2) nessuno ha diritto a perseguitare le persone per causa del loro orientamento sessuale.

Questa in realtà è una concezione della vita ed è perfettamente congruente con la ragione pratica. Il fatto triste è che ci furono  una pletora di teorici agli albori del secolo XX che odiavano la ragione pratica. Non volevano subordinare il loro desiderio o appetito all’ordine morale, per cui si crearono  una serie di razionalizzazioni concrete per giustificare la loro condotta. Continua a leggere

Il Nuovo ordine mondiale americano è ufficialmente morto

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di Henry Tougha

Il Nuovo ordine mondiale americano è ufficialmente morto

Fonte: Voci dall’Estero

Una fonte mainstream quale il Bloomberg dichiara ufficialmente morto il sogno americano di imporre il proprio sistema di controllo mondiale. La Russia, dopo essersi ripresa dal crollo dell’Unione Sovietica, assieme a una nuova potenza come la Cina, sono sfuggite alla guida statunitense creando poli alternativi di influenza. Naturalmente Bloomberg assume un punto di vista assolutamente favorevole e roseo sul nuovo ordine mondiale pacifico e collaborativo che gli Stati Uniti avrebbero tentato di perseguire e considera negativamente la sua fine, gettandone la responsabilità sull’autoritarismo e le mire di potenza di Cina e Russia. In sostanza però questa rinuncia ufficiale all’ambizione di integrare questi paesi sotto l’impero americano non significa pace: secondo Bloomberg la conseguenza sarà che gli USA dovranno impegnarsi in maniera sempre più aggressiva a difendere militarmente l’impero americano finora consolidato. 

di Hal Brands, 27 settembre 2017

La politica estera americana ha raggiunto uno  storico punto di svolta, e qui è la sorpresa: non ha molto a che vedere con l’estenuante e controversa presidenza di Donald Trump. Continua a leggere

L’IDEOLOGIA BRITANNICA. Tra eugenetica, malthusianesimo e Nuovo Ordine Mondiale

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di Gianluca Marletta

Chiunque abbia la ventura di leggere The Brave New World, l’allucinata ma “profetica” distopia dell’inglese Aldous Huxley, che già negli anni ’30 del XX secolo preconizzava un futuro Governo Globale dove un’umanità concepita “in provetta” (la pubblicazione del romanzo è del 1932!) e ridotta a 200 milioni di individui, viene mantenuta in “dorate catene” e totale obbedienza attraverso droga, sesso e spettacoli, non può non sospettare che la trama rifletta non solo la “fantasia” del romanziere ma anche una tendenza, uno stato di spirito, realmente presente tra le “classi alte” del mondo anglosassone (di cui Aldous era uno dei più brillanti rampolli). In effetti, quella che potremmo definire come “ideologia britannica” ha una lunga storia: si tratta di un mix di suprematismo classista, culto dell’eugenetica ed elitismo, ossessione per il controllo sociale indotto e idea fissa che l’umanità debba essere drasticamente ridotta di numero se non addirittura “ricreata” prometeicamente, che è stato un vero e proprio riferimento occulto di molte politiche anglosassoni degli ultimi due secoli, divenendo dal secondo dopoguerra “ideologia di riferimento” non più solo in Inghilterra o negli Stati Uniti ma in tutto il mondo occidentale e oltre.

Un’ideologia che rivela, a volte, suggestioni para-messianiche di rinnovamento globale e dominio del mondo ma che ha tuttavia saputo imporsi, a livello pseudo-scientifico, con le ipotesi di Malthus e Darwin, divenendo giustificazione e pilastro dell’ultra-capitalismo moderno e della sua visione del mondo. Così, ad esempio, quando si assiste, al giorno d’oggi, ad operazioni come il tentativo di estendere l’eutanasia ai bambini malati o all’incessante propaganda contro la “natalità” umana vista quale pericolo per la “madre Terra”, bisogna sempre tener conto di quali radici ideologiche si celino dietro tali politiche. Continua a leggere