Articoli con tag ONU

Hanno coltelli e carte prepagate dall’ONU

HANNO COLTELLI – E CARTE PREPAGATE DALL’0NU

Decine di migliaia di “migranti”, dalla Bosnia, stanno sfondando la frontiera della Croazia. “Al 95% maschi giovani, tutti armati di coltello. Un poliziotto è già stato pugnalato. Non ci sono più siriani fra loro. Sono per lo più pakistani, ma anche marocchini, algerini, iraniani . Vogliono andare in Germania e nei paesi scandinavi. E tutti – dice la polizia croata …

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Rottura del fronte anti-Donald?

NIKKI HALEY fuori, KAVANAUGH dentro - rottura del fronte anti-Donald?

NIKKI HALEY fuori, KAVANAUGH dentro – rottura del fronte anti-Donald?

Dunque Nikki Haley ha dato le dimissioni da ambasciatrice USA all’Onu. La stupida, poco istruita,  anti-putiniana fanatica,  super-israeliana e neocon Nikki Haley, creatura del Deep  State che cercava di fare le scarpe al presidente Trump già da  aprile, quando annunciò  nuove sanzioni alla Russia  con la scusa che sue aziende avevano   collaborato con  Damasco  a fabbricare le armi chimiche – …

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Educazione sessuale globale: l’ONU contro i bambini

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di Francesca Romana Poleggi

Sempre più invasiva, pressante e coercitiva è la propaganda e la diffusione dell’educazione sessuale precoce da parte degli organismi internazionali, che in teoria dovrebbero essere votati alla tutela dei veri diritti umani, soprattutto dei soggetti più deboli. Pochi sanno per esempio che già nel lontano 1999 l’UNICEF aveva pubblicato un manuale che spiegava che si può trarre piacere dal sesso con le cose, gli animali, i minori o con persone non consenzienti (cfr.: Taller de salud sexual y reproductiva para madres y embarazadas adolescentes – Programa para la prevencion y attencion integral del embarazo en adolescentes, pag.89).

A suo tempo abbiamo segnalato un documentario di Family Watch International dal titolo molto eloquente: La guerra contro i bambini: l’agenda ONU per un’educazione sessuale globale, la Comprehensive Sex Education (CSE). La CSE viene promossa alle Nazioni Unite da documenti tesi all’affermazione di ‘diritti sessuali’ quanto mai opinabili, specie laddove consistano in una ‘educazione’ sessuale radicale e spregiudicata anche per i bambini molto piccoli. Molti conoscono gli Standard per l’Educazione Sessuale in Europa, pubblicati dall’OMS alcuni anni fa. Tra le diverse, gravi criticità c’è per esempio la pretesa di educare alla sessualità al di fuori e all’insaputa della famiglia, che è pregiudizialmente considerata incapace al riguardo; c’è la pretesa di trasmettere informazioni ai bambini nella fascia d’età 0-4 anni su “gioia e piacere nel toccare il proprio corpo – masturbazione infantile precoce”. Naturalmente gli esperti del mondo dell’infanzia sanno bene che l’atto di esplorare il proprio corpo, anche nell’area genitale, è naturale nei bambini. Tuttavia non è comprensibile perché ci debbano essere degli ‘specialisti’ che istruiscano i bambini – magari ‘in gruppo’ – su una pratica legata alla spontaneità infantile, senza tenere conto dell’intimità di ognuno e dei diversi gradi di sviluppo psicofisico. Prosegui la lettura »

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Onu, la schizofrenia della signora che ci definisce razzisti

di Nicola Porro

Zuppa di Porro: rassegna stampa dell’11 settembre 2018

00:00 Onu, le schizofrenie di Michelle Bachelet, la signora che ci definisce razzisti.

04:28 (Stra)parla Alessandro Di Battista e sale la tensione (ma quante volte fanno questo titolo) tra Lega e M5stelle.

06:54 Sui negozi chiusi la domenica altra parziale marcia indietro. Ma non troppo.

09:47 Copyright, i giornali tutti schierati da una parte. Vi dico la mia opinione (controcorrente)…

11:55 Enel e pubblicità, Marco Travaglio fa il fenomeno.

13:23 Torino-Lione, ecco tutti i numeri. E ancora ci parlano delle analisi costi-benefici.

14:03 La storia dei due condannati che i grillozzi si riprendono fischiettando.

Fonte: https://www.nicolaporro.it/zuppa-di-porro/8307-2/ Prosegui la lettura »

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Gli Stati Uniti ci stanno facendo a pezzi, ma in Italia non se n’è accorto nessuno

di Fulvio Scaglione

Gli Stati Uniti ci stanno facendo a pezzi, ma in Italia non se n’è accorto nessuno

Fonte: linkiesta

Mentre l’Italietta bon ton se la spassa discettando di populismo e sovranismo, l’Impero colpisce ancora. Mike Pompeo, il segretario di Stato venuto dalla Cia (dove lascia, come nuovo capo, tale Gina Haspel, ai tempi neocon molto attiva nelle torture e ora infatti confermata in carica con i voti decisivi dei Democratici), annuncia contro l’Iran “le sanzioni più dure della storia”, che potrebbero essere annullate solo se gli ayatollah prendessero gli opportuni provvedimenti. Tipo sparire dalla faccia della terra o convertirsi al buddismo. Alla base del dissidio con l’Iran c’è, com’è noto, l’accordo sul nucleare iraniano firmato nel 2015 da Usa, Ue, Russia e Onu. Per quasi tutto il mondo l’accordo funziona e, come minimo, ha sbarrato all’Iran la strada verso il nucleare militare per 15-20 anni. Per tre Paesi è invece un pericoloso disastro. Tre contro tutti, ma nei tre, accanto a Israele e Arabia Saudita, c’è l’Impero, quindi il tavolo salta. Brutto ma gli imperi fanno così.

Nello stesso discorso, però, Pompeo a nome dell’amministrazione americana ha spiegato con chiarezza la sorte che attende noi: “Capiamo le difficoltà finanziarie ed economiche che ciò impone ai nostri amici, ma dovete sapere che riterremo responsabile chi farà affari proibiti con l’Iran. So che gli europei vogliono conservare l’accordo nucleare ma ora sanno qual è la nostra posizione”.

È bellissimo. Perché Pompeo, quando parla di “affari proibiti”, intende gli affari proibiti dagli Usa e dalle sanzioni da loro decise, non affari illeciti o criminali in assoluto. 5 miliardi di effettivo interscambio commerciale, altri 25 tra protocolli e intese già firmati e da implementare. Per dare un’idea: 30 miliardi era il valore della Legge di stabilità italiana del 2018.

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Verso la fine dell’Occidente?

di Luigi Tedeschi

Verso la fine dell’Occidente?

Fonte: Italicum

Con l’implosione dell’Occidente finirà anche l’Europa?

La decisione di Trump di far ritirare gli USA dall’accordo sul nucleare con L’Iran, con il relativo ripristino dell’embargo economico, può determinare una frattura gravida di conseguenze nei rapporti tra Europa e Stati Uniti. Probabilmente la rottura di Trump, con la dottrina dell’America First, rispetto alla politica estera di Obama, comporterà la fine dello stesso Occidente, come area geopolitica che si è identificata nell’alleanza atlantica tra USA ed Europa occidentale, sorta alla fine della seconda guerra mondiale.

Con Trump si riafferma l’unilateralismo americano in politica estera e tramonta il multilateralismo di Obama, quale fase della geopolitica americana caratterizzata dal declino del primato mondiale degli USA, dovuto all’emergere di nuove potenze continentali, quali la Russia, la Cina, l’India e in misura minore dello stesso Iran. Le potenze emergenti hanno determinato la fine dell’epoca dell’espansionismo americano su scala globale, affermatosi a seguito del crollo dell’URSS.

Lo stesso ruolo dell’Europa nel mondo ha subito un drastico ridimensionamento, sia economico che politico. L’Europa infatti non è una istituzione politica unitaria, ma solo una unione economico – monetaria, che dal punto di vista geopolitico non è stata in grado di affrancarsi dal predominio americano. Pertanto l’Europa è rimasta fortemente coinvolta nel declino americano nel mondo, scontando le conseguenze della propria subalternità. Prosegui la lettura »

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Stati Uniti e Iran: Europa alla prova

di Fulvio Scaglione

Stati Uniti e Iran: Europa alla prova

Fonte: Fulvio Scaglione

La crisi iraniana, tanto annunciata e infine scoppiata, metterà alla prova l’Unione Europea. Non è la prima volta che la Ue deve dar mostra delle proprie virtù, e i risultati non sono stati brillanti. Questa, però, potrebbe essere l’ultima perché la disdetta del Trattato firmato nel 2015 con il governo di Hassan Rouhani potrebbe decretare la fine di qualunque tentativo di dare all’ Europa una fisionomia politica.

 La questione è molto semplice. Secondo l’Unione Europea (e anche l’Onu e la Russia, peraltro), l’accordo del 2015, costruito per sbarrare all’Iran la strada verso il nucleare militare, funzional’Iran rispetta i patti e non vi è ragione alcuna per annullarlo dopo così poco tempo. Secondo gli Usa (e anche Israele e Arabia Saudita), al contrario, l’accordo è pieno di buchi, non offre garanzie di sicurezza e l’Iran mente, perché continua a cercare di preparare la bomba atomica.

Sarebbe difficile immaginare una divergenza di opinioni più netta di così. Che viene per di più allargata dalle questioni di interesse economico. Gli Usa vogliono privilegiare i tradizionali partner del Golfo Persico, che sono tra l’altro assai più danarosi degli iraniani. L’Europa ha con l’Iran una lunga e cordiale tradizione commerciale, di cui godono soprattutto l’Italia e la Germania. Il nostro Paese è oggi il secondo esportatore verso l’Iran (soprattutto industria meccanica e chimica) e il secondo importatore (soprattutto petrolio) dopo la Germania, prima in entrambi i settori. Nel 2011 le relazioni commerciali tra Italia e Iran raggiunsero l’apice, con un valore di 11 miliardi di euro. Nel 2012 le sanzioni, imposte anche dalla Ue, fecero crollare il valore a 1,3 miliardi, ma le proiezioni per il 2018 parlano di 3 miliardi, quindi stiamo rapidamente riconquistando le posizioni di un tempo. Prosegui la lettura »

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L’eterno salvacondotto della Shoah

di Massimo Fini

L'eterno salvacondotto della Shoah

Fonte: Massimo Fini

Che le dichiarazioni di Abu Mazen (gli ebrei sarebbero in qualche modo responsabili della Shoah) siano inaccettabili, come ha immediatamente dichiarato, fra gli altri, anche l’Unione Europea, non è nemmeno il caso di dirlo. Ci si chiede però, come ha fatto un lettore del Fatto (27.4), Mauro Chiostri, parlando dell’oggi e non del codificato ieri, se lo Stato di Israele non goda di uno speciale salvacondotto basato proprio sullo sterminio ebraico di tre quarti di secolo fa. E’ una domanda, per la verità, che si fanno in molti ma che non osano formulare pubblicamente nel timore di essere immediatamente bollati come antisemiti, negazionisti, razzisti, nazisti. Ma Israele è uno Stato e non va confuso con la comunità ebraica internazionale. In anni meno manichei di quelli che stiamo vivendo attualmente era la stessa comunità ebraica a non volere che si facesse una simile confusione. Ed era logico che così fosse. Perché Israele è uno Stato e, come tale, può compiere azioni criticabili, e anche nefande, ma non per questo ne deve rispondere, poniamo, un ebreo del ghetto di Roma. Oggi invece questa confusione esiste e Israele può compiere impunemente atti che ad altri Stati costerebbero l’indignata condanna, se non peggio, della cosiddetta ‘comunità internazionale’. Prosegui la lettura »

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La partenza del giro d’Italia comprata da Israele

di Alberto Negri

La partenza del giro d’Italia comprata da Israele

Fonte: Alberto Negri

La partenza del giro d’Italia comprata da Israele in guerra e le polemiche su Gino Bartali salvatore degli ebrei
Per rendere memorabile l’evento è stato coinvolto anche Gino Bartali, già entrato nel Giardino dei Giusti dello Yad Vashem e ora cittadino onorario di Israele per il salvataggio di alcuni ebrei tra il 1943 e il 1944. La questione in realtà è assai dubbia, neppure lo stesso Bartali da vivo l’aveva mai confermata. In realtà secondo lo studioso Michel Sarfatti – fino al 2016 direttore della Fondazione Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea – si tratta di un clamoroso falso storico
[Nella foto, il giovane Gino Bartali durante la guerra. Gino Bartali era un milite della Repubblica sociale italiana. Più precisamente, era un motociclista della Gnr, la Guardia nazionale repubblicana, a cura della redazione ]  Prosegui la lettura »

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La santabarbara Mediorientale

di Fabio Falchi

La santabarbara Mediorientale

Fonte: Fabio Falchi

Lunedì scorso il premier israeliano ‎Benjamin Netanyahu ha rivelato in un discorso alla Nazione che i servizi di intelligence israeliani sono riusciti ad impadronirsi del dossier segreto relativo al programma nucleare iraniano e che una copia di questo dossier è stata consegnata agli americani. Si tratta di numerosi documenti che, a giudizio del premier israeliano, proverebbero che Teheran ha intenzione di dotarsi di armi atomiche, violando così palesemente il Joint Comprehensive Plan of Action del 2015, ovvero il cosiddetto “accordo 5+1” (i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell’Onu più la Germania), in base a cui Teheran avrebbe dovuto sospendere il suo programma nucleare in cambio della cessazione delle sanzioni economiche imposte all’Iran proprio perché cessasse tale programma.

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