L’ideologia mascherata e il burka della salute

di Marcello Veneziani

Da sei mesi siamo entrati nell’era globale della mascherina e non sappiamo quando ne usciremo. Siamo in pieno conflitto etico, epico ed estetico sul suo uso e il suo rifiuto. La contesa va al di là delle ragioni sanitarie e riguarda un modo di intendere la vita e i rapporti umani; è diventata infatti una questione politica, simbolica e ideologica.

La battaglia per il suo uso o il suo rifiuto, nel nome della sicurezza o della libertà, lo scontro tra chi dice di non voler rischiare la salute e chi invece non vuol perdere la faccia, ha assunto ormai toni ideologici che vanno al di là della profilassi, dell’effettiva efficacia della mascherina e dei rischi di contagio. Per dirla con Giorgio Gaber la mascherina è di sinistra, il viso scoperto è di destra. Abbiamo sentito in questi mesi accusare di negazionismo irresponsabile e di fasciosovranismo smascherato coloro che ostentavano il rifiuto della mascherina. TrumpBolsonaroJohnson e da noi Salvini, BriatoreSgarbi. In effetti nell’atteggiamento ribelle verso le mascherine c’è qualcosa d’intrepido e temerario che ricorda gli arditi e i fascisti, dal me ne frego al “vivi pericolosamente”; e c’è pure qualcosa di libertario e liberista che rifiuta lacci e lacciuoli, regole e bavagli. Un atteggiamento che in sintesi potremmo definire fascio-libertario. Il superuomo nietzscheano può accettare il distanziamento sociale, e perfino auspicarlo, anche se detesta l’imposizione; ma la mascherina no, è una schiavitù umiliante, una coercizione all’uniformità.

Ma perché non cogliere pure sull’altro versante l’ideologia serpeggiante che unisce gli apologeti della mascherina, e il suo forte significato simbolico e metaforico, al di là del suo uso sanitario e della sua effettiva utilità? Per molti fautori della mascherina si tratta di qualcosa di più che una semplice profilassi; quasi un bisogno inconscio, una coperta di Linus, un istinto di gregge, il retaggio di un’ideologia. La mascherina è una livella ugualitaria e uniformatrice, la protesi della paura che accomuna la popolazione in semilibertà vigilata; la mascherina sfigura i volti e cancella le differenze in una specie di comunismo facciale, anche se esalta gli occhi e nasconde le brutture; genera isolamento pur restando in una prospettiva ospedaliero-collettivista, rende più difficile la comunicazione, evoca il bavaglio e la museruola, ha qualcosa di inevitabilmente angoscioso e orwelliano. Lo spettacolo di folle in mascherina sarà confortante per il senso civico-sanitario ma è deprimente, ha qualcosa di umanità addomesticata e impaurita, ridotta a silenzio e servitù dal terrore della malattia e dal relativo terrorismo sanitario. Continua a leggere

Manifesto dei Migranti Interni

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Questo appello è rivolto a quanti sono nauseati dalla dominazione politica e governativa, intellettuale e ideologica, sanitaria e giudiziaria del nostro Paese e vogliono marinare il regime, come un tempo si diceva marinare la scuola.

É un manifesto dedicato a quanti sono insofferenti del potere vigente e dei palloni gonfiati che lo occupano e al loro abuso dell’emergenza; disgustati dalla mafia governativa, giudiziaria e ideologica che ci sovrasta e dall’omertà delle massime istituzioni; soffocati dall’asfissiante cappa di conformismo politically correct e dalla demagogia umanitaria, in aperto dissenso con le leggi che stabiliscono reati d’opinione a tutela di alcune categorie privilegiate; ma al tempo stesso l’appello è rivolto a quanti sono insoddisfatti dall’evanescente pochezza delle opposizioni e dalla loro inefficacia. Come sfuggire alla morsa velenosa del regime di sorveglianza in cui stiamo scivolando?

Nell’attesa sfiduciosa di una svolta, di un salutare cambiamento, ecco una exit strategy, una via di fuga da perseguire seduta stante, senza mobilitazione di piazza né movimenti politici: la chiamiamo migrazione interna o interiore, emigrazione mentale e sentimentale. Scelta singola, individuale o di gruppo, anche se può diventare una tendenza diffusa. Migrare stando a casa o nei paraggi o in un luogo del cuore a cui siamo legati. Ovvero, il contrario dei flussi migratori che hanno perso l’aspetto storico dell’emigrazione e somigliano all’esodo biblico delle migrazioni di popoli.

La migrazione interna non è una fuga dalla terra natia ma all’opposto, il rifugio nei luoghi natii per ripararsi dalla dominazione presente. Nessun barcone, nessun viaggio clandestino, nessuna Ong e nessuna richiesta di asilo ma lo sdegnoso rifiuto della dominazione sotto cui viviamo, per ripararsi ai margini della città e dello Stato; in campagna, in fattoria, nel paesino d’origine o d’elezione, nelle località di mare o di montagna. Scottati e incoraggiati dal lungo lockdown dei mesi scorsi, desiderosi di sottrarsi a nuovi arresti domiciliari in città, ventilati dall’emergenza, impossibilitati dalle proibizioni sanitarie a partire per mete lontane o destinazioni esotiche, l’unica soluzione è la migrazione interna, restando a casa o nella seconda casa, o trasferendosi nel casale abbandonato, dove siano più lontani i clamori molesti del giorno. È il modo per sfuggire al dispotismo dell’emergenza come alla globalizzazione onnipervasiva. Continua a leggere

Belpietro: “Quello di Malta sui migranti non è un accordo”

Il direttore di Panorama commenta il “presunto” accordo sui migranti. promesse già sentite dall’Europa e mai diventate realtà

Clima, Renzi, migranti. I principali temi della politica e della cronaca attuale sono state al centro di Stasera Italia e Quinta Colonna, le due trasmissioni di politica di Rete4 nelle quali ha partecipato il direttore di Panorama, Maurizio Belpietro. Su tutto il presunto accordo chiuso in giornata a Malta tra i ministri degli Interni dei paesi interessati alla questione migranti e con base ancora “volontaria”.

Migranti

L’accordo di Malta non è un accordo, é un po’ di fumo che viene gettato negli occhi della gente. Quante volte abbiamo sentito in questi anni che c’era un accordo con l’Europa per la distribuzione dei migranti? Quante volte, da Renzi ad altri, hanno annunciato vertici in cui Francia e Germania avevano capito il problema e promesso di aiutarci. Salvo poi scoprire, che il tanto amico Macron i migranti li ferma alla frontiera di Ventimiglia e addirittura a Gendarmeria prendeva alcuni migranti e, sconfinando nel nostro paese, li riportava in Italia.  I rimpatri sono difficili ma dobbiamo ricordare che c’è un paese in Europa, la Germania che i rimpatri li fa sedando i migranti ed un altro paese, la Turchia che ha bloccato i flussi migratori dalla rotta balcanica grazie ai miliardi pagati dall’Europa.

Clima

In tutto il mondo ci sono paesi che inquinano: la Cina, l’India non tagliano emissioni e l’attività delle aziende ed il risultato è che continuano a fare quello che vogliono; la verità è che l’Europa incide minimamente sul clima eppure continua a massacrarsi e a comportarsi da masochista. Gl Usa da questi meeting sul clima dell’Onu se ne vanno, la Cina se ne va e a noi propiniamo quello che da anni i catastrofisti raccontano.

Renzi

Italia viva nasce per sedersi al tavolo delle nomine. Non c’è solo Zingaretti e Di Maio a poter e dover decidere: le poltrone di Enel, Eni, Leonardo, Terna, Finmeccanica. Nell’intervista a Repubblica parla espressamente di questo. Rivendica le sue nomine del passato e mette bocca su una questione importantissima, le strategie delle grandi aziende pubbliche di oggi e del futuro. Dove va Renzi mettendo le mani sulle grandi aziende dello Stato?

Renzi sta cercando di ridisegnare come fece allora quando decapitò i centri di potere el paese. Il risultato è che uno che non è mai stato eletto aveva in mano il paese ed è quello che oggi con il 4% sta cercando di ripetere con una operazione a dir poco spregiudicata.

fonte – https://www.panorama.it/news/politica/belpietro-quello-malta-sui-migranti-non-un-accordo/

Bibbiano: lo scandalo si allarga

Quando Laura, con la mano che le trema, sottoscrive il verbale dell’udienza conclusiva, è convinta che il peggio sia passato. Non le avrebbero più tolto il bambino di nemmeno due anni, nato da una burrascosa relazione con un marito col quale condivideva ormai solo i problemi di tossicodipendenza. Hanno già «perso» due figlie, andate in affidamento, il terzo bimbo è stato dichiarato adottabile dal Tribunale dei minori di Genova. È certa che non le toglieranno pure il piccolo S. quando i giudici della Corte d’appello le chiedono la disponibilità a «entrare in comunità con il minore seguendo le disposizioni dei giudici». È l’occasione che attende da mesi per dimostrare di voler cambiar vita. E lei, 28enne, con la speranza di uscire dall’aula col bambino abbracciato al collo, ha preso la penna e, con una grafia minuta e incerta, ha messo la propria firma. Quel che poi è successo, purtroppo, è stato molto diverso da ciò che aveva immaginato.

La stessa firma, dopo qualche giorno, Laura l’avrebbe apposta a una denuncia contro i cinque magistrati che hanno scelto di affidare il figlio ai servizi sociali del Comune di Genova. A tradimento, secondo la mamma. Perché la sentenza, sostiene, era già pronta, e la discussione finale sarebbe stata solo una finta. I giudici, secondo quanto riportato nell’esposto che Panorama ha avuto modo di visionare, non avrebbero voluto – per pigrizia – cambiarla. Assistita da un avvocato penalista, Laura ha depositato nei giorni scorsi in Procura, a Genova, una denuncia per falso ideologico e abuso d’ufficio.

Il ragionamento della mamma è semplice: la sentenza riporta la stessa data dell’udienza collegiale. In poche ore di camera di consiglio, dice la donna nell’esposto, i giudici non possono aver discusso e compilato le 14 pagine del verdetto, letto e valutato le oltre 120 pagine della consulenza tecnica d’ufficio (richiamandola 26 volte nel provvedimento), le «relazioni dei servizi sociali» e quella del direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Asl 1 che ha in cura la giovane madre. Il verdetto menziona poi «quattro diverse sentenze della Cassazione» e le posizioni delle parti provenienti da altri due fascicoli paralleli – il papà e i nonni paterni si erano costituiti contro la conferma del giudizio di primo grado, sostenuto invece dagli assistenti sociali – per un totale di altre centinaia di pagine da approfondire.

Possibile che i giudici siano riusciti a valutare tutto questo materiale in così poco tempo, pur sapendo che da quelle scelte dipendeva la vita di un bambino di appena due anni? La risposta di Laura è no. «Sembra quasi che la sentenza, firmata e datata, sia stata scritta prima dell’udienza collegiale… e non sia frutto di una regolare e approfondita riunione in camera di consiglio» accusa la madre. Soprattutto perché non si fa mai riferimento alla proposta dei giudici di trasferirsi in comunità con il bambino, nonostante l’impegno – nero su bianco – della stessa Laura. Come mai? «La Corte era ovviamente libera di cambiare idea in camera di consiglio, ma a questo punto perché non fare alcuna menzione in sentenza di un passaggio così importante per la madre e per suo figlio? Forse perché la sentenza di rigetto dell’appello era già pronta? (…) Mio figlio viene quindi dato in adozione nonostante in aula, in sede di udienza, mi fosse stata data la possibilità di entrare in comunità con lui».

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fonte – https://www.panorama.it/news/cronaca/affidi-bibbiano-bambini-scandalo-allarga-genova/

Politica. Gli ultimi sondaggi, partito per partito, di Lega, M5S, Pd

La prima settimana di vita del Governo Conte bis non piace agli italiani che nel sondaggio SWG per il TG de La7 dicono un chiaro no all’esecutivo Pd-M5S.

Il sondaggio infatti mostra alcuni dati molto interessanti.

Il primo riguarda la fiducia ed i giudizi verso il nuovo esecutivo. Solo il 39% degli intervistati dà infatti un giudizio positivo. Addirittura il 30% degli elettori del Pd ha dubbi e negatività verso questa alleanza.

Il secondo dato riguarda la fiducia nel premier che la settimana scorsa, dopo il famoso discorso duro contro Salvini e l’incarico ricevuto da Mattarella era al 51% in soli 7 giorni è crollato di 4 punti, arrivando al 47%.

Anche nelle indicazioni di voto il M5S viene penalizzato mentre la Lega frena la sua caduta confermandosi primo partito ben oltre il 30%. Da notare per la prima volta nelle analisi dei sondaggisti compare Cambiamo, il partito del Governatore della Liguria, Giovanni Toti che si atesta al 2,3%.

Un altro sondaggio di Eumetra invece racconta come per il 53% degli italiani il Governo giallorosso è stato creato dai “poteri forti” (Europa, banche, mercati finanziari). Solo il 24% dice no a questa ipotesi, mentr il 23% risponde “non so”.

L’ultimo sondaggio è di:

– Swg per il Tg La7 del 9 settembre

Lega – 33,2% (-0,2% rispetto al 2 settembre)

M5S – 20,4% (-1%)

Pd – 22,1% (+1%)

FdI – 7,2% (+0,3%)

FI – 5,2% (-1%)

Supermedia di Youtrend del 6 settembre

Lega – 32,3% (-4,4% rispetto al 1 agosto)

M5S – 20,6 (+3%)

Pd – 22,6% (+1%)

FdI – 7,4% (+0,9%)

FI – 6,6% (-0,9%)

– Ixe, per Cartabianca del 5 settembre

Lega – 30,1% (-3,2% rispetto alle europee)

M5S – 22,3 (+5%)

Pd – 23% (+0,3%)

FdI – 7,5% (+0,9%)

FI – 7% (-1,8%)

– Istituto Piepoli per La Stampa del 1 settembre

Lega – 32% (-4% rispetto al 22 luglio)

M5S – 16,5% (-1%)

Pd – 23,5% (+1)

FI – 7,5% (+0,5%)

FdI – 6% (+0,5%)

Pagnoncelli, Ipsos, per il Corriere della Sera del 29 agosto.

Lega – 31,8% (-4,1% rispetto al 20 luglio)

M5S – 24,2% (+6,8%)

Pd – 22,3% (+0,7%)

FdI – 7,8% (+1,8%)

FI – 6% (-2,2%)

– Youtrend per SkyTg24

Lega – 31,9% (-2,4% rispetto alle europee)

Pd – 22,3% (-0,4%)

M5S – 18,6% (+1,5%)

FdI – 8,8% (+2,4%)

FI – 6,8% (-2%)

– Termometro Politico per Coffee Break (La7) del 28 agosto

Lega – 36,6% (+0,5% rispetto al 13 agosto)

Pd – 24,1% (+0,7%)

M5S – 17,8% (-0,3%)

FdI – 7% (-0,1%)

FI – 5,8% (-0,2%)

– Demopolis del 26 agosto

Lega – 33%

Pd – 23%

M5S – 19%

FdI – 6,8%

FI – 6,2%

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fonte – https://www.panorama.it/news/politica/ultimi-sondaggi-politica-voto-lega-m5s-pd-forza-italia-voto-elezioni/

Bibbiano: l’inchiesta di Reggio Emilia sugli affidi dei bambini

Le intercettazioni ambientali diffuse nei giorni scorsi dal TgR Emilia Romagna aggiungono nuovi tasselli al quadro del cosiddetto “Caso Bibbiano“, ovvero l’inchiesta circa un presunto articolato traffico di affidi illegali di minori che sarebbero stati strappati con l’inganno alle loro famiglie d’origine a scopo di lucro.

Cosa riportano le intecettazioni ambientali

L’inchiesta, che al momento vede indagate 27 persone, coinvolge psicologi, politici locali, neuropsichiatri, medici e assistenti sociali (oltre che le famiglie d’origine e quelle affidatarie dei bambini).

Il sistema sarebbe stato talmente collaudato e le persone coinvolte si sarebbero sentite talmente forti che in un’intecettazione ambientale tra una neuropsichiatra e una psicologa dell’Ausl di Reggio Emilia si sentono le due donne sbeffeggiare un maresciallo dei carabinieri che stava indagando su di loro e che aveva chiesto loro dei documenti circa gli affidi.

Una delle due donne dice all’altra: “E comunque potevi anche dirgli guardi che lei è sposato, c’ha figli, cioè non si sa mai…”

Si tratterebbe di una minaccia neppure troppo velata di poter agire anche sui figli del militare cercando di far sì che gli venissero tolti.

Un’altra intercettazione mandata in onda dal telegiornale riporta la registrazione avvenuta nell’auto di una delle madri affidatarie di una minore.

La donna avrebbe fatto scendere la bambina dalla macchina in pieno novembre e sotto la pioggia perché la bambina si sarebbe rifiutata di accusare i genitori naturali di averla molestata o maltrattata.

“Vai da sola a piedi, scendi! Scendi! Non ti voglio più!” si sente nell’audio. La stessa donna poi aggiunge: “Anziché dire ‘io sono così perché mi è successo questo!’, piuttosto che dare la colpa a quelli che ti hanno fatto male, dai la colpa a quelli che ti vogliono bene!’ Anziché dire ‘sono stati loro (i genitori naturali, ndr) a farmi male, (dici che) sono [Omissis] e [Omissis2] (nomi della coppia affidataria, ndr)’ che mi sgridano… troppo comodo”.

Secondo gli inquirenti, però, a rimpiere la bambina di “Urla e parolacce” non sarebbero stati i genitori naturali quanto piuttosto quelli affidatari.

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Fonte – https://www.panorama.it/news/cronaca/bibbiano-inchiesta-bambini-affido-violenza-minori/

Per Project Veritas Google è un motore di sinistra

Project Veritas, un’organizzazione no-profit americana, fondata nel 2010 da James O’Keefe, ha ottenuto centinaia di documenti interni di Google, trapelati grazie a un informatore, una cosiddetta “gola profonda”.

Al loro interno ci sarebbero le prove che la mutlinazionale americana mette in atto delle politiche ben precise atte a pilotare ciò che le persone devono o non devono trovare su internet, suggerendo, ad esempio, i link sul motore di ricerca e nei servizi del gruppo. Project Veritas è spiccatamente di destra, e dunque punta il dito contro la battaglia che Big G avrebbe messo in piedi per contrastare le idee dei conservatori.

L’ex dipendente di Google Zachary Vorhies ha dichiarato a Project Veritas di aver trascorso un anno a raccogliere documenti che dimostrano che la compagnia utilizza un sistema politicamente distorto e mantiene una “lista nera” di siti web indesiderati. Tra questi, molti sono di destra, mentre pare che a essere priorizzati siano quelli con idee anti-Trump, il Wall Street Journal, la CNN e Fox News in primis.

Il motivo ufficiale è che questi sarebbero i media con più attenzione alla pubblicazione di fake news, e non possiamo che credervi, ma siamo certi che decine di altri di natura repubblicana meriterebbero di essere considerati autorevoli.

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fonte – https://mytech.panorama.it/sicurezza/google-project-veritas-gola-profonda/

 

Bibbiano. “Così mi hanno portato via mia figlia”

Marco e Stefania raccontano la storia della loro figlia, portata via da casa 5 mesi fa da Polizia ed assistenti sociali, e di una vita da allora nell’inferno

Alle otto e mezzo del mattino Stefania sente bussare forte alla porta di casa. Una strada tranquilla vicino al centro di Reggio Emilia. Casette a schiera ordinate con un pezzo di giardino sul retro. Vive lì da tempo con la madre, il compagno Marco e la loro bambina di due anni. E i cani, un chihuahua e uno schnauzer nano. Quella mattina, è il 3 aprile di quest’anno, è sola a casa. Si avvicina alla porta. Un uomo e una donna le dicono che sono dell’Enpa, l’Ente nazionale per la protezione degli animali, e sono lì per una segnalazione, i cani abbaiavano.

Dopo un furto Marco ha installato le telecamere all’esterno e lei vede che sta arrivando ancora altra gente. Le tolgono la corrente. È spaventata, chiama la madre, che si precipita a casa e riaccende la luce, così le telecamere tornano in funzione.

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Fonte- https://www.panorama.it/news/cronaca/bibbiano-cosi-mi-portato-via-mia-figlia-esclusiva/

L’euro ha rovinato l’Italia, lo dice Bloomberg

Vent’anni di moneta unica non avrebbero portato nulla al nostro Paese. La nostra economia soffre però anche di problemi strutturali ben più profondi

Con l’inizio del 2019 l’euro compirà 20 anni, visto che esattamente il primo gennaio 1999 la moneta unica faceva il suo ingresso ufficiale sui mercati finanziari, per approdare tre anni dopo, il primo gennaio 2002, nelle tasche dei cittadini europei, italiani compresi.

Un periodo significativo di circolazione per poter fare un primo bilancio del suo avvento. E le somme, soprattutto per l’Italia, non sono per niente lusinghiere, anzi tutt’altro. A scorrere le cifre messe insieme in questi giorni da Bloomberg Economics, che ha fatto un resoconto del primo ventennio di euro, il nostro Paese ne esce infatti con le ossa rotte.

Quel che però bisognerebbe approfondire è se il nostro attuale malessere economico dipenda direttamente dall’euro, o quanto non piuttosto dal fatto che la moneta unica ha contribuito ad amplificare carenze strutturali del nostro sistema produttivo. Ma andiamo con ordine, e vediamo cosa ci dicono i numeri.

Venti anni di arretramento

Le prime evidenze, relative allo studio di Bloomberg, ci mostrano senza pietà, uno scenario devastante per il nostro Paese. Basti pensare ad esempio che tra il 1985 e il 2001 il prodotto interno lordo italiano era cresciuto di 482 miliardi di euro (+44%), mentre tra il 2002 e il 2017 la crescita è stata pari a 31 miliardi, ovvero uno striminzito + 2% in quasi vent’anni.

Altra nota molto dolente poi è quella delle esportazioni, da sempre cavallo di battaglia della nostra economia. Ebbene, sempre tra l’85 e il 2001, l’export era cresciuto in Italia del 136,3%, mentre, dall’avvento dell’euro, la crescita si è fermata a un modesto +40,9%, ossia meno di un terzo.

A questo già desolante panorama, potremmo poi ancora aggiungere il fatto che il Pil pro capite è allo stesso livello del 1999, che la disoccupazione da sei anni staziona sempre intorno all’11% e che la produzione industriale langue ancora del 22% al di sotto dei livelli massimi raggiunti nel 2007. Continua a leggere

Becchi: «E invece io dico attenti a quei due che resteranno alleati a lungo»

L’OPINIONE

Luciano Tirinnanzi intervista Paolo Becchi su Panorama N. 34, 09/08/2018

«Secondo gli autori, è in atto un passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica basato su un dato che – credo anch’io – non può essere contestato. L’incapacità da parte delle forze cosiddette “progressiste” di fare gli interessi dei lavoratori e delle piccole e medie imprese, insomma della maggioranza degli italiani. […] Credo che abbia ragione Becchi quando in un suo articolo sulla “rivoluzione sovranista”, raccolto ora in questo libro, sostiene che l’opposizione tra “destra” e “sinistra” sia ormai superata da quella che secondo me vede contrapposti popoli ed élite. […] Voglio ridare slancio alla sovranità popolare. “Prima gli italiani” non vuol dire altro che questo. Ci hanno lasciato un Paese con poche speranze nel futuro e con pochi sorrisi. Ricostruirlo non sarà facile. Ma io vi prometto che ce la metterò tutta».

È un estratto della prefazione firmata dal Ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini, che battezza il saggio politico di Paolo Becchi e Giuseppe Palma, Dalla Seconda alla Terza Repubblica, appena uscito per Paesi edizioni (304 pp., 12 euro). Un libro che, per primo, racconta la nascita del governo Lega-M5s e la inquadra come superamento definitivo del passato politico. Ma è davvero così? Lo abbiamo chiesto al professor Becchi, primo ideologo dei Cinquestelle e adesso più vicino alle posizioni della Lega.

«Il passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica è avvenuto senza coinvolgere la Costituzione, dunque in parte è una definizione impropria, ma che comunque racconta l’esaurimento di un processo politico iniziato negli anni Novanta. Come scrivo nel libro, il suo aspetto innovatore è nella sintesi tra sovranismo identitario, quello della Lega di Salvini, e sovranismo sociale, proposto invece da Di Maio e i Cinquestelle. Non a caso l’uno si è preso il dicastero dell’Interno e l’altro quello del Lavoro. Terza Repubblica significa avere un governo che sta facendo nascere qualcosa di nuovo, senza però gettare al vento le regole costituzionali». Continua a leggere

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