Il tabù dello zingaro

di Marcello Veneziani

Se volete capire che cos’è il politicamente corretto inalberato dalla sinistra e adottato da quasi tutti i media, e quali danni realmente produce nella vita quotidiana, i rom sono il campione perfetto. Un tempo dicevi zingari e mettevi subito mano al portafogli o alla borsetta, sapendo che correvi un rischio in loro presenza. Ciascuno di noi ha visto o subito non uno ma dieci episodi di furti e di tentati furti ad opera loro. In autobus, per strada, nei luoghi affollati. O anche in casa. Dicevi zingari e nella migliore delle ipotesi ti venivano fuori le immagini di donne che ti chiedono l’elemosina in modo insistente e minaccioso, ti infilano con forza dei fiori tra le mani per pretendere soldi, o ti lanciavano maledizioni. Dicevi zingari e ti venivano fuori immagini di uomini zazzeruti col coltello in mano e ti auguravi di non incontrarli mai in spazi solitari. Dicevi zingari e ti ricordavi dei loro centri degradati, peggio dei centri d’accoglienza per immigrati, luoghi sporchi e loschi da cui bisogna stare lontani. Appena si installava un insediamento di zingari i furti nelle case e nelle strade aumentavano paurosamente.

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Draghi: sulla fine del QE “non è detta l’ultima parola”

Mario DraghiSegnalazione di Wall Street Italia

di Alessandra Caparello

L’inflazione è sulla giusta via ma “c’è ancora bisogno di misure accomodanti significative”. Torna a parlare di Quantitative easing il numero uno della banca centrale europea Mario Draghi nel corso del suo intervento al Forum economico di Sintra in Portogallo dove partecipano anche i suoi colleghi della Fed e della Bank of Japan, rispettivamente  Jerome Powell e Haruhiko Kuroda.

Per Draghi non è detta l’ultima parola in merito alla fine del Qe.

“Nel 2017 la crescita dell’Eurozona è stata superiore a quanto ci eravamo aspettati: la crescita su base annuale registrata nel quarto trimestre è stata la più forte in una decade. Ma nel 2018 la crescita ha rallentato e, fino ad ora, è risultata inferiore alle nostre attese (…) Riguardo la politica monetaria della Bce, come indicato la scorsa settimana il progresso realizzato sino ad ora verso un aggiustamento sostenuto dell’inflazione è stato sostanziale.La fine prevista dai nostri acquisti netti di attività a dicembre di quest’anno è soggetta al fatto che i nuovi dati macro confermino l’outlook di medio termine dell’inflazione. Inoltre il programma di acquisto di attività può sempre essere utilizzato qualora dovessero manifestarsi fatti contingenti che al momento non vediamo”.

Draghi ha sottolineato come la fiducia del ritorno dell’inflazione verso l’obiettivo di lungo periodo si sia molto rafforzato nel corso degli ultimi mesi, ma  l’incertezza permea l’outlook economico.

“Con le attese di inflazione a lungo termine ben ancorate, la forza di fondo dell’economia europea e il continuo ampio grado di accomodamento monetario consentono di poter essere fiduciosi in una convergenza dell’inflazione verso il nostro obiettivo e che questa convergenza possa essere mantenuta anche dopo una chiusura graduale del nostro programma di acquisti netti di attività”.

Perciò, dice Draghi, la “politica monetaria nell’Eurozona deve rimanere paziente, persistente e prudente”. Continua a leggere

L’austerità? Una sciocchezza, parola della BCE

di Roberto Pecchioli

L’austerità? Una sciocchezza, parola della BCE

Fonte: Ereticamente

Consultare i giornali stranieri allarga l’orizzonte. Lontani dal giornalismo di casa nostra, occupato a frugare nei curricula o alimentare le cacce al fascista -adesso tocca al ministro della famiglia Lorenzo Fontana – si riescono a leggere notizie interessanti a noi accuratamente celate. Un esempio è il rapporto della Banca Centrale Europea dal titolo “Sulle fonti dei cicli economici. Implicazioni per i modelli DSGE.” L’acronimo significa Equilibrio Generale delle Dinamiche Stocastiche. Nel gergo iniziatico degli economisti, stocastico sta per probabilistico, e parlare di scenari probabili è già un bel bagno di umiltà da parte degli spocchiosi maestrini degli istogrammi e dei modelli matematici. Gli economisti sono abilissimi a spiegare a posteriori come le cose non sono andate come avevano previsto. Il report della BCE segue una strada opposta, un lodevole esempio di realismo e ricerca concreta. Continua a leggere