Orazione al divin Sangue

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O Sangue adorabile e divino, sparso per mia salvezza, cadete sopra di me per lavarmi, per purificarmi, per santificarmi. Sin dalla mia nascita in questo mondo, la vostra Chiesa, o Gesù, mi ha ricevuto fra le sue braccia. Essa mi ha segnato col vostro Sangue prezioso, mi ha messo nel numero dei suoi figliuoli. Avuta ch’ebbi la disgrazia di macchiare questa bella innocenza di cui mi avete vestito, ho trovato in questo Sangue prezioso un bagno salutare che ha cancellate tutte le sozzure dell’anima mia. Ogni volta che vi ricorro, la sua divina virtù sempre più mi santifica. Né questo è tutto. Voi avete voluto che questo Sangue adorabile si versasse tutti i giorni per me sul vostro altare, ond’io l’offrissi in sacrifizio al vostro Padre pei miei peccati, e mi avete comandato di berlo, di nutrirmene, di farlo scorrere nelle mie vene, affine di vivere solo della vostra vita, di essere animato solo dal vostro spirito, e d’essere in Voi totalmente trasformato. Oh carità ineffabile, rendetemi degno di tanti benefici; insegnatemi a servirmene per vostra gloria e per mia salute. Sangue adorabile, deh cadete sopra di noi per salvarci, sugli empi per intenerirli, sugli eretici per richiamarli, sui gentili per illuminarli, sui giudei per convertirli, affinché riuniti tutti nella medesima fede e nella medesima speranza, regniamo con Voi e per Voi nella medesima carità, che sussisterà eternamente. Così sia.

Si recitino 5 Gloria.

fonte – tratto da “Manuale di Filotea”, Milano 1888

Sulle Reliquie del Preziosissimo Sangue

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Fu dunque già sentimento di molti critici, che il Sangue Preziosissimo di Gesù Cristo, che molte chiese si glorificano di possedere, non fosse altro che sangue miracoloso sgorgato da qualche Crocifisso maltrattato dagli Ebrei, fra i quali è famoso quel di Berito, oppure da qualche Sacra Ostia egualmente maltrattata. Ma il rispetto che si deve alle venerabili e pie tradizioni riconosciute legittime dai Papi stessi che ne fecero l’esame il più accurato e le autenticarono con l’appoggio dei loro più solenni Decreti, non lascia più luogo a dubitare che questo Sangue di cui si parla, anziché sangue miracoloso dei Crocifissi e delle Ostie, sia proprio sangue naturale di Gesù Cristo, cioè parte di quel Sangue che sgorgò dalle sue vene nei giorni tormentosi di sua passione . Né vale l’opporre in proposito che Gesù Cristo, nella sua Risurrezione, riprendendo tutto quello che aveva perduto, doveva ancor prendere tutto il sangue che in qualsivoglia modo aveva versato; perocché i più dotti teologi fanno notare che, a restituire nel pristino stato la sua divina Umanità, non era necessario che Gesù Cristo riprendesse fino all’ultima goccia tutto quel sangue che era uscito dal divino suo corpo, ma bastava che egli riprendesse tutto quello che era necessario a costituire perfetta la propria umanità, non ostando per niente alla sua integrità il lasciare in terra qualche piccola parte a fomento speciale di devozione ne’ suoi fedeli adoratori, onde alla vista di queste moltiplicate testimonianze della sua carità verso di noi, venissero essi a sempre più accendersi di amore verso di Lui. Tale infatti è infatti la dottrina insegnataci dal Sommo Pontefice Pio II nel famoso suo Breve del 1 Agosto 1461, ordinato ad approvare quel culto che dalla più remota antichità, fu costantemente prestato al Preziosissimo Sangue venerato in Mantova, e sempre ritenuto per sangue vero e naturale del nostro Signore Gesù Cristo.

ALTRE RELIQUIE DEL PREZIOSISSIMO SANGUE DI GESU’ CRISTO

Nella chiesa di S. Basilio in Bruges, città della Fiandre, si ritiene esservi del Sangue vero e reale di Cristo, raccolto da Giuseppe d’Arimatea e portatovi da Teodorico Alsazio conte di Fiandra nel suo ritorno da Terra Santa l’anno 1143.

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DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

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DEL SANGUE PREZIOSISIMO DI GESÙ CRISTO

Longino, soldato romano della provincia d’Isauria, presente alla morte di Cristo, lo ferì con una lancia nel Costato, e da questa ferita ne scaturì Sangue ed Acqua. Convertito per questo miracolo, raccolse con una spugna quanto più potè di quell’umore divino, e lo portò a Mantova l’anno di Cristo 36, ove si recò per predicarvi, come primo apostolo, il Vangelo. Ivi perseguitato dal Prefetto Ottavio, per cui ordine fu poi decollato il 2 dicembre dell’anno susseguente, che era il ventesimoprimo del regno di Tiberio, pensò a mettere in sicuro la gran Reliquia che aveva seco portato, nascondendola sotto terra in quel luogo ove adesso si ammira la Chiesa oltremodo magnifica di S. Andrea. Al tempo di Carlo Magno, nell’anno 804, per celeste rivelazione, venne a scoprirsi il preziosissimo deposito lasciatovi da Longino. Il fatto fu così strepitoso, che il Papa Leone III si recò personalmente sul posto: ed accertatosi della verità, ne portò in dono una particella all’Imperatore. Nel 925, per paura degli Ungari che devastavano l’Italia, i Mantovani sotterrarono il detto preziosissimo Sangue, parte in S. Andrea, e parte in S. Paolo, che era allora la Chiesa Cattedrale. Nel 1053, Enrico III Imperatore, venuto apposta a Mantova, adorò questo preziosissimo Sangue, e presone un poco, che portò in Boemia, fece murar sotterra il rimanente, temendosi ancora l’invasione dei barbari che di continuo infestavano l’Italia. Nel 1084, per rivelazione fatta dall’Apostolo S. Andrea al B. Adalberto, fu nuovamente ritrovato il divino deposito: e pei grandi miracoli che ne seguirono, venne a Mantova il Papa Leone IX, e approvata la pubblica credenza, non che il culto supremo che si prestava a quell’insigne Reliquia, ne portò una particella in Roma, ove si mostra tutt’ora. Nel 1298, Bardellone Bonacolsi, reggendo Mantova, fece aprire il luogo ov’era nascosto detto Santissimo Sangue, e lo fece portare processionalmente per tutta la città con grandissima festa, poi lo rinserrò come prima.

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Disponibile il numero 120 di Sursum Corda

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Sul sito è disponibile il numero 120 (del giorno 8 luglio 2018) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Il settimanale è disponibile per la consultazione anche in versione cartacea presso la  Sede di C.R. in Via Albere 43 Verona

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Ossequi, Carlo Di Pietro.

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