Se l’aborto è libertà e la maternità è schiavitù…

Uno dei campi di battaglia, tanto per chi difende la vita, quanto per chi la combatte è senza dubbio quello della comunicazione. Lo dimostrano i tanti manifesti che, specialmente negli ultimi anni, sia gli abortisti che i pro life affiggono per sensibilizzare la popolazione.

Da Life News ci giunge ora la notizia di un nuovo grande manifesto comparso nella piccola città texana di Waskom con su scritto: «L’aborto è libertà» e l’indirizzo del sito needabortion.org. Si noti che, per via della Giornata dell’Indipendenza, quella strada sarà molto trafficata e il manifesto potrà essere visto da molti, specialmente per far pubblicità a chi, nella confinante Louisiana, vuole abortire e non può farlo, a causa della legislazione che vieta l’aborto dopo il primo battito cardiaco.

Bel business, quindi, per le cliniche abortiste di Waskom, che moltiplicherebbero, così, il loro “lavoro” e, soprattutto, le loro entrate, sulla pelle di donne e bambini. Guardando, però, al messaggio del manifesto, sorgono spontanee alcune domande. Anzitutto, se l’aborto fosse “libertà”, la maternità cosa sarebbe, una schiavitù? E poi, l’aborto è libertà da cosa? Un figlio è forse una minaccia, qualcuno da cui dover essere liberati?

Una donna che ricorre all’aborto per le più disparate difficoltà nel tenere con sé il bambino, se non viene aiutata da nessuno, sarebbe davvero “libera” di abortire? Non è, piuttosto, “costretta” all’aborto? È “libera” di abortire una donna che non viene informata sulle gravissime conseguenze che questa pratica può arrecare alla sua salute fisica e psichica?

In ultima analisi, resta una constatazione. A differenza di un manifesto abortista, come quello di cui abbiamo parlato, che esprime un’opinione, manifesti pro life come quello di ProVita, si limitano a mostrare una verità: «Tu eri così».

E se tale verità è stata tanto calunniata è per una sola ragione: perché è scomoda.

Luca Scalise

da: Life News

fonte – https://www.notizieprovita.it/notizie-dal-mondo/se-laborto-e-liberta-e-la-maternita-e-schiavitu/

CONFERENZA STAMPA DEL CONGRESSO DELLE FAMIGLIE. Gli organizzatori e il sindaco: «Accendere i riflettori sulla famiglia»

COMUNICATO STAMPA

CONFERENZA STAMPA DEL CONGRESSO DELLE FAMIGLIE

Gli organizzatori e il sindaco:
«Accendere i riflettori sulla famiglia»

Verona, 15 marzo 2019

«Il XIII Congresso internazionale sarà uno straordinario laboratorio di idee e promuoverà azioni di sostegno concrete a favore della famiglia, che è e rimane il nucleo fondante della nostra società, secondo anche la Costituzione (articolo 29). Ecco perché il Comune di Verona ha deciso di coorganizzarlo, insieme all’associazione Wcf, concedendo gli spazi della Gran Guardia».

Nette e chiare le dichiarazioni del sindaco di Verona, Federico Sboarina, oggi alla Conferenza Stampa di presentazione del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie, per la prima volta in Italia – a Verona – dal 29 al 31 marzo, a cui ha partecipato insieme a Toni Brandi e Jacopo Coghe, rispettivamente presidente e vicepresidente del Congresso Mondiale delle Famiglie; Alberto Zelger, consigliere comunale a Verona; Elena Donazzan, assessore all’Istruzione e al Lavoro della Regione Veneto; Massimo Gandolfini, presidente del Family Day; Filippo Savarese, direttore delle campagne di CitizenGo Italia. Continua a leggere

Il trauma post aborto, la sofferenza dei padri che nessuno conosce

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Se c’è un argomento legato all’aborto, di cui non si parla mai abbastanza, è quello del trauma psicologico che esso produce nei potenziali padri che spesso vedono svanire la possibilità e la gioia di avere un figlio, senza poter fare assolutamente niente per impedirne la  soppressione. L’insolito spunto sull’argomento arriva da dove non ce lo saremmo mai aspettati ovvero da Invece Concita, una rubrica quotidiana online e cartacea di Repubblica su cui risponde Concita De Gregorio, firma storica del quotidiano, alle lettere dall’argomento più disparato. Continua a leggere

Caso Corinaldo, parla Crepet: «Insultato perché critico il trap. I genitori sbagliano»

A Corinaldo, in provincia di Ancona, cinque adolescenti e una giovane mamma di 39 anni sono morti mentre fuggivano da una discoteca piena zeppa di minorenni dove si doveva svolgere un concerto di Sfera Ebbasta, uno dei cantanti trap più in voga del momento.

Pare che a scatenare il panico sia stato un giovane teppista che, pur rubare una catenina a un coetaneo, avrebbe spruzzato uno spray urticante che in poco tempo avrebbe reso irrespirabile l’aria nel locale. Gli inquirenti stanno svolgendo le dovute indagini.

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Iap, non offensivi i manifesti anti utero in affitto. Pro Vita e Gen. famiglia: «Ha vinto la verità»

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COMUNICATO STAMPA

 Giurì Iap, giudicati non offensivi i manifesti anti-utero in affitto
Pro Vita e Generazione famiglia:
«Ha vinto la verità. Ora la Raggi si scusi con noi»

 

«Ha vinto la verità, i nostri manifesti “Due uomini non fanno una madre #stoputeroinaffitto” non offendono nessuno; è la maternità surrogata piuttosto a essere “contraria all’ordine pubblico” come ha ben ribadito da poco il Procuratore Generale della Cassazione e a rappresentare una “violenza contro le donne” come ha stabilito il Parlamento»: è la dichiarazione soddisfatta del presidente di Pro Vita Antonio Brandi, e di quello di Generazione Famiglia Jacopo Coghe, dopo che il presidente del Gran Giurì dell’Istituto di Autodisciplina Pubblicitaria ha accertato che la campagna delle due associazioni – tra le promotrici del Family Day – non viola il suo codice.

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Ci siamo: sono aperte le iscrizioni al XIII Congresso Mondiale delle Famiglie!

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Ci siamo. L’organizzazione è partita. È online il sito del XIII Congresso Mondiale delle Famiglie http://wcfverona.it, che quest’anno si terrà in Italia, nella città di Verona, dal 29 al 31 marzo 2019. Da oggi è possibile iscriversi al grande evento, co-organizzato dall’Organizzazione Internazionale per la Famiglia (IOF), dalla nostra Pro Vita Onlus, da Generazione Famiglia, da CitizenGo, dalla National Organization for Marriage e dal Comitato Difendiamo i Nostri Figli.

Si tratta di una delle più grandi iniziative internazionali che afferma e difende la famiglia naturale come unità fondamentale della società. Sono previste migliaia di persone per la tre giorni nella città di Romeo e Giulietta, ma soprattutto nella città modello a favore della vita, come è stata recentemente indicata per la sua mozione a favore dei bambini nel grembo materno, e per la sua battaglia ai libri gender.

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Usa, altro che gay e femministe. Con Trump vince il partito della vita

Nei giorni scorsi i grandi media hanno cercato, evidentemente imbarazzati, di non dare troppo peso alla cosa, ma la verità è che le elezioni statunitensi di midterm sono state un successo per Donald Trump. Infatti, mentre di solito i presidenti in carica escono da questo appuntamento elettorale con le ossa rotte, politicamente parlando, si capisce, il tycoon è riuscito in un’impresa che solo cinque volte si era ripetuta nel corso degli ultimi 105 anni di storia americana: quella di aumentare i seggi del proprio partito nell’ala più importante del Congresso, quella del Senato, rafforzandone il controllo.

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Intervista a Silvana De Mari: “Vi racconto il mio processo e la mia difesa”

Segnalazione di Redazione BastaBugie
Si vuole impedire la libertà d’informazione e il diritto dei cristiani di pensarla diversamente dalla cultura dominante (VIDEO: Premio Viva Maria a Silvana De Mari)
di Americo Mascarucci

Un processo alla libertà d’informazione e al diritto di “pensarla diversamente”. In questo si sta sostanzialmente concretizzando il processo per diffamazione contro Silvana De Mari, scrittrice di libri fantasy, blogger e medico chirurgo, querelata dalle associazioni Lgbt per aver espresso giudizi “politicamente scorretti” sull’omosessualità. Il suo processo sta diventando un evento mediatico a tutti gli effetti. Sono diverse le personalità del mondo politico che la stanno sostenendo. […] Una sua condanna infatti rischierebbe di far passare un messaggio molto pericoloso, ossia che non possa esistere alcuna opinione contraria all’ideologia gender, laddove questa per esempio si ostina a voler “imporre” un’origine genetica all’omosessualità, o a negare che da questa condizione si possa uscire.
Dottoressa, come sta andando il processo?
«Abbiamo concluso la parte istruttoria che a mio giudizio è andata molto bene, visto che sono riuscita a spiegare le mie ragioni. Ora ci sarà la parte della discussione prevista il 13 dicembre, giorno di Santa Lucia».
Quali sono state le ragioni che ha esposto?
«Ho in pratica spiegato i motivi per cui ho fatto determinate dichiarazioni. Ho anche portato del materiale e ho illustrato per l’ennesima volta l’esatto significato del termine pedofilia. Ho ribadito che si tratta di un orientamento sessuale caratterizzato dall’attrazione per i minori, ma che non significa mettere le mani sui bambini. Continua a leggere

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