La nipote di M. Luther King: “Trump non è razzista”

di Matteo Orlando per www.agerecontra.it 

Nei giorni scorsi il Presidente degli Stati Uniti d’America, il Repubblicano Donald Trump, parlando della situazione di un distretto di Baltimora – dove circa il 52% della popolazione è afroamericana, in una città ritenuta dal Federal Bureau Investigation (Fbi) la terza città più pericolosa d’America – aveva definito “disgusting, rat and rodent infested mess” la zona di competenza del rappresentante democratico Elijah Cummings, legislatore afroamericano.
Cummings, che presiede il Comitato di supervisione e riforma della Camera, è uno dei più severi critici del Presidente americano, e pochi giorni fa aveva espresso il suo disprezzo per il trattamento da parte dell’amministrazione Trump nei confronti dei migranti nei centri di detenzione al confine tra Stati Uniti e Messico.
Trump aveva replicato definendo il distretto della città del Maryland come  “molto peggio e molto più pericoloso” del confine con il Messico e, come detto, un distretto “disgustoso e infestato da ratti”.
Poi a Cummings il Presidente ha detto: “se avesse trascorso più tempo a Baltimora, forse avrebbe potuto aiutare a ripulire questo posto molto pericoloso e sporco”.
Le parole di Trump hanno scatenato un polverone sui mass media progressisti nordamericani ma, a sorpresa, è arrivato un sostegno inaspettato per il Presidente.
Andiamo con ordine.

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La sinistra inventa il pericolo razzismo…che non c’è

Segnalazione di Redazione BastaBugie

L’immigrato è la nuova immagine del proletario, per questo è diventato sacro e intoccabile (perciò ogni fatto di cronaca è un pretesto per alimentare questo mito)
di Rino Cammilleri

(LETTURA AUTOMATICA)

L’emigrato è sacro e guai a chi lo tocca. Sei poi è africano, è ancora più sacro. Il presidente Mattarella, per esempio, in visita di stato in Armenia, al deporre una corona di fiori sul sacrario del genocidio insieme al presidente armeno, non imita quest’ultimo, che si fa il segno della croce, dunque nemmeno il memoriale del genocidio è per lui sacro. Però alza la voce contro l’Italia-farwest se un cretino spara ad aria compressa su una bambina nomade. Una ragazza di origine nigeriana si becca un uovo in un occhio ed ecco tutti i giornali e i tiggì fare la conta, tutte le volte che danno la notizia, di quanti neri nell’ultimo mese si sono fatti la bua per colpa dei bianchi. Sicuramente il Tg2 metterà, se continua così, il numeretto in alto a destra dello schermo, così come per i «femminicidi». Cioè, ogni volta che ci sarà un caso, ci ricorderà tutti i precedenti, in modo che gli italiani non si scordino il sacro dovere di santificare il migrante. Continua a leggere

Parigi, rapper nero incita a “impiccare i bimbi bianchi negli asili nido” (video)

Parigi, rapper nero incita a “impiccare i bimbi bianchi negli asili nido” (video)OVVIAMENTE, NEL SILENZIO GENERALE DEI MEDIA POLITICALLY CORRECT…

di Leo Malaspina

La procura di Parigi ha aperto un’inchiesta “per incitazione a delinquere” contro il rapper francese Nick Conrad che esorta a “impiccare i bianchi”. La sua canzone Plb (acronimo di Pendez les blancs, ovvero impiccate i bianchi) è stata pubblicata su YouTube il 17 settembre, ma il video è stato poi ritirato. Il testo del rap è agghiacciante: “entrate negli asili nido e uccidete i bebè bianchi. Acchiappateli e impiccate i loro genitori”.

L’autore nega però l’intento razzista, dicendo che la sua è una provocazione per far riflettere su quanto è accaduto ai neri. Nel frattempo la polemica è montata in Francia. Il ministro dell’Interno Gerard Collomb ha condannato oggi “senza riserve i propositi abbietti e gli attacchi ignobili” del rapper, annunciando su Twitter che le autorità sono impegnate al ritiro del video e dei suoi contenuti in ogni sede. Contro il rapper si scaglia anche il Licra, la Lega internazionale contro il razzismo e l’antisemitismo, una delle più antiche associazioni francesi contro il razzismo. Continua a leggere

In Israele: rifugiati africani vittime di razzismo, internamento, deportazione

In Israele: I rifugiati africani vittime di razzismo, internamento, deportazione

(MB. Immaginate la mia sorpresa: nell’unica demokrazia razzista del MO) 6.8.2018 di Mesloub Khider.    Su:  http://www.les7duquebec.com/7-au-front/en-israel-les-refugies-africains-victimes-de-racisme-dinternement-de-deportation/ Avvertenza: questo testo l’ho scritto prima dell’adozione della Legge fondamentale sullo stato nazione ebraico che definisce il carattere ebraico dello stato sionista. Si tratta della questione della politica xenofoba dello stato sionista contro gli africani. Il parlamento israeliano ha approvato il 19 luglio 2018 una legge …

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Vi siete dimenticati chi c’era prima?

di Raffaele Pengue 

Vi siete dimenticati chi c’era prima?

Fonte: byebyeunclesam

La moda dell’estate nelle redazioni dei giornali, nei talk-show televisivi, sui social è trasformare ogni parola di un qualunque esponente di M5S e Lega nella prova provata della loro incompetenza, della guerra sotterranea tra le due forze. Non c’è argomento – dai vaccini alle grandi infrastrutture, dalla prossima manovra finanziaria sino alla revoca della concessione alle Autostrade dei Benetton – che non alimenti il fuoco di sbarramento contro l’attuale governo, al quale tra l’altro viene imputato ormai di tutto; dal revanscismo neofascista ai reumatismi per il maltempo. Oggettivamente, come qualsiasi nuovo esecutivo, le perplessità non mancano e alcune improvvide uscite di qualche esponente poteva essere risparmiata, però la foga con la quale le grandi firme della stampa nazionale si vanno avventando contro il governo fa pensare. Certo, potrebbero fallire anche loro come i predecessori. Vero: nessuno nasce perfetto, e anche con tutta la buona volontà di cambiamento gli ostacoli da superare potrebbero rivelarsi invalicabili. Ma in questi 20 e più anni ricordo che solo nei confronti di Berlusconi e solo da una parte del sistema dei media c’è stato totale scetticismo fin dalla vigilia della formazione di un nuovo esecutivo.

Non un dubbio sulle capacità taumaturgiche di chi c’era prima. Mai un fronte scettico a 360 gradi come per il premier Conte Salvini e Di Maio, mai un esercito mondiale di Cassandre come in questo caso. Ma vi siete dimenticati i campioni al governo in questi ultimi sette anni? Del Paese che hanno lasciato in eredità? Fermiamoci un attimo e recuperiamo la memoria e ditemi se vorreste mai tornare ad essere governati dagli stessi che hanno disintegrato il Paese. Perché chi è stato al governo ininterrottamente in questi sette anni, può nascondersi come vuole e può negare fino alla morte, ma non potrà mai dire di aver fatto qualcosa per migliorare il Paese. Vi siete già dimenticati le ricette miracolose di Monti, Letta, di Matteo Renzi e della esperta di banche Maria Elena Boschi? Continua a leggere

Benetton Maletton

QUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

I Benetton non hanno prodotto solo maglioni e gestito autostrade ma sono stati la prima fabbrica nostrana dell’ideologia global. Sono stati non solo sponsor ma anche precursori dell’alfabeto ideologico, simbolico e sentimentale della sinistra. Sono stati il ponte, è il caso di dirlo, tra gli interessi multinazionali del capitalismo global e dell’americanizzazione del pianeta, coi loro profitti e il loro marketing e i messaggi contro il razzismo, contro il sessismo, a favore della società senza frontiere, lgbt, trasgressiva e progressista. Le loro campagne, affidate a Oliviero Toscani, hanno cercato di unire il lato choc, che spesso sconfinava nel cattivo gusto e nel pugno allo stomaco, col messaggio progressista umanitario: società multirazziale, senza confini, senza distinzioni di sessi, di religioni, di etnie e di popoli, con speciale attenzione ai minori. Via le barriere ovunque, eccetto ai caselli, dove si tratta di prendere pedaggi. Di recente la Benetton ha fatto anche campagne umanitarie sui barconi d’immigrati e ha lanciato un video “contro tutti i razzismi risorgenti”. Misterioso il nesso tra le prediche sulla pelle dei disperati e il vendere maglioni o far pagare pedaggi alle auto. Continua a leggere

La MaxiBufala del razzismo in Italia: ecco i veri dati

di Gianni Candotto

In questi giorni, complice una massiccia campagna di stampa e una massiccia campagna politica delle sinistre è passata l’idea che in Italia ci sia un’emergenza razzismo e che il razzismo in Italia sia in aumento. Ma è così oppure è solo propaganda? Per capire questo occorre analizzare i dati dei reati contro gli stranieri in Italia, dei reati a sfondo razziale e fare un paragone con gli anni precedenti e con l’estero.
Il primo dato è vedere se ci sia stato un aumento di reati nei confronti degli stranieri nel complesso (violenze, ingiurie, danneggiamenti, vandalismi e altri delitti). Tenuto conto che gli stranieri sono aumentati sarebbe logico attendersi un costante aumento dei reati contro gli stranieri, ma i dati dicono tutt’altro. Se 2016 c’erano 202.000 stranieri vittime di reati, nel 2017 192.000 e nei primi sei mesi completi del 2018 85.000 (che moltiplicato per due fa 170.000. Anche paragonando i primi sei mesi del 2017 con i primi sei mesi del 2018 passiamo da 90.000 a 85.000). Continua a leggere

Tra razzismo e anti-razzismo muoiono le identità

di Alessandro Soldà Cristofari

Tra razzismo e anti-razzismo muoiono le identità

Fonte: oltre la linea

Partiamo da un caso di cronaca: una ragazza statunitense pubblica sul suo profilo social alcune foto in cui lei indossa un bell’abito da sera ad una festa (il cui dress code richiede una certa eleganza).

Accanto ai complimenti sotto alle fotografie appaiono però alcuni commenti più critici, diciamo pure che viene insultata: la sua colpa è quella di indossare un vestito tradizionale cinese, simbolo dell’emancipazione femminile, senza sapere il significato, mancando di rispetto all’intero popolo cinese.

E per non farci mancare niente, viene pure accusata di appropriazione culturale e di piegare un abito simbolico al puro edonismo simbolo dalla società capitalista e consumista americana. Alla fine, nonostante l’attacco vile e senza senso, quelle foto rimangono sul suo profilo: perché quel vestito le piace, e non sarà certo quella cattiveria gratuita sui social a costringerla a cambiare idea.

Di fronte a questa vicenda si rimane perplessi; da parte sua non c’è stata alcuna palese o quanto meno volontaria mancanza di rispetto verso la Cina, vivendo in una società in cui il consumo è la cultura prevalente a discapito del retaggio tradizionale e storico anteriore – che è quello dei singoli e rispettivi popoli-, ed è dunque normale non essere a conoscenza che certi accessori e oggetti rimandino ad un evento o ad una vicenda di fondamentale e storica importanza per una nazione, com’è il caso dell’abito della ragazza. Continua a leggere

Fontana: ‘Abolire la legge Mancino’

‘Legge usata da globalisti per coprire loro razzismo anti- Italia’. Marcucci (PD) : ‘Governo sempre più nero’

“Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano”. Lo propone il Ministro per la Famiglia, Lorenzo Fontana, in un post su Facebook.

“I fatti degli ultimi giorni – scrive il ministro Lorenzo Fontana su Facebook – rendono sempre più chiaro come il razzismo sia diventato l’arma ideologica dei globalisti e dei suoi schiavi (alcuni giornalisti e commentatori mainstream, certi partiti) per puntare il dito contro il popolo italiano, accusarlo falsamente di ogni nefandezza, far sentire la maggioranza dei cittadini in colpa per il voto espresso e per l’intollerabile lontananza dalla retorica del pensiero unico. Una sottile e pericolosa arma ideologica studiata per orientare le opinioni. Tutte le prime pagine dei giornali, montando il caso ad arte, hanno puntato il dito contro la preoccupante ondata di razzismo, per scoprire, in una tragica parodia, che non ce n’era neanche l’ombra. Se c’è quindi un razzismo, oggi, è in primis quello utilizzato dal circuito mainstream contro gli italiani. La ragione? Un popolo – aggiunge il ministro leghista – che non la pensa tutto alla stessa maniera e che è consapevole e cosciente della propria identità e della propria storia fa paura ai globalisti, perché non è strumentalizzabile. Abroghiamo la legge Mancino, che in questi anni strani si è trasformata in una sponda normativa usata dai globalisti per ammantare di antifascismo il loro razzismo anti-italiano. I burattinai della retorica del pensiero unico – conclude – se ne facciano una ragione: il loro grande inganno è stato svelato”.

“E’ un governo sempre più nero. Il ministro della Famiglia (sic) Fontana ora propone di abolire la legge #Mancino che vieta l’apologia di fascismo. La cosa grave è che non si tratta di un colpo di sole di un ministro un po’ strambo”. Così su twitter il capogruppo del Pd a Palazzo Madama Andrea Marcucci

ANSA | 03-08-2018 12:29

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Foa, il mostro della settimana

di Marcello Veneziani

Ma non vi vergognate di accusare il governo in carica e Salvini in particolare, di spartirsi le nomine come voi praticate da una vita? Non vi vergognate – voi sinistra, voi clero intellettuale di sinistra, voi giornali e tg di sinistra, voi navigati sindacalisti Rai e voi più ipocriti e paludati benpensanti di cripto-sinistra – di gridare allo scandalo e di indignarvi solo perché i grillini e i leghisti, in modo naive, ricalcano le vie della lottizzazione che voi praticate con professionismo servile da decenni? Anzi, al tempo di Renzi toccò perfino rimpiangere la spartizione di sempre, perché prese tutto lui, in Rai e non solo. Stavolta la pietra dello scandalo è stato Marcello Foa, venuto dal Giornale di Montanelli e poi rimasto nel Giornale di Feltri fino a quando si è trasferito nel Canton Ticino a insegnare scienza della comunicazione e a amministrare un gruppo editoriale ticinese. Mai fatto politica, nessuna macchia nella fedina penale e nella reputazione, nessun legame sospetto. Nulla di scandaloso. Ma per il valoroso Collettivo dell’Informazione italiana più Pd, a cominciare dalla Corazzata Repubblika, Foa dice di essere allievo di Montanelli (un millantatore, dunque), insegna manipolazione delle notizie cioè fake news e non scienza della comunicazione, è addirittura ospite di Russia Today e dunque è un prezzolato al servizio di Putin, ha persino ritwittato qualcosa di tale Francesca Totolo, “patriota finanziata da Casa Pound” (che notoriamente dispone di miliardi, altro che il povero Renzi col suo piccolo aereo di carta, a spese nostre, che costava qualche centinaio di milioni). Continua a leggere

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