Report: “Il papa re”

Segnalazione di Sigfrido Ranucci

Corruzione, Formigoni condannato in appello a sette anni e mezzo

Pena aumentata del 25%, da 6 anni a sette e mezzo, per l’ex senatore ed ex presidente della Regione Lombardia Roberto #Formigoni, al termine del processo di secondo grado legato al crac dell’ospedale San Raffaele di Milano e al dissesto finanziario della Fondazione Maugeri di Pavia. Per Formigoni, oltre alla pena, è stata aggravata anche l’interdizione dai pubblici uffici, da 6 anni a “in perpetuo”. L’accusa è corruzione: l’allora governatore avrebbe ottenuto una serie di utilità, tra cui l’uso di yacht, vacanze e cene, per favorire i due enti con delibere di giunta per circa 200 milioni di rimborsi pubblici. L’ex assessore Antonio Simone e il faccendiere Pierangelo Daccò hanno patteggiato uscendo così dal processo. #Report ha seguito la vicenda in tre inchieste di Alberto Nerazzini: “La divina provvidenza” del 11/12/2011 (https://bit.ly/2MKPV6A), “Il papa re” del 04/11/2012 (http://bit.ly/2xxobMZ) e “Do ut des” del 05/05/2013 (http://bit.ly/2xz5W9Z)

#Report #prossimamente su Rai3

VEDI: https://www.raiplay.it/social/video/2012/11/Report-del-04112012-76bb2ae3-3193-4eee-96e3-68b7ee371f8b.html?wt_mc=2.social.fb.rai3_Report.&wt/ Continua a leggere

Lombardia: Fontana sceglie “No al Gay pride, sì al Family day”

Niente patrocinio al Gay Pride, è una manifestazione divisiva e pertanto non va sostenuta».

Il governatore Attilio Fontana non intende concedere il logo regionale alla sfilata arcobaleno in programma il 30 giugno a Milano, lo ha confermato in un’intervista pubblicata ieri dal sito Lettera43.

É la linea che ha seguito peraltro anche a Varese, dove è stato sindaco per due mandati. «Io sono eterosessuale, ma non è che faccio una manifestazione per accreditare la mia eterosessualità. Le scelte in questo campo devono rimanere personali, sbandierarle è sbagliato. Il Gay Pride è divisiva e quando le manifestazioni sono divisive non sono mai da sostenere». Intende invece confermare la scelta dell’ex presidente Roberto Maroni che alla vigilia del corteo contro la legge sulle unioni civili (il ddl Cirinnà) nel 2016 illuminò il Pirellone con la scritta «Family Day». Continua a leggere