Il Nuovo Impero Britannico e l’ossessione del fascismo russo

di Francy C.

Il londinese Financial Times avverte oggi che il “fascista Putin” sta usando la questione Coronavirus per destabilizzare UE. Ma che c’è di vero in tutto ciò? Ancora adesso, come spesso è avvenuto nella storia, l’Inghilterra sta fornendo una lezione al mondo. Darwinismo sociale? Sì e no. Johnson si è formato a Eton come la crema dell’aristocrazia politica britannica, è un uomo colto e scrittore di importanti libri, a differenza di Di Maio, Salvini, Conte e Trump, ma anche di politici sopravvalutati come Macron e Merkel. E’ un vero statista, in Occidente è l’unico che regge il confronto con leader politici come Assad, Putin, Ahmadinejad. Boris non è eurofobo ma non si fida dei tedeschi, non esiste nella visione britannista di Johnson una identità germanica in quanto i tedeschi o sono slavi o sono occidentali, dunque l’UE carolingia è un sogno divenuto incubo neo-sovietico. Continua a leggere

L’élite globale anglosassone e la Terza Guerra mondiale?

Riceviamo e pubblichiamo questa analisi di una nostra amica ed assidua lettrice, che segue una teoria e trae conclusioni che non possiamo considerare definitive, ma degne di nota. E’ un’ opinione politicamente scorretta, con una sua logica, di cui tener conto. (Nota del Circolo Christus Rex) 

di Francesca Catanese

Carrol Quigley, professore alla Georgetown University, pubblicò nel 1966 un volume di 1348 pagine: Tragedy and Hope. Quigley non è accusabile di complottismo perché ha formato la classe dirigente angloamericana, a iniziare da Clinton. Il professore rivelava l’esistenza di una élite anglofila che puntava al dominio globale e che in parte lo aveva già conquistato. Ma prevedeva anche che, dopo il 2000, nuove forze, come la Cina, una Russia liberatasi dal Comunismo – che, dimostrava Quigley era per lo più uno strumento dell’élite globale britannica – avrebbero contrastato l’egemonia anglofila mondiale. Continua a leggere

Ivashov: i russi conoscono l’antidoto al COVID-19?

 

Segnalazione di Giacomo Bergamaschi

QUINTA COLONNA

di Francy Rossini (Mosca)

Ivashov Leonid Grigorievich (nato nel 1943) – personaggio militare, pubblico e politico russo. Colonnello generale. Nel 1996 – 2001 Capo della direzione principale della cooperazione militare internazionale del Ministero della difesa. Dottore in scienze storiche, professore. Presidente dell’Accademia dei problemi geopolitici. Membro permanente del club Izborsk. Si è laureato presso la scuola di comando di armi combinate superiori di Tashkent nel 1964, l’Accademia militare. MV Frunze nel 1974. Ha prestato servizio nelle truppe in varie posizioni fino al vice comandante di un reggimento di fucili a motore. Dal 1976 ha prestato servizio nell’apparato centrale del Ministero della Difesa dell’URSS, è stato assistente del Ministro della difesa dell’URSS Maresciallo D. Ustinov. Dal 1987 dirige l’Ufficio del Ministro della Difesa; 1992-1996 – Segretario del Consiglio dei Ministri della Difesa della CSI; Nell’agosto 1999, è stato approvato come capo dello staff per il coordinamento della cooperazione militare tra gli stati membri della CSI. Nel luglio 2001, è stato sollevato dal suo posto di capo della direzione principale della cooperazione militare internazionale e messo a disposizione del ministro della difesa. Ivashov è stato decorato con l’Ordine al merito della patria (Beneficio, Onore, Gloria riprende il motto dell’ordine imperiale di San Vladimir). Per quanto sia un militare di scuola sovietica il Generale Ivashov è anticomunista, essendo già stato Presidente dell’Unione del Popolo russo che si ispira alla visione spirituale e sociale di Alexander Solzenicyn. Il momento di massima popolarità di Ivashov si ebbe nel ’99; fu lui, nei giorni dei bombardamenti NATO contro la Serbia, a guidare l’operazione Pristina e i soldati russi affrontarono le truppe britanniche; si ricorderà che poco prima, l’allora Premier Primakov si rifiutò di recarsi a Washington annullando la visita ufficiale prevista. Continua a leggere

Coronavirus, la Russia di Putin vieta l’ingresso ai cinesi

Mosca è il primo paese al mondo ad intraprendere una iniziativa del genere che rischia, almeno potenzialmente, di mettere a dura prova le relazioni ufficiali con la Cina di Xi Jinping

La Russia di Putin teme il coronavirus e per questo motivo vieterà a tutti i cittadini cinesi di entrare nel paese da giovedì 20 febbraio.

Mosca è il primo paese al mondo ad intraprendere una iniziativa del genere che rischia, almeno potenzialmente, di mettere a dura prova le relazioni ufficiali con la Cina di Xi Jinping, uno stretto alleato dei russi.

Nella serata di martedì 18 febbraio il primo ministro Mikhail Mishustin ha firmato il decreto che vieta temporaneamente a tutti i cittadini cinesi di entrare in Russia per motivi di turismo, studio o lavoro. La notizia è poi stata riferita ai media dal ​​vice primo ministro Tatiana Golikova.

Mosca ha preso la decisione “in relazione al peggioramento della situazione epidemologica in Cina e alla continua presenza di cittadini cinesi sul territorio russo”, ha riferito l’Interfax.

Secondo le statistiche del ministero degli interni, la Russia lo scorso anno ha rilasciato oltre 2,3 milioni di visti ai cittadini cinesi, la maggior parte dei quali erano sul suolo dell’enorme paese per motivi turistici. Oggi l’epidemia di coronavirus in corso rischia di danneggiare i fiorenti legami di Mosca con Pechino. Solo nel 2019 il commercio tra i due paesi ha raggiunto, secondo il Financial Times, i 110 miliardi di dollari.

A mezzanotte di martedì 18 febbraio la Russia, quindi, smetterà di accettare, elaborare e rilasciare domande di visto per cittadini cinesi. La decisione non riguarderà i passeggeri in transito a Mosca, che è diventato un centro popolare per i turisti cinesi che visitano l’Europa. L’anno scorso, per esempio, 1,26 milioni di passeggeri cinesi in transito hanno attraversato l’aeroporto Sheremetyevo, il più grande di Mosca.

Dal ministero degli esteri russo hanno dichiarato di aver interrotto il rilascio di visti elettronici ai cittadini cinesi, sospendendo un permesso speciale che offre ai turisti un accesso a breve termine a San Pietroburgo, all’enclave del Mar Baltico di Kaliningrade a parti dell’estremo oriente del paese.

Lo scorso gennaio la Russia aveva chiuso il suo confine terrestre di 4 mila chilometricon la Cina, aveva vietato l’ingresso senza visto per i gruppi di turisti cinesi e sospeso tutti i voli tra i due paesi, eccetto quelli gestiti dai vettori statali Aeroflot e Air China. In seguito la Russia aveva iniziato a evacuare alcuni dei 300 russi che vivono a Wuhan, l’epicentro dell’epidemia, e altri 341 da altri luoghi nella provincia di Hubei.

Fino ad ora in Russia sono stati segnalati solo due casi di coronavirus, entrambi riguardanti cittadini cinesi in Siberia, nonché una donna russa a cui è stato diagnosticato il virus a bordo della nave da crociera Diamond Princess in quarantena in Giappone.

Da https://www.ilgiornale.it/news/mondo/coronavirus-russia-putin-vieta-lingresso-ai-cinesi-1828761.html

Omicidio Soleimani, Mosca: “il mondo affronta una nuova realtà”

L’uccisione di Soleimani porta dietro di sé gravi conseguenze, hanno affermato al ministero degli Esteri russo.

Dopo l’operazione statunitense per l’eliminazione fisica del comandante delle forze speciali dei pasdaran iraniani (Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica Irgc – ndr) Qasem Soleimani, il mondo ha dovuto affrontare una nuova realtà: l’uccisione di un funzionario da parte di un altro Paese, questa mossa intrapresa dagli Stati Uniti non rientra in alcun quadro giuridico, ha affermato la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

“Naturalmente oggi ci troviamo di fronte all’apparizione di una nuova realtà, vale a dire l’eliminazione di un rappresentante del governo di uno Stato sovrano, un funzionario, senza alcuna base giuridica. E’ un avvenimento estremamente importante che porta l’intero contesto su un piano completamente diverso”, ha detto la Zakharova sul canale televisivo Rossiya-24.

Pentagono rivendica uccisione di Soleimani

In precedenza il Pentagono ha confermato che gli Stati Uniti hanno condotto l’operazione contro Soleimani. Secondo l’ambasciatore iraniano in Iraq Iraj Masjidi, a seguito dei raid nei pressi di Baghdad, sono rimaste uccise 12 persone.

Tra le vittime, oltre a Soleimani, c’era il vice comandante di un gruppo armato sciita Abu Mahdi al-Muhandis, che il segretario di Stato americano Mike Pompeo aveva accusato di aver attaccato l’Ambasciata americana a Baghdad il 31 dicembre. La massima carica dello Stato iraniano, l’ayatollah Ali Khamenei, ha promesso di vendicare la morte di Soleimani.

Assassinio generale pasdaran verrà discusso al Consiglio di Sicurezza Onu

Il tema dell’operazione americana in Iraq e dell’assassinio del generale Qasem Soleimani sarà discusso nella giornata di oggi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, ma il formato non è ancora noto, ha fatto sapere la portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova.

“Certo, penso che questo argomento verrà discusso oggi a New York … Certo non verrà trascurato dalle Nazioni Unite”, ha detto la Zakharova sul canale televisivo Rossiya-24.

“Penso che il formato verrà ancora elaborato”, ha detto la rappresentante del ministero degli Esteri russo, rispondendo alla domanda se Mosca avrebbe richiesto la convocazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Ha notato che la bozza di risoluzione degli Stati Uniti sugli attacchi all’Ambasciata americana a Baghdad era stata precedentemente presentata al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, tuttavia Washington ha compiuto raid in Iraq senza discutere la questione e senza la presa di posizione in merito da parte della comunità internazionale.

Da https://it.sputniknews.com/politica/202001038482762-omicidio-soleimani-mosca-il-mondo-affronta-una-nuova-realta/

Assad contro l’Europa: “Ha sostenuto il terrorismo”

“Dobbiamo iniziare con una semplice domanda: chi ha creato questo problema? Perché ci sono rifugiati in Europa? È una domanda semplice: a causa del terrorismo sostenuto dall’Europa – e ovviamente dagli Stati Uniti, dalla Turchia e da altri – ma l’Europa è stata il principale attore nella creazione del caos in Siria. Quindi, quello che viene fatto torna indietro”. Il presidente siriano, Bashar al Assad, risponde così a una domanda di Monica Maggioni sulla questione migratoria che investe l’Europa e che è riconducibile alla crisi siriana. L’intervista è stata trasmessa sui canali social della presidenza siriana e in serata è stata disponibile su RaiPlay“. Continua a leggere

Siria, siglato un accordo tra Assad e i curdi per respingere l’offensiva turca

 

Le forze curde si sono accordate con la Russia per consentire all’esercito governativo siriano di entrare in due località chiave nel nordest della Siria per respingere l’offensiva turca in corso nell’area. L’intesa è stata raggiunta grazie alla mediazione di Mosca. Le truppe di Damasco sono pronte quindi a entrare a Manbij e a Ayn Arab (Kobane in curdo), rispettivamente a ovest e a est dell’Eufrate.

Da https://www.tgcom24.mediaset.it/mondo/siria-siglato-un-accordo-tra-assad-e-i-curdi-per-respingere-loffensiva-turca_9761873-201902a.shtml

L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

L’Italia è l’avanguardia populista in Europa

di Aleksandr Gel’evič Dugin

Aleksandr Gel’evič Dugin (nato a Mosca il 7 gennaio 1962), filosofo e geopolitico russo con una lunga attività ideologica e politica alle spalle. Dissidente nell’era sovietica, quindi duro oppositore di Eltsin, oggi sostiene Putin, al quale tuttavia non risparmia critiche. Con le sue idee politiche è diventato un punto di riferimento per i populisti e gli antiglobalisti di ogni latitudine. Le sue opere sono state tradotte in diverse lingue.

Recentemente è stato in Italia per presentare il suo libro “Putin contro Putin” pubblicato da AGA Editrice, in cui traccia un ritratto inedito del presidente russo. Sempre per AGA Editrice è uscito da poco “L’ultima guerra dell’Isola-Mondo”, in cui il filosofo russo analizza l’evoluzione geopolitica della Russia come potenza “tellurocratica” globale, dalle origini fino all’attuale presidenza di Vladimir Putin.

La seguente intervista è stata realizzata da Paolo Becchi e Donato Mancuso.

Professor Dugin, nel suo ultimo libro lei identifica la civiltà russa con la “civiltà della Terra”. Ci vuole spiegare brevemente il significato di questa definizione?

Come ho cercato di spiegare nel mio libro, la geopolitica ammette due posizioni globali. Mackinder le chiama “il punto di vista dell’uomo del Mare” e “il punto di vista dell’uomo di Terra”. Si tratta di due tipi di civiltà: la civiltà dinamica del Mare (progressista, mercantile) e la civiltà statica della Terra (conservatrice, eroica).

Continua a leggere

“Cattolici tra europeismo e populismo. La sfida al nichilismo”, il libro di Matteo Castagna | lafedequotidiana.it

LA RECENSIONE

di Michele M. Ippolito, direttore de “La Fede quotidiana”

“Cattolici tra europeismo e populismo. La sfida al nichilismo” è il nuovo libro di Matteo Castagna (Edizioni Solfanelli, pagine 248, € 17).

Sebbene l’autore non sia uno storico di professione, Castagna avvalendosi del confronto con la migliore produzione teorica contemporanea, cerca di comprendere la storia italiana, occidentale e cattolica ridimensionando le interpretazioni unilaterali e fuorvianti di quanti tendono a smussare il grande conflitto tra cattolicesimo integrale e modernismo, divampato a fine Ottocento, “che è proseguito poi nella contrapposizione finale tra il fronte pacelliano e quello democristiano di Montini, grande politico ma debole teologo, discepolo dell’ecumenismo laicista e mondialista di Maritain”.

Veronese, sposato, classe 1976, collaboratore di Veronanews, Vvox e La Verità, Matteo Castagna, si definisce uno dei cattolici fedele alla Tradizione che ha iniziato ad interessarsi di politica a 14 anni (fino ad essere eletto, nel 1998, a consigliere della III circoscrizione di Verona risultando il più giovane della città).

In questo suo primo libro come singolo autore, che contiene una postazione di Giacomo Bergamaschi e un apparato di citazioni notevoli, la proposta finale la ricorda lo stesso Castagna: “i modelli del Fascismo italiano e di quello portoghese intesero contrapporsi ad un modello di civilizzazione modernista e rivoluzionaria attraverso una chiara controrivoluzione, con l’affermazione di una cultura politica e sociale controriformista moderna, non teocratica o meramente neo medievale, volta alla moderna instaurazione di uno Stato corporativista cattolico”.

Castagna definisce questi due fascismi come non reazionari né conservatori ma regimi tradizionalisti e controrivoluzionari “vale a dire ortodossamente controriformistici poiché pur riconoscendosi nei valori della tradizione non ritenevano però adeguato al contesto restaurare sic et simpliciter l’antico regime”. Continua a leggere

Putin e la svolta per Verona

Risultati immagini per forum eurasiatico a Veronadi Redazione

Si è concluso lo scorso fine settimana il Forum Eurasiatico a Verona, in uno straripante Palazzo della Gran Guardia, che ha visto un grande interesse da parte del mondo economico, politico e del tessuto sociale, oltre al mondo delle associazioni veronesi. Oltre al Sindaco Federico Sboarina, presenti Matteo Salvini con Andrea Bacciga (assieme anche a alla Fiera cavalli) e il Ministro per la Famiglia e la disabilità Lorenzo Fontana. Ovviamente, anche quest’anno ha partecipato una delegazione del nostro Circolo Christus Rex, ad uno degli appuntamenti annuali, divenuti tra i più importanti.

di Francesco Barana 

Poche righe, ma significative. Con un passaggio chiave: “Il Forum euroasiatico di Verona si è guadagnato credibilità e prestigio” per quanto concerne “l’economia della fiducia e la diplomazia del business dall’Atlantico al Pacifico, da liberare da barriere e sanzioni”.

A scriverlo in una lettera letta ieri all’apertura del Forum in Gran Guardia, Vladimir Putin, che così battezza la nostra città come centrale per contribuire a risolvere, o comunque a superare, il conflitto diplomatico-commerciale tra Usa-Ue da una parte e Russia dall’altra.

Il Forum Eurosiatico, ideato dieci anni fa dall’associazione Conoscere Eurasia di Antonio Fallico, vanta da sempre grandi ospiti della politica e dell’economia nazionale e internazionale. Tuttavia la legittimazione di Putin rappresenta un salto di qualità e assume un significato politico-diplomatico decisivo per la rassegna, e di conseguenza anche per la nostra città che ha la fortuna di ospitarla. Continua a leggere

1 2 3 4 7