Il Demonio è il “sommo male” cui cediamo ogni volta che ci discostiamo dalle Leggi di Dio

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI

di Matteo Castagna per InFormazione Cattolica: https://www.informazionecattolica.it/2021/10/25/il-demonio-e-il-sommo-male-cui-cediamo-ogni-volta-che-ci-discostiamo-dalle-leggi-di-dio/

PERCHE’ C’E’ IL MALE?

La sofferenza, soprattutto in tempi di crisi e decadenza quali i nostri, è motivo di profonda riflessione. Perciò, attraverso l’insegnamento dei Padri e Dottori della Chiesa, cercherò di dare una spiegazione all’interrogativo, che l’uomo si poneva ben prima della venuta di Cristo: “perché c’è il male?”

Sant’ Agostino, nel suo Sulle due anime, opera scritta contro i Manichei, si poneva questa domanda: “E’ mai possibile all’uomo conoscere il male supremo senza conoscere il Bene supremo?”

Poiché “il male è privazione del Bene”, non può esistere senza il Bene: dal punto di vista ontologico il male esiste solo perché c’è il Bene e quindi il primo presuppone strutturalmente il secondo. Perciò, anche dal punto di vista gnoseologico, la conoscenza del Bene è prioritaria, in quanto costituisce l’indispensabile presupposto per la conoscenza del male.

Sant’Agostino risolve la problematica nel trattato “la Natura del Bene”, composto verosimilmente nel 399. “Il Bene supremo al di sopra del quale non c’è niente è Dio – sostiene Agostino – e “per questo è un Bene immutabile ed eterno”. Le origini di questa dottrina risalgono, addirittura, a Platone, che nel suo Fedone ne ha dato quella formulazione che si è subito posta come un paradigma metafisico, punto di riferimento irreversibile. Sant’Agostino parla di Dio come essere immutabile ricordando le Sacre Scritture: “Io sono Colui che sono; e ai figli di Israele dirai: Colui che è, mi ha mandato”. E’ un richiamo a quel famoso testo dell’ Esodo, cui Agostino fa nelle sue opere un riferimento continuo. A conferma di ciò che sostiene Sant’Agostino vi sono anche passi dei Salmi, della Sapienza, di S. Paolo, San Giacomo e San Giovanni, in cui si ribadisce chiaramente che Dio è immutabile e incorruttibile. Ogni bene proviene da Lui. Opera di Lui è tutto ciò che è per natura, perché tutto ciò che è per natura è buono. Ogni natura è buona e ogni bene è ad opera di Dio; dunque ogni natura è ad opera di Dio.

Il termine natura, in questo contesto, significa realtà, ovvero ciò che ha essere. La creazione dal nulla (ex nihilo) da parte di Dio permette di poter dire che tutto deriva da Dio-Bene supremo. Perciò, essendo il Male la privazione del bene, significa che il peccato non può venire da Dio perché esso non conserva la natura ma la vizia. I peccati dipendono dalla volontà dei peccatori, come le Scritture attestano in molti modi. S. Agostino scrive: “il peccato o l’iniquità non è il desiderio di nature cattive, ma la rinuncia a nature migliori”.

Pertanto, il male non dipende dalle cose e da chi le ha create, bensì dall’uso scorretto che di essere viene fatto dall’uomo tramite un utilizzo erroneo del libero arbitrio, difforme rispetto al bene, con una scelta di ciò che è inferiore in luogo di ciò che è superiore: perciò l’iniquità non sta nelle cose, ma solamente nella volontà.

E’ proprio sulla questione della volontà che il pensiero cristiano diventa veramente rivoluzionario nell’ambito dell’etica e dell’antropologia rispetto al mondo classico, soprattutto greco. Nelle Confessioni, Sant’Agostino sostiene che il male è “un pervertimento della volontà che si torce da te, Dio, sostanza somma, verso le cose infime, e fa getto delle proprie viscere e si gonfia al di fuori”. E poi, continua: “…la volontà, distolta dall’immutabile e comune bene e rivolta ad un bene proprio, o ad un bene esteriore o inferiore, pecca”. Così, l’uomo, reso superbo, curioso e lascivo, si fa prendere da un’altra vita, che paragonata alla vita superiore, è una morte; tuttavia essa è regolata dal governo della divina provvidenza, che ordina ogni cosa nelle sedi adatte e distribuisce a ciascuno il suo, secondo i meriti.

Male è distogliersi dal bene immutabile e rivolgersi ai beni mutevoli, che non è forzato ma volontario, dal quale consegue una degna e giusta pena di infelicità. Dal peccato originale in poi, l’uomo ha voluto cedere alle tentazioni del Demonio, primo fra tutte le creature, a disobbedire al Sommo Bene, col suo famoso non serviam! che ebbe come conseguenza la caduta negli Inferi.

Il Demonio è il Sommo male, cui cediamo ogni volta che ci discostiamo dal Sommo Bene, ossia dalle Leggi di Dio. Gesù Cristo, sommo Bene, consustanziale al Padre celeste, ci ha donato altri mezzi cui ricorrere per redimerci. La Confessione sacramentale è il più importante e odiato da Satana. Padre Pio passò la maggior parte del suo tempo a confessare, per questo il diavolo se la prendeva con lui in maniera feroce. Lo picchiava perché portava le anime a Dio, strappandole dalle sue mani malefiche e maliziose. La Vita in stato di Grazia pone al riparo da molti mali. Rifuggire scusanti ed alibi è un altro fondamentale esercizio della volontà, rivolto al bene supremo ed eterno. Da questo capiamo quanto possiamo fare per noi e per gli altri e quanto possiamo raggiungere attraverso una volontà diretta verso i 10 comandamenti ed i precetti della Chiesa.

Credo ut intelligam, intelligo ut credam! “Credo per comprendere, comprendo per credere”. Con queste parole, Sant’ Agostino afferma che condizione e fondamento della ricerca razionale debba essere la fede; d’altra parte l’uomo, grazie all’intelletto, può accogliere e comprenderne meglio i contenuti e così aderire al Sommo Bene, sapendo rialzarsi dalle cadute, coi mezzi che Cristo ha dato alla Chiesa Cattolica.

La democrazia liberale sta preparando la grande persecuzione del cristiani?

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI per www.informazionecattolica.it

di Matteo Castagna

SEMBREREBBE IN ATTO UNO SCONTRO TRA COLORO CHE AMANO I BAMBINI, IL DIRITTO NATURALE E LO SPORT CONTRO COLORO CHE, INVECE ODIANO IL DIRITTO NATURALE E VORREBBERO CHE L’UOMO BIANCO, ETEROSESSUALE, POSSIBILMENTE CRISTIANO, FOSSE SIMBOLICAMENTE SCHIACCIATO DAL PENSIERO UNICO DEL TOTALITARISMO ARCOBALENO E DELLA RETORICA ANTIRAZZISTA

Giuseppe Sala apre la sua campagna elettorale per le amministrative di Milano al Gay Pride, enunciando la priorità: «Se verrò rieletto, ricominceremo il percorso per il riconoscimento dei figli di coppie omosessuali perché non è arrivato dove deve, quindi continueremo il percorso». Davvero sarebbe dimostrazione di Amore privarli di una mamma e di un papà?

A Bologna, dal 26 giugno al 3 luglio sta andando in scena il “Rivolta Pride”. Tra sberleffi ed insulti, vengono calpestate e imbrattate le foto di capi di Stato, leader politici, religiosi, opinionisti considerati “omofobi”. Davvero è dimostrazione di Amore il pubblico ludibrio di coloro che non temono di affermare il diritto naturale come principio inviolabile?

La Nazionale italiana gioca e vince contro l’Austria ma non si inginocchia al politicamente corretto, voluto dai Black Lives Matter. Pioggia di critiche. Davvero gli Azzurri sono razzisti? No, semplicemente amano lo sport e, quindi, non vogliono che venga strumentalizzato dalla più sinistra dialettica politica.

Sembrerebbe in atto uno scontro tra coloro che amano i bambini, il diritto naturale e lo sport contro coloro che, invece odiano il diritto naturale e vorrebbero che l’uomo bianco, eterosessuale, possibilmente cristiano, fosse, almeno simbolicamente, schiacciato dal pensiero unico del totalitarismo arcobaleno e della retorica antirazzista.

Tra queste due concezioni antropologiche opposte e parallele all’infinito, il maestro del pensiero forte, tipicamente occidentale, non può che essere il grande San Tommaso d’Aquino, mirabile sintesi di classicità e cristianità, che già 800 anni fa scriveva, nel commento al libro del Profeta Isaia: “Ciò che è incompatibile in modo assoluto con il fine è del tutto contro natura e non può mai essere una buona cosa come il peccato di sodomia” (c. 4, l. 1). Il Dottore della Chiesa annovera tale peccato come una forma di lussuria. Nella Summa Teologica (II-II, q. 154, a. 1 c.), l’aquinate parla della sodomia in questi termini: “…il piacere sessuale deve essere ordinato all’interno del rapporto di coniugio verso i fini propri del rapporto sessuale, cioè la procreazione e l’amore”. Non farlo o scavalcare la gerarchia di questi fini è un atto contro ragione e quindi malvagio.

Quindi non si parla solo di atto irragionevole “perché oltre ciò, ripugna allo stesso ordine naturale e fisiologico dell’atto venereo proprio della specie umana: e questo si chiama peccato, o vizio contro natura”

Il Doctor Communis trae alcune conseguenze di ordine morale e cita il Sant’Agostino delle Confessioni (III): “Perciò nei peccati contro natura, nei quali si viola codesto ordine, si fa ingiuria a Dio stesso, ordinatore della natura. Scrive quindi S. Agostino: ‘I peccati contro natura quali quelli dei Sodomiti, sono sempre degni di detestazione e di castigo: e anche se fossero commessi da tutte le genti, queste sarebbero ree di uno stesso crimine di fronte alla legge di Dio, la quale non ammette che gli uomini si trattino in quel modo. Così infatti viene violato il vincolo di familiarità che deve esistere tra noi e Dio, profanando con la perversità della libidine, la natura di cui egli è l’autore”. Quindi l’omosessualità è un peccato verso se stessi e verso gli altri  – non si rispetta la propria e altrui dignità – e verso Dio. 

Amore è volere il Bene dell’altro, che, in primis, è fare quanto possibile per condurre una vita nella direzione della salvezza eterna, in conformità con le leggi di Dio. Può essere vero Amore l’induzione, con pieno assenso e deliberato consenso, al peccato mortale, che San Pio X definiva, nel Catechismo Maggiore, tra coloro che “gridano vendetta al cospetto di Dio”? Togliere ad un cattolico la libertà di dire pubblicamente queste bimillenarie verità di fede, è o non è un atto di violenza, odio e discriminazione verso Dio e i suoi precetti, sfogato sui Suoi testimoni in Terra?

“Non illudetevi: né immorali, né adulteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il Regno di Dio” ( San Paolo, I Cor. 6,9-10). .”..La legge non è fatta per il giusto, ma per i non giusti e i riottosi, per gli empi e i peccatori, per gli scellerati ed i profani, per i patricidi, i matricidi e omicidi, per i fornicatori, per i sodomiti, per i ladri di uomini, i bugiardi, gli spergiuri..:” (S. Paolo, I Tim. 1,9). E la democrazia liberale sta preparando la grande persecuzione dei cristiani, attraverso l’ingerenza nelle leggi di Dio?

Fonte: https://www.informazionecattolica.it/2021/06/28/la-democrazia-liberale-sta-preparando-la-grande-persecuzione-del-cristiani/

È necessario togliere ai liberal-progressisti l’ideologia “green”

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L’EDITORIALE DEL LUNEDI su Informazione Cattolica (Rubrica settimanale del nostro responsabile nazionale Matteo Castagna)

di Matteo Castagna

LE IDEE ECOLOGISTE DI GRETA TINTIN ELEONORA ERNMAN THUNBERG, RELATIVE AI CAMBIAMENTI CLIMATICI, AFFONDANO LE RADICI NEL COSIDDETTO PANTEISMO

La figura di Greta Tintin Eleonora Ernman Thunberg sembrerebbe un po’ appannata, certamente in ombra, almeno da quando è iniziata la pandemia. Le sue idee ecologiste, relative ai cambiamenti climatici, affondano le radici nel cosiddetto panteismo.

Il sistema progressista o liberal si è servito di una bambina svedese, con la sindrome di Asperger, per impietosire il mondo e colpirlo nel suo più irrazionale sentimentalismo così da far passare l’ “ideologia green”, che è solo un modo più elegante e mediaticamente carino rispetto al più brutale “panteismo pagano”, che i Verdi non sono mai riusciti a far passare, nonostante decenni di propaganda.

In realtà, il messaggio ecologista di Greta non necessita più di lei, perché grazie a chi se n’è servito, è divenuto un nuovo dogma della post-modernità, che fa parte della rimodulazione dell’economia, della politica, della società e della religione che sarà la conseguenza più evidente del periodo che seguirà il Covid. Se ne parla poco, perché tutto ciò che è “green” viene venduto e percepito da tutti come una cosa buona, a prescindere.

L’uomo d’oggi, perso nel suo assurdo nichilismo, non vede differenze di rilievo tra il disquisire della vita sessuale delle foche e della liceità dell’utilizzo delle staminali umane per produrre farmaci sperimentali. Alle volte, sembrerebbe addolorato fino al pianto per la morte di un cane ed indifferente di fronte alla difesa dell’aborto volontario come diritto umano. Anzi, chi si adopera di fronte alla presunta estinzione del panda viene considerato un eroe, mentre chi lotta perché l’utero in affitto sia riconosciuto come una indegna mercificazione dei bambini è preso per Conan il barbaro.

Sono riusciti nell’intento di impossessarsi della tematica ecologica, trasformandola in ideologia panteista, che identifica Dio nel mondo, a coronamento dell’ illuminismo filosofico e del socialismo politico che identificano Dio nell’uomo. Con la conseguenza che Dio sarebbe nel “tutto” e nel “niente”, annullando, così, ogni riferimento metafisico proprio della nostra identità classico-cristiana.

In realtà, sganciando la tematica relativa al creato dall’ideologia globalista, scopriamo che esiste un vero amore per animali e piante, che è insito nella cultura tramandata da Aristotele e da San Tommaso d’Aquino, che permea la nostra identità e non ha nulla a che vedere con le questioni new age che ci vengono continuamente propinate. Parliamo del dominio che l’uomo ha per natura sugli animali e sulle altre cose prive di ragione. Continua a leggere