LETTERA APERTA AGLI ELETTORI VERONESI (di Gigi Bellazzi)

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Riceviamo e pubblichiamo questa piccata e sempre controcorrente (ma intelligente!) lettera aperta inviataci dall’Avv. Luigi Bellazzi

Al ballottaggio ci sarà il testa a testa tra Tommasi e Sboarina. E’ probabile una minima differenza di voti, tra i due Candidati a Sindaco. Per noi Fascisti, potrebbe essere l’occasione di far pendere l’ago della bilancia. Abbiamo però tutti bisogno di fare un bagno di verità.
Non conosco Damiano Tommasi. Tutti quelli che lo conoscono personalmente, me ne parlano un gran bene per l’aspetto umano.
Conosco Federico Sboarina. Tutti quelli che lo conoscono ne parlano un gran male, per tutti gli aspetti.
Per molti elettori veronesi, Tommasi è la ingannevole speranza; Sboarina è lo spiacevole ricordo.
Tommasi ha una zavorra: si porta a rimorchio la sinistra anarchica, quella dei diritti senza Doveri, ancor più anticomunista che antifascista, riportando in vita un gruppo consiliare di minoranza di sx che reggeva le mutande alla maggioranza di destra: corrotta, corruttrice oltreché imbelle.
Sboarina, ha un salvagente: si aggrappa al ricordo di un M.S.I. eroico, da solo contro tutti, che pagava con l’esclusione il rifiuto di correre in soccorso dei Vincitori, ribadendo l’orgoglio di “anche se tutti, noi No!”. Sboarina mollato in fretta il salvagente, dopo l’elezione nel 2017, eccolo passare subito dalla Rari nantes in gurgite vasto, al podio di Direttore dell’Orchestra della Societas Sceleris che amministra la Città. Del resto, non dimentichiamoci che Sboarina è passato, di recente, a Fratelli d’Italia, quando sono iniziate a suonare le trombe dei sondaggi favorevoli a questo partito. A pensar male …
Probabilmente Tommasi non avrà le palle per dire NO a Finocchierie e Lesbismi, travestiti e pervertiti, Drogati e fluidi Individui di incerta fattura. Tommasi non avrà gli attributi per ricordare a tutti costoro che nello Stato Etico ( Fascista o Comunista che sia) non esiste nessun Diritto, se prima non si è adempiuto a tutti i propri Doveri. Quando la Famiglia naturale è il primo dei doveri! Eh poi quanto conosce il Calciatore, tra Roma, Spagna e Cina, di Verona? Se gli facessimo un esame solo di topografia della città, come andrebbe? Un sindaco ha da fare un lavoro concreto, non ripetere massime buoniste tanto per lisciare il pelo. Senza dimenticare che Tommasi ha riempito la sua lista civica di giovani di belle speranze: ma non siamo stufi delle improvvisazioni nazionali dei Cinque Stelle?Non serve sostituire le persone, se non si cambiano le regole. Chi guiderà Tommasi e gli insegnerà il mestiere di sindaco? Se fosse( e certamente lo sarà) il PD veronese, c’è già da piangere …
Certamente Sboarina ha gettato l’amministrazione Comunale tra le braccia di nani, puttane e ballerini. ”Sboa”, nel 2017, sventolava la bandiera della Trasparenza per impedire infiltrazioni mafiose nelle partecipate. La Bandiera della trasparenza l’ha talmente dispiegata al punto da oscurare l’intero gruppo Agsm-Aim impedendone il controllo da parte dei veronesi mediante l’accesso civico generalizzato. Proprio di quei veronesi da cui oggi Sboarina pretenderebbe il voto.
Nella seconda votazione, ai veronesi verrà chiesto di scegliere tra il “Santo” Tommasi ( con l’ Inferno al seguito) e Barabba Sboarina.
Per fortuna che per noi provvede e ammonisce Cicerone: ”Mala tempora currunt, sed peiora parantur”. Corrono brutti tempi, ma se ne preparano di peggiori.
In Verona nell’intervallo per il ballottaggio 2022,
( con la certezza che si è persa l’ennesima occasione per una Città che si sappia valorizzare e faccia stare bene i suoi cittadini. Del resto, se vogliamo andare in cerca di questa Verona, possiamo appellarci solo a Cangrande. Ma erano 700 anni fa!)
Fascista, Negazionista Storico, Difensore del Male Assoluto ( cos’altro ancora?)
gigi bellazzi

Il nuovo sindaco di Verona dovrà usare sgrassante, olio buono e forze fresche

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VERSO LE ELEZIONI COMUNALI DI VERONA

di Matteo Castagna per https://www.veronanews.net/il-nuovo-sindaco-di-verona-dovra-usare-sgrassante-olio-buono-e-forze-fresche/

Mancano poco più di venti giorni alle elezioni amministrative per il Comune di Verona. Sarà un banco di prova importante, forse una prova del nove per ambizioni nazionali da parte di qualcuno. Certamente, una delle città più belle ed importanti del Veneto si appresta a rinnovare il mandato del Sindaco uscente Federico Sboarina, sostenuto dal centro-destra, oppure a voltare pagina, scegliendo l’ex calciatore Damiano Tommasi, che ha unificato tutto il centro-sinistra scaligero. Particolare attenzione, dato il momento storico, meritano ben tre liste civiche della galassia cosiddetta “no vax” o “free vax”, che corrono ciascuna col proprio candidato, soprattutto per sondare il reale pensiero dei veronesi su determinate tematiche sensibili, relative alla restrizione di alcune libertà, alla legittimità del rilascio di un green pass, per condurre una vita normale, tra cui spicca, come coraggiosa outsider, Paola Barollo per la Lista Verona Costituzione libero pensiero.

In riva all’Adige non ci si fa mai mancare nulla, per cui ritorna in pista anche l’ex sindaco Flavio Tosi, sconfitto nel 2017, proprio da Sboarina. Viene sostenuto da alcune liste civiche e Forza Italia, che ha compiuto una scelta di campo diversa da quella degli altri municipi al voto Domenica 12 Giugno, correndo contro il centro-destra e rinunciando a fungere da perno di un progetto d’aggregazione civica inclusivo ed equilibrato, cui molti guardavano con interesse. In politica, comunque: mai dire mai.

La percezione che in città si respiri voglia di vacanze, complice anche il caldo di queste giornate, lo stress da due anni di pandemia non favorisce le 26 liste ammesse alla competizione elettorale. Il partito dell’astensionismo viene sempre sottovalutato perché, comunque, valgono i risultati, a prescindere da quanti aventi diritto si siano recati alle urne. Poi, si dà la colpa a una serie di circostanze, come alibi alla disaffezione generale verso la politica, che viene espressa da molti restando a casa, perché “quando i è là, i fa solo i affari soi e i se ne frega de noaltri” – dice un capannello di persone di mezza età, uscito dal Liston 12.

I candidati hanno il compito di essere convincenti e di saper ascoltare ed amministrare il bene comune come un buon padre di famiglia, attraverso investimenti ed innovazione in tutti gli ambiti, dal turismo al sociale, dallo sport alla valorizzazione delle eccellenze del territorio. Un capitolo importante dovrà essere quello riguardante l’aeroporto Catullo, che merita un rilancio sostanziale attraverso scelte coraggiose di governance, per non lasciare Verona ai margini, nonostante le enormi potenzialità e la posizione geografica  straordinaria. L’ente lirico deve essere all’altezza dell’Arena, tornando a darle quel prestigio e quella ricchezza che sembrerebbero mancare da troppi anni. Progetti faraonici o fantasiose quanto roboanti opere pubbliche non interessano ai veronesi, che sono stanchi di trafori promessi da decenni e mai realizzati, ma richiedono attenzione per l’ambiente e, ancor più, le condizioni minime per condurre una vita normale, quali strade senza trafori (quelli sì!), regolamentazione del traffico, ZTL più elastica, parcheggi e meno stalli blu, abbattimento delle barriere architettoniche, servizi pubblici a misura d’uomo, possibilità di lavorare dignitosamente e incentivi alle famiglie. Verona vuole continuità con i suoi valori e principi tradizionali.

Non è, però, sufficiente. Verona non è più la città ricca dei primi anni del Duemila. I tre principali istituti finanziari presenti nella nostra città, ovvero Cattolica Assicurazioni, Banco Ppm e Fondazione Cariverona che rappresentavano la grande ricchezza della comunità, si sono persi, gradualmente, nell’ultimo ventennio. …“Il patrimonio della Fondazione si è ridotto a poco più di un terzo, e le erogazioni di conseguenza, mentre dalla prima quotazione alla Borsa di Milano l’azione del Banco Popolare e quella di Cattolica hanno subito un vero e proprio crollo. La perdita collettiva è evidente. In questi anni Verona ha perso le sue due banche più antiche e prestigiose, il Banco aggregato a quello milanese in posizione subalterna e la Cassa di Risparmio, fagocitata dal colosso Unicredit, che ha dimostrato, però, di avere spesso i piedi d’argilla. E Cattolica ha visto entrare nel proprio capitale, in posizione dominante, e nella propria struttura, proprio la sua maggior rivale, ossia Generali di Trieste: un’operazione che è stata pienamente avallata, anzi condotta, al proprio gruppo dirigente e che potrebbe preludere, per la città, alla sottrazione anche della gloriosa e antica compagnia assicurativa.(…) Alessandro Mazzucco ha avuto modo di notare come “Verona sia una città tendenzialmente assopita”.” (Schei in fumo, Ivano Palmieri, Cierre Edizioni, 2021)

I giovani hanno, spesso, modo di notare come sembri addirittura “morta”, in un inutile ed eccessivo rigorismo, a loro scapito e a scapito, così come delle attività commerciali.

Verona è rimasta fuori dalle dieci città finaliste come capitale della cultura. Speriamo nelle Olimpiadi. Sempre Palmieri scrive che “c’è chi suggerisce che la bella addormentata tale sia perché determinate coalizioni di interesse o gli stessi pubblici poteri si dedicano ad addormentarla con tecniche soporifere” così come Paolo Danieli sottolinea  che “Verona è assopita, ferma, non cresce, non ha una visione, non ha un progetto, si limita a gestire il presente, ferma mentre gli altri corrono…E perché questa paralisi? La risposta va ricercata nel sistema di potere che gestisce Verona da troppi anni, a prescindere da chi amministra e costituisce un’incrostazione che impedisce agli ingranaggi della città e del territorio di girare come dovrebbero”. (Lettera Politica n. 159 in “Officina”, 25/03/2019)

Chiunque vinca dovrà usare sgrassante, olio buono e forze fresche, per togliere ruggini e calcare dagli ingranaggi, ripulire dalla polvere, dalla sporcizia e dal marciume il modello Verona, che merita rilancio internazionale, perché è la città più bella del mondo. 

Verona: “L’Islam alla conquista dell’Europa, nella storia e nell’attualità”

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LA TRADIZIONE A VERONA PER COMMEMORARE LEPANTO

di Lucia Rezzonico

“Quando leggo che i miei amici consiglieri comunali Andrea Bacciga e Alberto Zelger, coi quali ho recentemente presentato il mio primo libro, sono stati i promotori, assieme al Sindaco Federico Sboarina di una mozione che vuole dichiarare Verona come la “Patra della Vita”, impegnandosi concretamente, con fondi pubblici nei confronti di chi scoraggia l’aborto e aiuta a salvare i bambini, mi si riempie il cuore di gioia.
E’ un inno alla Vita, che presenta la nostra città al Meeting mondiale dell’anno prossimo con un biglietto da visita meraviglioso: quello dell’Europa che vorremmo, fondato sulla Famiglia, che è una sola, ed è composta da una mamma e da un papà” –  reagisce così Matteo Castagna, Responsabile del Circolo Cattolico “Christus Rex-Traditio”, dopo la votazione della mozione pro life a stragrande maggioranza del Consiglio Comunale di Verona (21 sì e solo 6 no. Nota curiosa: la capogruppo del Pd Carla Padovani ha votato sì).

Ringraziamo – continua Matteo Castagna a nome dei tradizionalisti cattolici – i nostri avi, che in questi giorni si preparavano a salvare le Famiglie da cui discendiamo, durante la gloriosa battaglia di Lepanto del 7 Ottobre del 1571, vinta, nonostante l’inferiorità numerica, per intercessione della Madonna del Rosario, contro l’invasore islamico.
All’epoca fu il grande Papa San Pio V ad indire la Lega Santa e la Santa Crociata per salvare l’Europa e la nostra civiltà, altrimenti oggi saremmo tutti in Piazza Santa Anastasia col sedere per aria, costretti a render lodi ad Allah e al posto del Rengo ci sarebbe un minareto.
Ecco perché siamo lieti, come cattolici tradizionalisti, di accogliere l’invito a partecipare alla conferenza di stasera all’Hotel Due Torri in piazza S. Anastasia organizzata dall’ On. Vito Comencini (Lega) con lo storico Prof. Roberto De Mattei e l’amico Abbondio Dal Bon, che parleranno proprio dell’attualità di quell’esperienza tramite similitudini coi nostri giorni, di quest’epoca buia. Incredibilmente chi dovrebbe essere il successore di San Pio V dice di accogliere il nemico di sempre, mentre è la Lega (magari non Santa, ma sempre Lega…) che rallenta l’invasione con metodi dirompenti ma pacifici”.
 
Infine, Castagna conclude: “Come ogni anno, da tanti anni, siamo soliti ringraziare la Madonna con un’iniziativa di preghiera. Domenica 7 Ottobre alle ore 18.00 reciteremo il Santo Rosario in lingua latina ed assisteremo alla Santa Messa tradizionale, detta di S. Pio V, proprio il Santo Papa di Lepanto che La codificò, che sarà celebrata da un sacerdote cattolico integrista dell’Istituto Mater Boni Consilii in una chiesa di proprietà privata”.
Domenica sera ci sarà un’iniziativa pubblica anche da parte dell’Associazione Politica Fortezza Europa, che condividiamo e sosteniamo.
Articolo ripreso da www.veronanews.net e dall’Agenzia di Stampa romana Consul Press:

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