La fine della sinistra (legata al M5S)

L’unica proposta per il futuro è l’alleanza con i grillini. La triste fine della sinistra che non sa più proporre e gioca solo in difesa

C’era una volta la sinistra, in Italia. C’era una volta un’ideologia (che non esiste più) ed un partito capace per decenni anche se spesso all’opposizione di proporre, guidare, essere parte attiva nella società e nella politica.

Inutile scomodare i nomi, anzi i cognomi, di chi ha fatto grande il PCI, sarebbe fino offensivo visto quello che succede oggi ai vertici dei partiti di sinistra. Che sono tanti, troppi, e questo di per se è già è sintomo di debolezza.

Da una parte c’è Renzi, bastonato dagli italiani nelle ultime elezioni, eccolo capace di riprendere il potere, creare il governo giallorosso e poi, da perfetto traditore, creare il suo partito personale che nei sondaggi non arriva al 5% ma che oggi ha in mano le chiavi dell’esecutivo.

Ma al Nazareno c’è purtroppo di peggio perché Zingaretti è la rappresentazione fisica della pochezza politica del suo partito. Tutti sanno che ad agosto, quando partì la crisi di Governo, lui era contrario all’alleanza con i grillini, ma ha dovuto chinare la testa. Ieri l’ultima pietra, quella tombale: “Allarghiamo l’alleanza con il Movimento 5 Stelle alle prossime elezioni politiche”.

Nessun proposta; nessuna idea di paese per il futuro. Niente sulla riforma fiscale, sui giovani, sul lavoro, Oggi l’unica cosa che il Pd riesce a dire è “stiamo con il M5S o torna Salvini”. Il resto non conta.

La sinistra vera avrebbe fatto ben altro, avrebbe cercato di ricostruirsi e costruire. Avrebbe sfidato con i programmi ed i valori i vari avversari, siano Salvini, Berlusconi, Di Maio. Avrebbe tentato di ridare prestigio ad un partito, un’ideologia ed una storia. Oggi non c’è più nulla di tutto questo. C’è solo paura di perdere figlia di una segreteria debole, spaventata come non mai.

E questo non è un bene per il paese, comunque la si pensi.

Da https://www.panorama.it/news/politica/la-fine-della-sinistra-legata-al-m5s/

La scomparsa della sinistra

di Marcello Veneziani 

La scomparsa della sinistra

Fonte: Marcello Veneziani

A ben vedere, Matteo Renzi è stato l’ultimo tram, l’ultima carta vincente per la sinistra ogm. Dopo di lui il disastro. Neanche la cocente, schiacciante disfatta elettorale dice fino in fondo in che condizioni è oggi ridotta la sinistra. Brandelli incomponibili, branchi vaganti senza direzione e destinazione, assenza totale di leadership e di programmi credibili per il paese, sopravvivenza solo di alcune oligarchie e poi basta. Oggi s’aggrappa a fasi alterne all’antipopulismo o ai grillini.

Con Renzi, seppure per uno spettacolare equivoco, la sinistra toccò il cielo del 40% di consensi con un dito. Breve parabola, poi finita con un tiro al piccione dei più barbari per abbattere il “piccolo tirannello”, che però li aveva portati in cima ai consensi, alla guida pressoché solitaria del Paese. Renzi mancò “l’appuntamento con la storia” quando non ebbe il coraggio e la statura di andare in fondo col suo Partito della Nazione, trasversale, che lasciava alle spalle la vecchia, rancida, rancorosa sinistra antifascista per conquistare la centralità nel Paese. Si spaventò, Renzi, delle ostilità raccolte a sinistra, cercò di recuperare tra i suoi; poi azzoppato dal referendum, tentò vanamente di ricollocarsi nel centro-sinistra, fingendo di essere una specie di Prodi 2.0. E lì via via perse pezzi, riuscendo a perdere le simpatie conquistate al centro e a destra, senza guadagnare la minima simpatia a sinistra. Ma crollato Renzi, la sinistra è in polvere, priva di senso di marcia, fa leva solo sul risentimento verso i populisti. Continua a leggere