È giallo sui file desecretati: spariti i verbali sulla zona rossa ad Alzano e Nembro

Noi crediamo che per molto meno in un Paese normale il premier dovrebbe DIMETTERSI…(n.d.r.)

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Dai verbali desecretati emerge che il Cts voleva chiusure differenziate. Assenti i dossier più spinosi su Alzano e Nembro

Sono stati per settimane al centro del dibattito politico. E potrebbero rivelare molto sulla gestione dell’emergenza coronavirus in Italia da parte dei nostri governanti. Ora i famigerati verbali prodotti dal Cts (Comitato Tecnico Scientifico) sul Covid sono stati pubblicati. Sono online. E sono apparsi questa mattina sul sito della Fondazione Luigi Einaudi. Desecretati. Sono alla base della stesura dei Dpcm del governo durante la pandemia. Atti non più segreti, dunque, che ora faranno luce sulla gestione dell’epidemia.

La novità maggiore che emerge dalla lettura delle oltre 200 pagine è la seguente. Come scrive Repubblica, il 7 marzo scorso con un documento riservato inviato al ministro della Salute, Roberto Speranza, il Cts proponeva al governo di “adottare due livelli di misure di contenimento”. Non un lockdwon generale che blindasse l’Italia intera, ma azioni di contenimento differenziate: una riguardante i territori in cui si osservava una maggiore diffusione del virus, l’altra riguardante il resto del territorio nazionale.

Il comitato spingeva, quindi, per azioni più rigorose in Lombardia e nelle province di Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini e Modena, Pesaro Urbino, Venezia, Padova, Treviso, Alessandria e Asti. Due giorni dopo, però, il presidente del Consiglio con il Dpcm del 9 marzo dava il via alla serrata estendendo le stesse misure a tutto il Paese. Senza distinzioni. E senza giustificazioni apparenti.

Dopo la richiesta da parte della Fondazione Einaudi, questi documenti sono stati desecretati e pubblicati. La fondazione aveva chiesto, il 14 e il 18 aprile, l’accesso ai testi degli scienziati. Qualcosa che avrebbe fatto luce sulle misure adottate dal governo fin dall’inizio dell’emergenza sanitaria. E, soprattutto, avrebbe chiarito la legittimità della compressione delle libertà costituzionali messa in discussione da singoli cittadini e dalle opposizioni.

Il governo si era inizialmente rifiutato di rendere pubblici gli atti. Il 22 luglio scorso, poi, il Tar aveva accolto il ricorso presentato contro questo diniego. Ma l’esecutivo aveva fatto a sua volta ricorso e il 31 luglio il Consiglio di Stato sospendeva l’effetto della sentenza del Tar del Lazio. In sostanza, quello sugli atti del Cts è stato un braccio di ferro andato avanti per mesi e su cui anche l’opposizione aveva dato battaglia.

Il centrodestra, e anche il Copasir, in particolare, chiedevano di renderli pubblici. Queste pagine sono firmate dal comitato istituito con un’ordinanza del capo della protezione civile il 3 febbraio scorso. I cinque verbali sono datati 28 febbraio, 1 marzo, 7 marzo, 30 marzo e 9 aprile 2020. Ma non sono tutti. Mancano, ad esempio, le riunioni dai primi giorni di marzo, quelle della mancata zona rossa ad Alzano e Nembro, in Val Seriana. Fondamentali per ricostruire quelle giornate.

Sull’assenza dei verbali che riguardano la mancata “zona rossa” del Bergamasco sono intervenuti i parlamentari leghisti. In particolare, Roberto Calderoli, Daniele Belotti, Simona Pergreffi e Rebecca Frassini. Tutti originari di quella provincia lombarda. “È inaccettabile che il governo tenga ancora secretati i verbali relativi alla zona rossa di Alzano e Nembro. Chiediamo con forza che venga resa nota anche la parte della documentazione del Cts che è stata consegnata alla Fondazione Einaudi. Presenteremo immediatamente un’interrogazione urgente sia alla Camera che al Senato perché consideriamo grave che non si faccia chiarezza su uno degli aspetti più delicati della gestione dell’emergenza, ovvero la mancata zona rossa in bassa Val Seriana”.

C’è un’indagine in corso da parte della Procura di Bergamo, ma è un diritto dei cittadini, dei bergamaschi in particolare, conoscere il contenuto di quei verbali per capire perché prima il governo ha inviato centinaia di carabinieri, poliziotti e militari pronti a chiudere gli accessi ad Alzano e Nembro per poi sospendere tutto optando per la zona arancione in tutta la Lombardia.

“A questo punto – sottolineano gli esponenti della Lega – si faccia chiarezza su ogni aspetto per verificare anche se qualche esponente politico ha fatto pressioni sul governo perché non fosse istituita la zona rossa e se qualche parlamentare o consigliere regionale, oltre a Giorgio Gori quando era candidato governatore della Lombardia, ha ricevuto consistenti contributi da aziende della zona. Tutto legittimo, i bonifici per candidati e partiti politici sono ammessi, ma vista la situazione, le voci e l’inchiesta in corso, è doverosa la massima trasparenza e se qualche parlamentare, magari dell’attuale maggioranza, ha ricevuto un aiuto per la propria campagna elettorale, magari di 10mila euro, da un’azienda, magari di Nembro, ha il dovere verso la cittadinanza di dichiararlo pubblicamente se vuole dare un contributo alla chiarezza. Anzi ci aiuti a chiedere la desecretazione dei verbali del Cts al presidente Conte”.

L’evoluzione recente del destino di questi documenti è presto detta. Ieri sera alle 21.15 sono stati trasmessi tramite pec dal capo della protezione civile, Angelo Borrelli, agli avvocati Enzo Palumbo, Andrea Pruiti Ciarello e Rocco Mauro Todero. Il governo, in soldoni, ha fatto un passo indietro, decidendo di rivedere la propria posizione e anticipando il prevedibile esito dell’udienza fissata per il 10 settembre davanti al Consiglio di Stato. Termina così una lunga battaglia sostenuta da molti parlamentari e da gran parte dell’opinione pubblica italiana.

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I segreti di Helsinki

di Israel Shamir

I segreti di Helsinki

Fonte: Comedonchisciotte

Come un uragano arancione, il presidente Trump ha travolto il Vecchio Mondo. Le visite dei presidenti americani in Europa sono solitamente un’operazione cosmetica. Non stavolta. Dai tempi dell’invasione mongola, non molti visitatori provenienti dall’esterno hanno scosso l’Europa come ha fatto lui. Il presidente degli Stati Uniti si è finalmente liberato della gabbia costruita dai suoi avversari politici ed ha cominciato a dire cose che i suoi elettori volevano sentire.

Le sue audaci dichiarazioni sono state tuttavia rapidamente minate e rinnegate dai suoi ministri consiglieri, creando la sensazione che Trump parli solo per sé stesso. Anche lui, alla fine, ha ripudiato le sue stesse affermazioni, dicendo di esser stato frainteso.

Trump sembra sempre più il protagonista de “Il Principe e il Povero”, il povero ragazzo che per caso diventa re – e comincia a comportarsi in modo non regale, mostrando misericordia e prendendosi cura della gente. La sua stessa corte ignora i suoi comandi. Trump dice quel che la gente vuole sentire, ma la sua amministrazione si attiene alla propria linea.

Durante la prima parte del suo viaggio ha recitato la parte del ribelle, in un mondo di uomini deboli e donne formidabili. L’Occidente è infatti governato da potenti zie e sorelle maggiori. Zia Angela in Germania, Zia Teresa in Inghilterra, Zia Brigitte in Francia. Mancava solo Zia Hillary per completare il puzzle e stabilire il dominio completo sui nipoti soggiogati. Continua a leggere

“I Rothschild e gli altri” in vetta alle classifiche

Segnalazione Arianna Editrice

Storia di una dinastia che domina il mondo rimanendo nell’ombra, lontana dai riflettori.

I Rothschild sono una delle più potenti dinastie aristocratiche riconvertitesi in banchieri e imprenditori.

False Flag

Pietro Ratto

Dal governo del mondo all’indebitamento delle nazioni: i segreti delle famiglie più potenti.

Prezzo: € 9,80

Formato: Brossura – cm 15×21
Editore:Arianna Editrice
Collana:Un’Altra Storia

In una recente intervista esclusiva al Canale YouTube Byoblu, Pietro Ratto ha potuto ribadire l’importanza e la pericolosità di famiglie come quella Rothschild. La storia di questa dinastia, ben approfondita nel bestseller I Rothschild e gli altri, è caratterizzata dall’assenza pressoché totale da libri, organi di informazione. Questo dato stride parecchio con la sua ricchezza e la capacità di condizionare, o meglio pilotare, i punti nevralgici del potere politico a livello mondiale.

Ora, grazie all’indagine di Ratto, la verità inizia finalmente a venire a galla e i numeri parlano chiaro: i libro sta rapidamente guadagnando la vetta delle classifiche di genere, i dossier sui Rothschild (come quello su ByoBlu) ottengono istantaneamente decine di migliaia di visualizzazioni e centinaia di commenti. Che il giochino dei Rothschild si stia rompendo? Dipende anche da noi.

Nell’era dei social network, in cui ognuno cerca disperatamente di apparire e di collezionare il maggior numero possibile di amici e di condivisioni, chi davvero esercita un’influenza importante non viene mai, o quasi mai, menzionato.

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Medjugorje, Monsignor Peric: “False le 47 mila apparizioni mariane”

SI PREMETTE DOVEROSAMENTE CHE SI TRATTA DI RAPPRESENTANTI DELLA “CHIESA CONCILIARE”

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Medjugorje è una cittadina della Bosnia-Herzegovina dove, dal giugno del 1981 fino ad oggi, si sarebbero verificate 47 mila apparizioni mariane a sei diversi veggenti. Questi fatti, veri o presunti, continuano a suscitare notevoli polemiche all’interno della Chiesa Cattolica.

Nei giorni scorsi un comunicato della Sala Stampa vaticana ha informato che monsignor Henryk Hoser, arcivescovo emerito di Warszawa-Praga (Polonia), è stato nominato da Papa Francesco Visitatore Apostolico a carattere speciale per la parrocchia di Medjugorje, a tempo indeterminato e ad nutum Sanctae Sedis (vale a dire “a disposizione della Santa Sede”). La decisione vaticana, in parte già anticipata un anno fa da La Fede Quotidiana, è stata interpretata in vario modo. Continua a leggere