Un popolo senza Dio non si governa, bisogna mitragliarlo!

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Segnalazione di Sursum Corda

Sul sito è disponibile il numero 234 del giorno 20 giugno 2021. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Per destinare il 5×1000 a Sursum Corda cliccare qui.

– Comunicato numero 234. Un popolo senza Dio non si governa, bisogna mitragliarlo;
– Ai Santi Martiri Basilide, Cirino, Nabore e Nazario (12.6);
– Atto di riparazione al Sacro Cuore di Gesù;
– Consacrazione al Sacro Cuore di Gesù (di Santa Margherita Maria Alacoque);
– Il Sacro Cuore di Gesù (di dom Prosper Guéranger);
– Mese di giugno. Litanie del Sacro Cuore di Gesù;
– Novena a Sant’Antonio di Padova (dal 4.6 al 12.6);
– Novena alla Santa Vergine Consolata (dal 11.6 al 19.6);
– Orazione ai Santi Martiri Vito, Modesto e Crescenzia (15.6);
– Orazione per la Spagna a San Giovanni Facondo (12.6);
– Preghiera a San Barnaba, Apostolo (11.6);
– Preghiera a San Basilio Magno: Colonna mistica della Chiesa (1.1 e 14.6);
– Preghiera a San Montano soldato, Martire (17.6);
– Preghiera a San Silverio, Papa e Martire (20.6);
– Preghiera a San Vito, Martire (15.6);
– Preghiera a Sant’Antonio Maria Gianelli, Vescovo (7.6);
– Preghiera a Sant’Antonio martello degli eretici (13.6);
– Preghiera a Sant’Efrem per la conversione degli scismatici “Ortodossi” (18.6);
– Preghiera a Sant’Efrem, Confessore e Dottore (18.6);
– Preghiera a Santa Giuliana Falconieri, Vergine (19.6);
– Preghiera ai Santi fratelli Martiri Gervasio e Protasio (19.6);
– Preghiera ai Santi Martiri Primo e Feliciano (9.6);
– Preghiera ai Santi Martiri Quirico e Giulitta (16.6);
– Preghiera alla Madonna della Consolata (20.6);
– Preghiere di dom Guéranger a San Basilio Magno (14.6).

Economia, diritto e politica sono senza Dio. I cattolici ne hanno di lavoro da fare!

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G.K. Chesterton: “E’ facile, a volte, donare il proprio sangue alla Patria, e ancor più facile donarle del denaro. Talvolta, è più difficile donarle la verità”

di Matteo Castagna

Le radici cristiane comuni all’Occidente vedono il cuore pulsante nel periodo della Pasqua, ove l’identità dei popoli si esprime nella pienezza del sacrificio perfetto del Messia, redentore dell’umanità, che ha sconfitto la morte, risorgendo a quella vita nuova che siamo chiamati a condurre qui in Terra per poter godere dell’eterna gloria celeste.

Cristo è Colui, che, debellate le tenebre di morte, risplende come astro sereno sopra l’intera umanità: «Ille, qui regressus ab in feris, humano generi serenus illuxit» (Preconio Pasquale).

Dispensatrice perenne di luce è la Pasqua cristiana, fin da quell’alba fortunata, vaticinata ed attesa per lunghi secoli, che vide la notte della passione tramutarsi in giorno rifulgente di letizia, allorché Cristo, distrutti i vincoli di morte, balzò, quale Re vittorioso, dal sepolcro a novella e gloriosa vita, affrancando la umana progenie dalle tenebre degli errori e dai ceppi del peccato.

Da quel giorno di gloria per Cristo, di liberazione per gli uomini, non è più cessato l’accorrere delle anime e dei popoli verso Colui, che, risorgendo, ha confermato col divino sigillo la verità della sua parola: «Io sono la luce del mondo; chi segue me, non cammina nelle tenebre, ma avrà la luce della vita» (Gv. 8, 12).

Da ogni plaga a Lui convergono, assetati e fiduciosi, tutti coloro che amano e credono nella luce; coloro che sentono gravare sui loro spiriti l’angoscia del dubbio e dell’incertezza; coloro che sono stanchi dell’eterno vagare tra opposte dottrine, gli smarriti nelle vane ombre del secolo, i mortificati dalle colpe proprie ed altrui.

Ciò significa che l’uomo soltanto per Cristo ed in Cristo conseguirà la sua personale perfezione; per Lui le sue opere saranno vitali, i rapporti coi propri simili e con le cose, ordinati, le sue degne aspirazioni appagate; in una parola, per Cristo e da Cristo l’uomo avrà pienezza e perfezione di vita, ancor prima che sorgano sugli eterni orizzonti un nuovo cielo e una nuova terra (cfr. Apoc. 2I, I).

Al contrario, se interne tragedie dilacerano gli spiriti, se lo scetticismo ed il vuoto inaridiscono tanti cuori, se la menzogna diventa arma di lotta, se l’odio divampa tra le classi ed i popoli, se guerre e rivolte si succedono da un meridiano all’altro, se si perpetrano crimini, si opprimono deboli, si incatenano innocenti, se le leggi non bastano, se le vie della pace sono impervie, se, in una parola, questa nostra valle è ancora solcata da fiumi di lacrime, nonostante le meraviglie attuate dall’uomo moderno, sapiente e civile; è segno che qualche cosa è sottratta alla luce rischiaratrice e fecondatrice di Dio.

Il fulgore della Risurrezione sia dunque un invito agli uomini di restituire alla luce vitale di Cristo, di conformare agli insegnamenti e disegni di Lui il mondo e tutto ciò che esso abbraccia; anime e corpi, popoli e civiltà, le sue strutture, le sue leggi, i suoi progetti.

Chi se non Cristo può raccogliere e fondere in un sol palpito di fraternità uomini così diversi per stirpe, per lingua, per costumi, quali siete tutti voi, che Ci ascoltate, mentre vi parliamo in Suo nome e per Sua autorità? Continua a leggere