Articoli con tag sinistra

Andrea Bacciga, Bertucco ed Evola: note in margine ad una polemica

Risultati immagini per Bacciga, Evola, BertuccoRiceviamo e pubblichiamo la “lettera del lettore” giunta stamane, che condividiamo sia nei contenuti che nei toni (N.d.R.)

A lato, il Consigliere Comunale Avv. Andrea Bacciga

dell’Avv. Abbondio Dal Bon

Spettabile Redazione,
intervengo a margine della stucchevole polemica innescata dal consigliere comunale di minoranza, e di sinistra, (a Verona, n.d.r.) Michele Bertucco.
Codesto consigliere, autoinsignitosi del ruolo di poliziotto del pensiero e di censore secondo i ristretti canoni del politicamente corretto, stigmatizza la proposta del consigliere comunale Andrea Bacciga di intitolare una via della nostra città all’artista e filosofo Julius Evola.
Giovi ricordare a questo signore come proprio autorevoli protagonisti del dibattito culturale, da sinistra, e non solo, ieri ed oggi abbiano, pur a diverso titolo, apprezzato la figura di Evola. Tra gli altri, in ordine sparso: Cesare Zavattini, Fellini, Lucio Dalla, Roberto Saviano, Massimo Cacciari, Franco Volpi, Antonio Gnoli e Giuseppe Sinopoli.

Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

«Cari illuminati di sinistra, vi siete mai chiesti perché gli italiani non la pensano come voi?»

di Caterina Giojell

«Cari illuminati di sinistra, vi siete mai chiesti perché gli italiani non la pensano come voi?»

Fonte: Tempi

Ieri non ha letto su Repubblica l’appello dei dodici finalisti del Premio Strega che chiedono venga revocato immediatamente l’ordine di chiusura dei porti, «ma è come se l’avessi fatto, questo genere di appelli sono tutti eguali ed estremamente prevedibili». Solo il giorno prima Luca Ricolfi, sociologo, docente di Analisi dei dati all’Università di Torino e responsabile scientifico della Fondazione David Hume, sulla scorta del sondaggio Ipsos che dava il 71 per cento degli italiani a favore della linea dura di Salvini – «non solo gli elettori che votano destra o Cinque Stelle, ma anche un terzo degli elettori del Pd» –, aveva firmato una lettera agli illuminati sul Messaggero: «Cari politici progressisti, cari intellettuali impegnati, cari manager illuminati, cari prelati, scrittori, cantanti, professori, conduttori televisivi, giornalisti che ogni giorno vi esercitate in accorati appelli a coltivare il senso di umanità, vi siete mai chiesti perché tanti italiani non la pensano come voi?».

In compenso, racconta a tempi.it, «ho ascoltato (sta su youtube) il pensiero di uno di questi premi-Strega, che pochi giorni fa, quando la Aquarius non era ancora arrivata a Valencia, ha confessato: “Io stesso, devo dire, con realpolitik, di cui mi sono anche vergognato, ieri ho pensato, ho desiderato che morisse qualcuno sulla nave Aquarius. Ho detto: e adesso, se muore un bambino, io voglio vedere che cosa succede del nostro governo”. Non è nemmeno il caso di specificare chi, in particolare, abbia fatto un simile miserabile ragionamento perché, a giudicare dalle non-reazioni del mondo progressista (e anzi dalle difese d’ufficio delle sue parole, che sarebbero state “estrapolate dal contesto”) viene da pensare che quel che è scappato a un singolo intellettuale sia il retro-pensiero di molti. Un retro-pensiero che non è solo segno di mancanza di umanità ma anche di scarso interesse per il bene comune. Io trovo profondamente barbaro l’atteggiamento di chi cova in sé un odio e un disprezzo per l’avversario politico così grandi da augurarsi qualsiasi cosa possa nuocere al nemico: oggi che muoia un bambino, domani che salga lo spread e l’Italia vada a picco. E guardi che io non amo per niente questo governo, e l’unica posizione pubblica esplicita che ho preso prima del voto è stata contro Lega e Movimento Cinque Stelle, perché li ritenevo (e li ritengo) un pericolo per l’economia italiana. Ma questo non mi induce a sperare che mandino a picco il paese, tutto al contrario spero siano in grado di dimostrarmi che mi sbagliavo». Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Bergoglio, Soros e Bonino per il Nuovo Ordine Mondiale

Risultati immagini per Bergoglio e SorosConsideriamo che Danilo Quinto non è sedevacantista, ma pone seri interrogativi sul problema dell’Autorità nella Chiesa e compie analisi ed osservazioni ampiamente condivisibili. 

Scritto e segnalato da Danilo Quinto

Sui #migranti, Bergoglio dice le stesse cose di Emma Bonino, di George Soros e dell’intera sinistra condannata dalla storia e anticristica. Non vuole fare il papa, difendere e tramandare la fede. Vuole fare il politico.

Inserendosi nel dibattito di questi giorni sulla nave Acquarius e sull’ineccepibile posizione assunta dal Governo italiano ed in particolare dal Ministro dell’Interno Matteo Salvini, Bergoglio sostiene che “i migranti possono arricchire la nostra società”. Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La sinistra ridotta a pensiero unico delle élites

di Carlo Freccero

La sinistra ridotta a pensiero unico delle élites

L’AUTOCRITICA DI CERTA SINISTRA (N.D.R.)

Fonte: Il Manifesto

La sinistra è oggi in crisi e si chiede come potrebbe parlare ai nuovi populismi per ricondurli nei binari di una democrazia elitaria che assomiglia più ad un’oligarchia che ad una democrazia in senso proprio.

Viceversa, anche quando dice di voler ascoltare il malessere di cui i populismi sono espressione, la sinistra si trincera nei luoghi comuni del politicamente corretto. Mentre, secondo me, basterebbe un’autoanalisi oggettiva per capire le cose da un’altra angolazione. La domanda è cos’è oggi la sinistra e cos’era una volta la sinistra? Perché c’è stato un così radicale cambiamento? So già la risposta. Ci sbagliavamo. E se ci sbagliassimo adesso?

In ogni caso riflettere su cosa sia stata la sinistra alle sue origini, contiene già la risposta al problema del populismo oggi.

Prima il populismo di destra non c’era perché molte delle istanze del populismo di oggi erano a sinistra. E la crescita dei diritti del popolo non era considerata reazionaria, ma progressista.

La grande frattura a sinistra inizia con la cosiddetta terza via e la resa completa dai progressisti nei confronti del neoliberismo. Da allora siamo immersi nel pensiero unico tanto da aver perso la memoria di noi stessi. Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , , , , , ,

I barbari a Palazzo scatenano l’ira degli intellò rosiconi

Immagine correlata

https://www.laverita.info/i-barbari-a-palazzo-scatenano-lira-degli-intello-rosiconi-2574321118.html Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , ,

Populismo. La fine della destra e della sinistra – Alain de Benoist

Segnalazione di Arianna Editrice

di Alain de Benoist – Nelle migliori librerie

Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , ,

Radical-chic e ignoranti-pop

di Marcello Veneziani

Lunedì scorso è morto in America Tom Wolfe e io vorrei dire qualcosa sui radical chic, di cui lui fu scopritore e brillante stroncatore. Li critico anch’io da quando li conobbi, lessi da ragazzo il libro di Wolfe contro di loro che aveva pubblicato Alfredo Cattabiani nel ’73 da Rusconi. Anzi, prima dei radical-chic conobbi il loro antenato, lo snob di cui sparlava Panfilo Gentile, notando che snob sta per sine nobilitate, finto nobile che si atteggia a tale. Oltre che supponenti, i radical chic e gli snob diventano detestabili quando si fanno intolleranti verso chi non appartiene alla loro razza.

Ma non mi piace per nulla neanche il loro rovescio, la rozza ignoranza pop. Quella di chi detesta ogni lettura e disprezza tutto ciò che odora d’arte, pensiero e cultura, quella di chi spara giudizi sprezzanti quanto dementi in rete senza capire, senza sapere; quella di chi odia il mondo ed erutta e scoreggia contro l’universo e ogni grandezza nel nome della libertà e dei diritti. Quella di chi soffre d’invidia egualitaria, vuol far patire chi sta meglio di loro e far loro confiscare quel che hanno meritato e conquistato. Insomma quelli che fanno valere la loro ignoranza enciclopedica come un diritto e una virtù. A volte è gente anche di destra, anche se di solito l’homunculus-tipo è al di sotto della destra e della sinistra. Non saprei dire quale sia peggio tra i radical-chic e i cafonal-pop. O meglio, saprei: i peggiori sono quelli che fanno ricadere sugli altri la loro spocchia o la loro ignoranza. Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

Morti mesotelioma. Assolto magnate amianto Reggio Emilia

Scritto e segnalato da Antonio Amorosi

Assolto magnate sentenza amianto Correggio. Cgil:“Tumori? Si sa dagli anni ’30

Caso Cemental. Nel Comune del cantante Ligabue decine di morti per mesotelioma. Assolto magnate dell’amianto a processo. Il caso spacca la sinistra.

di Antonio Amorosi x AFFARITALIANI

Assolto magnate sentenza amianto Correggio. Cgil:“Tumori? Si sa dagli anni '30 Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Il profilo geopolitico della sudditanza italiana

Il profilo geopolitico della sudditanza italiana

di Paolo Borgognone 

Fonte: Gefira

1) Quando (e come) è iniziato lo “sganciamento” della sinistra italiana dalle masse popolari?

A sinistra, in quanto partito dei ceti borghesi, illuministi e proprietari sin dalla fine del XVIII secolo non si costituisce come riferimento delle masse popolari, con cui è anzi in conflitto. La sinistra ha “esordito” sulla scena europea con il genocidio della Vandea, in cui le masse popolari considerate tradizionaliste furono sterminate dai giacobini… Nel XIX secolo la sinistra fu, in Italia, il partito di riferimento della nuova borghesia industriale e il socialismo non nacque, originariamente, come ideologia di sinistra ma comunitaria. La sinistra incontrò successivamente, diciamo all’inizio del XX secolo, le masse popolari e fu l’interprete della fase dialettica del capitalismo ma col Sessantotto, momento fondante della nuova sinistra come partito della modernizzazione radicale dei costumi e dei consumi borghesi, la convergenza tra sinistra e popolo, tra intellettuali progressisti e classi lavoratrici, era già nuovamente dileguata. Da lì in avanti, le strade degli intellettuali di sinistra europei e quelle dei ceti operai, lavoratori e subalterni si divisero irrimediabilmente, almeno dal punto di vista della precedente alleanza ideologica stabilita nelle fasi culminanti del trentennio glorioso del capitalismo fordista/keynesiano (1945-1975).

2) Perché la sinistra ha “abbandonato” gli ultimi e si è buttata sul carro del turbocapitalismo globale?

Perché la sinistra europea odierna è una forma di americanizzazione, un esempio lampante di “politica fashion” che guarda ai ceti agiati metropolitani, cosmopoliti, gay-oriented e con pretese intellettuali. Io credo che l’ideologia di riferimento della sinistra liberal e radical-chic, cioè il politically correct e la cultura della mobilità surmoderna, costituisca il versante sistemico del capitalismo globale. La democrazia liberale, cioè l’autogoverno dei ceti ricchi, è il modello politico che le classi dirigenti internazionali di “sinistra” proclamano, acriticamente, come una sorta di nuovo “paradiso in terra”. Ora, è ovvio che la democrazia liberale costituisca l’involucro politico migliore entro cui può svilupparsi il capitalismo odierno, finanziarizzato e digitalizzato. Per questa ragione, la democrazia liberale è anche il modello politico peggiore che le classi subalterne possano augurarsi perché in un contesto di liberalismo reale le istanze rivendicative, sociali, dei ceti lavoratori e subalterni non hanno alcuna possibilità di costituirsi né di trovare accoglimento presso i dominanti. La separazione tra la cultura di sinistra e le classi popolari è un fenomeno storico perfettamente in linea con il ciclo di riproduzione capitalistico odierno. Il capitalismo contemporaneo è infatti gauchiste, cioè animato da presupposti ispirati al principio della liberalizzazione dei costumi, dei consumi e dei desideri borghesi. La sinistra considera i diritti sociali dei lavoratori come un retaggio statalista e patriarcale di memoria “sovietica” e riconosce nella pseudo-cultura della mobilità la cifra degli odierni processi di “modernizzazione economica liberale” cui i partiti progressisti europei aderiscono convintamente. In Italia, il PD è il “partito liberale americano” ed è contento di esserlo. Ne prendo atto. Pace all’anima sua…

3) A chi giova / chi è dietro i tamburi dell’antifascismo in Italia (in assenza di fascismo)?

La narrativa dell’antifascismo in assenza di fascismo giova a quelle forze politiche, economiche, mediatiche e accademiche protese a cercare di puntellare i rapporti di forza e gli equilibri di classe esistenti nel regime del capitalismo liberale e della società di mercato. Nel 2018, in Italia, il mainstream ha riattivato i meccanismi politico-ideologici della strategia della tensione, questa volta in funzione antisovranista e, come del resto negli anni Sessanta/Settanta del secolo scorso, anti-russa. L’Italia è infatti un Paese sconfitto e a sovranità limitata o inesistente, una sorta di colonia della Nato. L’Alleanza atlantica non può permettere in alcun modo uno slittamento della politica estera italiana in direzione filo-russa. Non poteva permetterlo negli anni Sessanta/Settanta del XX secolo e non può consentirlo ora. I destinatari delle politiche globaliste di strategia della tensione sono quei partiti e attori sociali che si collocano fuori dal mainstream e che intendono stabilire rapporti di distensione e collaborazione con la Russia. La Russia è infatti il principale avversario geopolitico e culturale del globalismo e chi cerca l’alleanza con la Russia, a destra come a sinistra, viene demonizzato dal mainstream e finisce sulla black list della Nato e della Ue.

4) Puoi riassumere chi c’è dietro – in breve – il M5S e suoi scopi?

Il M5S è il nuovo partito della sinistra globalista camuffato da comunità mainstream “anti-corruzione”. Dietro il M5S ci sono i ceti professionali della nuova economia digitale che lo hanno fondato e l’ideologia liberale che determina la società liquido-moderna. Il M5S è un partito neoborghese a base elettorale popolare, meridionale, che chiede assistenzialismo. Il M5S parla di lotta alla casta, ma a quale élite si riferisce quando i suoi portavoce alzano i toni sull’argomento? Non certo alle caste capitalistiche internazionali, ai signori della moneta emessa a debito, ai magnaccia dello sfruttamento del lavoro flessibile e precario e ai generali arcobaleno della Nato che fanno le guerre per esportare all’estero i miti di fondazione gay-oriented e metrosexual della società occidentale. Il leader formale del M5S, Luigi Di Maio, è un politico mainstream. Parla di “lotta ai vitalizi” dei parlamentari, un argomento che fa presa sul pubblico generalista teledipendente ma che non ha alcun impatto sull’economia reale dell’Italia e, contestualmente, va alla City of London a giurare fedeltà eterna al regime del capitalismo globalizzato. Inoltre, il M5S è un partito favorevole alle politiche di apertura delle frontiere all’immigrazione e, per questo motivo, si connota come un soggetto politico ulteriormente interno al mainstream ideologico liberale. Io credo che il M5S sia stato costituito dalla upper class transnazionale che determina i processi di ingegneria antropologica postmoderna come strumento di marketing politico e gatekeeper funzionale a intercettare il voto sovranista e a canalizzare lo spirito di ribellione dei penalizzati e delusi dalla globalizzazione in direzione di un partito liberal-globalista e “sintetico”, più o meno camuffato da interlocutore “antisistema” dei ceti deprivati e oppressi.

5) Esistono – al momento – forze politiche credibili in Italia che abbiano veramente interesse a tutelare gli interessi degli ultimi, dei più poveri, di quelli che una volta erano rappresentati dalla “sinistra”

In Italia ci sono partiti che predicano un certo sovranismo elettorale tutto da verificare nella sua efficacia alla prova dei fatti. Personalmente, ho apprezzato la svolta “nazionale” della Lega e giudico Matteo Salvini un politico molto più intelligente e preparato di come il mainstream di sinistra lo va raccontando. Tuttavia, la Lega resta un partito fondamentalmente liberista in economia e filosionista in politica estera, per cui intrappolato in tutta una serie di contraddizioni politico-antropologiche che ne depotenziano il messaggio di critica alla globalizzazione che talvolta veicola con buone capacità comunicative. Reputo inoltre un passo in avanti notevole della Lega rispetto al passato mainstream di questo movimento l’aver candidato importanti economisti critici dell’euro quale strumento di governo neoliberista dei mercati privati internazionali, come Alberto Bagnai e Claudio Borghi. Inoltre, la Lega ha compiuto un salto di qualità notevole a livello culturale cominciando e approfondendo il confronto con pensatori del calibro di Alain de Benoist e Aleksandr Dugin. Auspico che la Lega prosegua, in ambito metapolitico, su questa strada intrapresa, recependo integralmente la lezione di de Benoist e Dugin. A sinistra, invece, ho stima di Marco Rizzo, leader del Partito comunista. Non condivido l’approccio ideologico marxista-leninista integrale di Rizzo, ma giudico questo esponente politico l’oppositore più lucido, coerente e combattivo del regime del capitalismo liberale e della “società aperta” tra coloro i quali, in Italia, si richiamano all’eredità del comunismo storico novecentesco.

6) Puoi spiegare all’europeo medio cos’è e a cosa serve in Italia un organismo tipo UNAR?

L’UNAR è uno degli apparati pubblici di polizia del pensiero tesi a reprimere chi osa dissociarsi dalla religione unica e obbligatoria del cosmopolitismo di sinistra. È interessante notare come i governi liberali contemporanei agiscano per promuovere la dittatura del nuovo conformismo morale politically correct tarato sul “gusto” delle “giovani classi medie globalizzate” e sedicenti trendy, in regime contestuale di precariato economico per i ceti subalterni. Il caso italiano è in questo senso paradigmatico. Il PD ha infatti varato pressoché simultaneamente l’UNAR che istituisce il regime del conformismo morale e il “Jobs Act” che inchioda le future generazioni alla schiavitù del lavoro flessibile e precario. Il regime liberale contemporaneo agisce dunque su due versanti: nella cultura, promuove la nuova morale politically correct, disponendo anche sanzioni ad hoc per chi contesta o si oppone al nuovo moralismo di maniera. In economia, vara leggi che implementano il potere di arbitrio del capitale che si autoalimenta e autolegittima nel perimetro della “società aperta” in nome della retorica mainstream della “libertà del profitto”.

7) Vedi una soluzione al fenomeno dei “migranti” a breve termine?  A cosa servono e chi c’è dietro le ONG in questo business?

È chiaro che il business dell’immigrazione è estremamente vantaggioso per le classi superiori, per l’oligarchia, per i professionisti della new economy che possono usufruire, grazie al nuovo esercito industriale di riserva costituito dai clandestini, di un corposo abbassamento dei prezzi dei servizi postmoderni di cui sono avidi fruitori. L’immigrazione di massa è utile ai padrini e ai figliocci del regime del capitalismo liberale mentre i costi sociali di tali politiche di revoca delle frontiere territoriali nazionali vengono irrimediabilmente scaricati sui ceti popolari, coloro i quali con gli immigrati devono conviverci senza poter usufruire delle loro prestazioni di manovalanza poco o punto retribuita. Il tema, comunque, mi appassiona poco perché praticamente non vi sono, in Italia, a livello della politica “che conta”, partiti e movimenti che prospettano soluzioni credibili al problema. Alcuni Paesi europei, quelli del “Gruppo di Visegrad”, si sono mossi per tempo e, grazie alla loro indipendenza monetaria, hanno potuto varare politiche efficaci di contrasto ai flussi migratori di massa. L’Italia, invece, un Paese ricattato da Bruxelles e amministrato da un governo non sovrano, ha abbattuto le proprie frontiere interne esattamente come le classi imprenditoriali multinazionali europee le avevano chiesto. Inoltre, in Italia, i partiti di destra mainstream che si dicono anti-immigrazione non hanno ancora voluto capire che non si può essere liberali e liberisti ma contrari ai flussi migratori di massa poiché le migrazioni odierne, in entrata o in uscita dal Paese, sono un epifenomeno del capitalismo. Per cui, questi partiti saranno credibili quando capiranno che la sovranità nazionale di cui si riempiono la bocca in campagna elettorale non è una categoria storica compatibile con l’apertura delle frontiere dello Stato ai cosiddetti investitori multinazionali della new economy.

8) Citando la ormai famosa frase di Warren Buffett “c’è stata una lotta di classe e l’abbiamo vinta noi”, come definire la figura di papa Francesco (nota la minuscola) in questa lotta di classe? È corretto poter dire che questo papa ha assolto / assolve un compito utile per la “classe” di cui parla Buffett?

Bergoglio ha inserito Emma Bonino e Giorgio Napolitano, cioè due esponenti politici italiani che la lotta di classe dalla parte dei ricchi la fanno tutti i giorni, nel suo personalissimo pantheon degli «italiani più grandi». La Cei (Conferenza episcopale italiana) si è schierata con il centrosinistra a guida Gentiloni-Bonino alle ultime elezioni politiche. Sì, essendo ormai una costola del partito transnazionale politically correct, e forse anche qualcosa in più che una semplice costola, penso che la gerarchia vaticana contemporanea abbia scelto da che parte stare in questo gigantesco conflitto di classe che connota le dinamiche di riproduzione globali del capitalismo “di terza fase”

Prosegui la lettura »

Tags: , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , ,

La scomparsa della sinistra

di Marcello Veneziani 

La scomparsa della sinistra

Fonte: Marcello Veneziani

A ben vedere, Matteo Renzi è stato l’ultimo tram, l’ultima carta vincente per la sinistra ogm. Dopo di lui il disastro. Neanche la cocente, schiacciante disfatta elettorale dice fino in fondo in che condizioni è oggi ridotta la sinistra. Brandelli incomponibili, branchi vaganti senza direzione e destinazione, assenza totale di leadership e di programmi credibili per il paese, sopravvivenza solo di alcune oligarchie e poi basta. Oggi s’aggrappa a fasi alterne all’antipopulismo o ai grillini.

Con Renzi, seppure per uno spettacolare equivoco, la sinistra toccò il cielo del 40% di consensi con un dito. Breve parabola, poi finita con un tiro al piccione dei più barbari per abbattere il “piccolo tirannello”, che però li aveva portati in cima ai consensi, alla guida pressoché solitaria del Paese. Renzi mancò “l’appuntamento con la storia” quando non ebbe il coraggio e la statura di andare in fondo col suo Partito della Nazione, trasversale, che lasciava alle spalle la vecchia, rancida, rancorosa sinistra antifascista per conquistare la centralità nel Paese. Si spaventò, Renzi, delle ostilità raccolte a sinistra, cercò di recuperare tra i suoi; poi azzoppato dal referendum, tentò vanamente di ricollocarsi nel centro-sinistra, fingendo di essere una specie di Prodi 2.0. E lì via via perse pezzi, riuscendo a perdere le simpatie conquistate al centro e a destra, senza guadagnare la minima simpatia a sinistra. Ma crollato Renzi, la sinistra è in polvere, priva di senso di marcia, fa leva solo sul risentimento verso i populisti. Prosegui la lettura »

Tags: , , , ,

Centro preferenze sulla privacy

Chiudi il tuo account?

Il tuo account verrà chiuso e tutti i dati verranno eliminati in modo permanente e non potranno essere recuperati. Sei sicuro?