Verona dice NO al “sistema Bibbiano”

IN ALLEGATO VIDEO PUBBLICATO DA NICOLA PASQUALATO SUL SUO CANALE YOU-TUBE
di Lucia Rezzonico

Oltre 100 persone, nonostante i boicottaggi, le fake sul presunto (e auspicato?) “convegno annullato” fatte girare nelle chat, nonostante il silenzio mediatico, hanno raccolto l’appello di Nova Civilitas e Lega di ritrovarsi ad ascoltare l’inchiesta condotta dall’Avvocato Gianfranco Amato sul “caso Bibbiano”. In un freddo e umido lunedì 27 gennaio post-elettorale per l’impegno profuso in Emilia Romagna ove i tradizionalisti di Christus Rex e Nova Civilitas hanno contribuito con forza all’elezione di Maura Catellani e Matteo Montevecchi.

Introdotto con grande efficacia e passione per i principi identitari legati alla difesa e promozione della famiglia naturale dall’ Assessore e segretario della Lega di Verona Nicolò Zavarise, che ha ringraziato anche la “regia” dell’evento,  Matteo Castagna.
Sconvolgente la disamina audio-video dell’Avv. Gianfranco Amato, presto su YouTube.
Un grande successo che dimostra l’attenzione verso i temi etici, oltre le campagne elettorali. La vicinanza dei tradizionalisti e dei conservatori alla Lega potrebbe diventare un valore aggiunto per il Bene Comune, come i fatti hanno dimostrato e dimostrano.

Caso Bibbiano, notificata la chiusura delle indagini per il sindaco e altre 25 persone

Nell’atto che in genere prelude al rinvio a giudizio sono elencati ben 108 capi di imputazione nei confronti di 26 persone. Tra queste anche l’ex primo cittadino della città, che invece secondo la cassazione era stato raggiunto da una misura cautelare “infondata”

In tutto 108 capi di imputazione

Nell’atto che di solito prelude alle richieste di rinvio a giudizio ci sono ben 108 capi di imputazione (e non più 102) nei confronti di 26 persone, tra le quali anche il sindaco della città, Andrea Carletti. Proprio nei confronti di Carletti la Corte di Cassazione aveva lo scorso 3 dicembre annullato l’obbligo di dimora, definendo la misura – nelle motivazioni rese note oggi – “infondata”. tr i reati contestati ci sono maltrattamenti in famiglia, lesioni gravissime, tentata estorsione, truffa aggravata, abuso d’ufficio, peculato d’uso, violenza o minaccia a pubblico ufficiale. In particolare per Claudio Foti, psicoterapeuta direttore del centro Hansel&Gretel dove molti dei bambini sono stati in cura, i capi di imputazione sono concorso in abuso d’ufficio, frode processuale e lesioni personali gravissime.

Stralciate 4 posizioni

Stralciata la posizione di 4 indagati: a uno di loro è stata accordata la richiesta di patteggiamento, la prima udienza è fissata davanti al gip il prossimo 27 gennaio. Secondo quanto si apprende, poi, per uno dei 26 destinatari che ha ricevuto l’avviso oggi è già stata avanzata e accota una richieta di archiviazione. Tre sono invece le persone al momento ancora sottoposte a misura cautelare (non custodiale e/o interdittiva).

Da https://tg24.sky.it/cronaca/2020/01/14/bibbiano-chiusura-indagini-26-persone-.html?social=facebook_skytg24_link_null

San Martino in Rio, un convegno sui “fatti di Bibbiano”

Sabato alle 16 alla rocca estense organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime elezioni Regionali del 26 gennaio

SAN MARTINO IN RIO (Reggio Emilia) – Domani, sabato 11 gennaio, alle ore 16 alle Rocca Estense di San Martino in Rio il convegno organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime Regionali del 26 gennaio

“Parlateci di Bibbiano: conversazione sui valori della famiglia, sui “fatti di Bibbiano” e sulla legge regionale sull’omotrans negatività”.

E’ attorno a questi temi che si svilupperà il convegno organizzato dall’avvocato Maura Catellani, candidata della Lega alle prossime elezioni Regionali del 26 gennaio, in programma alle 16 di sabato 11 gennaio, alla Rocca Estense di San Martino in Rio (sala d’Aragona), al quale parteciperanno Matteo Castagna, responsabile Christus Rex e l’avvocato Gianfranco Amato, presidente di Nova Civilitas. L’incontro sarà aperto al pubblico.

da https://www.reggiosera.it/2020/01/san-martino-in-rio-un-convegno-sui-fatti-di-bibbiano/261013/

Vogliono insabbiare Bibbiano: Borgonzoni minacciata di morte

La senatrice della Lega e candidata alla presidenza dell’Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, non si lascia intimidire e annuncia che andrà avanti per far non far calare il silenzio sulla vicenda di Bibbiano

Minacce di morte e pesanti insulti sessisti sono arrivati sulla pagina Facebook, e anche nei messaggi privati, della senatrice della Lega e candidata alla presidenza dell’Emilia-Romagna, Lucia Borgonzoni, dopo che la Cassazione ha deciso di annullare per il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, l’obbligo di dimora, deciso nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, che vede un presunto sistema illecito di affidi nella Val d’Enza.

“Mi hanno minacciato di morte, insultata con frasi irripetibili, scagliato contro offese sessiste. Ho postato tutto su Facebook”, ha affermato nel corso del programma “Mattino Cinque” la stessa esponente leghista mostrando la maglietta “Parlateci di Bibbiano”, già indossata in Senato.

Quello che, sotto certi aspetti, preoccupa di più la Borgonzoni è l’assordante silenzio degli esponenti della sinistra, pronta a denunciare il clima d’odio e a scandalizzarsi quando nel mirino sono suoi esponenti. “Da nessun ‘democratico’ è arrivata una parola di solidarietà”. Parole dure le riserva anche direttamente per il Pd che “sta portando in trionfo un sindaco come se non fosse indagato. E invece è accusato di falso e di abuso d’ufficio. E con lui ci sono altri 28 indagati in una inchiesta aperta e con nuovi fronti aperti”.

Proprio sulla delicata vicenda di Bibbiano, la Borgonzoni afferma che non deve chiedere scusa “a nessuno, le uniche scuse qualcuno le dovrà porgere alle famiglie. Di Bibbiano bisogna parlare, soprattutto di fronte a un muro che vuole far calare il silenzio su tante bambine, tanti bambini, tante famiglie”.

Perché, per la candidata alla regione Emilia-Romagna, sulla storia “c’è da fare chiarezza, da ottenere giustizia. E c’è una riforma da fare, per dare tutele, trasparenza e protezione ai minori. Perché quanto abbiamo visto e sentito non accada più”.

Andrea Carletti, sindaco di Bibbiano accusato di abuso di ufficio e falso per l’assegnazione di locali per la cura di minori nell’ambito dello scandalo ‘Angeli e Demoni’ sul presunto sistema di affidi illeciti in Val d’Enza, nella vicenda degli affidi illeciti, non ha più l’obbligo di dimora ed ha potuto riprendere il suo mandato nel pieno delle sue funzioni.

Il primo cittadino venne prima arrestato, poi messo ai domiciliari e infine costretto all’obbligo di dimora. Inoltre fu sospeso dal ruolo su decisione del Prefetto e si era autosospeso dal Partito democratico. Dopo la decisione della Cassazione, Carletti potrà affrontare a piede libero il processo assieme agli altri 28 indagati nell’inchiesta condotta dalla Procura di Reggio Emilia. Per la metà di dicembre è prevista la chiusura delle indagini preliminari.

Da http://www.ilgiornale.it/news/politica/bibbiano-insulti-e-minacce-borgonzoni-nel-silenzio-sinistra-1795276.html

Bibbiano, altro che caso chiuso: le indagini “rafforzano gravi indizi di colpevolezza”

Roma, 23 dic – Altro che caso chiuso o addirittura inesistente come vorrebbe qualche strillone di sinistra. Di Bibbiano si deve ancora, doverosamente, parlare. E non si tratta di “propaganda”, bensì di una pagina buia della recente storia italiana che ancora deve essere in larga parte scritta. Sì perché quanto emerge dall’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari Luca Ramponi e datata 20 dicembre, è sempre più agghiacciante. Secondo il magistrato, Federica Anghinolfi, ex responsabile dei servizi sociali della Val d’Enza, e l’assistente sociale Francesco Monopoli, erano infatti “convinti dell’esistenza di una setta di pedofili, collegata a quella dei ‘Diavoli’ della Bassa modenese, da cui andavano protetti i minori reggiani, anche mediante la commissione di falsi, depistaggi e frodi processuali”. Il nuovo documento dei giudici, vieta ai due indagati dell’inchiesta ‘Angeli e demoni’ di esercitare la professione per un anno.

“Programma unitario criminale”

Ma non è tutto, come riportato da Il Resto del Carlino, nell’ordinanza del gip si legge che gli approfondimenti investigativi seguiti al 27 giugno “confermano e rafforzano i gravi indizi di colpevolezza” e che “esiste un programma unitario criminale, volto a sostenere abusi sessuali (subiti dai bambini, ndr) inesistenti”. Vi sarebbero inoltre “numerose conferme probatorie sulle ipotesi di abuso d’ufficio e falsificazione delle relazioni”. Il giudice Ramponi specifica inoltre che i due indagati “con la convinzione della setta dei pedofili condizionavano anche l’operato dei periti e dei consulenti tecnici d’ufficio dei tribunali, a cui veniva riferito di non parlare con nessuno perché la setta era composta da magistrati e forze dell’ordine”.

Violazioni durante i domiciliari

La responsabile dei servizi sociali Federica Anghinolfi, stando a quanto scritto dal gip, spiccava inoltre per “totale assenza di autocontrollo e di equilibrio, al punto di aver illegittimamente ordinato a un agente della polizia municipale di arrestare un uomo che, in maniera assolutamente alterata, stava solo chiedendo notizie sull’affidamento dei figli”. Un ordine tra l’altro impartito “con toni quasi militari, urlando ripetutamente di procedere all’arresto perché quell’uomo aveva leso il suo ruolo di assistente sociale”. Come se non bastasse, la Anghinolfi sarebbe anche responsabile di “ripetute violazioni, durante i domiciliari, del divieto di comunicare con terzi”.

Alessandro Della Guglia

da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/bibbiano-indagini-confermano-rafforzano-gravi-indizi-colpevolezza-140741/

Le uniche vittime di Bibbiano sono i bambini, non il sindaco

Andrea Carletti, il primo cittadino, si dice “crocifisso”. Ma a chiedere le scuse posso essere soltanto le famiglie devastate dallo scandalo affidi

Di Mario Giordano

Perseguitato? Vittima? Addirittura «crocifisso», come si è autodefinito, paragonandosi nientemeno che a Gesù sul Golgota? Non scherziamo: intanto il sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti, resta indagato. E poi resta indagato nell’ambito di una inchiesta che ha sollevato il velo su un orrore spaventoso, quello del business sui minori strappati alle loro famiglie. Dunque dovrebbe pensarci due volte prima di proclamarsi vittima. Come dovrebbero pensarci il segretario del suo partito, Nicola Zingaretti del Pd, e tutti gli altri politici che si sono affrettati a guadagnare un titolo di giornale, vestendo i comodissimi panni dei martiri mediatici. Perché, in questa vicenda, le vittime ci sono davvero. Ma non sono quelli che stanno sulle cadreghe che contano e strepitano sui giornali. Non sono né il sindaco né il segretario del Pd. Non sono i partiti politici e i loro rappresentanti. Le uniche vittime di questa vicenda, purtroppo, sono i bambini.

Il sindaco di Bibbiano per ora ha solo avuto la revoca dell’obbligo di dimora. Non l’assoluzione. Per l’amor dei cielo: ce l’avrà. Glielo auguriamo. Gli auguriamo di dimostrare l’innocenza in tribunale, oltre che sui giornali. Ma nel frattempo abbia la decenza di evitare la parola «crocifissione». Perché di crocifissioni, in questa orrenda storia, ce ne sono state fin troppe: sono stati crocifissi quei bimbi strappati alle loro mamme, tenuti lontani per anni, quei bambini a cui si diceva «facciamo il funerale al tuo papà»; sono stati crocifissi quei bambini che chiedevano «perché papà non viene a trovarmi?» e si sentivano rispondere «perché non ti vuole più»; sono stati crocifissi quei bambini che non ricevevano i giocattoli dai loro genitori perché gli assistenti sociali li buttavano nell’immondizia, insieme con le loro lettere. E sono stati crocifissi quei bambini i cui disegni venivano modificati per dimostrare che erano stati molestati anche se non era vero. Solo per tenerli lontani dai genitori. Per sfasciare le famiglie. E per fare più soldi. Ecco chi sono le vittime di Bibbiano. Ecco chi è stato davvero crocifisso.

Il sindaco dimostrerà la sua innocenza, Zingaretti si guadagnerà un po’ di agenzie di stampa facendo la vittima e gridando alla «vergogna». Qualche altro politico ripeterà che bisogna «chiedere scusa». Ma vi rendete conto dell’assurdità? Ancora una volta la politica ha perso il contatto con la realtà: gli unici cui bisogna chiedere scusa, infatti, sono quei piccoli torturati e plagiati in nome dell’ideologia e del dio denaro. Nessun adulto può tirarsi fuori dalle responsabilità di questo orrore. Nessuno adulto, se ha un minimo di umanità, può fare a meno di sentirsi toccato nel profondo. Nessun adulto può fare a meno di sentirsi in qualche modo responsabile di non aver capito, di non aver intuito, di non aver protetto questi bambini. Di non aver scoperchiato prima il pentolone dell’orrore. Figurarsi se può farlo chi è stato sindaco in quelle zone. Figurarsi se può farlo il segretario di un partito che da quelle parti da sempre fa il bello e il cattivo tempo.

Bibbiano non è stato un raffreddore, come hanno scritto i tecnici mandati dalla Regione per seppellire tutto. Bibbiano è un’inchiesta che ancor prima di individuare reati e eventuali colpevoli (questo lo stabilirà il processo), ha sollevato il velo su uno scandalo che non è solo a Bibbiano, ma che è nazionale. Ed è lo scandalo dei bambini calpestati da un sistema che mira soltanto a fare soldi. E che nessuno controlla. Tanto è vero che ancora oggi non si sa quanti sono i bambini allontanati dai tribunali in Italia, nessuno conosce quanto rendano, dove finiscono quei soldi, nessuno indaga sulle complicità e sui conflitti di interesse tra giudici minorili che decidono gli affidi e le cooperative che su quegli affidi prosperano. Nessuno è riuscito a fermare il business osceno che si è scatenato sulla pelle dei più piccoli. Altro che raffreddore: è una pestilenza.

Una pestilenza che fa guadagnare molte persone, si capisce. Ma che non ha pietà dei bambini. E che perciò andrebbe fermato. A qualsiasi costo. In qualsiasi modo. Anche a costo di indagare un sindaco, se è necessario. Perché per quante violenza ci possa essere nell’indagare un sindaco che poi (forse) si dimostrerà innocente, non è paragonabile alla violenza che c’è nello strappare un bimbo al suo papà dicendogli che «papà è morto» o «papà non ti vuole», mentre il papà lo sta aspettando fuori dalla porta. E il fatto che i politici non lo capiscano, autoproclamandosi vittime e crocifissi, è l’ennesima dimostrazione, caso mai ce ne fosse ancora bisogno che i politici pensano a difendere sempre e soltanto sé stessi, anziché chi ne ha davvero bisogno, come i bambini. Poi si chiedono perché la gente non crede più in loro…

Da https://www.panorama.it/news/politica/vittime-bibbiano-bambini-sindaco/

Il sindaco Pd e il sistema Bibbiano: ora spuntano le intercettazioni

Nelle carte della procura di Reggio Emilia tra le storie dei bambini di Bibbiano spuntano le intercettazioni tra il sindaco e gli altri indagati

Adesso tutti parlano di Bibbiano. Nel vortice di chiacchiere e discussioni opinabili, nel bel mezzo degli editoriali che, in barba alla legge, già sentenziano sull’esistenza o meno del sistema di affidi illecito denunciato dalla procura di Reggio Emilia c’è un particolare che sfugge ed è forse l’unico che bisognerebbe sottolineare.

Cosa c’è davvero nell’ordinanza? Nelle carte le intercettazioni captate dai carabinieri smentiscono, parola dopo parola, la difesa del sindaco di Bibbiano, Andrea Carletti.

Tra i racconti dettagliati delle indagini la valutazione del gip del Tribunale di Reggio Emilia Luca Ramponi. “Non è vero che l’indagato non sapesse nulla, piuttosto sapeva e coprì politicamente l’iniziativa amministrativa illegittima, compartecipando nella agevolazione fattiva della stessa anche a fronte di specifiche richieste di altri componenti dell’ organo di indirizzo politico”. Si legge. Ramponi accusa senza mezzi termini l’indagato di esser stato non solo complice di tutto, ma in maniera del tutto lucida e consapevole. E per gli scettici diventa più facile da credere se si vanno a rileggere le telefonte tra Carletti e alcuni degli indagati, tra cui Federica Anghinolfi. La responsabile del Servizio Sociale dell’Unione Val d’Enza finita al centro degli scandali sui bambini di Bibbiano.

Ma partiamo dalla storia. I protagonisti dell’inchiesta “Angeli e Demoni” stavano lavorando all’apertura di una comunità per minori. Un’operazione in grande. La casa avrebbe accolto bambini provenienti da tutto il nord Italia e non solo minori del reggiano. Di questo progetto Anghinolfi, Carletti, ma anche Foti e altri parlarono a lungo. In una telefonata con con Marcello Cassini, legale rappresentante della società cooperativa “Si può fare”, la capa dei servizi della Val d’Enza racconta di essersi mossa per trovare una sede che potesse ospitare il centro. “Loro hanno cercato sta benedetta casa su a Bibbiano e ne avevano trovata una in affitto, ma per come è articolata non si riesce a suddividere”, dice l’assistente sociale. A questo punto l’interlocutore tira in mezzo il sindaco. Come riportano i carabinieri, “Marcello dice di aver già avvisato Carletti di questa cosa, in quanto quest’ultimo gli aveva detto di conoscere una grande casa in cui i proprietari volevano fare un caseificio”. Carletti avrebbe, dunque, contribuito alla ricerca del centro inconsapevole di cosa stesse andando a fare? Senza sapere di cosa si trattasse veramente? Ignaro di come queste persone stessero lavorando con i minori?

Ma andiamo avanti. Per il progetto era tutto pronto. Persino il nome era già stato deciso. “Rompere il silenzio”. Secondo la procura a spingere per creare il centro nelle sue zone era proprio Carletti. Le cure secondo il sindaco dovevano essere, ovviamente, affidate alla onlus di Claudio Foti. Per il sindaco i metodi dello psichiatra Torinese erano eccellenti. Come dimostra una telefonata registrata tra la Anghinolfi e Carletti. Dopo il convegno Rinascere dal trauma: il progetto La Cura i due si sentono per scambiarsi opinioni su come fosse andato l’incontro volto a celebrare il sistema Bibbiano. Federica Anghinolfi: “Secondo me è arrivato un messaggio molto chiaro, anche di natura scientifica”. Carletti d’appoggio: “Io l’ho ribadito apposta in fondo…”. Carletti era persino intervenuto per sottolineare il messaggio di natura scientifica senza essere al corrente di come funzionasse tutto il sistema?

Ciò che è certo è che il sindaco era molto legato alla Anghinolfi e agli altri. Li conosceva. Aveva un rapporto stretto tanto da scambiarsi consigli, pareri e perplessità. Secondo il gip “il suo ruolo di copertura si è anche estrinsecato facendo valere espressamente la propria competenza e il proprio peso politico per superare le perplessità di altri componenti della giunta dell’ Unione proprio con riguardo alle modalità di affidamento del servizio di psicoterapia e della sua retribuzione di fatto”.

Tra le tante, un’altra telefonata è utile a chiudere le fila del discorso e rendere più chiara la posizione del sindaco santificato dopo aver ottenuto la revoca dell’obbligo di dimora. A parlare sono Claudio Foti e Francesco Monopoli uno degli assistenti sociali che collaboravano con Federica Anghinolfi. Questa volta si parla di cifre. Il nuovo centro di accoglienza per minori doveva fissare un costo per i bambini che venivano accolti. A tal proposito Monopoli racconta: “Ho provato a sondare per il discorso della retta e… fra i 250 e i 260 euro… è un po’ un discorso di lana caprina… nel senso che fino a 250 nessuno dice niente”.

Dunque sembrerebbe che fosse già tutto deciso. Mancavano solo le cifre. Ma sarebbe stata la “Hansel e Gretel” ad occuparsi della psicoterapia ai minori. Eppure non era stata indetta nessuna gara pubblica. Tutto in amicizia e senza rispettare i dovuti step legali. Come riporta La Verità a confermare il modus operandi di Andrea Carletti è stato anche l’ex sindaco di Gattatico in provincia di Reggio Emilia, Gianni Maiola. Secondo quanto emerso dalle sue segnalazioni sembrerebbe che “per un verso la gratuità del servizio non era emersa nella discussione di giunta e che vi era una precisa consapevolezza della onerosità del servizio, tanto che egli pose il problema e segnalò le proprie perplessità, e sia Carletti che Anghinolfi e Campani rassicurarono gli altri componenti della giunta dell’esistenza di un formale affidamento alla Hansel e Gretel.

Adesso, per qualcuno, dopo che il sindaco del Pd è tornato libero, “Bibbiano” è diventata tutta una farsa mediatica strumentalizzata dalla destra populista. Ma oltre i discorsi, in cui per di più andrebbe intanto sottolineato che la decisione dei pm non rende ancora Carletti innocente, ci sono delle indagini trascritte in un’ordinanza della Procura che parlano di fatti. Che mettono nero su bianco perchè di Bibbiano si doveva parlare. E che fanno pensare che, forse la sinistra prima di pretendere le “scuse” dovrebbe aspettare i processi.

Da http://www.ilgiornale.it/news/cronache/bibbiano-quelle-conversazioni-carletti-e-federico-anghinolfi-1795784.html

«Intimidazione dopo il convegno sul sistema Bibiano»

«Intimidazione dopo il convegno sul sistema Bibiano»
„La denuncia è dell’associazione berica «Movimentiamoci» che nella città del Palladio aveva organizzato un incontro dedicato alla questione degli affidi: «Nel Veneto sono un centinaio i minori di cui non si sa in che mani siano finiti»“«Intimidazione dopo il convegno sul sistema Bibiano»

Nel Veneto ci sono un centinaio di minori di cui non si conosce il destino, tolti alle famiglie dalle autorità, stando agli archivi regionali, non si sa «in quali mani siano finiti». È questa la denuncia di Emanuela Natoli: la presidente della associazione Movimentiamoci alle telecamere di Vicenzatoday.it fa un racconto molto preciso. E spiega che proprio la sua associazione questi dati «li ha resi pubblici durante un convegno» organizzato lo scorso venerdì 8 novembre a Vicenza ai Chiostri di Santa Corona.

«Bisogna pure considerare che nella nostra regione sono ben duemila i minori sottratti alle famiglie ed è di capitale importanza per noi sapere, anche alla luce di quanto accaduto in Emilia con l’affaire Bibiano, se le procedure adottate siano state sempre rispettose dei minori e della norma. Più in generale – rimarca la presidente – si tratta di cifre che richiedono risposte precise dalle istituzioni, Regione Veneto in primis». Poi un’ultima bordata: se si guardasse che cosa succede nel mondo degli assistenti sociali in Italia «non cadrebbe solo l’amministrazione di Bibiano, ma ne cadrebbero moltissime altre, quasi tutte» spiega sempre Natoli citando l’ex giudice Francesco Morcavallo. Poi c’è posto per un’altra riflessione. In molte occasioni si sostiene che il sistema degli affidi sia in salute perché le tante richieste di allontanamento dalla famiglia in otto casi su dieci sono respinte dal magistrato. «Ebbene – spiega la presidente – questo invece è proprio il sintomo di come le cose non funzionino. È come se in un qualsiasi comune l’80 o il 90% dei permessi a costruire rilasciati dall’edilizia privata fosse considerato nullo dal Tar o dal Consiglio di Stato. Significherebbe che in quegli uffici o c’è incompetenza o malaffare. Nel mondo degli affidi in Italia ci sono troppe opacità».

Natoli ai taccuini di Vicenzatoday.it per di più aggiunge «un dettaglio inquietante». Venerdì 8 novembre, dopo la chiusura dei lavori del convegno «ho trovato la serratura della mia auto bloccata, come se fosse stata incollata. In quel momento ho pensato ad un atto di intimidazione da parte di chi non ha gradito la nostra iniziativa. Per questo – spiega Natoli – a breve segnalerò l’accaduto all’autorità giudiziaria. Senza dubbio un episodio del genere dopo un convegno in cui si è parlato anche del caso Bibiano fa un certo effetto. Ma nessuno pensi di intimorirci». Tuttavia l’evento del giorno 8 ha avuto anche una eco politica. Il convegno infatti, anche per la rilevanza sociale del tema, aveva avuto il patrocinio dell’amministarzione comunale retta dal sindaco Francesco Rucco (un civico a capo di una maggioranza di centrodestra). Tuttavia dalle indiscrezioni filtrate a palazzo sia il gotha della dirigenza dell’assessorato ai servizi sociali, sia l’assessore stesso (il forzista Matteo Tosetto) avrebbero mal visto il convegno per motivi ancora tutti da chiarire.

Ad ogni modo a parlare è anche il vicepresidente di Movimentiamoci – Vicenza Giovanni Sicco. Ai microfoni di Vicenzatoday.it quest’ultimo fa sapere che le attuali leggi in materia di tutela dei minori dovrebbero prevedere alcune procedure di controllo lungo l’intero iter in modo da evitare errori o decisioni abnormi.

Da http://www.vicenzatoday.it/attualita/movimentiamoci-bibiano-vicenza-affidi-14-novembre-2019.html

Approvata legge contro “l’omotransfobia” in Emilia Romagna. Anche il “Sistema Bibbiano” festeggia!

Nonostante i 1.500 emendamenti del centro-destra…(n.d.r.)

di Ivan Piedepalumbo

Dopo una seduta ad oltranza presso il consiglio regionale emiliano è stata approvata la legge contro l’omotransfobia, volta a contrastare le discriminazioni sessuali e di genere. Nella rossa e progressista Bologna le associazioni  Lgbt applaudono per quella che considerano una ‘vittoria epocale’. Così Vincenzo Branà, Presidente Circolo Arcigay Il Cassero: “Abbiamo una legge regionale per le meravigliose creature – di ogni genere e orientamento – che abitano e attraversano l’Emilia-Romagna. Grazie a tutte le persone che ci hanno creduto e che si sono battute per ottenerla. E grazie a Roberta Mori che mi ha fatto vedere il lato più bello della politica“.

Eppure il soggetto in questione, la Mori, presidente della commissione regionale Pari Opportunità nonché  relatrice della proposta di legge appena approvata risulta (sebbene non risulti indagata) tra gli sponsor politici di primissimo piano del cosìdetto “Sistema Bibbiano”, Continua a leggere