Sursum Corda numero 175. Parabola dei due figli e parabola dei vignaioli

Indice del Numero 175 di Sursum Corda, 15 settembre 2019

– Comunicato numero 175. Parabola dei due figli e parabola dei vignaioli;

– Veleno fatale: la falsa cultura e la cattiva stampa;

– Racconti miracolosi n° 93. Un bambino prodigioso salvato miracolosamente;

– Altra preghiera al Santissimo Nome di Maria (12.9);

– I funesti pericoli degli eccessi nella moda;

– La verità sui Testimoni di Geova;

– Orazione a San Gorgonio, Martire (9.9);

– Orazione a San Maurilio, Vescovo (13.9);

– Orazione ai Santi Proto e Giacinto, Martiri (11.9);

– La Charité de la Verité (R. P. Guérard Des Lauriers O. P.).

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/settimanale/indici-sursum-corda/2438-indice-del-numero-175-di-sursum-corda-15-settembre-2019.html

 

Disponibile il numero 174 di Sursum Corda

Sul sito è disponibile il numero 174  (del giorno 8 settembre 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Per donare all’Associazione cliccare qui  oppure qui .
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– Comunicato numero 174. il fico maledetto;

– La Charité de la Verité (R. P. Guérard Des Lauriers O. P.);

– Ancora sugli inganni del rispetto umano (per giovani seminaristi);

– Racconti miracolosi n° 92. San Francesco Solano fra i selvaggi;

– Orazione a Santa Regina, Vergine e Martire (7.9);

– Preghiera di San Pio X al Volto Santo di Manoppello;

– Orazione a Sant’Eleuterio, Abate (6.9);

– Orazione a San Lorenzo Giustiniani, Vescovo e Confessore (5.9);

– Preghiera a Santo Stefano Re d’Ungheria, Confessore (2.9);

– Preghiere a San Pio X, Papa e Confessore (3.9).

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio .

Ossequi, Carlo Di Pietro.

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Disponibile il numero 173 di Sursum Corda (1 settembre 2019)

Sul sito è disponibile il numero 173  (del giorno 1 settembre 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Per donare all’Associazione cliccare qui  oppure qui .

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– Comunicato numero 173. I Greci vogliono essere presentati a Gesù;

– Con breve sulla vita di Papa San Pio X. Festa il 3 settembre;

– Con vecchia preghiera a Papa San Pio X per i seminari e per i seminaristi;

– Le insidie che si celano nel rispetto umano (per giovani seminaristi);

– San Domenichino del Val, vittima di omicidio rituale (31.8);

– Dizionario di teologia dommatica. Il Diavolo o Demone;

– Dizionario di teologia dommatica. Il Deposito della fede;

– Dizionario di teologia dommatica. Il Destino;

– Vita e detti dei Padri del deserto: Giuseppe di Tebe;

– Orazione a San Giuseppe Calasanzio, Confessore (27.8);

– Orazione a San Zefirino, Papa e Martire (26.8);

– Orazione a Sant’Agostino, Vescovo e Dottore (28.8);

– Orazione a Santa Sabina, Martire (29.8);

– Preghiera a San Giovanni Battista (Decollazione, 29.8);

– Preghiera a Sant’Agostino, Vescovo e Dottore (28.8);

– Preghiera a Santa Rosa da Lima, Vergine (30.8);

– Triduo a Papa San Pio X (dal 31.8 al 2.9).

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio

Disponibile il numero 172 di Sursum Corda del 25 agosto 2019

Sul sito è disponibile il numero 172  (del giorno 25 agosto 2019) di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download dedicata ai soli Associati e Sostenitori. Per donare all’Associazione cliccare qui  oppure qui .

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio .

Fonte: https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-172.html

Nuove pubblicazioni su Sursum Corda

Segnaliamo la recente pubblicazione sul nostro sito di numerosi opuscoli e libretti cattolici.

1) Breve saggio su denatalità, darwinismo e malthusianesimo ;

2) L’alcool, ecco il nemico! ;

3) L’uso del latino per preservare e trasmettere la fede ;

4) La bestemmia (per l’Abate Isidoro Mullois) ;

5) Un Cattolico può farsi protestante? (di Mons. de Ségur) .

Clicca qui per leggere e scaricare le pubblicazioni

Fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti.html

La questione dell’immigrazione secondo la Chiesa cattolica

Le questioni dell’immigrazione e dell’accoglienza, particolarmente sentite ai nostri giorni, furono affrontate con sapiente lungimiranza dalla Chiesa e, a seguito della civilizzazione dei popoli, dai nobili Sovrani e Principi cattolici.

Si rassegnino i negazionisti di professione, gli scribacchini pseudo storici ed i tanti tuttologi rigurgitati dalle logge che hanno in odio le legittime Autorità, poiché la Chiesa, in quanto designata custode della morale (2° diritto/dovere) e vigile dell’ordine sociale, ha sempre indirizzato i Re ed i Governanti alla responsabile amministrazione delle migrazioni.

I tanti muri che le Comunità erigevano, tutti insieme, figuravano, sotto il segno della Croce, quella equilibrata carità tanto gradita a Dio, parimenti così fruttuosa per i popoli dell’Impero. Così fu e così è stato, a tratti più o meno evidenti, fin dal fatidico episodio di Ponte Milivio con la frase narrata da Eusebio di Cesarea nella Vita di Costantino: «In hoc signo vinces»!

San Pietro ha affermato: “È proprio vero che Dio non fa distinzione di persone; ma che tra qualunque gente, chi lo teme e pratica la giustizia gli è accetto” (S. Th. Iª-IIae q. 105 a. 3 arg. 1). Nell’Esodo si legge: “Non opprimere il forestiero e non l’affliggere: anche voi infatti foste forestieri nella terra d’Egitto”; ed ancora: “Non darai molestia al forestiero: voi infatti conoscete il suo stato d’animo, perché foste voi pure forestieri in Egitto” (Ibid., 3 arg. 3).

Spiega l’Angelico che «a quelli che sono più vicini dobbiamo mostrare un affetto e un amore più grande», secondo le parole dell’Ecclesiastico: “Ogni animale ama il suo simile: così come ogni uomo il suo vicino” (a. 3 arg. 4). La società dove si “ama” troppo il lontano a discapito del vicino dimostra, difatti, di essere crudele: usa la filantropia per “ripulire”, certo solo apparentemente, le coscienze!

L’Aquinate insegna: «Con gli stranieri ci possono essere due tipi di rapporti: l’uno di pace, l’altro di guerra». Infatti «gli ebrei avevano tre occasioni per comunicare in modo pacifico con gli stranieri. Primo, quando gli stranieri passavano per il loro territorio come viandanti. Secondo, quando venivano ad abitare nella loro terra come forestieri». E sia nell’un caso come nell’altro «la legge impose precetti di misericordia; infatti nell’Esodo si dice: “Non affliggere lo straniero”; e ancora: “Non darai molestia al forestiero”». Terzo: «quando degli stranieri volevano passare totalmente nella loro collettività e nel loro rito. In tal caso si procedeva con un certo ordine».

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/teologia-politica/467-teologia-politica-n-27-la-questione-dell-immigrazione-secondo-la-chiesa-cattolica.html

Il Sillabario del buon Chierichetto (Imprimatur 1957)

Mio piccolo Amico, hai mai visto qualcuno de tuoi compagni di scuola con una candida veste indosso, trasformato in un minuscolo pretino, servire all’altare? Certo, chissà quante volte, non è vero? E forse ti sei detto: «Quanto mi piacerebbe saper rispondere alla Messa! Ma chi me lo insegna… Come si fa?…». Eccoti accontentato, mio caro fanciullo. Questo libretto è stato scritto per insegnarti due cose: 1) che cosa devi essere e 2) che cosa devi fare per diventare davvero un buon Chierichetto. Dico buon Chierichetto, perchè Chierichetti poco o punto buoni ve ne sono e parecchi, purtroppo. Se però tu vuoi essere un vero Chierichetto, studia questo libretto e poi presentati al tuo Parroco o al tuo Assistente Ecclesiastico e digli cosi:  «Io vorrei fare il Chierichetto, proprio come è scritto in questo libro. Me lo permette?». Vedrai come sarà contento il tuo Parroco, e come si presterà volentieri per darti qualche istruzione pratica che ti aiuti a compiere ancor meglio tutto ciò che in queste pagine è descritto.

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fonte – https://www.sursumcorda.cloud/articoli/centro-studi-vincenzo-ludovico-gotti/2376-il-sillabario-del-buon-chierichetto-imprimatur-1957.html

Comunicato numero 170. La parabola delle mine e dei talenti

Stimati Associati e gentili Sostenitori, abbiamo in giacenza ancora alcune copie dei libri «Racconti miracolosi» (del P. Giacinto da Belmonte) e «L’inferno» (di Mons. Gaston de Ségur). Si tratta di due libri formativi scritti da autori di provata fede e di cristallina dottrina: Che Dio li abbia in gloria! Vogliate cortesemente contribuire al sostentamento della nostra piccola Associazione acquistando – secondo le Vostre possibilità e con donazione spontanea – una o più copie. Come di consueto, oltre al libro verranno inseriti nel plico GLS anche l’antico santino per seguire la Santa Messa ed alcune copie di Sursum Corda. Il ricavato sarà utilizzato soprattutto per finanziare la stampa delle prossime novità editoriali. È possibile usare la sezione «Sostienici» del sito, in questo momento attiva e funzionante per la nostra sporadica raccolta fondi.

• Veniamo all’abituale spiegazione della Sacra Scrittura secondo le istruzioni dell’Abate Giuseppe Ricciotti. § 499. Probabilmente l’ammenda di Zaccheo e la risposta di Gesù avvennero durante un banchetto offerto dal capo pubblicano al suo ospite. Vi avranno partecipato, oltre ai discepoli di Gesù, anche altri suoi ammiratori che s’aspettavano da lui grandi cose: e un fremito ansioso doveva passare a ondate in quella sala, ove a mezza voce si sentiva parlare di regno di Dio, di Messia glorioso, di travolgenti vittorie, di tribunali giudicanti, di fulgidi troni e di cortigiani gloriosi e beati; se ne parlava, tuttavia, con qualche prudenziale riserbo per non dispiacere al maestro, giacché tutti sapevano ch’egli – chissà per quali sue recondite ragioni – disapprovava quei ragionamenti e sostituiva a quelle prospettive così rosee altre prospettive altrettanto lugubri (ne abbiamo parlato a proposito delle «Rettificazioni messianiche», ndR). Eppure, senza alcun dubbio, oramai si era alla vigilia di fatti decisivi; tutto induceva a credere che da un giorno all’altro la potenza taumaturgica del maestro si sarebbe dispiegata in pieno, lo stato delle cose sarebbe stato totalmente mutato e il regno di Dio palesemente inaugurato. Da alcune finestre della sala si scorgeva forse la suntuosa reggia ricostruita da Archelao: e taluni di quegli infervorati dovettero ripensare all’effimero ed oscuro principato di quel tetrarca (§ 14), contrapponendogli in cuor loro lo stabile e glorioso regno che il Messia Gesù avrebbe inaugurato di lì a pochi giorni. Gesù in parte udì le sommesse parole, e per il resto comprese da sé lo stato d’animo dei presenti; perciò «disse una parabola, perché egli era vicino a Gerusalemme e quelli credevano che il regno d’Iddio stava per apparire subito» (Luca, 19, 11). La parabola fu la seguente. Un uomo nobile partì per una regione lontana, onde ricevere l’investitura di un regno e poi ritornare quale re effettivo del luogo di partenza. Per non lasciare inoperoso il proprio denaro durante la sua assenza, consegnò una mina – cioè un po’ più di 100 lire in oro – a ciascuno dei dieci suoi servi con l’incarico che la commerciassero fino al suo ritorno. Senonché i suoi cittadini lo odiavano, e mandarono dietro a lui una loro propria ambasceria che dicesse a colui che doveva concedere l’investitura: «Non vogliamo che costui regni su di noi!». Tuttavia l’investitura fu concessa, e l’uomo nobile tornò quale re effettivo. Questa “premessa” della parabola è cavata dalla realtà storica; già notammo che essa corrisponde esattamente al viaggio che un trenta anni prima Archelao aveva fatto a Roma per ricevere da Augusto l’investitura dei suoi dominii, e inoltre anche alla delegazione di cinquanta Giudei che fu inviata da Gerusalemme dietro a lui e contro di lui (§13). Si abbia anche presente che, mentre Gesù parlava e gli altri l’ascoltavano, gli occhi di tutti potevano benissimo posarsi sulla reggia dello stesso Archelao rimasta vuota a Gerico. Tornato il nuovo re, domandò i conti ai servi a cui aveva affidato le mine.

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Disponibile il numero 170 di Sursum Corda del 21 luglio 2019

Sul sito è disponibile il numero 170 (del giorno 21 luglio 2019)  di Sursum Corda®. Il settimanale si può scaricare gratuitamente nella sezione download   dedicata ai soli Associati e Sostenitori.

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– Comunicato numero 170. La parabola delle mine e dei talenti;
– Preghiera a Santa Margherita, Vergine e Martire (20.7);
– Dizionario di teologia dommatica. Il Soprannaturale;
– Orazioni a San Federico, Vescovo e Martire (18.7);
– Dizionario di teologia dommatica. I Membri della Chiesa;
– Preghiera a Sant’Alessio, Confessore (17.7);
– Dizionario di teologia dommatica. La Natura;
– Preghiera alla Madonna del Carmelo (16.7);
– Racconti miracolosi n° 86. Un triste giovane e San Bernardino da Siena;
– Preghiera per l’Ordine del Carmelo (di dom Prosper Guéranger);
– Racconti miracolosi n° 87. San Giovanni Canzio converte dei ladri.

Preghiamo per i nostri Sacerdoti e Religiosi/e, per le vocazioni, per le famiglie, per le intenzioni della nostra Associazione e per la conversione dei modernisti affidandoci alla potente intercessione di San Giovanni di Dio

fonte – https://www.sursumcorda.cloud/tags/numero-170.html

16 luglio, Madonna del Carmine e Scapolare

Origine e privilegi. – S. Simone Stock, generale del Carmelitani, nella notte dal 15 al 16 luglio 1251 pregavo intensamente la Madonna che, in pegno della sua protezione per il suo Ordine, lo distinguesse con un segno speciale. La Vergine, apparendogli, gli disse: Ricevi, diletto figlio, questo Scapolare del tuo Ordine, come contrassegno della mia fratellanza; esso è il segno del privilegio che ho ottenuto a te ed a tutti i figli del Carmelo: chi morrà piamente rivestito di quest’abito sarà preservato dal fuoco dell’inferno: esso è un pegno di salute, una salvaguardia nei pericoli, un segno d’alleanza e di pace con voi in sempiterno. Altro privilegio che sembra risalire ad una visione di Papa Giovanni XXII è quello detto Sabbatino. Papa Paolo V così si esprime: Si può piamente credere che la Vergine con le sue continue intercessioni, pii suffragi, e meriti e con una speciale protezione aiuta i Confratelli del Carmelo, morti in grazia di Dio, a uscire dal purgatorio e ciò specialmente nel giorno di sabato, giorno dalla Chiesa a Lei consacrato. Il Beato de la Colombière, diceva non esservi devozione tanto confermata con miracoli e prodigi, come quella dello Scapolare.

Condizioni del primo privilegio: 1) Ricevere l’imposizione dello scapolare ed essere iscritti alla confraternita; 2) Portare con pietà l’abitino, cioè vivendo cristianamente, poiché, nessuno può sperare d’essere assistito da Maria SS. in morte se non ha cercato d’acquistarsi i suoi favori durante la vita astenendosi dal peccato, e lavorando, per la sua gloria. (Papa Pio XI). Lo scapolare però fa sì che la Vergine impetri speciali grazie a chi ne è rivestito, onde ottenere la perseveranza finale, perché altrimenti sarebbero senza senso le lodi che di esso hanno intessuto i Santi ed i Pontefici. Spesso anzi la Vergine per questo solo atto di ossequio ha ottenuto la salvezza, anche con miracoli, a chi altrimenti non l’avrebbe meritata; ma se questi fatti ci devono indurre a far rivestire del potente scapolare i nostri cari, non ci devono però spingere alla presunzione. Chi peccasse colla speranza di essere salvo per aiuto della Madonna, si demeriterebbe la sua protezione peccando contro lo Spirito Santo.

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