Caro bollette, mazzata da 1.200 euro

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I rincari per ogni famiglia nel 2022. Tajani: stoccaggio a livello Ue, come per i vaccini

di Pier Francesco Borgia

Nel 2022 il costo dell’energia peserà sulle famiglie per 1.200 euro in più rispetto al 2021. Questa la proiezione effettuata dai ricercatori di Nomisma. Un aumento che dovrebbe essere mitigato dalle recenti misure del governo. Palazzo Chigi ha messo sul piatto oltre otto miliardi (3,5 nell’ultimo decreto). Un argine che porterebbe, secondo le proiezioni statistiche ad abbassare il «caro bollette» a 770 euro a famiglia. L’Osservatorio nazionale di Federconsumatori fornisce stime abbastanza simili. Le tensioni sui beni energetici, iniziate nella parte finale del 2020 e in un primo tempo considerate transitorie in quanto attribuite alla ripresa della domanda, si sono fatte, negli ultimi mesi, sempre più intense, con un impatto rilevante sia sui conti delle famiglie sia delle imprese. Se nel 2020 le famiglie italiane hanno speso in media 1.320 euro per le spese per energia elettrica e gas (pari al 4,7% della spesa totale annuale), la spesa è salita a 1.523 euro nel 2021 con un aumento di oltre 200 euro. Ancora più difficile appare la situazione in prospettiva: nel 2022 questa cifra dovrebbe salire a quasi 1.950 euro (+426 euro rispetto al 2021), arrivando a rappresentare il 6,1% dei consumi.

Poi c’è il paradosso segnalato da molti economisti e spiegato a chiare lettere dall’ufficio studi di Confcommercio. Se anche vengono sgonfiati i prezzi del gas l’emergenza resta visto che a causa del caro-bollette molte imprese minacciano di non riaprire i battenti dopo Capodanno. Soprattutto la manifattura, che per funzionare ha bisogno di grandi quantità di energia. Sarebbe un clamoroso autogol visto che, per la prima volta da molti anni, il portafoglio ordini è pieno. Secondo Confcommercio le imprese dovranno sostenere un aumento dei costi pari al 40% che inevitabilmente si scaricheranno sui prezzi finali alimentando l’inflazione. Se poi aggiungiamo il fatto che le importazioni italiane tramite gasdotto ammontano a 53,5 miliardi di metri cubi, che rappresentano l’81% delle importazioni totali, gli elementi per la «tempesta perfetta» ci sono tutti.

Per evitarla bisogna fare come si è fatto con i vaccini. A suggerirlo è il coordinatore nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani. L’idea è quella di creare a livello europeo un meccanismo comune di acquisto e stoccaggio del gas, di modo da avere sempre a disposizione riserve e calmierare i prezzi, sottraendoli ad eventuali interruzioni di forniture o rialzi improvvisi», prosegue. «Un grande continente come l’Europa – spiega l’azzurro – deve lavorare per costruire una politica energetica comune, integrata e moderna». Al governo italiano intanto Tajani chiede di tagliare le accise e calmierare i prezzi delle bollette fino a che non si stabilizza il mercato. Stessa richiesta avanzata anche da Confindustria, per voce del suo presidente Carlo Bonomi, e dal responsabile economico del Pd, Antonio Misiani. Mentre la Lega ha già annunciato che nei prossimi giorni presenterà un piano per tagliare le accise e aumentare (almeno in questo frangente) l’estrazione di gas.

Fonte: https://www.ilgiornale.it/news/politica/caro-bollette-mazzata-1200-euro-1998737.html

Roma: Bannon e Salvini ad Atreju

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 Fine settimana intenso per alcuni di noi di Christus Rex-Traditio.

Chi a Poggibonsi (SI) per un importante giornata al castello de La Magione, chi a Roma per un colloquio personale con Steve Bannon. Tanta carne al fuoco…

Steve Bannon apre di nuovo un solco nel centrodestra, all’indomani del vertice a palazzo Grazioli Salvini-Berlusconi-Meloni che sembrava aver ricucito il fronte diviso dalla nascita del Governo Conte, con allarme e sirene spiegate per la maggioranza giallo-verde di cui la Lega fa parte, Fi è opposizione, Fdi si è messa nella zona franca dell’astensione.
Bannon è a Roma su invito di Giorgia Meloni che domani lo vedrà all’isola Tiberina protagonista con Matteo Salvini (che lo ha incontrato solo due settimane fa, il 7 settembre) di Atreju, la festa annuale dei giovani della destra italiana organizzata da Fratelli di Italia. “La presenza di Steve Bannon proietta certamente questa manifestazione – ha detto Giorgia Meloni aprendo Atreju- sul palcoscenico internazionale. Sicuramente – prosegue – la sua presenza e quindi il tema dell’adesione di Fratelli d’Italia a “The Movement” e a questa rete internazionale di movimenti identitari e sovranisti è un tema che io considero particolarmente centrale in questa edizione”.

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Barbari o divisi

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Barbari o divisiQUINTA COLONNA

di Marcello Veneziani

Verrà il giorno che il verde si separerà dal giallo, la Lega sarà la nuova destra e il M5 Stelle sarà la nuova sinistra. Dalla maggioranza di governo del presente nascerà un nuovo sistema bipolare. I tempi potranno essere rapidi se in autunno o anche subito la coalizione si spaccherà sui temi sensibili che già conosciamo, vale a dire migranti, giudici, pensioni, reddito di cittadinanza, nazionalizzazioni, mentre su altri come l’Europa e l’avversione alla Casta dei potentati sembrano essere abbastanza omogenei. Ma se resisteranno alla prova d’autunno ci sarà poi la prova dell’Europa quando i due partiti si presenteranno divisi e faranno incetta di voti gli uni nell’area del centro-destra e gli altri in prevalenza della sinistra.

Questa profezia circola sotto traccia da qualche tempo, e Bobo Maroni l’ha di recente rilanciata, vedendo nella Lega l’erede della destra e di Forza Italia e nei grillini gli eredi della sinistra e del Pd. Rispetto alla nuova destra e alla nuova sinistra che faranno quelle cariatidi in caduta? Cambieranno nome, faccia e leader ai loro partiti in ritirata, si aggrapperanno al passato (Veltroni e Berlusconi), cercheranno di aprire i ponti ai due Soggetti principali tramite i loro ambasciatori (Toti e Zingaretti). E per completare la partita si dovrà vedere poi che fine faranno Fratelli d’Italia e Liberi e Uguali, se saranno dentro, fuori a mezzadria, satelliti o in disparte, rispetto ai due poli principali. Continua a leggere

I retroscena sulla presidenza Rai

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Mentre Marcello Foa dichiara di rimanere in veste di “consigliere anziano”, il solito ben informato D’Agostino racconta alcuni retroscena interessanti, di cui in parte eravamo a conoscenza pure noi (n.d.r.):

L’OPA OSTILE DI SALVINI SU “FORZA ITALIA”: LE PORTE DELLA LEGA SONO APERTE PER GLI AMMINISTRATORI LOCALI CHE DECIDONO DI MOLLARE BERLUSCONI – IL CAV, CHE AVREBBE VOLUTO MEDIARE SU FOA, ERA CON LE SPALLE AL MURO: TAJANI HA MINACCIATO LE DIMISSIONI IN CASO DI RESA A SALVINI – E CON LUI, IN PRIMA FILA, CONTRO LA LEGA C’ERA GHEDINI – IL RISIKO DELLE NOMINE

1 – BERLUSCONI TENTENNA, I SUOI SI RIBELLANO E TAJANI MINACCIA LE DIMISSIONI DA VICE

Amedeo la Mattina per “la Stampa”

salvini berlusconiSALVINI BERLUSCONI

Ora le porte della Lega si apriranno, anzi si spalancheranno per gli amministratori locali di Forza Italia. E secondo il Carroccio sono tanti coloro che bussano alla porta di Matteo Salvini, il «Capitano» che ha le vele politiche gonfie di buon vento elettorale. Mentre vedono quelle azzurre flosce, con l’ Ammiraglio dell’ ex nave azzurra in disarmo, svogliato, poco interessato alla battaglia navale d’opposizione nelle acque giallo-verde. Finora l’ accordo tra Silvio Berlusconi e Matteo Salvini era di non farsi la guerra: nessuna apertura a parlamentari, a consiglieri regionali e comunali. Continua a leggere