In migliaia a Palermo alla fiaccolata per Borsellino

La luce delle fiaccole alla ricerca di verità illumina il capoluogo siciliano, in memoria del giudice ucciso dalla mafia.

Si rinnova anche quest’anno, venerdì 19 luglio, il tradizionale appuntamento della fiaccolata in memoria di Paolo Borsellino e delle vittime della strage di via D’Amelio. Giunta alla 23/ma edizione, è ormai la più longeva manifestazione antimafia in Sicilia.
La fiaccolata è stata organizzata dal “Forum 19 Luglio” (cartello che raggruppa trasversalmente associazioni, movimenti ed istituzioni) e “Comunità ‘92” (coordinamento che unisce le varie anime della destra siciliana ideatrici della manifestazione. Alla manifestazione aderiscono 60 associazioni e 21 comuni (tra cui Palermo, Catania e Vicenza).
“Fiaccola accesa nel buio della notte”, slogan della prima edizione della fiaccolata, sarà il tema centrale di quest’anno con un’accezione diversa. Se nel 1996 il buio, per i giovani promotori della manifestazione, era solo la mafia oggi rappresenta invece la grande menzogna che aleggia sulla strage di via D’Amelio, fatta di depistaggi e di tradimenti di pezzi dello Stato che remavano contro uomini come Borsellino e Falcone. La luce della fiaccole invece rappresenta la voglia di verità sulle stragi del ’92 per rendere giustizia a quanti hanno sacrificato la loro vita nella lotta contro la mafia. Continua a leggere

Milano: 500mila euro per portare i diritti lgbt e l’ed. sessuale nelle scuole

Milano sempre più in preda alla ‘deriva arcobaleno’. Polemiche per l’ingente cifra decisa dalla giunta Sala.

Sempre più “raimbow”. Il Comune è pronto a spendere ben 500mila euro per portare corso di educazione sessuale e diritti lgbt nelle scuole. Succede a Milano, ormai da tempo diventata una delle città più arcobaleno d’Italia. Il suo sindaco, Beppe Sala, è uno dei più ferventi attivisti pro gay e pro gender fra tutti gli altri primi cittadini della penisola.

Così, la sua giunta ha disposto questo enorme investimento, per un progetto che ha l’aria di essere l’ennesimo tentativo di indottrinamento ai danni dei più piccoli. A fare il singolare annuncio è stato Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche Sociali, già finito recentemente nella polemica per aver duramente attaccato gli attivisti pro vita (leggi qui il nostro articolo https://vocecontrocorrente.it/cartelli-anti-aborto-a-milano-per-lassessore-pd-fanno-schifo/ ).

Sebbene però lo stesso esponente del Pd non abbia parlato esplicitamente di “lezioni gender”, il fatto che la notizia sia stata data dallo stesso Majorino durante le manifestazioni per il Milano Pride lascia pochi dubbi e interpretazioni. L’assessore ha infatti specificato che si tratterà di corsi riguardanti non solo l’educazione sessuale, ma anche la “promozione dei diritti”.

Insomma, mentre la città si prepara ad affrontare grandi sfide, mentre le periferie richiedono maggiori investimenti sulla sicurezza e il sindaco “arcobaleno” viene condannato a sei mesi di reclusione, l’amministrazione milanese trova il tempo (e anche tanti soldi) per un progetto volto a confondere ancora di più i più piccoli e privarli della loro serenità individuale.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/milano-500mila-euro-per-portare-i-diritti-lgbt-e-led-sessuale-nelle-scuole/

Calo demografico, è come se fosse scomparsa l’intera città di Palermo

I dati Istat i continuano a denunciare la drammatica situazione del nostro Paese

Se i dati Istat dell’anno scorso avevano già tracciato un quadro sconfortante sulla condizione demografica della popolazione italiana, il report aggiornato, diffuso nella giornata di ieri, non offre di certo una migliore prospettiva: per la prima volta negli ultimi novant’anni, la nostra nazione si trova in fase di grave declino demografico; in pratica, continuando così, si va inesorabilmente verso l’estinzione!

La popolazione, dal 2014 al 2018, è diminuita di 677 mila persone: una perdita pari alla scomparsa di una città grande come Palermo. Secondo le rilevazioni dell’Istituto di Statistica, gli Italiani a fine 2018 erano 55 milioni 104 mila, esattamente 235 mila in meno rispetto all’anno precedente (- 0,4%).

La causa di questo calo spaventoso è, come reso noto dal rapporto Istat di cui già discusso qualche giorno fa (clicca qui per leggere l’articolo), conseguenza del crescente divario tra le nascite – che nel 2018 sono state per l’esattezza 439.747, delle quali solo 359 mila da genitori italiani, con un calo di oltre 18 mila unità rispetto all’anno precedente – e le cancellazioni (decessi ed espatri), che sono state oltre 633 mila. Un forbice di tale portata, peraltro in costante aumento, dà la misura di quanto grave sia la situazione. Il fenomeno è stato definito dagli addetti ai lavori con varie espressioni, che vanno dalla “bomba demografica” al “suicidio demografico” fino alla “peste bianca”, ma quella più utilizzata è stata “inverno demografico”, costantemente adoperata dal Prof. Massimo Gandolfini, portavoce del CDNF e organizzatore dei “Family day”. Oggi, tuttavia, riteniamo tale definizione troppo eufemistica, considerando più appropriato parlare di “inferno demografico”, più che di semplice inverno,  specie se consideriamo che nel 1970 le nascite erano pari a 1.070.000 unità.

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Ancora persecuzioni: l’Isis uccide una bimba cristiana bruciandola viva

La piccola aveva appena dodici anni.

Mentre il mondo occidentale si interroga sull’accoglienza, continuano le persecuzioni dei cristiani sparsi per il mondo. Questa volta la vicenda riguarda l’Iraq, dove i terroristi affiliati all’Isis hanno ucciso una bambina, bruciandola vita. La notizia è stata data dal quotidiano britannico “The Telegraph” e a raccontarla in Italia è stato “Il Giornale”. La piccola aveva 12 anni.

Secondo le ricostruzioni, dietro l’atroce gesto ci sarebbe una “mancanza” della madre nei confronti dello stato islamico. A Mosul, infatti, i musulmani hanno imposto una tassa di protezione alle altre religioni: si chiama jizya e consiste nel pagamento della protezioni, da parte della polizia segreta del Califfato.

La donna si sarebbe attardata nel pagamento, ritardando di pochi minuti alle richieste degli emissari dell’Isis. Ma il suo temporeggiamento ha scatenato le ire dei tagliagole. “Mentre la trasportavano in ospedale, ormai in fin di vita – ha raccontato l’attivista per i diritti umani Jacqueline Isaac -, la piccola ha pregato la madre di perdonare i propri aguzzini”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/ancora-persecuzioni-lisis-uccide-una-bimba-cristiana-bruciandola-viva/

Condannato Beppe Sala: sei mesi di reclusione per il ‘sindaco arcobaleno’

L’inchiesta riguarda la gestione dell’Expo, di cui fu commissario delegato dal governo.

Beppe Sala è stato condannato. Il Tribunale di Milano ha condannato il primo cittadino del capoluogo lombardo a sei mesi di reclusione nel processo in cui era imputato per falso materiale e ideologico per la presunta retrodatazione di due verbali. Le vicende riguardano l’organizzazione dell’Expo 2015, di cui Sala fu commissario nominato dal governo, prima di essere eletto nel 2016.

Per il “sindaco arcobaleno” però la pena è stata commutata in una multa di 45mila euro.  “Questa sentenza – ha commentato lo stesso Beppe Sala –  non produrrà effetti sulla mia capacita di essere sindaco di Milano. Assicuro ai milanesi che resterò a fare il sindaco per i due anni che restano del mio mandato. Di guardare avanti ora non me la sento”.

Poi la chiosa finale: “Una sentenza del genere, dopo sette anni, per un vizio di forma, allontanerà tanta gente per bene dall’occuparsi dalla cosa pubblica. I sentimenti che ho sono negativi, qui e stato processato il lavoro e io ne ho fatto tanto”.

Fonte: https://vocecontrocorrente.it/condannato-beppe-sala-sei-mesi-di-reclusione-per-il-sindaco-arcobaleno/

Nuovo caso sbarchi: Malta si offre, ma la ong rifiuta e punta su Lampedusa

La Mediterranea stra trasportando 54 persone dell’Africa.

Non è passata nemmeno una settimana da quando la Sea Watch 3 è sbarcata a Lampedusa tra le polemiche, guidata dalla sua “capitana ribelle” Carola Rackete (prima arrestata, poi rilasciata). Ieri sera un nuovo caso si è aperto quando la nave della ong Mediterranea ha fatto sapere di essere entrata nelle acque territoriali italiane, alla ricerca di un porto sicuro. Obiettivo dell’imbarcazione – che trasporta 54 migranti – è quello di approdare anch’essa presso l’isola in provincia di Agrigento.

Ma, come accaduto in precedenza per situazioni simili, il Viminale ha già comunicato che non verrà autorizzato nessun approdo in un porto italiano. Rispondendo alle domande di Mario Giordano su Rete4, il vice premier Matteo Salvini aveva fatto sapere di essere già in contatto con il premier maltese “per definire l’accordo che permetterà alla Mediterranea di sbarcare (appunto) a Malta”. Disponibilità che poi è davvero arrivata.

A tirarsi indietro dal cambio di rotta è stata la stessa nave ong: “Per le condizioni psicofisiche delle persone a bordo e le caratteristiche della nave, non è in grado di affrontare la traversata verso Malta”.

Insomma, gli elementi per l’inizio di una nuova escalation ci sono tutti.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/nuovo-caso-sbarchi-malta-si-offre-ma-la-ong-dice-di-no/

Tra i migranti della Sea Watch c’è chi dice: ‘Salvini ha ragione’

E’ stato intervistato da un programma televisivo italiano.

“Conosco Salvini e credo che in parte abbia ragione“. Sono queste le parole pronunciate ai microfoni del programma “Stasera Italia” da uno dei migranti che erano a bordo della Sea Watch, sbarcata nella notte tra venerdì e sabato scorso a Lampedusa.

Il ragazzo ha prima parlato di come i passeggeri della nave siano stati sostenuti e incoraggiati giorno per giorno dalla capitana Carola Rackete. Poi, alla domanda della giornalista sulla sua opinione circa le autorità italiane ha risposto: “Conosco Salvini e credo che in parte abbia ragione. Lui vuole che l’Europa faccia la sua parte. Anche la Germania così come la Francia deve accogliere una sua quota di migranti – continua l’uomo che conclude – non si può lasciare fare tutto all’Italia, c’è crisi ovunque”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/tra-i-migranti-della-sea-watch-ce-chi-dice-salvini-ha-ragione/

Né maschio, né femmina: arriva l’opzione “X”

Una nuova legge per legittimare i ‘moderni’ stereotipi gender.

Né maschio, né femmina, ecco il terzo sesso. I neo genitori islandesi adesso potranno iscrivere i propri figli all’anagrafe contrassegnando con una “X” il loro genere sessuale: semplicemente transgender. Lo ha stabilito all’unanimità il Parlamento di Reykjavik con una nuova legge sull’identità di genere, che ha lo scopo di tutelare e ampliare i diritti di Transgender e LGBT. Le nuove norme serviranno a facilitare anche le procedure per il cambio di genere sessuale da parte degli adulti.

“L’Atto per l’autonomia del genere” consentirà di non assegnare ai bambini appena nati un genere necessariamente maschile o femminile, rimandando al futuro e alla loro libera scelta tale decisione. Appositi team di medici dovranno poi certificare la situazione giuridica di questi neonati che, per scelta dei propri genitori, si troveranno in questa situazione di incertezza.

Per quanto riguarda i minori già registrati all’anagrafe come maschio o femmina, potranno anch’essi cambiare il proprio genere, previo consenso dei genitori; altrimenti dovranno aspettare la maggiore età. “In accordo alle proprie esperienze di vita” – e non a seguito di accertamenti medici come avvenuto fino ad adesso – essi potranno, infatti, procedere ad un cambio di genere, che sarà quindi molto più semplice ed immediato così come l’accesso all’assistenza sanitaria transpecifica. Facilitata anche la procedura relativa al cambio del nome: non ci sarà più bisogno di rivolgersi al Comitato nazione degli appellativi per avere un nome di genere opposto. Le precedenti norme, secondo cui ad una femmina doveva essere assegnato un nome femminile e ad un maschio un nome maschile, vengono infatti eliminate dal momento che il Registro nazionale dei nomi non conterrà più alcuna distinzione di genere.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/ne-maschio-ne-femmina-arriva-lopzione-x1/

“Gesù sarebbe d’accordo con l’aborto”: Madonna si spinge ancora oltre

La popstar Madonna ha pubblicamente dichiarato che Gesù “sarebbe d’accordo” con le donne che abortiscono.

“Gesù non rimprovererebbe le donne che abortiscono e non le condannerebbe. Anzi, sarebbe d’accordo con loro. Ne sarebbe felice”. Questo è quanto ha dichiarato la pop star di fama internazionale Madonna.

In un’intervista nel talk show australiano di Andrew Denton, la cantante “Like a Prayer” ha insistito sul fatto che – visto che Gesù era un sostenitore delle donne – sarebbe stato “perfettamente felice” dell’aborto.

Parole assurde, che sono continuate così: “Non pensi che Gesù sarebbe d’accordo sul fatto che una donna ha il diritto di scegliere cosa fare con il suo corpo?”.

A rispondere a Madonna è stato il pastore evangelista Franklin Graham, con un post su Facebook: “La pop star dice che l’Autore della Vita, Gesù Cristo, approverebbe la distruzione della vita attraverso l’aborto. È assurdo!”

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‘No allo sbarco della Sea Watch’, ora l’Europa sta con Salvini

Il vice premier: ‘Confermate le nostre scelte politiche, all’insegna della giustizia e del buon senso’.

La Corte Europea dei diritti dell’uomo nega lo sbarco alla Sea Watch presso le coste italiane. Il pronunciamento è arrivato alcune ore fa e conferma il “no” all’approdo deciso dal governo guidato da Giuseppe Conte.

I rappresentanti della Ong olandese avevano infatti presentato ricorso alla Cedu, per ribaltare quanto stabilito dall’esecutivo giallo-verde e – in particolare – dal vice premier Matteo Salvini. Un ricorso che è stato del tutto rigettato.

“Anche la Corte Europea di Strasburgo conferma la scelta di ordine, buon senso, legalità e giustizia dell’Italia – ha commentato lo stesso ministro dell’Interno- . Porti chiusi ai trafficanti di esseri umani e ai loro complici. Meno partenze, meno sbarchi, meno morti, meno sprechi. Indietro non si torna”. Secondo quanto riferito dallo stesso leader leghista, la Corte Europea avrebbe comunque chiesto al governo italiano di fornire tutta l’assistenza necessaria alle persone in situazione di vulnerabilità a causa dell’età o dello stato di salute che si trovano a bordo della nave

fonte – https://vocecontrocorrente.it/no-allo-sbarco-della-sea-watch-ora-leuropa-sta-con-salvini/

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