Persecuzione cristiana in Cina: ora anche le telecamere nei luoghi di culto

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La Cina sta facendo delle manovre di vera persecuzione cristiana: ora arrivano anche le telecamere nei luoghi di culto.

Non sono poche le mosse fatte dalla Cina per ostacolare i cristiani: diverse azioni, da qualche anno a questa parte, hanno fatto pensare a una vera e propria persecuzione cristiana.

Divieti di riunire le assemblee, limiti di numeri, limiti di orari: tutto sembra finalizzato a reprimere la fede. E adesso, a condire il tutto, arrivano anche le telecamere di sorveglianze nei luoghi di culto prettamente cristiani.

Tutte le telecamere sono collegate all’ufficio del governo, che può così controllare tutte le mosse che si svolgono all’intero: sono obbligatorie quelle sopra al podio e quelle all’ingresso.

“Ogni volta che l’assemblea si riunisce – dice un pastore anonimo a The Atlantic – le telecamere seguono ogni nostro movimento. Se le oscuriamo, irrompono e chiudono la chiesa, mettendo sigilli e impedendoci le attività”.

Ma non è tutto qui: “Ai culti il Dipartimento del Fronte Unito locale, l’Ufficio di pubblica sicurezza e il governo comunale inviano personale appositamente assegnato per venire a supervisionarci. Stanno seduti o al computer e osservano tutti“.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/persecuzione-cristiana-in-cina-ora-anche-le-telecamere-nei-luoghi-di-culto/

Nuova legge sull’eutanasia, ecco cosa si propone

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Il testo arriverà alla Camera la prossima settimana, ma è scontro aperto tra Movimento 5 stelle e Lega.

Sono giorni decisivi per le forze politiche del nostro Parlamento, dove – dalla prossima settimana – inizierà la discussione in aula della nuova legge sull’eutanasia. I lavori partiranno lunedì 24 dalla Camera dei deputati. Ma la riforma riguardante le disposizioni sul fine vita non sta mancando di creare un nuovo scontro interno alla maggioranza. Ad oggi, infatti Lega e Movimento 5 stelle hanno presentato due proposte distinte e separate, per certi aspetti anche contrapposti. A queste due bozze si aggiungono quella del gruppo misto e quella avanza attraverso una raccolta di firme dall’associazione “Luca Coscioni” di Marco Cappato.

La Lega, con la proposta presentata da Alessandro Pagano, propone di rivedere la legge approvata nella scorsa legislatura: eliminare la possibilità di interrompere nutrizione e alimentazione artificiale, inserendo un’attenuante al reato di istigazione o aiuto al suicidio per le persone stabilmente conviventi di una persona tenuta in vita esclusivamente dalle macchine e affetta da gravi patologie.

Di tutt’altro avviso è il Movimento 5 stelle, che con il testo di Doriana Sarli vorrebbe addirittura introdurre il suicidio assistito: “un soggetto maggiore di età, capace di intendere e di volere, affetto da una condizione clinica irreversibile può chiedere in modo inequivocabile e come espressione piena della propria libera autodeterminazione di sottoporsi al suicidio medicalmente assistito”.

Curioso, poi, il fatto che la proposta pentastellata si avvicini di molto alle altre bozze presentate, di matrice essenzialmente “radicale”.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/lnuova-legge-sulleutanasia-ecco-cosa-si-propone/

Icone musicali lgbt verso il flop, il pubblico le abbandona

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La cantante Madonna sembra aver fatto un buco nell’acqua con il suo nuovo tour.

Icone lgbt verso la fine? E’ presto per dirlo, ma sicuramente qualcosa nella coscienza americana sta cambiando. Siamo in America, un tempo patria delle avanguardie gay, oggi terra di confronto tra le parti, dove arrivano brutti segnali per l’acclamata regina della trasgressione: Madonna. La diva del pop, da sempre simbolo del mondo “arcobaleno”, sembra ormai essere una stella in caduta libera nel panorama musicale internazionale.

La cantante di origini italiane (il suo vero nome è Veronica Ciccone) è infatti pronta a partire con il suo nuovo tour di concerti, relativi al suo album in uscita in questi giorni “Madame X”. Ma l’apertura dei botteghini per le date americane ha mandato alla pop star segnali tutt’altro che incoraggianti.

Se quattro anni fa i biglietti erano andati sold out nell’arco di qualche ora, questa volta, a distanza di giorni, i posti disponibili sono ancora tantissimi. Il caso più eclatante è quello di Brooklyn, dove ancora si contano centinaia di ticket invenduti.

Un segnale, neanche troppo velato, che l’essere estremamente provocatoria le diede grande fama in passato, ma che oggi quel giochetto non funziona più. Forse per il fatto che – di certo – alcuni atteggiamenti non si addicono più a una signora di quasi 61 anni, o forse perché in America sta nascendo una coscienza diversa, che non intende più correr dietro a  icone trasgressive come questa.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/icone-musicali-lgbt-verso-il-flop-il-pubblico-le-abbandona1/

Anche in Ecuador vince la lobby lgbt: legalizzate le unioni gay

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Una sentenza storica delle Corte Costituzionale cambia le regole per le unioni tra persone dello stesso sesso.

Colpo grosso delle lobby gay in un altro Stato del mondo. Questa volta non si parla dell’estremo oriente (come fu nel caso di Taiwan nemmeno un mese fa) ma dell’America latina. L’Ecuador, infatti, ha legalizzato ufficialmente i “matrimoni” tra persone dello stesso sesso. La notizia è stata battuta dalle agenzie internazionali nella giornata di ieri e sta ormai facendo il giro dell’intero pianeta.

A stabilire le regole di questo tipo di “unione” è stata la Corte Costituzionale, dando così una svolta al riconoscimento dei diritti di gay, lesbiche, bisessuali e transessuali del paese.

La decisione delle scorse ore è arrivata dopo un lungo braccio di ferro tra le istituzioni nazionali e le associazioni lgbt, che da sempre chiedono una riforma in tal senso. Alla fine però il paese si è piegato. Ma non si tratta però del primo caso in America latina. L’Ecuador si unisce ad Argentina, Brasile, Costa Rica, Colombia e Uruguay, che hanno già reso legali i matrimoni egualitari negli anni scorsi.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/anche-in-ecuador-vince-la-lobby-lgbt-legalizzate-le-unioni-gay/

Due madri e nessuna carta d’identità per la bimba: il danno di ‘genitore 1 e 2’

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Una bambina si trova nella condizione di non avere un documento d’identità perché figlia di “due mamme’: succede a Favaro Veneto.

Due mamme, nessuna identità: lʼanagrafe della municipalità di Favaro Veneto si è ritrovata a dover sospendere la pratica per i documenti di riconoscimento di una bambina, che ha una madre biologica legata a un’altra donna.

Dopo il ritorno dei termini padre e madre sulla carta d’identità la piccola si trova in una fase di stallo. Questo perché la madre vorrebbe far inserire di fronte alla dicitura “padre” il nome della sua compagna.

La bambina è stata concepita con il seme di un donatore anonimo e non conoscerà mai il suo vero papà. Frattanto, per risolvere la situazione e dare un’identità alla piccola, gli uffici dell’anagrafe hanno contattato il Viminale.

Si attendono adesso delle risposte sulla questione e delle indicazioni più precise. Di certo questo caso sottolinea la necessità di una figura paterna (o materna, a seconda dei casi) anche e soprattutto per la crescita della bambina, che un giorno dovrà affrontare difficoltà molto più grosse dell’ottenimento di un documento d’identità.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/due-madri-e-nessuna-carta-didentita-per-la-bimba-il-danno-di-genitore-1-e-2/

Barilla, sponsor del Pride milanese: continua il cammino lgbt dell’aziend

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Barilla torna a battere sulle tematiche lgbt+: la scelta sembra frutto di una precisa strategia volta a coprire le reali idee del fondatore.

È una decisa presa di posizione quella di Barilla: vuole proseguire sull’onda lgbt+ e vuole farlo in grande. Talmente in grande che l’azienda è ufficialmente diventata sponsor del Pride di Milano.

Barilla si è addirittura impegnata a invitare dipendenti, familiari e amici mettendo a disposizione un bus gratuito e creando dei gadget ad hoc.  L’azienda si è insomma allineata a grandi marchi come H&M con la sua campagna Pride o Adidas, Nike e Converse che questo mese stanno promuovendo attivamente le comunità lgbt.

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Fonte – https://vocecontrocorrente.it/barilla-sponsor-del-pride-milanese-continua-il-cammino-lgbt-dellazienda/

Il pride invade Roma: bacio provocatorio tra Luxuria e Asia Argento

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Sarebbe questa la nuova civiltà? (n.d.r.)

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26 giugno: oggi è la Giornata Mondiale contro tutte le droghe

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Sensibilizzare i giovani contro una realtà letale che ogni anno uccide centinaia di migliaia di persone.

Il 26 giugno è la “Giornata mondiale contro le droghe”. Ogni anno in questo giorno centinaia di manifestazioni in tutto il mondo sollecitano la riflessione su un tema troppo spesso sottovalutato e dimenticato ai nostri giorni. La ricorrenza è stata indetta nel 1986  dall’Assemblea Generale dell’Onu, con l’obiettivo comune a tutti gli stati membri di creare una comunità internazionale che riesca a liberarsi dalle sostanze stupefacenti.

Ogni 26 giugno,  l’ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (UNODC) si rivolge ai giovani con campagne specifiche che mirano a spiegare gli effetti negativi dell’uso delle droghe.  Sostanze che hanno conseguenze fisiche più o meno immediate, compromettendo gravemente lo sviluppo psicologico ed emotivo della persona. Tra le droghe indicate maggiormente come minacce per l’incolumità umana, l’Onu segnala stimolanti del topo anfetamine, cocaina, cannabis, allucinogeni, oppiacei e sedativi ipnotici.

Secondo le ultime stime, ogni anno coloro che assumono droga almeno una volta sono circa 200milioni, di cui 25 milioni vengono considerati tossico dipendenti. Disarmante poi il numero annuale delle morti per malattie correlate all’uso di sostanze stupefacenti: se ne contano circa 200mila.

Fonte – https://vocecontrocorrente.it/26-giugno-oggi-e-la-giornata-mondiale-contro-tutte-le-droghe/

Voto in Danimarca, vince la sinistra anti immigrazione

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I socialdemocratici verso il governo del paese.

La Danimarca va a sinistra, ma lo fa scegliendo la linea dura sull’immigrazione. Si sono tenute ieri le elezioni generali per il rinnovo del parlamento nazionale e gli elettori hanno assegnato la maggioranza relativa al Partito Socialdemocratico, che con il 25,9% ha conquistato 48 seggi. Un’affermazione che, sommata a quanto ottenuto dagli altri partiti della sinistra liberale e “rosso-verde” permetterà alla coalizione progressista di avere numeri (seppur risicati) per governare.

Vince quindi quel centro sinistra “diverso”, un’alleanza insolita che ha posto tra i temi centrali del suo programma la lotta senza sconti all’immigrazione clandestina. A guidare il nuovo esecutivo sarà con ogni probabilità una donna: si tratta di Mette Frederiksen, 41 anni, leader del partito “A” (i socialdemocratici, appunto).

Al secondo posto – con il 23,4% – arrivano i conservatori di “Venstre”, guidati dal primo ministro uscente Lars Løkke Rasmusse, che ha già annunciato le proprie dimissioni. Spicca il crollo dell’ultradestra cristiana, passata dal 21% all’8,7%. Un ridimensionamento per molti dovuto alla fuga di voti verso le formazioni di sinistra, con cui il partito “DPP” (questo il nome dei populisti danesi) condivide molte idee sulle politiche migratorie. Ed è proprio su queste tematiche che la premier in pectore Frederiksen ha già fatto sapere che chiederà sostegno in aula, guardando ai banchi della destra estrema.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/voto-in-danimarca-vince-la-sinistra-anti-immigrazione-2/

Vicenza, il Congresso delle Famiglie sfida il gay pride

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Il 15 giugno le due iniziative in contemporanea.

Il “Congresso delle famiglie” è pronto a sfidare il gay pride. Il prossimo 15 giugno si preannuncia un sabato importante per la città di Vicenza, che ospiterà sia la sfilata arcobaleno, sia la manifestazione che vedrà l’attesissima partecipazione di Gianfranco Amato.

Così, mentre la parata attraverserà la città, nelle sala Canareggio dell’Hotel De La Ville avrà luogo l’incontro denominato “Famiglia? Nessun dubbio“. L’iniziativa è stata promossa  Gian Luca Deghenghi (esponente del “Movimento Italia Sociale”) e avrà l’onore di ospitare il famoso avvocato, presidente di “Giuristi per la vita” e già tra i promotori del “Family day”. Il Congresso riprenderà in sintesi le linee tracciate durante la grande manifestazione di Verona, svoltasi tra mille polemiche alla fine del marzo scorso.

Polemiche che non sono mancate neanche in quest’occasione, alimentate da chi – in nome della presunta libertà – avrebbe voluto spegnere ogni voce fuori dal coro dell’ideologia lgbt.

fonte – https://vocecontrocorrente.it/vicenza-il-congresso-delle-famiglie-si-contrappone-al-gay-pride/

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