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di Matteo Castagna

Ha ragione Diego Fusaro laddove dice che, nel discorso di Natale, Bergoglio ha effettuato una “vera e propria omelia per lo ius soli: “Maria e Giuseppe, per i quali non c’era posto, sono i primi ad abbracciare colui che viene a dare a tutti noi il documento di cittadinanza”. Legge del cuore (Hegel) e batticuore per l’umanità (ancora Hegel) non servono a nulla, senza considerare gli obiettivi rapporti di forza: i quali ci dicono che dare la cittadinanza a tutti è il primo passo per annichilire il concetto di cittadinanza e renderci tutti schiavi apolidi e migranti. La mondializzazione non vuole rendere cittadino chi ancora non lo è. Vuole rendere non-cittadino chi ancora lo è. Questo il punto. Insomma, l’omelia di Francesco, stavolta, sembra ispirarsi a Soros più che a Cristo“.

Sicché l’ultima spinta mondialista dell’anno viene proprio d’Oltretevere, in linea con le posizioni della sinistra che si lagna perché non è passata la legge che istituisce lo ius soli. Domani, infatti, Mattarella scioglierà le Camere e non ci sarà, quindi, più il tempo per votare alcunché. Ma, in questo modo, l’occupante del Soglio Pontificio non solo offre la sponda a “Liberi e Uguali” del Presidente del Senato, ma a tutta quella galassia che va dai centri sociali alla Cirinnà, dai catto-comunisti storici ai liberal di Emma Bonino. Del resto, per quest’ultima, che ricordiamo piangente di gioia al passaggio della legge che apre le porte all’eutanasia, Bergoglio ha sempre avuto parole d’elogio, considerandola tra i “grandi della Terra”. 

Il governo in carica non ha avuto il coraggio di dare la cittadinanza a tutti perché in campagna elettorale avrebbe regalato un argomento molto sentito nel Belpaese e, sicuramente avrebbe alimentato il vento populista, che già vede gonfie le sue vele. Così, il politico Bergoglio ha visto bene di strumentalizzare la Natività del Re dei Re per soffiare sulle vele del progressismo, come da copione oramai ben oliato, che sta però creando molti mal di pancia all’interno della Curia romana. “Modernisti va bene, ma si è sempre fatto passare tutto per gradi. Questo signore è troppo veloce nel percorrere le tappe della sovversione iniziata al Concilio”. Sono, più o meno, questi i pensieri che circolano tra i corridoi dei Sacri Palazzi, dove, mi si conceda la rima, non trattengono più gli imbarazzi.

Sul piano meramente dottrinale è necessario sottolineare che il Vangelo e tutta la Tradizione cattolica hanno sempre parlato di uguaglianza dell’umanità di fronte a Dio. Le Sue creature Egli le giudica secondo Giustizia e misericordia, ma è sciocco, completamente fuorviante e decontestualizzato paragonare la situazione di Maria e Giuseppe a quella degli immigrati giunti a Lampedusa coi barconi, così come è grottesco dire che Gesù sia venuto a dare documenti di cittadinanza a tutti. Questa dei migranti appare proprio un’ossessione bergogliesca, che alcuni osservatori non vedono propriamente disinteressata per le casse delle cosiddette “o.n.g. vaticane”.

San Matteo scrive che il Cristo disse: “ 10,32 Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; 33 chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli. 34 Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma la spada. 35 Sono venuto infatti a separare il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: 36 e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa. 37 Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; 38 chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. 39 Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà.”

Comprendiamo, dunque, quanto sia selettivo Nostro Signore, che pretende Amore esclusivo, perché il Suo sangue è stato versato per molti (non per tutti, ovvero esclude chi non Lo riconosce) in remissione dei peccati.

Anche a Bergoglio, come agli immigrati, come a tutti noi, il Signore chiederà se Lo abbiamo riconosciuto davanti agli uomini oppure no. Questa è la “cittadinanza” che ci chiede. La cittadinanza in Regno Christi che viene creduta, oramai, solo in piccole comunità rimaste fedeli, è quella che serve alla salvezza eterna, ha a che fare con l’anima, rifugge gli affari di questo mondo, ove invece è la politica che dovrebbe garantire equità per il bene comune, attraverso quella tranquillità dell’ordine di cui parla Sant’Agostino, non tramite il caos di una immigrazione incontrollata e troppo spesso interessata.

 

 

 

Fonte: https://www.diegofusaro.com/discorso-natalizio-bergoglio-scritto-soros/