Voleva impedire con le bombe il rimpatrio degli immigrati. Arrestato anarchico

Torino, 26 nov – Questa mattina è stato tratto in arresto un anarchico siciliano con sede a Verona. È accusato di aver fabbricato ordigni esplosivi per compiere attentati contro diversi centri di rimpatrio. Ad eseguire l’arresto del 40enne Giuseppe Sciacca – questo il nome dell’anarchico – è stata la Digos di Torino su mandato dell’Autorità giudiziaria del capoluogo piemontese. L’uomo dovrà rispondere dell’accusa di «fabbricazione, detenzione e porto in luogo pubblico di ordigno esplosivo».

Gli attentati

Come si apprende da un comunicato della Questura di Torino, l’arresto e la traduzione in carcere dell’anarchico «rappresenta un corollario dell’operazione “Scintilla” eseguita lo scorso 7 febbraio dalla Digos di Torino e che ha consentito di trarre in arresto sei militanti libertari riconducibili al centro sociale “Asilo”». Lo sgombero del centro sociale «Asilo» aveva poi portato, appunto, all’arresto di sei anarchici. L’accusa era quella di «aver promosso, costituito, organizzato e partecipato a un’associazione sovversiva (ex art. 270 c.p.) diretta e idonea a influire sulle politiche nazionali in materia di immigrazione mediante la ripetuta distruzione dei CIE/CPR [Centri di identificazione ed espulsione, poi rinominati Centri di permanenza per i rimpatri, ndr] e con sistematici atti di violenza e intimidazione nei confronti delle imprese impegnate nella gestione delle sopra indicate strutture di accoglienza».

Il Dna inchioderebbe l’anarchico

Grazie alle indagini della Digos di Torino, è stato possibile attribuire all’associazione anarchica ben 21 attentati contro diverse strutture disseminate su tutto il territorio nazionale. Tali attentati sono stati perpetrati sia mediante «l’invio di plichi postali esplosivi» sia attraverso la «collocazione di ordigni rudimentali (taniche di benzina con innesco esplosivo) davanti gli uffici di Poste Italiane». E proprio per alcuni di questi attentati sarebbe stato possibile individuare nella persona dell’anarchico Giuseppe Sciacca il fabbricatore degli ordigni. «L’individuazione dell’autore dell’attentato – si legge nel comunicato della Questura di Torino – è stata possibile grazie al rinvenimento di un idoneo profilo di DNA sul sistema di attivazione del congegno esplosivo che ha consentito poi a questa Digos di approfondire l’attività investigativa su alcuni militanti d’area vicini alla cellula anarchica investigata e di acquisire diversi profili di DNA, tra cui quello di SCIACCA Giuseppe, che è stato poi comparato con quello rilevato sul plico esplosivo, dando piena corrispondenza dei profili genetici».

I precedenti di Sciacca

Giuseppe Sciacca, che ha già ricevuta una condanna irrevocabile per il lancio di due ordigni esplosivi contro il Comando della Polizia Municipale di Parma risalente al 2008, sarebbe stato inoltre molto attivo anche «in occasione della manifestazione internazionale indetta dal movimento anarchico a Torino per protestare contro l’operazione “Scintilla” e lo sgombero dello storico centro sociale “Asilo”». Secondo gli inquirenti, infatti, l’anarchico «era nel “blocco nero” dei libertari “intercettati” in questa via Aosta e successivamente denunciati per il possesso di diverse decine di caschi, maschere antigas, mazze, bottiglie con liquido infiammabile, biglie e bocce di ferro, abbigliamento per travisarsi e medicinali per lenire gli effetti dei gas lacrimogeni, materiale che sarebbe stato altrimenti utilizzato per devastare la città e creare problemi di ordine pubblico». Nonostante i continui allarmi della stampa mainstream su fantomatici «ritorni del fascismo», vengono invece confermati i timori sulla scena dell’anarco-insurrezionalismo, che i servizi segreti, nel loro ultimo rapporto, avevano definito come «l’espressione più insidiosa» dell’area della sinistra estrema.

Vittoria Fiore

Da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/arrestato-anarchico-voleva-impedire-rimpatrio-immigrati-bombe-137883/

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