Bergoglio è un disco rotto anche a Natale: Urbi et orbi a base di immigrazione e accoglienza

E’ ormai un appuntamento fisso, scontato: come si sa che il 24 trasmetteranno Una Poltrona per due, è altrettanto noto l’arrivo, il 25, della predica papale sulla necessità di aprire le porte dell’Europa all’intero continente africano.

Pull factor natalizio

Così, da Piazza San Pietro, il Pontefice ha prima ricordato i tanti conflitti in corso, la “Siria che non vede fine delle ostilità”, il Sud America che sta affrontano una forte crisi, “il popolo libanese, perché possa uscire dall’attuale crisi”, per poi arrivare al nodo della questione che gli è da sempre la più cara. Parla del “piccolo Bambino di Betlemme”, agli “schiavi dell’oggi” (leggi: gli immigrati) nel giorno di Natale per annunciare che la Parola di Dio li esorta “ad uscire dalle prigioni” (leggi: varcare i nostri confini). L’amo è lanciato: l’ennesimo potentissimo pull factor (fattore attrattivo) natalizio per tutti i potenziali migranti del Terzo mondo.

Alla pancia dei fedeli

Bergoglio anche oggi ha parlato alla pancia dei fedeli, così come ha fatto pochi giorni fa, sostituendo il Cristo sul crocefisso con il salvagente di un immigrato morto in mare: ha spiegato come gli immigrati siano “vittime dell’ingiustizia che li costringe ad attraversare mari trasformati in cimiteri e a subire torture e abusi di ogni tipo in campi di transito” che in realtà sono lager “nella speranza di una vita sicura”, il tutto “di fronte a muri di indifferenza“. Dopo queste parole pronunciate davanti a migliaia di persone nell’assolata Piazza San Pietro, Bergoglio ha chiuso il suo messaggio invitando tutti alla preghiera e all’accoglienza “per la nostra fragile compagnia, sia vicino alle persone anziane e a quelle sole, ai migranti e agli emarginati. In questo giorno di festa, Gesù doni a tutti la sua tenerezza e rischiari le tenebre di questo mondo”.

Cristina Gauri

da https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/bergoglio-natale-urbi-orbi-immigrazione-accoglienza-140838/

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