Ottobre: il mese di Lepanto, il mese del Rosario

Pio-V

Segnalazione del Centro Studi Federici

Il Santo Rosario e la parola del Sommo Pontefice, dal Bollettino Salesiano, anno VIII, n.10, ottobre 1884.

É la terza volta in pochi mesi che il Sommo Pontefice Leone XIII leva la voce dal fondo del suo palazzo Vaticano , dal fianco della tomba di S. Pietro, invitando i fedeli ed imponendo loro di unirsi tutti insieme per invocare l’aiuto della Santissìma Madre di Dio e Madre nostra, nelle presenti e nelle future imminenti calamità. La prima volta comandava che sul finire di ogni Messa si recitassero tre Ave ed una Salve Regina con apposito Oremus ; la seconda che con triduo solenne si onorasse in modo speciale e in tutto il mondo la festa della Natività di Maria Vergine; ed ora per la terza volta vuole che si consacri a Maria tutto il mese di ottobre colla recita quotidiana del Santo Rosario in ogni chiesa e cappella dell’orbe cattolico.

Mesta , affettuosa, energica è la voce del Santo Padre. Interprete della volontà di Dio e della sua bontà , che si riversa sulla terra dal Cuor dì Maria, messo a sentinella e duce della casa del nuovo Israello, Esso compie l’ obbligo suo. Gesù Cristo , nella sala del cenacolo, dopo avere istituito il SS. Sacramento dell’Eucarestia , impose a lui nella persona di Pietro di confortare nella fede i suoi fratelli : Et tu aliquando conversus con firma fratres tuos. E tu all’occorrenza rivolto conferma i tuoi fratelli (Luca XXII, 32). Ed il Papa si volge ai fratelli e figli suoi e parla e conferma. Esso indica la cagione per cui la fede si illanguidisce , gli errori si impossessano delle menti, l’empietà sembra trionfare. La divozione a Maria SS. va scemando nelle masse del popolo e specialmente in molti luoghi è andata quasi in disuso la pia pratica quotidiana del Santo Rosario. Ed è la preghiera che ravviva la nostra fede ; la preghiera che Maria prende dal nostro labbro, presenta al suo Divin Figlio; con questa intercede da Gesù ogni specie di grazie, specialmente le spirituali , che tengono il primo luogo, anzi, direi , sono il tutto.

Questa preghiera però conviene che abbia la forza e l’efficacia di quelle parole che a Gesù rivolgeva quell’infelice padre a’ piedi del Tabor : Credo, Domine, adiuva incredulitatem meam. Io credo, Signore, aiuta la mia incredulità (Marco IX, 23).

Ed il suo fanciullo che era ossesso dal demonio e steso in terra quasi morto, dopo lo più spaventose convulsioni , fu preso per mano da Gesù, risvegliato, ed alzato. II giovanetto potè allora contemplare il viso amabilissimo del suo Salvatore. In questo giovanetto mi raffiguro l’attuale società e specialmente la crescente generazione , la quale, quasi salutando Satana a suo principe, si dibatte tra le convulsioni delle massime più spaventose , dell’incredulità più stupida, dell’ odio al suo Creatore e Redentore. Sopra di essa si addensano i neri nuvoloni dei castighi che non tarderanno a piombare. Chi la salverà? Le lagrime e la preghiera della Chiesa, il crescere della fede in coloro che rimasero fedeli a Dio, l’invocazione di Colei che fu vergine fedele e tutte le eresie vinse e sterminò nell’universo mondo. Alle preghiere dei giusti presentate da Maria, Gesù benedetto prenderà per mano il miserabile fanciullo, il quale, risanato e rialzato , riconoscerà l’amore di quel Dio che ora rigetta.

Origine e scopo del SS. Rosario.

Ed ecco il fine pel quale il Sovrano Pontefice indice la recita del Rosario in tutto il mondo. Il Rosario è la preghiera della fede e del risanamento delle nazioni. Leggete la storia. Il Santo Rosario fu instituito da Maria SS. per recare la pace alla terra e riconciliarla con Dio. Nel secolo dodicesìmo e decimoterzo l’eresia Albigese, mescolanza dei pìù mostruosi errori e dei costumi più scellerati, infestava orribilmente la Chiesa di Gesù Cristo. La contea di Tolosa, moltissime città della Francia e specialmente la Linguadoca si erano ribellate all’autorità dei Romano Pontefice. Ogni cosa andava a sangue e a tumulto. Coi mezzi umani era impossibile ricondurre la carità fra quei forsennati che avean fatto getto della fede. S. Domenico allora, risoluto di vincere l’eresia, implorò il soccorso della Vergine, di Colei che S. Cirillo avea proclamata nel Concilio di Efeso lo scettro dell’Ortodossia. Venne esaudito. Mentre un giorno stava vegliando in orazione, fu tratto in estasi vide Iddio nell’atto che impugnati colla destra onnipotente tre acutissìmi strali, già stava per iscagliarli sulla terra, per disfarsi di una genia di uomini così superbi, viziosi, corrompitori. Domenico era atterrito a quello spettacolo, quand’ecco comparisce .Maria SS. che rivolgendosi al Divin Salvatore, così gli dice: « Figlio mio! Non dimenticate, ve ne supplico, la vostra misericordiosa bontà. Voi non volete la morte dei peccatori , ma che si convertano a penitenza e siano salvi. Ebbene ! Ecco io stessa mi piglio l’impresa di ricondurvi i traviati sul sentiero della virtù, e gli eretici e gli infedeli alla fede. Calmate il vostro sdegno, buttate lungi da voi quelle folgori, placatevi. Io farò sì che gli uomini a voi si consacrino coll’ossequio della mente, del cuore , della lingua e di tutta insieme la loro persona. » Quindi si rivolgeva a S. Domenico e gli diceva « Domenico ! Comprenda la tua mente il mio pensiero ; va, predica per ogni dove ìl mio Rosario; a te lo raccomando ed ai tuoi figli ; sarà questo pronto ed efficace rimedio a tanti mali. Rosarium institue; hoc tot malis erit remedium.

Domenico al lampo di quella luce divina vide il disegno , la forma , l’ ordine della novella preghiera. La contemplazione dei principali misteri della vita di Gesù Cristo Signor Nostro e della sua Santa Madre forma l’ossequio della mente. La preghiera vocale del Pater, dell’ Ave e del Gloria Patri forma l’ossequio della lingua ; l’affetto che si svolge naturalmente da questo meditazioni e preghiere, ripetute le tante volte e coronate da giaculatorie e Litanie, forma l’ossequio del cuore.

Domenico e i suoi religiosi incominciarono tosto a predicare il Santo Rosario come Maria SS. avealo insegnato, e i popoli presero a recitarlo. In breve tempo le intere popolazioni ritornarono in seno alla Chiesa e quell’eresia dileguossi talmente, che più non ne rimase traccia sopra la terra.

Splendide vittorie ottenute col S. Rosario.

Da quel tempo il Santo Rosario divenne la preghiera non solo dei singoli fedeli , ma della Chiesa universale, tutte le volte che doveasi ricorrere a Maria SS. per aver soccorso contro i nemici della nostra Fede santissima.

Nel 1573 Pio V ne istituiva la festa , in memoria della famosa battaglia di Lepanto , vinta dai Cristiani sui Turchi , il giorno stesso in cui le confraternite del Rosario facevano pubbliche processioni in Roma e in tutto il mondo cristiano.

Nel 1682 i Turchi in numero di duecentomila comparivano sotto Vienna decisi di atterrare quel baluardo dell’Europa cristiana. La Chiesa però non avea dimenticata la sua prima vittoria e neppure avea obliato il patrocinio cui essa la doveva. Di nuovo venne invocata Marìa colla recita del S. Rosario in tutte le chiese ; ed il Turco fu respinto per sempre dalla spada di Giovanni Sobieschi.

Clemente VI stimò egualmente grazia segnalatissima della Madonna la splendida vittoria di Petervaradino riportata nell’Ungheria sulle innumerevoli schiere di Turchi dal principe Eugenio di Savoia, generalissimo delle truppe di Carlo VI imperatore. La battaglia accadde in quello stesso giorno nel quale si celebrava la festa della dedicazione di Santa Maria ad Nives e quasi nello stesso tempo nel quale i Confratelli del Santissimo Rosario nell’alma città di Roma, con pubblica e solenne supplicazione , con ingente concorso di popolo e con gran pompa religiosa imploravano umilmente la potente intercessione della Vergine Madre di Dio aiuto dei Cristiani. Era l’anno 1716.

Sul principiare di questo secolo essendo Pio VII prigioniero di Napoleone prima a Savona poi a Fontainebleau, ai Cristiani , altro più non rimaneva che imitare i fedeli della Chiesa primitiva , quando San Pietro era in prigione ; pregare. Pregava il venerando Pontefice e con lui pregavano tutti i cattolici , implorando l’aiuto di Colei che è detta : Magnum in Ecclesia praesidium: Grande presidio della Chiesa. E Maria, mossa a pietà dei gemiti del Vicario di Gesù Cristo e delle preghiere dei suoi figliuoli, cangiò in un momento le sorti d’Europa e di tutto il mondo. (…)

Il S. Rosario nei tempi passati.

Tante grazie della Madonna, tante indulgenze concesse , resero popolare in tutto il mondo la recita del Santo Rosario e fu tra le cause precipue che la fede si conservasse cosi viva nei cuori , specialmente degl’Italiani. Nei tempi passati il Rosario era la preghiera quotidiana delle famiglie, la preghiera che salutava il sole morente come sospiro a quei giorni eterni nei quali la luce increata più non tramonterà ; era come il sacerdozio del capo di famiglia a cui spettava sempre l’alto onore, mai rinunziato di intuonarlo, era un cantico che consacrava quasi tempio il tetto paterno. Si nasceva, si viveva , si moriva al suono misterioso e di ineffabile dolcezza dell’Ave Maria.

Il Rosario era la prima voce materna che risuonava attorno alla culla del neonato bambino ; era l’ultimo sospiro dei parenti intorno al feretro che veniva deposto nel cimitero all’ombra della croce. Nei giorni dell’afflizione era il gemito che chiamava in soccorso Maria , nei giorni della pace era il cantico dell’allegrezza.

Pochi o nessuno osavano sottrarsi alle santa abitudine di recitarlo tutti i giorni, In sul far della sera, se ti recavi a diporto sulle spiagge del mare, tu udivi dai nobili palagi e dai tuguri dei pescatori uscire il sommesso mormorio del Rosario cui facea eco l’onda , che melanconica rompevasi sulle arene della spiaggia. Se ti inoltravi nei paesi al di là dei monti, dai vigneti, dalle colline, dalle valli, dalle aie delle abitazioni campestri , il venticello ti recava sulle sue ali indistinto e gradito il suono del Santo Rosario. Se ascendevi sulle più alte montagne ascoltavi i pastori raccolti intorno ai loro fuochi ripetere il Santo Rosario; in quella calma sublime rotta solo dalla voce dei torrenti, che dai profondi valloni fanno salire la fioca loro voce , ti parea che come nella visione di S. Giovanni Evangelista gli esseri inanimati si unissero aglì esseri intelligenti per cantare con un cantico immenso le glorie di Dio e di Maria SS. I marinai in mezzo alle sterminate solitudini dell’oceano è col Santo Rosario che incominciavano le loro vigilie e pregavano la stella del mare a guidarli in porto sicuro: ed è con questo Rosario in mano che i Colombo, i Vasco de Gama, i Cavrial e gli altri famosi navigatori scoprivano le isole e i continenti delle Americhe, delle Indie e dell’Affrica.

I re, i capitani, gli intieri eserciti è colla recita del Santo Rosario che si animavano agli eroici combattimenti e pregavano Dio a segnar loro la via della. vittoria. In tempo del celebre assedio di Torino, nel 1707, si vedevano i battaglioni piemontesi anneriti dal fumo e dalla polvere ritornare dalle mura in piazza S. Carlo e posto un crocifisso sovra i tamburi accatastati a modo di altare, recitare il Santo Rosario; e poscia il Santo Rosario precedere il rullo dei tamburi e lo squillo delle trombe che li richiamavano sugli spaldi per rilevare i compagni stanchi dalle pugne continue. Ed allora fu visto un pugno di eroi sostenere , rintuzzare l’impeto di sessantamila nemici e salvare gloriosamente la patria. Oh tempi antichi di fede, ove siete andati? Dovremo dunque disperare il rinnovellarsi di questo glorioso passato ? Dovremo sempre assistere a questo desolante declinar della fede nei cuori ? Non lo credo! Torneranno quei giorni antichi ? Lo spero ! Dio ha fatte sanabili le nazioni. Il cuore degli uomini è nelle mani di Dio, il quale veglia sempre sulla sua Chiesa. La Vergine Benedetta è sempre l’Ausilio dei Cristiani , e eziandio per lei fu detto : Prospera , procede et regna. La preghiera è onnipotente : Petite et accipietis. Adveniat regnum tuum !

Ed ecco perchè il Santo Padre grida a tutto il mondo che si reciti il Santo Rosario. Perchè si accresca la fede nei figliuoli che alla Chiesa rimasero obbedienti e per questa preghiera resa efficace dalla fede più vivida, Iddio per mezzo di Maria riconduca all’ovile le pecorelle smarrite ; e tutti insieme i giusti ed i ravveduti facciano risuonare di bel nuovo la terra coi cantici del S. Rosario.

http://biesseonline.sdb.org/1884/188410.htm

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